F1 ’25: SPERANZA ITALIANA

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Chiudiamo l’anno solare motoristico con una speranza, una nota di positività (senza dimenticare il successo di Fornaroli del campionato di Formula 2) che potrebbe presto dare un senso a noi italiani d’interessarci della Formula 1 non solamente come appassionati. Per Andrea Kimi Antonelli la stagione di esordio (in un top-team come la Mercedes) può ritenersi molto positiva in un’alternanza di alti e bassi, momenti difficili e weekend solidi: riepiloghiamo l’andamento della stagione in ciascun weekend.

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a poco maggiorenne e la responsabilità del tricolore tornato a sventolare nella griglia di partenza e sul podio, direttamente sul sedile di un top-team.
Basterebbe questo per sostenere un ragazzo che nella prima stagione, ha inevitabilmente affrontato alti e bassi, momenti di talento e solidità alternati a errori evitabili, di mezzo il sostegno del team, nella consapevolezza che nel 2026 i margine d’errore saranno ristretti.
Tra le note positive della stagione di motorsport appena conclusa, è doveroso menzionare anche Leonardo Fornaroli, pilota piacentino vincitore del campionato di Formula 2 facendo il bis dopo quello di Formula 3, per intenderci come in passato hanno fatto Leclerc, Piastri e Russell, ma purtroppo la consapevolezza dei limitati sedili e talvolta il talento deve fare stare dietro a chi porta munifici sponsor o like.
Una vittoria quasi intima, di come lo sport e la competizione possa essere riservato ancora ai fenomeni, intanto all’inizio di dicembre è arrivato l’annuncio del suo ingresso in McLaren come test driver, chissà potremmo vederlo svolgere qualche test come pilota di riserva, non è possibile sapere se nel futuro prossimo troverà un sedile da titolare, se lo meriterebbe, l’augurio è che possa essere protagonista sulle quattro ruote.
Adesso tornando ad Antonelli, riavvolgiamo il nastro della stagione riproponendo i risultati e una breve sintesi di ciascun weekend, salutando con quest’ultimo articolo, l’anno solare del motorsport.

Australia (quinto)
L’ultima e unica apparizione era stata nelle libere di Monza della passata stagione, purtroppo non troppo fortunate per l’epilogo sulle barriere. Le qualifiche di esordio non vanno benissimo, perché non supera il Q1 dopo aver danneggiato il fondo in curva 6 uscendo sulla ghiaia.
Ma i bilanci si fanno alla fine e nel Gran Premio dove più conta, recupera moltissime posizioni con la capacità d’interpretare al meglio le condizioni della gara, dimostrando talento e solidità mentale.
Tra l’altro è l’unico tra i rookie a completare una gara a eliminazione viste le condizioni dell’asfalto e meteo variabile, motivo di orgoglio italiano in una domenica decisamente amara sotto la bandiera rossa.

Cina (settimo nella Gara Sprint e sesto nel Gran Premio)
Nella qualifica della sua prima gara sprint, fa segnare il settimo tempo e dunque migliorando il tempo sul giro della settimana precedente, nella gara è settimo.
Subito dopo c’è azione con la qualifica del Gran Premio dove segna l’ottavo tempo e in gara, chiude all’ottavo posto (poi sesto per la squalifica delle Ferrari) con una Mercedes che visto il secondo podio consecutivo di Russell, è la seconda macchina per gerarchia in questa parte iniziale di campionato.

Giappone (sesto)
Dopo qualche difficoltà di adattamento delle libere, in qualifica arriva il sesto tempo dietro il compagno di squadra, in una pista dove non aveva mai corso prima.
Una soddisfazione ritrovarsi in testa alla gara nel giro n. 23 seppur grazie ai pit-stop altrui, statisticamente a 18 anni, 7 mesi e 12 giorni, il più giovane pilota della storia a guidare un Gran Premio, battendo di tre giorni il record di Verstappen (Gp Spagna 2016), l’ultima volta di un italiano davanti a tutti, risaliva a Giovinazzi a Singapore 2019.
Tra i più veloci in pista nella seconda parte di gara, tanto da impensierire a pochi giri dal termine, il quinto posto del compagno di squadra Russell e tenere ampiamente dietro Hamilton, nonostante la gomma più performante.

Bahrein (undicesimo)
In qualifica è ottimo il quarto tempo poi divenuto quinto per l’arretramento di una posizione (errore del box vista l’analoga penalità a Russell) per essere uscito troppo presto dal garage dopo una situazione di bandiera rossa in Q2.
Gran Premio con diverse soste ai box per la gestione delle gomme ma soprattutto, tanti sorpassi con decisione anche nei confronti di esperti e quotati colleghi, purtroppo una safety-car nel momento sbagliato gli rovina la gara e non entra per la zona punti, finendo appena poco dietro la Haas di Bearman.

