F1 ’26: ANTONELLI VINCE E PREPARA LA FESTA

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Nel Gran Premio degli Stati Uniti vince e domina Antonelli, sul podio Leclerc (Ferrari) e Verstappen (Red Bull), a punti: 4. Hamilton (Ferrari), 5. Norris (McLaren), 6. Hadjar (Red Bull), 7. Piastri (McLaren), 8. Russell (Mercedes), 9. Lawson (Racing Bulls), 10. Gasly (Alpine). Rapido trasferimento a Città del Messico dove si correrà già nel prossimo weekend, l’italiano potrebbe festeggiare pur concludendo in nona posizione.

È

stato senza iniziali pronostici il Gran Premio degli Stati Uniti, perché dopo i muscoli che le Ferrari avevano mostrato nelle libere e Verstappen indicato come favorito al miglior tempo in qualifica, ci aveva pensato Antonelli ancora una volta nel mettere le cose in chiaro, mettendo il marchio su questo Mondiale, abile e perfetto nel fare funzionare una Mercedes parsa leggermente indietro con i recenti aggiornamenti che grattacapi aveva dato a Brackley spesso in bilico tra il sovrasterzo e il sovrasterzo, demolendo tra l’altro, il compagno di squadra Russell con un distacco di oltre quattro decimi sul giro veloce.
Gara dominata, perché dopo essere partito benissimo nonostante la mescola di svantaggio, è stato formidabile sul passo gara mentre dietro, soprattutto nella fase iniziale, Verstappen e Leclerc erano in lotta per la seconda posizione consentendo all’italiano di concentrarsi soprattutto sulla pista davanti e costruire il vantaggio, oltre la capacità di saper gestire le gomme soprattutto nel terzo settore dove aveva maggiormente sofferto il venerdì, facendo funzionare la singola sosta fondamentale alla vittoria finale.
Proprio il pit-stop ha rappresentato il nodo del Gran Premio, perché la situazione ha spinto la Red Bull a cercare un’alternativa per il primo posto, anticipando il passaggio alle due soste considerato come l’identica strategia non avrebbe consentito a prescindere di battere Antonelli, mossa rivelatasi non sufficiente perché l’italiano ha continuato a girare con tempi sempre molto competitivi.
Invece Verstappen ha sofferto anche problemi legati al freno motore e alcuni sensori, quindi viceversa indietreggiato nei confronti di un ritrovato Leclerc e quasi vicino a perdere il podio nei confronti di Hamilton, condizionato per gran parte della corsa con tanto sottosterzo, tale da fare intervenire i meccanici nella seconda sosta per aumentare il carico all’avantreno consentendo di essere maggiormente competitivo.
Una vittoria importantissima per Antonelli, la nona della stagione, oramai a un passo dal titolo perché basteranno solamente due punti che rendono sufficiente un nono posto indipendentemente il risultato di chi segue; la festa domenica prossima a Città del Messico è pronta.

Sorride la Mercedes, presentatasi con l’obiettivo di comprendere le novità che durante le scorse settimane non avevano funzionato, è servito comprenderne il potenziale, estrarlo, riadattare la vettura a un bilanciamento più spostato verso l’anteriore per ritrovare la W17 dominante nella prima parte dell’anno, restano però tanti dubbi nei confronti di Russell, demolito dopo aver concluso a oltre cinquanta secondi.
Seconda forza la Ferrari arrivata nel Texas, presentando sulla parte bianca del cofano motore, il disegno del processo che trasforma l’idea in una monoposto di Formula 1, focalizzando la convinzione che ogni macchina del Cavallino prenda forma da una linea tracciato sul foglio bianco, incorpora schizzi, bozzetti che diventano disegni tecnici mettendo al centro della scena il processo stesso di sviluppo, volendo celebrare il lavoro che prende forma molto prima che una macchina scenda in pista.
In pista è stato completato il quarto (e ultimo) corposo aggiornamento, dimostrazione di reattività e rispetto della programmazione nonostante la distanza da Maranello, con l’obiettivo di consolidare il secondo posto nei costruttori anche se quello principale, rimane almeno un altro successo dopo quello di Hamilton in Spagna e di Leclerc in Gran Bretagna.
La novità hanno riguardato il fondo, la modifica della bocca dei radiatori e il conseguente nuovo andamento delle fiancate, inevitabile come a questo punto della stagione, i dati raccolti della nuova configurazione saranno particolarmente sotto osservazione per comprendere l’orientamento progettuale, dal momento che la prossima Rossa in pista tra pochi mesi nella stagione 2027, potrebbero avere importanti novità rispetto la SF-26 che completerà la stagione in corso.
Indipendentemente l’esito, la Red Bull ha confermato i progressi del recente periodo.
Una bontà dell’enorme passo in avanti compiuto nella fabbrica di Milton Keynes testimoniato dal terzo tempo di Hadjar in qualifica, distante appena trentasei millesimi da Verstappen, segnale indiretto di come il team abbia finalmente risolto persino il problema degli ultimi anni quando il “secondo” pilota, aveva sempre sofferto enormemente l’ombra del compagno al box mentre adesso, la possibilità concreta di spingersi l’un con l’altro, avere un riferimento ma soprattutto contribuire in maniera concreta ai punti nella classifica costruttori che vede concretizzato il recupero sulla McLaren ancora in difficoltà dopo una fase a metà campionato, dove era parsa sbloccare un avvio di stagione in costante difficoltà.
Anche stavolta è stata quarta forza, distante otto decimi dalla pole con la problematica di esprimere prestazioni costanti da un giro all’altro.
Doveroso dedicare alcune righe per Leonardo Fornaroli che, sfumata la possibilità di correre in Haas, ha avuto rinnovato la fiducia della McLaren confermando il ruolo di terzo pilota e riserva della squadra in Formula 1, mentre il suo programma si arricchirà col debutto nel World Endurance Championship al volante della nuova McLaren Hypercar, proseguendo in questo modo la crescita per farsi trovare pronto qualora si presentasse l’opportunità e tornare a gareggiare riportando il marchio di Woking nella massima categoria dell’Endurance.

