Ad Abu Dhabi, dopo inutili polemiche che avevano accompagnato l’immediato post-Qatar, domina Verstappen mentre Norris si laurea campione del mondo accontentandosi del terzo posto; secondo Piastri. Quarta posizione per Leclerc che chiude l’annata con una grande gara, infine un pensiero a Carlo Vanzini, da diversi anni voce della Formula 1 in Italia alle prese con problemi di salute.
Era stata una vigilia intensa col semaforo verde in pieno tramonto, che iconicamente ha chiuso una lunghissima stagione in cui classifica costruttori a parte, quella piloti è stata caratterizzata da una lotta a tre fino l’ultimo Gran Premio.
Da una parte due piloti che hanno guidato un’astronave, con Norris capace di cambiare rotta dopo l’estate a discapito di Piastri che viceversa, aveva sprecato tutto il vantaggio in un pesante e lungo passaggio a vuoto.
Dall’altra parte uno strepitoso Verstappen con buona pace delle papaya rules che talvolta sono state un boomerang, dimostrando di non avere vinto i suoi titoli quando ha guidato una vettura superiore alla concorrenza, ma grazie ad un contesto di astuzia, caparbietà, bravura dentro e fuori la pista, che lo rendono tra i piloti più iconici nella storia della Formula 1.
Pur essendo la competizione dove i numeri contano di più in assoluto, il binomio Verstappen-Red Bull ha saputo sfuggire alla matematica, dimostrando come talvolta per primeggiare non serve essere più forti ma avere la capacità di leggere le gare meglio e prima di tutti, com’era avvenuto la settimana precedente in Qatar, quando le McLaren in occasione della safety-car nei primi giri, per evitare un traffico che in realtà non c’era mai stato, per paura di cedere le posizioni, non avevano ricevuto la chiamato dal muretto per un autogol costato il successo di Piastri, il podio di Norris e tenendo in corsa proprio Verstappen vittorioso con la mossa opposta di anticipare il pit-stop.
POLEMICHE INUTILI
A seguito di una ferocia agonistica che incautamente a caldo del post-Qatar, aveva portato il dirigente Helmut Marko ad attaccare Antonelli per l’errore commesso nell’ultimo giro che aveva permesso a Norris di guadagnare la quarta posizione ma soprattutto due importanti punti in ottica campionato, una dichiarazione piuttosto imbarazzante durante respinta da Toto Wolff definendolo “senza cervello”, considerato come il pilota italiano della Mercedes stava lottando per il podio e in parallelo contribuire al secondo posto della classifica costruttori.
Vicenda trasformatasi da semplice episodio sportivo a caso umano, perché nelle ore successive, Antonelli era stato travolto e attaccato sui sociale, rispondendo in maniera molto signorile rimuovendo la sua foto e sostituendola con uno sfondo nero, senza senso in considerazione tra l’altro, della reciproca stima soprattutto dello stesso Verstappen, spesso a colloquio col 19enne italiano, chissà, magari sensibilizzato nel rivedere l’alba della carriera.
Fortunatamente sono seguite le scuse della Red Bull, ammettendo di avere sbagliato completamente la comunicazione sull’episodio, purtroppo tardive considerata la quantità e il contenuto dei messaggi, tanto da spingere la Mercedes a inviare un dossier completo alla Fia che da tempo, porta avanti campagne contro gli abusi on line.
ADDII
Perché l’ultima gara prima di un cambio regolamentare così profondo, è stata inevitabilmente occasione di saluti, alcuni molto speciali.
A cominciare dai motori Renault che quest’anno hanno spinto l’Alpine, segnando la fine della presenza della casa francese come fornitore in Formula 1 dopo quasi cinque decenni da protagonista, dietro la precisa scelta di chiudere il reparto motori e diventare team cliente della Mercedes.
Ciao Sauber, che saluta definitivamente il rapporto con la massima serie delle quattro ruote oramai prossima a cambiare pelle con Audi.
Addio agli attuali carburanti perché tra poche settimane vedremo in pista macchine spinte da miscele esclusivamente sostenibili, senza l’MGU-K (recuperatore elettrico da turbina) che dopo il ciclo 2022-25 sparirà come l’effetto suolo aerodinamico che ha caratterizzato l’oramai trascorso capitolo tecnico.