Arabia Saudita (sesto)
Il risultato è anche frutto del leggero passo indietro della Mercedes rispetto alle prime uscite, in qualifica ottiene il quinto tempo mentre in gara chiude dietro Russell, tornando comunque a far segnare punti.

Miami (settimo nella Gara Sprint e sesto nel Gran Premio)
In un circuito dove non aveva mai corso, nella qualifica sprint avviene il click che potrebbe avere innescato quello che la Mercedes sperava e aspettava nonostante la giovanissima età, perché a 18 anni facendo segnare l’incredibile miglior tempo, diventa il più giovane pilota ad aver mai fatto una pole position nella storia della F1 tra gare sprint e Gp, tra l’altro con dichiarazioni da veterano nelle successive rituali interviste, a dimostrazione di come sia tutto abbastanza semplice e naturale.
Al via della gara sprint è penalizzato dalla manovra di Piastri poi giudicata regolare, oltre l’incredibile errore del box Red Bull che negli ultimi giri, quando tutti cambiano le gomme, non segnala a Verstappen l’arrivo dell’italiano lungo la pit-lane, sfiorando un pericoloso incidente e costringendo l’italiano a uscire nuovamente perdendo moltissimo tempo.
Nel Gran Premio parte dalla seconda fila, portando alla bandiera a scacchi importanti punti.

Made in Italy ed Emilia Romagna (ritiro)
E’ un Gran Premio particolarmente sentito, non solo perché il primo in Italia ma soprattutto da considerarsi a tutti gli effetti di casa, essendo di Bologna nato a breve distanza da Imola.
La qualifica è piuttosto amara considerata la tredicesima posizione di partenza, in gara va meglio poi purtroppo costretto al ritiro a pochi giri dal termine per noie della macchina.
Indipendentemente l’esito, il weekend è probabilmente condizionato dalla pressione del Gp di casa e una stanchezza mentale per non avere gestito al meglio le risorse emotive consumate dalle tante e troppe attività extra pista, che avevano visto un susseguirsi tra marketing, interviste e altri eventi tali da rendere il fine settimane eccessivamente intenso.

Monaco (diciottesimo)
La prima sulle strette strade di Montecarlo è da dimenticare, perché termina le qualifiche anzitempo in quindicesima posizione a causa di un incidente, una montagna da scalare per la gara vista l’impossibilità dei sorpassi.
Nel Gran Premio vista la possibilità dell’obbligo di almeno due soste, è inspiegabile la scelta del box che non ferma entrambi i piloti provando una strategia inverosimile di allungare il pit-stop, anche considerando il “tappo” prima di Lawson e poi di Sanz a favore dei rispettivi compagni di squadra; bandiera a scacchi da dimenticare per le Frecce d’Argento.

Spagna (ritiro)
Dopo i due week-end complicati vissuti a Imola e a Monte-Carlo, a Barcellona chiude la qualifica al sesto poto a due decimi dal compagno di squadra, risultato importante perché interrompe il trend negativo dopo sessioni di prove libere caratterizzati da problemi di assetto, costruendo progressivamente la prestazione fino a trovare il giusto compromesso nelle fase decisive.
In gara è sempre in top-ten, poi il ritiro a circa dieci giri dal termine, dopo una vistosa fumata dal cofano.

Canada (terzo)
Dopo le recenti difficoltà, è necessario un risultato positivo.
La buona notizia è che fin dalle libere, la Mercedes ritrova per caratteristiche una competitività che in qualifica, vale la pole a Russell e la seconda fila per il rookie italiano.
Gara perfetta, con l’ottimo spunto in partenza che vale il terzo posto successivamente difeso con un ottimo passo gara e gestione delle gomme, è il primo podio in carriera che vale moltissimo per l’autostima e il percorso di crescita.
Diventa il terzo pilota più giovane della storia a salire sul podio (dopo Verstappen e Stroll) a 18 anni, 9 mesi e 21 giorni, ma soprattutto il tricolore torna a festeggiare ben quindici anni l’ultima volta (Trulli nel Gp Giappone 2009), soddisfazione anche per le Frecce d’Argento perché Antonelli è l’undicesimo pilota sul podio, ovvero tutti coloro che hanno corso più di un Gp con Mercedes in F1 sono andati a podio col marchio tedesco.

Austria (ritiro)
Dopo aver sostenuto gli esami di maturità, si giunge sul circuito di Spielberg, casa della Red Bull.
Weekend da dimenticare.
A cominciare dal nono tempo in qualifica, purtroppo figlio della rinuncia alla possibilità di migliorare il crono sul finire del Q3, per un errore di gestione delle tempistiche dopo esser passato troppo tardi sul traguardo, e prendendo la bandiera a scacchi al termine del suo giro di lancio.
Il Gran Premio termina dopo poche curve, perché sbaglia il punto di frenata e tampona Verstappen: fuori entrambi.