Con i quattro top-team nelle prime otto posizioni, agli altri sono rimaste le briciole.
Non più una sorpresa la Racing Bulls, oramai costantemente prima forza del centro gruppo, facendo leva su novità aerodinamiche che hanno spinto in avanti gli equilibri della VCARB 03, dove la nona posizione di Lawson conferma il divario sull’Alpine (decimo Gasly).
Fuori dalla zona punti tutti gli altri, a cominciare dalla Haas presentatasi nella gara di casa attirando l’attenzione per due importanti novità, la prima di tipo commerciale vestendosi con una livrea speciale chiamata Godzilla Minus Zero, titolo del film che uscirà nelle sale cinematografiche nelle prossime settimane, più importante l’annuncio di Rafael Camara che prenderà il posto di Esteban Ocon.
Il giovane brasiliano protagonista delle serie minori, fa parte del programma di giovani piloti della Ferrari (come Bearman), rafforzando il legame tra la Scuderie che vede già in essere la fornitura di power-unit.
Ai margini della top-ten l’Audi con l’undicesimo posto di Hulkenberg, mentre entrambe le Williams hanno concluso addirittura dietro le Aston Martin, sulla cui difficile situazione è stata interessante la recente intervista a Koji Watanabe, grande capo dimissionario del reparto corse HRC che mettendoci la faccia ha raccontato all’edizione giapponese di motorsport.com, l’origine degli enormi problemi tali da caratterizzare il disastro di una scuderie attesissima a inizio anno: “Abbiamo iniziato lo sviluppo tardi, anche se lo studio per la F1 non si è mai fermato del tutto. Tuttavia, quando abbiamo annunciato il ritorno alla Formula 1 nel 2023, l’abbiamo fatto con un anno di ritardo rispetto agli altri, e c’è voluto del tempo per mettere a punto i sistemi di lavoro. È per questo che abbiamo perso quasi due anni. In questo contesto, abbiamo deciso di concentrarci innanzitutto su batterie e ibrido, e in questo ambito credo che siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi prefissati. Ma, di conseguenza, lo sviluppo del motore a combustione Honda ha subito un ritardo.”
Un vero e proprio flop del binomio Aston Martin-Honda che sul piano della progettazione e dello sviluppo, rimarrà uno dei grandi temi del 2026 che va concludendosi.
Infine poco o nulla è cambiato sul piano della competizione per la Cadillac, che nella gara di casa ha voluto omaggiare una livrea diversa, ispirata da combinazione di bianco e nero con decorazioni stile western che hanno ricordato i ricami tipici dell’abbigliamento da cowboy.

