F1 ’26: MONTECARLO DI ANTONELLI

F

Tra ritiri eccellenti, rimpianti e due partenze, Antonelli domina nel caos e allunga la leadership approfittando di Russell fuori dalla zona punti, Ferrari in seconda posizione con Hamilton, sulle barriere Leclerc a dieci giri dal termine, sul podio la Red Bull di Hadjar mentre Verstappen non è praticamente partito; tante sorprese compresa la beffa Cadillac e primo punto di Aston Martin.

È

stato atteso per quella doppia veste di storicità dell’evento ma anche dalla consapevolezza di quanto fossero difficili, per non dire impossibili i sorpassi, eppure si è rivelata una prova dell’importanza a prescindere, di mettere a posto ogni singolo dettaglio, come la gestione nervosa ed emozionale dei piloti.
Fantastico Antonelli, capace di prendersi la pole su un circuito “non suo”, davanti di appena quarantatré millesimi rispetto a Verstappen che sembrava aver ipotecato la partenza davanti a tutti, a 19 anni per molti di noi, un weekend del genere non sarebbe venuto così facile nemmeno alla playstation, lui ci è riuscito incorniciando sabato una prestazione superlativa, mettendosi nella vita reale davanti tra Verstappen e Hamilton, ben undici campionati del mondo.
Nel Gran Premio è successo di tutto.
Al semaforo verde l’italiano ha avuto vita facile, considerato lo stallo di Verstappen e la corsa sui binari con tanto di doppiaggio anche al suo compagno di squadra, qualche patema in occasione della bandiera rossa esposta a dieci giri dal termine e seconda partenza dopo l’incidente di Leclerc, gestita in maniera eccellente fino al traguardo, dove l’ordine d’arrivo è stato stabilito al netto delle tante penalità, in una gara difficilissima sul piano delle investigazioni che come detto, al netto della difficoltà dei sorpassi, ha regalato tante emozioni.
Antonelli ha vinto in maniera a dir poco magistrale, diventando il più giovane a farlo sul circuito di Montecarlo, firmando il grand chelem ovvero pole, vittoria, giro veloce e ogni giro in testa.

Perché tralasciando le statistiche, sta riscrivendo la storia oltre l’emozioni non solo degli appassionati italiani…

