F1 ’25: (S)PROFONDO ROSSO

F

Quarto posto nella classifica costruttori senza mai un lampo, una gioia, una vittoria. Riepiloghiamo in ciascun weekend, una stagione (l’ennesima) amara di risultati, rispetto a dodici mesi addietro quando la Ferrari aveva conteso il titolo alla McLaren, anche stavolta ripetendo la storia di aver interrotto anzitempo gli sviluppi per puntare alla macchina del prossimo ciclo regolamentare.

U

na stagione cominciata con buoni propositi, poi generata in un film purtroppo già visto, con un finale peggiore dei precedenti.
Di Leclerc in questi anni si è detto molto, è stato il faro della Scuderia che grazie a lui, è salita sul podio in diversi appuntamenti, purtroppo l’ennesimo campionato per vedere vincere altri nonostante aver dato tutto e oltre.
L’iniziale esaltazione mediatica per l’arrivo di Hamilton non ha purtroppo generato i risultati attesi, spento, demerito forse di un ambiente da conoscere dopo i tanti anni trascorsi in Mercedes, al pari di una macchina nata male, con l’attesa di capirla e aggiornarla senza venirne a capo.
La SF-25 ha raramente trovato una condizione ottimale, che sia stato circuito cittadino o permanente, contraddistinto da curve veloci o lente, oppure in condizioni meteo di pioggia, caldo o freddo, anche nelle dichiarazioni, sarebbe stato più logico affermare di non esserci verso, mentre la sensazione è che Vasseur abbia fatto da parafulmine.
Un progetto troppo ambizioso rivelatosi fragile, dove le modifiche introdotte per migliorare la precedente SF-24 sono finite per diventare troppo sensibili alle altezze da terra, cui nemmeno la tanta attesa nuova sospensione posteriore ha saputo definitivamente porre rimedio.
Il 2025 è oramai il passato, riavvolgiamo il nastro di questo lunghissimo e purtroppo anonimo campionato.

Australia (8° Leclerc – 10° Hamilton)
Il risultato riporta tutti con i piedi per terra.
E’ già un ricordo l’entusiasmo mediatico di vedere Hamilton in rosso, oltre la fiducia in considerazione degli ottimi risultati nella seconda parte del precedente campionato.
In qualifica non si va oltre la quarta fila, in gara i valori non migliorano perché le McLaren fanno corsa a sé fino l’arrivo della pioggia che scombussola i piani e anche qui, non paga la scelta di rimanere un giro in più con la gomma d’asciutto.

Cina (gara sprint: 1° Hamilton – 5° Leclerc) / (Gp: entrambi squalificati)
Nella qualifica della prima gara sprint della stagione, arriva il graffio di Hamilton che fa segnare il giro più veloce, in seconda fila Leclerc con i presupposti di una Ferrari ritrovata, in gara ancora Hamilton vince grazie alla superlativa gestione delle gomme, quinto Leclerc come antipasto di una Ferrari ritrovata.
Subito azione con la qualifica del Gran Premio con i ferraristi in terza fila, mentre la gara rimane sottotono conclusa con Leclerc in quinta e Hamilton in sesta posizione, entrambi fortunati al via quando un contatto avrebbe potuto avere conseguenze più serie.
Qualche ora dopo la bandiera a scacchi, arriva il punto più basso di questi anni con la squalifica di entrambe le vetture, Leclerc per irregolarità nel peso minimo e Hamilton per eccessiva usura del fondo.

Giappone (4° Leclerc – 7° Hamilton)
In qualifica le rosse non vanno oltre il quarto e ottavo tempo rispettivamente di Leclerc e Hamilton, in gara mai protagoniste.
Leclerc in difesa su Russell per l’analoga posizione senza mai impensierire il podio, mentre Hamilton recupera una sola posizione seppur con la strategia iniziale della gomma dura e quella media che nella seconda parte non aiuta a recuperare altre posizioni.