Gran Bretagna (ritiro)
Si giunge a Silverstone con la Mercedes al centro di un’importante indiscrezione più o meno confermata, relativa al possibile trasferimento di Verstappen nel 2026 dalla Red Bull.
Per Antonelli, in qualifica c’è da scontare tre posizioni di penalità per l’incidente di pochi giorni prima, dunque il settimo tempo vale la decimo posizione sulla griglia di partenza.
In gara la pioggia forte e soprattutto a intermittenza rende tutto imprevedibile, purtroppo il ritiro è dovuto per un’incolpevole incidente, dopo essere stato colpito dietro proprio nelle caotiche fasi.

Penso che sia molto difficile entrare in questa generazione di vetture senza averle mai guidate contro piloti che conoscono le auto ad effetto suolo. L’anno prossimo sarà un reset. Ora conosce tutte le piste, sa come gestire la pressione mediatica e come lavorare all’interno del team, quindi vedremo il vero Kimi l’anno prossimo.

Toto Wolff, team principal Mercedes in un’intervista d’inizio novembre.

Belgio (diciassettesimo nella Gara Sprint e sedicesimo nel Gran Premio)
E’ sicuramente il weekend del primo vero momento di difficoltà.
Non eccezionale la qualifica sprint escluso in Q1, alla bandiera a scacchi lontanissimo dai primi otto cui vengono assegnati i punti.
Ancora azione con le successive qualifiche, dove il risultato non migliora essendo ancora escluso in Q1, poi la pioggia della domenica rende tutto (almeno inizialmente) non scontato, così in seguito ad alcune modifiche sulla macchina parte direttamente dalla pit-lane, concludendo fuori dalla zona punti.

Ungheria (decimo)
Dietro le difficoltà, c’è sicuramente una fase di crisi tecnica della W16, tanto che dopo il difficile weekend in Belgio, viene convocata una riunione d’emergenza nella sede di Brackley per analizzare le difficoltà e il crollo di prestazioni dopo l’ottimo avvio di campionato.
Al centro delle tematiche, l’instabilità del retrotreno e l’idea di fare un passo indietro rispetto agli aggiornamenti, tanto da tornare a precedenti soluzioni per trovare una soluzione ai problemi.
Sul rinnovato Hungaroring, le prestazioni in qualifica continuano a non sorridere perché non supera il taglio del Q2 mentre Russell sfiora la pole, una doppia beffa per il giovane talento bolognese, che aveva fatto segnare l’undicesimo tempo a sei millesimi dal crono di Bortoleto, ultimo qualificato in Q3, ma il suo ultimo tempo è cancellato per il superamento dei track limits e quindi costretto a partire dell’ottava fila.
In gara conclude al decimo posto, conquistando un solo punto ma autore di una prestazione solida, per andare in vacanza in maniera più serena per risalire in autostima, fiducia e confidenza con la macchina.

Paesi Bassi (sedicesimo)
Il rientro dalle ferie è tutt’altro dei migliori.
In qualifica sfiorando l’ingresso in Q3 partendo dall’undicesima posizione.
Il Gran Premio inizia bene, una serie di sorpassi e la safety car introdotta per l’incidente di Hamilton autonomamente sulle barriere, permette di risalire fino alla sesta posizione e con una strategia aggressiva si tenta l’undercut sul Leclerc, purtroppo nel corpo a corpo l’italiano allarga la traiettoria e il contatto mette fuori gioco il ferrarista.
Per il pilota Mercedes dieci secondi di penalità e successivamente ulteriori cinque per non aver rispettato il limite di cinque secondi in pit-lane durante la sosta ai box.

Italia (nono)
E’ la prima volta a Monza nel ruolo di pilota titolare, in un weekend che non inizia benissimo perché come nella settimana precedente, conclude in anticipo una sessione di prove libere, uscendo in FP2 a Lesmo dopo quattro giri restando parcheggiato nella ghiaia.
La sesta posizione in partenza, al fianco del compagno di box Russell che ha prevalso per 43 millesimi, consegna la fiducia di una bella e soprattutto positiva gara, conclusa in top-ten.

Azerbaigian (quarto)
La qualifica è importante, di quelle che lascia ben sperare per un risultato molto positivo.
Infatti tra errori altrui, numerose bandiere rosse, leggera pioggia e calo di grip per l’abbassarsi della temperatura, arriva il quarto tempo e di conseguenza la seconda fila.
Il Gran Premio è molto pulito, dove sfiora il podio di un’altrettanta bella prestazione di Sainz che gli resiste con la Williams, il quarto posto della bandiera a scacchi rappresenta ossigeno per il futuro dopo che negli ultimi mesi, era finito nell’occhio del ciclone per alcune prestazioni non all’altezza e soprattutto errori d’inesperienza.