In pensione anche il DRS, ovvero l’ala mobile posteriore utilizzata sotto il secondo di distacco dalla vettura che precedeva per aumentare la velocità e consentirne un’agevole sorpasso, come pure la gomma C6 (mescola più morbida) cestinata il prossimo anno per essere stata valutata troppo vicina di prestazione alla C5, ma soprattutto si tornerà ad avere ventidue monoposto sulla griglia di partenza con l’ingresso della Cadillac.
Arrivederci Tsunoda, dopo la decisione dell’orbita Red Bull di non rinnovare il contratto al giapponese legato a Honda che saluta Milton Keynes e fornirà i motori dell’Aston Martin, chiuso dai sedili occupati da Stroll e Alonso.
Verstappen dominatore del Gran Premio ma alla resa dei conti
ha sfiorato il quinto titolo per soli due punti
NORRIS CAMPIONE
Nell’ultima qualifica della stagione è stata tiratissima la Q2 con quindici piloti chiusi in meno di quattro decimi, pole di Verstappen come sempre esaltatosi nella situazione di massima pressione, in prima fila con Norris in una posizione ideale di controllare la corsa avendo alle spalle Piastri (e Russell) in seconda fila, quinto tempo per Leclerc.
Partenza palpitante, perché Verstappen ha tenuto la testa ma soprattutto Piastri ha attaccato e superato senza timore Norris in difesa pure da Leclerc, strepitoso al via e ingombrante sugli specchietti del pilota McLaren nei primi dieci giri.
Primo pit-stop per Norris e Leclerc nel giro n.17 chiamati a rispondere a quello anticipato di Russell nel tentativo di undercut, rientrati dietro un gruppo e costretti a perdere tempo per i sorpassi in rimonta, deciso il sorpasso di Norris sull’altra Red Bull Tsunoda (poi penalizzato di cinque secondi per aver ondeggiato sul rettilineo) che poco prima era stato incoraggiato dal muretto per fare il possibile a rendergli difficile la manovra, poi box Verstappen nello stesso giro n.24 mentre ha proseguito Piastri in virtù delle gomme dure montate al via.
Nel frattempo a metà gara Leclerc è rimasto vicino a Norris con un distacco vicino ai due secondi poi allungatosi, sempre Leclerc ha effettuato il secondo pit-stop nel giro n.40, immediata la risposta di Norris nel giro successivo, mentre Verstappen superava Piastri con le stesse gomme della partenza, con la chiara intenzione di avere margine per attaccare sul finale con la gomma soft, specie nel caso di una safety-car negli ultimi giri, poi rientrato nel giro n.42.
Infine poco da raccontare fino alla bandiera a scacchi, con Verstappen dominatore del Gran Premio ma alla resa dei conti ha sfiorato il quinto titolo per soli due punti, secondo Piastri mentre Norris festeggia facendosi bastare il terzo posto.
Resta il dato significato della McLaren, che nel primo anno di questo ciclo regolamentare (2022) arrivò quarta a ben seicento (600!) punti di distacco da quella Red Bull che vince quel titolo costruttori poi dominando la stagione successiva, sapendo costruire e investire nelle macchine successive ribaltando completamente quasi a specchio la situazione in questo campionato 2025, a dimostrazione di quanto sia importante partire bene ma soprattutto comprendere il regolamento, le norme, osare e andare verso una direzione, applausi.
Aveva poco o nulla da dire la Ferrari, con Leclerc certo del quinto posto nella classifica piloti e la Rossa quarta in quello costruttori, un risultato pesante se confronto alla stagione 2022, quando per quella posizione l’ex team principal Mattia Binotto adesso artefice della risalita Sauber e al centro dell’imminente progetto Audi, vide monegasco concludere al secondo posto e lo stesso fece la Ferrari nei costruttori.
Un fallimento, soprattutto se confrontato esattamente a dodici mesi addietro, aveva conteso alla McLaren il titolo sfuggito per pochi punti.
Interrompere gli aggiornamenti e comunicare aver puntato sulla macchina del 2026, regge fino a un certo punto per quest’anno, ma carica di una quantità di aspettativa l’anno prossimo, inoltre dire che lo sviluppo è stato fermato trasmette qualche preoccupazione per il futuro, considerato come tutti i team hanno lavoro su due macchine: un tentativo per proteggere il fallimento sportivo?