Bahrein (4° Leclerc – 5° Hamilton)
Si presentano i primi aggiornamenti sulla vettura per cercare di sopperire alle problematiche legate soprattutto l’altezza dal terra, in qualifica Leclerc è in prima fila mentre Hamilton non va oltre la nona posizione.
Gran Premio con una strategia diversa rispetto alla concorrenza, non aiuta la safety car perché col senno del poi, potrebbe avere condizionato la scelta di partire con gomma media per sfruttare la morbida nell’ultimo stint.
Leclerc chiude a un passo dal podio dopo essere stato superato a pochi giri dal termine dalla McLaren di Norris, poco dietro Hamilton con difficoltà di adattamento.
Piccoli segnali di risveglio, nella consapevolezza che ancora rimane molto da lavorare per quello il marchio e la storia impone.

Arabia Saudita (3° Leclerc – 7° Hamilton)
La Rossa riduce i margini dalle macchine davanti ma rimane terza/quarta forza, manifestando difficoltà soprattutto nel primo settore, quello più selettivo che fotografa la situazione.
In gara torna sul podio con una straordinaria prestazione di Leclerc molto vicino alle prime posizioni, perfetto nella gestione delle gomme che poi ha fatto al differenza nella fase finale, purtroppo impalpabile Hamilton, quasi mai inquadrato dalle telecamere tranne pochi giri di lotta con Norris.

Miami (gara sprint: 3° Hamilton – sulle barriere Leclerc) / (Gp: 6° Leclerc – 7° Hamilton)
E’ il secondo weekend col format della gara sprint, dove la Ferrari si presenta con una livrea non troppo piaciuta ai tifosi, caratterizzata dal blu e bianco (colori del marchio title sponsor) posizionati sul posteriore del cofano motore e alettoni, per celebrare un anno di collaborazione col colosso informatico americano che però, visto l’abbinamento dei colori col tradizione rosso, causa tante critiche da consigliare il reparto della comunicazione a limitare i commenti.
In pista non va meglio, nella qualifica sprint non si va oltre la terza fila mentre nella gara sprint, Leclerc va sulle barriere nel giro di formazione dopo essere uscito con la gomma intermedia quando sarebbe stato meglio montare la full-wet, Hamilton con grande tempismo a pochi giri dal termine, cambia le gomme e sale in terza posizione approfittando del caos finale.
Nelle qualifiche del Gran Premio è purtroppo quinta forza, in gara entrambe le Ferrari concludono dietro la Williams di Albon, palesando una crisi tecnica e di gestione interna dei piloti con infuocati team radio sulle posizioni da scambiare per chi fosse più o meno veloce rispetto all’altro.
Non rimane che grattarsi la testa per capire come migliorare la SF-25, il divario dalle McLaren si attesta sul minuto sotto la bandiera a scacchi.

Made in Italy ed Emilia Romagna (4° Hamilton – 6° Leclerc)
Si materializza un disastro che conferma tutte le difficoltà di entrambi i piloti fuori dal Q3, con l’aggravante dell’enorme delusioni dei tanti sostenitori, cui si aggiunge la frustrazione nelle dichiarazioni e il tempo in qualifica persino peggiore di quello fatto segnare nella stagione precedente.
Nel Gran Premio la prestazione è decisamente diversa, all’attacco in virtù di un passo gara migliore rispetto alle monoposto davanti, dove tra virtual safety-car, safety-car e strategia, Hamilton chiude ai piedi del podio mentre su Leclerc, col senno del poi, forse sarebbe stato opportuno montare la gomma soft negli ultimi giri dopo la ripartenza.

Monaco (2° Leclerc – 5° Hamilton)
Nelle strette strade di Montecarlo, la Ferrari ritrova una competitività insperata con Leclerc in grande spolvero nelle tre sessioni di prove libere, vicinissimo alla pole e partito dalla prima fila, con Hamilton settimo solamente perché penalizzato di tre posizioni causa impeding su Verstappen durante le qualifiche.
L’obbligo di due soste per tutti i piloti prevede un rebus in gara, ma tranne qualche chiaro gioco di squadre soprattutto di scuderie a centro gruppo, si conclude col solito trenino.
Leclerc chiude in seconda posizione tra le McLaren, Hamilton risale col passo gara e la strategia durante il cambio gomme senza però risalire oltre il quinto posto.