Singapore (quinto)
La Mercedes torna protagonista con Russell in pole mentre Antonelli coglie la seconda fila partendo dalla quarta posizione.
Semaforo verde così così dopo aver perso due posizioni, guadagnandone una durante gli ultimi giri mentre davanti, Russell vince un Gran Premio mai in discussione.

Stati Uniti (ottavo in gara sprint e tredicesimo nel Gran Premio)
A ridosso del weekend arriva la conferma per il 2026.
Nella gara sprint conclude all’ottavo posto contribuendo con un punto nei costruttori, mentre nel Gran Premio partito dalla quarta fila, è purtroppo sfortunato perché incolpevolmente incidentato da Sainz, tanto che lo spagnolo della Williams viene sanzionato con cinque posizioni di penalità da scontare sulla griglia di partenza del successivo Gran Premio.

Città del Messico (sesto)
Dopo Austin si giunge nella capitale messicana con la volontà di dimenticare il precedente frustrante risultato, e la voglia di ben concludere questo finale di campionato nella consapevolezza che il prossimo, non potrà più essere inteso come un apprendistato.
La qualifica testimonia lo stato di forma, col sesto tempo distante meno di un decimo dal compagno di squadra Russell partito in quarta posizione.
In gara Mercedes così così, tornate negli ultimi due weekend ai valori visti durante l’anno, soddisfazione per Antonelli che per la prima volta in stagione, conclude davanti Russell (settimo).

San Paolo (secondo nella Gara Sprint e nel Gran Premio)
Il weekend si apre con un omaggio sulla tomba all’idolo di sempre Ayrton Senna, tramite delle foto pubblicate sul suo account Instagram, in un confronto di generazioni e storie.
Parte bene col secondo tempo nella qualifica sprint e la conseguente prima fila accanto Norris, poi nella gara sprint è preciso, solido, quasi accarezza la vittoria concludendo davanti Russell.
Uno stato di forma confermato in qualifica, col secondo tempo dietro la pole di Norris, davanti Russell più lento di quasi tre decimi, antipasto di un Gran Premio che può rappresentare la svolta non solo della stagione, come in effetti avviene concretizzando la seconda posizione tenendo dietro Verstappen negli ultimi giri.

Las Vegas (terzo)
In qualifica la pioggia è un fattore che rende imprevedibile la sessione, purtroppo il tempo segnato non va oltre la nona fila.
Nel Gran Premio è sicuramente il miglior pilota insieme a Verstappen vittorioso, perchè nonostante l’ulteriore penalizzazione di cinque secondi dopo aver anticipato la partenza (in maniera impercettibile ma rilevata dal sensore), è autore di una strepitosa prestazione considerato il lunghissimo stint con la gomma di mescola dura.
Quinto alla bandiera a scacchi, il podio si materializza dopo qualche ora, a seguito della squalifica delle McLaren per eccessiva usura del plan posizionato sul fondo.

Qatar (sesto nella Gara Sprint e quinto nel Gran Premio)
Nell’ultimo weekend della stagione caratterizzato dal format della gara sprint, l’obiettivo è certamente di concludere bene la stagione, massimizzando i risultati e proseguendo la crescita degli ultimi Gran Premi; nella qualifica sprint segna il settimo tempo, sesta posizione al traguardo.
Nella qualifica del Gran Premio segna il quinto tempo partendo dalla terza fila, il risultato alla bandiera a scacchi mette nel mirino la posizione di Hamilton nella classifica piloti.

Abu Dhabi (quindicesimo)
Si chiude il campionato sulla scia di pesanti e inutili polemiche, innescate dal dirigente della Red Bull Helmut Marko, secondo cui il pilota italiano, sul finire del Gp di Qatar, avrebbe aiutato Norris nel farsi superare e favorirlo nella lotta del titolo piloti conteso con Verstappen, cui sono seguite tante e soprattutto pesanti polemiche soprattutto via social sul profilo di Antonelli, costringendo gli interessati a scusarsi anche a seguito della pesante e giustificata risposta di Toto Wolff.
In pista brutto pasticcio nella terza sessione di libere per un contatto in pit-lane a causa dell’uscita senza considerare l’arrivo della Red Bull di Tsunoda (errore del box), fortunatamente senza penalità.
In qualifica segna il quattordicesimo tempo in una sessione con pochissimo margine tra tanti piloti, nel Gran Premio purtroppo resta fuori dalla zona punti.

Autore

Andrea La Rosa

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