Per il monegasco quello di Abu Dhabi è stata l’ennesima grande prestazione in quarta posizione, mentre Hamilton ha chiuso ottavo.
Alla Mercedes è bastevole il quinto posto di Russell per la seconda posizione snella classifica costruttori.
Non segna punti obiettivo raggiunto per la Williams, rinata dopo la cura Wowles che dopo anni di completo anonimato e piazzamenti nelle ultime posizioni, adesso festeggia il quinto posto dei costruttori eguagliando una gerarchia che non si vedeva dal biennio 2016-17, compresa la soddisfazione di essere salita due volte sul podio.
Si risolvono per una manciata di punti le altre posizioni nei costruttori, a cominciare dalla Racing Bulls che conserva la sesta posizione per due punti sull’Aston Martin (sesto Alonso e decimo Stroll), come la Haas che consolida l’ottava con un’ultima doppia top-ten (settimo Ocon e nono Bearman).
Sfiora i punti la Sauber nella sua ultima gara, per l’Alpine si conclude quello che sportivamente è stato il punto più basso, più difficile degli ultimi anni, raramente in zona punti e con l’augurio, esserci la possibilità di tornare competitiva.
È GIA’ DOMANI
Nonostante siano trascorse poche ore dall’ultima bandiera a scacchi, è tempo di pensare alla prossima stagione che i team programmano da tempo, tanto da esserci già un calendario dei prossimi appuntamenti in vista della più importante rivoluzione mai affrontata a livello regolamentare.
Il prossimo 15 gennaio nel quartiere generale della Ford, Red Bull e Racing Bulls sveleranno le livree 2026, giorno 23 sarà il turno dell’Alpine, l’8 febbraio toccherà alla Cadillac mentre Aston Martin il giorno dopo svelerà la prossima monoposto.
La prima sessione di test (a porte chiuse) è in programma a Barcellona dal 26 al 30 gennaio, poi ci si sposterà in Bahrein dall’11 al 13 febbraio e dal 18 al 20 dello stesso mese.
Un inverno mai così corto, per una Formula 1 no-stop che può dire aver cominciato l’anno che verrà.
FORZA VANZINI
Un pensiero finale a Carlo Vanzini, giornalista e voce in questi anni della Formula 1 che proprio alla vigilia dell’ultimo Gran Premio, sulle pagine del Corriere della Sera, ha annunciato avere un tumore al pancreas scoperto lo scorso giugno, in bocca al lupo, con l’augurio di risentirlo e rivederlo anche nella prossima stagione nei weekend di corsa che avrà tanto da raccontare.
CLASSIFICA PILOTI – (punti)
1. Norris (McLaren) – 423
2. Verstappen (Red Bull) – 421
3. Piastri (McLaren) – 410
4. Russell (Mercedes) – 319
5. Leclerc (Ferrari) – 242
6. Hamilton (Ferrari) – 152
7. Antonelli (Mercedes) – 156
8. Albon (Williams) – 73
9. Sainz (Williams) – 64
10. Alonso (Aston Martin) – 56
12. Hadjar (Racing Bulls) – 51
13. Hulkenberg (Sauber) – 49
13. Bearman (Haas) – 42
14. Lawson (Red Bull/Racing Bulls) – 38***
15. Ocon (Haas) – 38
16. Tsunoda (Racing Bulls/Red Bull) – 33*
17. Stroll (Aston Martin) – 34
18. Gasly (Alpine) – 22
19. Bortoleto (Sauber) – 19
20. Colapinto (Alpine) – 0**
21. Doohan (Alpine) – 0
* 3pt conquistati con la Racing Bulls prima dello scambio dal Gran Premio di Giappone, con lo stesso Tsunoda in Red Bull e Lawson in Racing Bulls;
** ha sostituito Doohan dal Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia Romagna;
*** tutti con Racing Bulls.
CLASSIFICA COSTRUTTORI – (punti)
1. McLaren – 833
2. Mercedes – 469
3. Red Bull – 451
4. Ferrari – 398
5. Williams – 137
6. Racing Bulls – 92
7. Aston Martin – 90
8. Haas – 80
9. Sauber – 68
10. Alpine – 22