Spagna (3° Leclerc – 6° Hamilton)
E’ il weekend dell’attesa nuova direttiva sulle nuove ali anteriori sottoposte a una maggiore rigidità sulla flessione dei materiali, che in verità cambia poco o nulla.
Le qualifiche sono ancora sotto le aspettative perché le McLaren fanno il vuoto, la Ferrari manca pure la seconda fila in una sessione opaca e al di sotto delle aspettative, tuttavia quella di Leclerc è giustificabile secondo la disponibilità di un set di gomme nuove per la gara.
Al semaforo verde, proprio Leclerc parte molto forte, poi dopo un buon passo gara trova il jolly della safety-car e supera Verstappen per il podio che giunge in maniera forse inaspettata ma voluta, Hamilton termina più dietro.

Canada (5° Leclerc – 6° Hamilton)
E’ una fase dove si rincorrono le voci di malumori interne, secondo autorevoli firme giornalistiche che lanciano indiscrezioni sulla posizione non più tranquilla di Fred Vasseur come team principal e la possibilità che Leclerc nonostante abbia giurato eterno amore, sia in realtà stanco di essere un eterno “predestinato”.
Il weekend per il monegasco comincia malissimo, perché sbatte pesantemente dopo pochi minuti della prima sessione di libere riportando danni che costringono alla sostituzione del telaio, saltando tutta la seconda sessione.
In qualifica c’è rammarico per il monegasco, caduto in errore sotto il disturbo dell’aria sporca di Hadjar dopo aver fatto segnare il migliore tempo nel primo settore che fino a quel momento, era il tratto dove le Rosse avevano faticato maggiormente.
Hamilton parte in quinta posizione e Leclerc in ottava, con una frustrazione che lascia ben sperare, vista la consapevolezza che la vettura avesse il potenziale per la seconda o addirittura prima fila, poi gara anonima con una posizione guadagnata sul finale per l’incidente davanti tra Piastri e Norris che mettere fuori gioco l’inglese.

Austria (3° Leclerc – 4° Hamilton)
La novità più importante sulla macchina è l’introduzione di un nuovo fondo.
Sono miste le sensazioni dopo le prove libere del venerdì, senza nessuna crisi evidente, ma neanche l’impressione di avere in mano una monoposto in grado di fare la differenza.
Il tempo in qualifica permette a Leclerc di partire in prima fila e Hamilton dalla seconda, seppur con un distacco pesante dalla McLaren di Norris, concretizzato un salto in avanti ed estraendo finalmente quel potenziale spesso evidenziato dal team principal Vasseur, mettendosi dietro Red Bull e Mercedes.
Un risultato importante che ha posto le basi in ottica gara, con Leclerc sul podio seguito da Hamilton, ma soprattutto tanti punti sulle più dirette rivali, considerato l’incidente di Antonelli che nelle prime curve ha messo fuori gioco pure Verstappen.

Gran Bretagna (4° Hamilton – 14° Leclerc)
A Silverstone nelle sessioni di libere, è certamente la migliore Ferrari vista in questa complicata stagione 2025, con un ottimo stato di forma nei tratti veloci che rappresentano l’habitat naturale della SF-25.
Alla vigilia della qualifica però, permane l’incognita sulla prestazione del giro secco, per questo la terza fila è da considerarsi purtroppo un flop, buttando via la Q3 e posizioni migliori che avrebbero sicuramente giovato in condizioni di partenza come in tutto la gara.
Poi in gara la pioggia ha reso tutto imprevedibile, con Hamilton che ha dovuto arrendersi alla straordinaria favola di Hulkenberg e la Sauber sul podio, giornata completamente da dimenticare per Leclerc, cui dapprima era stata scelta una strategia più aggressiva con la sosta per montare la gomma d’asciutta dopo il giro di formazione rivelatasi troppo anticipata, ancora una serie di errori in un Gran Premio dove tutto è girato storto.

Quello che voglio è lottare per le vittorie, quindi sicuramente la SF-25 non è una macchina che ci mancherà.