Se esame doveva considerarsi, è stato superato in pieno, brillantemente, a pieni voti e con lode.
Perché tralasciando le statistiche, sta riscrivendo la storia oltre l’emozioni non solo degli appassionati italiani, il ragionamento in chiave classifica è totalmente dalla sua parte, perché allunga il vantaggio in un weekend in cui Russell è stato sempre dietro, addirittura partito col sesto tempo col distacco di quasi quattro decimi, su una pista da un minuto e dieci secondi (o poco più).
Il britannico negli ultimi giri, nonostante i ritiri ha avuto la possibilità di guadagnare qualche posizione, ma è stato costretto al drive-through, per non avere scontato correttamente una penalità di 5” al pit-stop.
Se non è crisi, poco ci manca, nonostante sia sempre stato considerato un ottimo pilota, bravissimo nei primi anni di carriera con la Williams come nelle recenti stagioni dove aveva condiviso il box con Hamilton, che proveniva dagli anni dei record tali da superare quelli del binomio Schumacher-Ferrari.
Irriconoscibile anche nelle interviste, col rischio di assistere a una triste parabola in quella che doveva essere la sua stagione.
La notizia è quella lanciata dal giornalista olandese Erik van Haren della testata de Telegraaf, secondo cui l’eventuale titolo di Antonelli aprirebbe il clamoroso scenario che metterebbe a rischio il sedile di Russell, tanto che la Mercedes potrebbe persino rescindere il contratto se alla pausa estiva, l’inglese dovesse trovarsi alle spalle dell’italiano nella classifica.
Indiscrezione importante, considerata la fonte sempre ben informata su quanto accade nell’ambiente l’ambiente di Verstappen e della Red Bull, tanto che approfittando dell’eventuale svincolo, Toto Wolff avrebbe la possibilità per tentare l’all-in garantendogli una monoposto competitiva e scatenando inoltre un vero e proprio effetto domino, con la Red Bull interessata a Piastri e in quel caso abbandonando la tradizionale promozione dalla Racing Bulls attuata in questi anni con i vari Lawson, Tsunoda e in ultimo Hadjar.
Tutte ipotesi, dove certe clausole rimangono tra i diretti interessati, ma appare chiaro come l’attuale leadership di Antonelli, ma soprattutto qualora si concretizzasse a fine campionato in qualcosa che per scaramanzia non diciamo, a prescindere potrebbe portare importanti cambiamenti nella prossima griglia.
Per la Ferrari l’esito ha il sapore opposto nello stesso box, inchinatasi a prescindere un pilota in stato di grazia, forte, maturo e superiore visto l’ampio distacco sotto la bandiera a scacchi.
Alla vigilia era considerata una tappa strategica per valutare il telaio su un tracciato dove il motore contava meno, per dimostrare di essere forte nel lento e giocarsi tutto nell’immediato futuro quando la Federazione ufficializzerà la percentuale di deficit dei cavalli per innescare l’Aduo e provare, tramite aggiornamenti alla power-unit, di avvicinare il motore Mercedes accreditato di circa venticinque cavalli in più.
Eppure dopo essere parsa in grande forma nelle libere, Leclerc ha pasticciato enormemente nel Q3 mentre Hamilton non è andato oltre la seconda fila, poi lo stallo di Verstappen in partenza ha fatto la differenza fino alla penalità di cinque secondi inflitta a Hamilton dovuta alla sbavatura di avere infranto il limite di velocità in occasione del pit-stop, che sulla carta sarebbe dovuta essere un regalone per Leclerc, poi appiattita dalla safety-car per l’incidente di Stroll in cui entrambe le Ferrari sono rientrate, infine la frittata a pochi giri dal termine che ha visto il monegasco sulle barriere quando il podio, era oramai alla portata.
La bandiera rossa è stata esposta per valutare le condizioni della pista, per verificare le condizioni delle barriere e dell’asfalto che in curva 19 Antony Noghes, come pure aspirare i pezzettini di gomma depositati nel corso della gara.
Ad ogni modo, la peggiore maniera per festeggiare l’ufficialità del terzo rinnovo di Leclerc, con un accordo pluriennale che gli consentirà di diventare il pilota col maggior numero di Gran Premi disputati al volante della Rossa.
Resta però l’attualità, contraddistinta da problemi e ingenuità, se e ma oramai duraturi, ripartire da Hamilton tirato a lucido come mai dall’esperienza di Maranello, salito nel frattempo al secondo posto nella classifica piloti, può essere l’ago della bilancia.
A tenere a galla la Red Bull (prima della gara) ci aveva pensato come sempre Verstappen, che resta il volto della Formula 1 dentro e fuori dalla pista, bella la sua simpatia nei confronti di Antonelli, quasi a volere dimostrare che se proprio qualcuno debba batterlo, sia contento che a farlo sia l’italiano, di contro senza perdere occasione per punzecchiare Russell con cui notoriamente, ha discusso in seguito ad alcuni duelli in pista: “Kimi sta facendo esattamente quello che deve, specialmente nel confronto con il compagno di squadra. Penso che George si stia grattando un po’ la testa in questo momento.”
Purtroppo il disastroso avvio e immediato ritiro, fotografa una stagione complicatissima, mentre Hadjar (bravo!) col suo primo podio in carriera ha risollevato il morale del team che era stato tramortito in avvio.
A mancare sono state soprattutto le Mclaren, mai della partita col risultato in qualifica tale da penalizzare quello in gara, dove Norris ha subito il secondo stop di fila dopo quello in Canada, mentre Piastri ha concluso in quarta posizione grazie ai ritiri e penalità di chi stava davanti.
I papaya per celebrare lo storico traguardo dei mille Gran Premi disputati, si è vestita diversamente mostrando a Monaco (come avverrà a Barcellona), una livrea celebrativa proprio sul circuito dove Bruce McLaren esordì nel 1966, nell’occasione è stata sfoggiato un’arancione papaya metallizzato e antracite, col numero 1000 sulle pance della MCL40, colorazione che rimarrà non proprio felicemente ricordata per il risultato sul traguardo.
Con così tanti ritiri, penalità e prestazioni negative, c’è stata festa che solitamente sta dietro.
A cominciare dalla strepitosa prestazione della Racing Bulls che porta a casa tanti punti col quinto posto di Lawson e il sesto di Lindblad, muove la classifica anche l’Alpine col settimo posto di Gasly, come pure la Williams con l’ottavo di Albon e la Haas col nono di Ocon.
Fuori dalla zona punti l’Audi, che continua a faticare dopo un’avvio che faceva presagire ben altro.
Diversi i colpi di scena, compreso quello finale arrivato qualche ora dopo la bandiera a scacchi, dove la Cadillac che aveva festeggiato il decimo posto ha perso clamorosamente il primo punto della sua storia per la penalità inflitta a Sergio Perez, vista l’ingenuità di sbagliare il posizionamento in entrambe le partenze, nella prima addirittura occupando la casella lasciata libera da Bortoleto (drive through nel corso della gara), nella seconda per questione di centimetri in quanto la ruota anteriore destra era fuori posizione costata dieci secondi di penalità, a beneficiarne l’Aston Martin di Fernando Alonso, al primo sorriso in una stagione a dir poco tormentata.
Si torna in pista tra pochi giorni a Montmelò (circa 20 km a nord-est di Barcellona) per il Gran Premio di Barcellona-Catalunya, rinominato per la prima volta perché il Gran Premio di Spagna si svolgerà il prossimo 13 settembre sul circuito cittadino ricavato a Madrid.

CLASSIFICA PILOTI – punti
1. Antonelli (Mercedes) – 156
2. Hamilton (Ferrari) – 90
3. Russell (Mercedes) – 88
4. Leclerc (Ferrari) – 75
5. Piastri (McLaren) – 60
6. Norris (McLaren) – 58
7. Verstappen (Red Bull) – 43
8. Hadjar (Red Bull) – 29
9. Gasly (Alpine) – 26
10. Lawson (Racing Bulls) – 26
11. Bearman (Haas) – 18
12. Colapinto (Alpine) – 15
13. Lindblad (Racing Bulls) – 13
14. Sainz (Williams) – 6
15. Albon (Williams) – 5
16. Ocon (Haas) – 3
17. Bortoleto (Audi) – 2
18. Alonso (Aston Martin) – 1
19. Hulkenberg (Audi) – 0
20. Bottas (Cadillac) – 0
21. Perez (Cadillac) – 0
22. Stroll (Aston Martin) – 0




CLASSIFICA COSTRUTTORI – punti
1. Mercedes – 244
2. Ferrari – 165
3. McLaren – 118
4. Red Bull – 72
5. Alpine – 41
6. Racing Bulls – 39
7. Haas – 21
8. Williams – 11
9. Audi – 2
10. Aston Martin – 1
11. Cadillac – 0




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Andrea La Rosa

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