La caratteristica principale è l’altitudine di oltre 2.220m sul livello del mare, fattore che insieme al lunghissimo rettilineo principale, obbliga tutti i team a particolari accorgimenti…

Si torna in pista domenica prossima in Messico, recente gradito ritorno dove si era già corso dal 1963 al 1970, poi la ripresa dal 1986 al 1992, ulteriore pausa fino ai tempi recenti dal 2015 al 2019, adesso con la denominazione Gran Premio di Città del Messico dal 2021.
Un cambio dovuto a diversi accordi commerciali e di promozione turistica voluti dal governo locale della capitale, che indirettamente evidenzia il supporto finanziario diretto della metropoli messicana.
Inaugurato all’inizio degli anni Sessanta, l’originario tracciato era noto come Magdalena Mixucha, poi negli anni Settanta cambiò nome per onorare i fratelli Rodriguez, piloti messicani entrambi sfortunatamente scomparsi in giovane età, Ricardo nel 1962 durante le prove del Gran Premio di casa non valido per il mondiale, Pedro nel 1971 in una gara al Norisring.
Approfondendo ancora i protagonisti, Ricardo era considerato un predestinato, per lungo tempo il più giovane pilota di sempre a debuttare in Formula 1, Pedro un campione eccezionale, famoso anche per la capacità di guida sul bagnato.
Un bel gesto l’intitolazione, perché la globalizzazione della Formula 1 rappresenta il migliore strumento per tramandare i loro nomi alle attuali giovani generazioni e quelle che verranno.
Tornando ai giorni nostri, la nuova collocazione è stata resa possibile grazie agli ammodernamenti dell’impianto, tra tutti la modifica della famosa e pericolosa curva parabolica ad alta velocità adesso accorciata, un restyling in generale che ha compreso lo scenico passaggio delle monoposto nello stadio di baseball, tale da generare un’arena naturale per decine di migliaia di tifosi in un contesto a dir poco unico in tutto il mondiale.
Una spinta inevitabilmente resa possibile anche dalla presenza del pilota connazionale Sergio Perez, idolo assoluto dei tifosi locali, che forse nella sua carriera ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato, soprattutto nel duro ultimo periodo alla Red Bull, adesso rientrato in griglia e impegnato con la sua esperienza a fare crescere la Cadillac nella stagione di esordio.
La caratteristica principale è l’altitudine di oltre 2.220m sul livello del mare, fattore che insieme al lunghissimo rettilineo principale, obbliga tutti i team a particolari accorgimenti a cominciare proprio dalla rarefazione dell’aria che genera meno carico aerodinamico, attenzione ai sistemi di raffreddamento e dunque in generale all’affidabilità delle componenti, perché comunque le velocità di punta resteranno alte in virtù delle minore resistenza dell’aria, sotto osservazione la sollecitazione dei freni, in particolare modo la forte decelerazione della prima staccata e quelle ripetute nella zona mista.
Volendo considerare la precedente denominazione, è affascinante incontrare insieme i nomi del passato, recenti e attuali, infatti come Gran Premio del Messico l’albo d’oro ha scritto con due vittorie Clark, Mansell, Prost, Hamilton e Verstappen, mentre in tempi recenti come Gran Premio di Città del Messico ha vinto tre volte Verstappen, poi Sainz e infine Norris la scorsa stagione; di seguito il programma.
Venerdì 30 Ottobre
Prove libere I: ore 19;30.
Prove libere II: ore 23;00.

Sabato 31 Ottobre
Prove libere III: ore 18;30.
Qualifiche: ore 22;00.

Domenica 1 Novembre
Gran Premio: ore 21;00.

CLASSIFICA PILOTI – punti
1. Antonelli (Mercedes) – 365
2. Russell (Mercedes) – 242
3. Hamilton (Ferrari) – 241
4. Verstappen (Red Bull) – 236
5. Leclerc (Ferrari) – 233
6. Norris (McLaren) – 211
7. Piastri (McLaren) – 144
8. Hadjar (Red Bull) – 105*
9. Lawson (Racing Bulls/Red Bull) – 77**
10. Gasly (Alpine) – 42
11. Lindblad (Racing Bulls) – 38
12. Colapinto (Alpine) – 27
13. Bearman (Haas) – 23
14. Hulkenberg (Audi) – 13
15. Bortoleto (Audi) – 10
16. Sainz (Williams) – 7
17. Ocon (Haas) – 7
18. Alonso (Aston Martin) – 7
19. Albon (Williams) – 5
20. Tsunoda (Racing Bulls) – 1***
21. Bottas (Cadillac) – 0
22. Perez (Cadillac) – 0
23. Stroll (Aston Martin) – 0

* saltato per infortunio i Gp dei Paesi Bassi, Italia e Spagna;

** 14 punti con la Red Bull nel Gp dei Paesi Bassi in sostituzione dell’infortunato Hadjar;

*** titolare nei Gp dei Paesi Bassi, Italia e Spagna in sostituzione di Lawson.


CLASSIFICA COSTRUTTORI – punti
1. Mercedes – 611
2. Ferrari – 474
3. McLaren – 355
4. Red Bull – 355
5. Racing Bulls – 102
6. Alpine – 69
7. Haas – 30
8. Audi – 23
9. Williams – 12
10. Aston Martin – 7
11. Cadillac – 0



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Andrea La Rosa

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