C. Leclerc, dopo le qualifiche del Gran Premio di Las Vegas

Belgio (gara sprint: 4° Leclerc – 15° Hamilton) / (Gp: 3° Leclerc – 7° Hamilton)
La Ferrari giunge con l’attesa per il riscontro della nuova sospensione posteriore, provata nei giorni precedenti in un filming day sul circuito del Mugello, con l’obiettivo di controllare meglio l’altezza da terra della monoposto e di conseguenza una migliore finestra di funzionamento delle gomme, oltre ad avere un posteriore più stabile in frenata, tra i punti deboli del 2025.
Purtroppo le cose non migliorano, perché Hamilton è fuori in Q1 nella qualifica sprint, nella successiva gara sprint Leclerc scatta benissimo ma deve conclude giù dal podio, mentre il britannico senza riuscire a rimontare.
Ancora azione con le qualifiche, dove Hamilton è nuovamente escluso dalla Q1 e Leclerc parte dalla terza fila.
La pioggia della domenica rende tutto (almeno inizialmente) imprevedibile, tanto che sulla macchina del britannico vengono apportando delle modifiche e smarcate nuove componenti motoristiche con la conseguente partenza dalla pit-lane.
Alla bandiera a scacchi, Leclerc sale sul podio dopo aver guidato brillantemente tenendo dietro Verstappen, si vede il migliore Hamilton della stagione, forte con sorpassi in condizioni di precarietà e perfetta la strategia della Ferrari che anticipare il cambio della gomma da intermedia ad asciutto, tale da guadagnare molte posizioni.
Un bottino di punti che seppur lontano dal vertice, conferma e soprattutto allunga il secondo posto sui costruttori rispetto a Mercerdes e Red Bull.

Ungheria (4° Leclerc – 12° Hamilton)
A ridosso del weekend è ufficiale viene il prolungamento del contratto per il team principal Vasseur, che guiderà la Rossa nel prossimo ciclo regolamentare come segno di continuità.
Nelle libere le McLaren fanno il vuoto, in qualifica Leclerc è strepitoso perché trova i millesimi per partire dalla pole position in maniera assolutamente inaspettata, Hamilton purtroppo non supera il taglio del Q2 ed è un momento nerissimo con dichiarazione abbastanza sconfortanti, evidenziando lui stesso, che forse la Ferrari necessiterebbe di un altro pilota.
Al semaforo verde il monegasco mantiene la testa, poi la strategia come il passo gara delle McLaren sono fattori ancora troppo superiori rispetto una Ferrari seppur crescita, Leclerc finisce purtroppo giù dal podio crollando negli ultimi giri anche per altre problematiche, superato negli ultimi giri da Russell, mentre Hamilton non entra nella zona punti.

Paesi Bassi (Hamilton sulle barriere – Leclerc incidente con Antonelli)
Il rientro dalle ferie non vede progressi, le Ferrari non sono mai della partita a cominciare dal venerdì, dove nelle sessioni delle libere la SF-25 è parsa impresentabile, poi solamente con il lavoro notturno si è trovata una direzione per mettersi quanto più possibile davanti in qualifica (sesto Leclerc – settimo Hamilton).
Un disastro il Gran Premio, con Hamilton sulle barriere in maniera autonoma dove aver allargato una traiettoria probabilmente con eccessiva fiducia laddove il pitturato dello sponsor era diventato scivoloso dalla seppur leggera pioggia, obbligando la direzione gara alla safety-car e penalizzando Leclerc che poco prima aveva effettuato il pit-stop.
Il monegasco si riprende la posizione di Russell con una manovra eccezionale, ma costretto al ritiro per un contatto di Antonelli in lotta per la quinta posizione; epilogo amarissimo.

Italia (4° Leclerc – 6° Hamilton)
Livrea speciale per l’occasione di festeggiare il 50esimo anniversario del primo titolo iridato vinto da Lauda, con una colorazione ispirata alla 312 T guidata anche da Ragazzoni.
In qualifica manca il guizzo che sembrava possibile, Leclerc è quarto mentre Hamilton nonostante il quinto tempo parte decimo, per l’inspiegabile ed esagerata sanzione della settimana scorsa quando a Zandvoort, secondo i commissari non aveva rallentato a sufficienza in quel giro di formazione.
Ci ha provato Leclerc soprattutto all’inizio, dovendo inevitabilmente fronteggiare gli attuali valori, ha rimontato Hamilton ma purtroppo entrambi, mai pienamente in lotta per salire sul podio.

Azerbaigian (8° Hamilton – 9° Leclerc)
A Baku giungono le indiscrezione di una Ferrari oramai pienamente impegnate nel progetto 2026, dunque senza più aggiornamenti da qui al termine del campionato, salvo rapportare col materiale a disposizione, la migliore configurazione secondo le caratteristiche dei tracciati cui resta da correre.
Dopo un venerdì incoraggiante, il sabato si torna con i piedi per terra.
Le qualifiche sono a dir poco negative, con Hamilton escluso in Q2 e Leclerc sulle barriere durante il Q3, in una fase di pista umida per la leggera pioggia, dovendo fare i conti col minor grip della gomma media non appena era scesa la temperatura.
Antipasto di un Gran Premio a dir poco difficile, specchio di una situazione molto preoccupante perché il momento è particolarmente fallimentare, dopo qualche squillo nei primi giri, le Rosse non sono mai in lotta per il podio.

Singapore (6° Leclerc – 7° Hamilton)
In netto contrasto rispetto a Red Bull e Mercedes, che portano soluzioni per migliorare le prestazioni mettendosi in lizza per il secondo posto dei costruttori, la Rossa sembra invece aver deciso di abbandonare la rincorsa scegliendo di concentrare ogni energia sul progetto 2026.
Un brutto pasticcio in pit-lane, poteva finire male nella seconda sessione di libere, visto il contatto tra Norris e Leclerc uscito dal suo settore di competenza venendo in contatto col pilota McLaren finito contro le barriere, con la Federazione che sanzionato il team di 10mila euro senza penalizzare il monegasco sulla griglia, dove il collegio dei commissari ha sicuramente preso atto dei precedenti per questo tipo di violazione.
Un’altra penalità scampata è quella di Hamilton, investigato nella terza sessione di libere per non avere rispettato il tempo minimo richiesto in regime di bandiera rossa.
In qualifica la terza fila è il massimo risultato, podio lontanissimo nel Gran Premio dove vince la Russell (Mercedes) e Verstappen (Red Bull) davanti Norris accorcia nella classifica piloti su Piastri.

Stati Uniti (gara sprint: 4° Hamilton – 5° Leclerc) / (Gp: 3° Leclerc – 4° Hamilton)
Dalla fase di avvicinamento al weekend di Austin sembra emergere una fase di crocevia, con dichiarazioni soprattutto dell’entourage di Leclerc che fanno capire come il 2026 possa essere l’anno di svolta qualora la prossima macchina non fosse competitiva per la vittoria.
L’inizio non è brillante, poi nella gara sprint il risultato a ridosso del podio (anche grazie i ritiri di chi stava davanti come il patatrac delle McLaren) consegna fiducia, ma soprattutto conoscenza su quale direzione intraprendere.
Passo in avanti confermato rispetto al venerdì, tanto che nelle qualifiche, Leclerc sfiora la prima fila e Hamilton parte dalla quinta posizione per una manciata di millesimi.
Nel Gran Premio la strategia di Leclerc è di attacco differenziando la mescola gomma rispetto a Norris, venendo superato solamente nel finale, quarto Hamilton in ripresa dopo la pausa estiva.

Città del Messico (2° Leclerc – 8° Hamilton)
Dopo Austin si giunge nella capitale messicana con rinnovata fiducia, per concludere nella migliore maniera possibile una stagione a dir poco difficile, a questo punto del campionato senza ancora una vittoria.
Una sabato finalmente da protagonista, con la SF-25 migliorata nella gestione delle gomme, la zampata in qualifica è importante, perché Leclerc segna il secondo tempo e dunque parte della prima fila accanto Norris in pole, lo stesso Hamilton immediatamente dietro sulla terza casella.
Nel Gran Premio la strategia funziona, Leclerc termina secondo e sale sul podio per la seconda consecutiva, anche aiutato sul finale dalla virtual safety-car tenendo dietro Verstappen come al solito indemoniato nel tentativo di fare l’impossibile per recuperare punti nella classifica piloti.
Ottavo Hamilton, penalizzato di dieci secondi forse eccessivamente, per non aver seguito le indicazioni della Direzione Gara nel rientro in pista durante i primi giri di gara, proprio con Verstappen, tagliando la via di fuga e traendone vantaggio.

San Paolo (gara sprint: 5° Leclerc – 7° Hamilton) / (Gp: entrambi ritirati)
In Brasile con ottimismo dopo i precedenti due podi consecutivi, tuttavia il weekend non inizia benissimo e finisce peggio.
Qualifica sprint in difficoltà, ottavo e undicesimo tempo rispettivamente per Leclerc e Hamilton, poi nella gara sprint entrambe in zona punti, Leclerc dopo un’estenuante battaglia con Alonso superato negli ultimi giri, mentre Hamilton autore di una bella partenza.
Nuovamente in pista per le qualifiche, dove Leclerc è ancora una volta preciso e determinante nel piazzare la Ferrari n.16 in terza posizione, più lontano Hamilton costretto alla settima fila.
Gran Premio purtroppo da dimenticare.
Per Hamilton tamponato al via da Sainz e poi dopo aver danneggiato l’ala anteriore nel primo giro.
Per Leclerc totalmente incolpevole da un contatto di Antonelli rimbalzato dall’incidente innescato da Piastri (penalizzato di dieci secondi).

Las Vegas (4° Leclerc – 8° Hamilton)
In qualifica la pioggia è un fattore che rende imprevedibile la sessione, dove affondano le Rosse.
Soprattutto Hamilton partito addirittura in ultima posizione, in carriera mai così in basso in normali condizioni di qualifica, non oltre la quinta fila Leclerc staccato però di quasi due secondi dalla pole di Norris in stato di grazia e deciso a suggellare la rimonta verso il titolo.
In gara entrambe le macchine concludono in zona punti, ma lontanissime dal podio e una strategia che nel caso di Leclerc, magari anticipata di un giro, avrebbe potuto permettere di stare davanti di una posizione.
Un Ferrari alle prese con tante polemiche, perché nei giorni precedenti Elkann forse incautamente aveva detto in maniera fin troppo mediatica ai propri piloti di pensare a guidare, Leclerc dopo il distacco rimediato in condizioni di pista bagnata, ha uno sfogo non accettando il distacco e accusando la Ferrari in questi sette anni, di non avergli mai dato una macchina buona in condizioni di pioggia (e non solo aggiungiamo noi).
Un’annotazione pesante che rispecchia una crisi, superabile con una prestazione che non arriva e da pasticci purtroppo sempre frequenti divenuti alibi della sconfitte, fuori anche dalla lotta per il secondo posto nella classifica costruttori.
Le posizioni finali sono frutto della squalifica di entrambe le McLaren, per eccessiva usura del plank generando irregolarità sul fondo.

Qatar (gara sprint: 13° Leclerc – 17° Hamilton) / (Gp: 8° Leclerc – 12° Hamilton)
Nell’ultimo weekend della stagione caratterizzato dal format della gara sprint, è forte l’ombra dell’Aston Martin (Newey nuovo team principal) su Leclerc con tanti rumors che spingono il monegasco lontano dalla Ferrari, qualora la macchina del prossimo anno non fosse competitiva nelle prime gare.
Nella qualifica sprint, Leclerc non va oltre il nono tempo mentre Hamilton è addirittura nelle ultime posizioni, manifestando una crisi senza via d’uscita, spento a livello mentale quasi ad aver finito la stagione dopo il 20esimo posto sulla griglia di Las Vegas, anche in modo polemico nelle interviste ci ha tenuto a dire che “la macchina non aveva niente di più da dare”, una crisi profonda e considerato il numero di avversari inseriti, risulta la sesta forza con un potenziale che non permette di riprendere la Mercedes nei costruttori.
Altra figuraccia nella qualifica del Gran Premio, con Leclerc non oltre la quinta fila e Hamilton ancora nelle ultime posizioni dopo essere stato nuovamente escluso in Q1, che condiziona una gara priva di spunti e senza alcun accenno di rimonta.

Abu Dhabi (4° Leclerc – 8° Hamilton)
Titoli di coda e saluti finali sul tramonto di Abu Dhabi, in qualifica ennesima eliminazione in Q1 di Hamilton mentre Leclerc segna il quinto tempo, nel Gran Premio il monegasco è autore di una splendida gara, per lungo tempo vicino al podio di Norris che si laurea campione del mondo, rimonta Hamilton che chiude nella zona punti.

Autore

Andrea La Rosa

Aggiungi un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Andrea La Rosa

Segui Sport One

Tag più frequenti

Categorie