La Formula 1 rimane in Sud America facendo tappa nello storico e attesissimo circuito brasiliano di Interlagos, dove sono state scritte pagine leggendarie della classe regina: quale miglior sede per un finale, inaspettatamente, ancora tutto da decidere? In programma, come da calendario, il format della gara sprint che regalerà azione e soprattutto altri punti in palio.
È già storia la precedente tappa a Città del Messico.
Si corre in Brasile terra di fascino, bellezza e vittorie sportive, cui anche il motorsport ha contraddistinto la storia del Paese, non a caso la datata presenza del Gran Premio testimonia la passione e la competenza del pubblico nei confronti della Formula 1.
Le prime edizioni si disputarono negli anni ’70 proprio sul circuito di Interlagos posizionato alla periferia di San Paolo, la corsa nel successivo decennio si è spostata sul circuito di Jacarepaguá vicino a Rio de Janeiro per poi ritornare nell’attuale sede.
Inaugurato nel 1940, originariamente era lungo quasi otto chilometri fino a modifiche e ammodernamenti che hanno portato agli attuali 4.309m la cui configurazione, è utilizzata dal 1999.
È intitolato al pilota italo-brasiliano Carlos Pace deceduto nel 1977, ma generalmente conosciuto come “Interlagos” per essere situato tra due laghi artificiali, il Guarapiranga e il Billings che furono costruiti all’inizio del XX secolo per rifornire la metropoli di acqua ed energia elettrica, per una collocazione che spesso genera problemi di livellamento dell’asfalto.
Le tante edizioni tramandano momenti indimenticabili, compresa la variabile meteo che molte volte ha rappresentato un fattore, regalando gare imprevedibili.
Per i ferraristi, soprattutto quelli più nostalgici, torna in mente la stagione 2007 quando Kimi Raikkonen e la Ferrari, agguantarono insperatamente il mondiale (l’ultimo fino ad oggi) mettendosi in mezzo nella lotta interna alla McLaren tra Alonso ed il rookie Hamilton, che poi si riscattò l’anno dopo, ai danni dell’idolo locale Felipe Massa, vincendo il suo primo titolo in un rocambolesco finale caratterizzato da un violento e improvviso temporale, compiendo il decisivo sorpasso all’ultima curva nel caos di chi non aveva cambiato le gomme sottovalutando l’intensità della pioggia.
Tra tutti gli avvenimenti, molti dei quali come detto decisivi nei trascorsi campionati, rimane indelebile e sicuramente momento più forte, quando il 24 marzo del 1991, Ayrton Senna sulla McLaren, vinse la sua prima gara di casa in maniera eroica, col cambio (a quel tempo manuale) bloccato in sesta marcia ed uno sforzo fisico senza precedenti nelle curve medio-lente la monoposto quasi si fermava.
Alla bandiera a scacchi, il brasiliano tagliò il traguardo al primo posto, con urla di gioia perché finalmente aveva vinto davanti al suo pubblico, per poi lasciare l’abitacolo stremato dagli ultimi giri con crampi e difficoltà fisiche al punto di non avere la forza di sollevare il trofeo sul podio.
Poco importò, quanto la sostanza di avere vinto davanti la gente che tanto credeva e continua a credere in lui, la stessa che tre anni più tardi, inondò le strade per porgere l’ultimo omaggio a un uomo che ancora oggi, rimane tra le figure più amate in Brasile e non solo.
Al campione brasiliano, è intitolato il celebre tratto dopo il rettilineo di partenza, ovvero la “S” do Senna che precedente la Curva do Sol.
Nelle ultime stagioni, la denominazione dell’evento è cambiata in Gran Premio di San Paolo, dopo l’ipotesi di uno spostamento della gara a Rio de Janeiro ed il maggiore coinvolgimento del governo locale per l’organizzazione e l’inevitabile finanziamento.
Negli ultimi due anni ha sempre vinto Max Verstappen con la sua Red Bull, mentre il record di vittorie comprensive della precedente denominazione, rimane di Alain Prost (6) il cui nome dimostra l’importanza e storicità dell’evento.
Il pubblico brasiliano tornerà ad abbracciare un idolo di casa, infatti sarà la prima volta di Gabriel Bortoleto (ricordiamo campione in carica della Formula 2) che alla prima stagione in Formula 1 sta facendo tanto bene con la Sauber prossima a diventare Audi tra pochi mesi.
Sui risultati in pista, c’eravamo posti l’obiettivo di lottare per i punti in ogni Gp. Dopo due stagioni in cui praticamente non si erano fatti punti, essere di nuovo in grado di lottare regolarmente nella top-10 per noi è un passo significativo.
Mattia Binotto, Chief Operating and Chief Technical Officer del team Sauber (prossimamente Audi)
Una Formula 1 che sotto il profilo organizzativo, oltre l’ormai imminente nuovo ciclo regolamentare di cui parleremo non appena concluso l’attuale campionato, vice una fase di transizione, nel cambiare pelle e offrire uno spettacolo sempre maggiore rivolto al pubblico.
Un cambiamento nel regolamento sportivo, potrebbe riguardare l’obbligo della doppia sosta dal prossimo campionato, argomento valutato dopo l’attuale tenuta delle gomme che scoraggia i team a puntare sulla strategia delle due soste, infatti ad esclusione di circostanze straordinarie, negli ultimi cinque Gran Premi la strategia del vincitore è sempre stata ad una sosta, nel valutare un solo pit-stop per diversi motivi.
Per esempio un ritmo di gara più lento, favorisce la gestione delle temperature riducendo il rischio di surriscaldamento, come pure evitare imprevisti durante la proceduta di cambia gomme.
L’idea di obbligare al doppio pit-stop non sarebbe una novità assoluta, perché nel 2023 a Losail venne imposta per motivi di sicurezza con un vincolo di giri massimi percorribili con ogni set di pneumatici.
Tra le proposte, anche l’obbligo di utilizzare in gare le tre mescole scelte per il weekend dalla Pirelli, lasciando liberi ai team la sequenza.
Intanto negli scorsi giorni, la Federazione ha confermato che tutti i team hanno rispettato il limite di budget previsto per la stagione 2024, dalle verifiche condotte è emersa solamente una lieve violazione procedurale del team Aston Martin, senza alcun impatto sui limiti di spesa imposti dal budget cap.
Non rimane che l’attesa per il weekend di corsa in Brasile, dove torna il format della gara sprint, che promette azione, spettacolo ma soprattutto tanti punti col sistema che premia i primi otto classificati.
Si prevede un weekend caldissimo con entrambi i piloti McLaren che si giocano il titolo, dove Norris proprio nell’ultimo appuntamento di Città del Messico è tornato leader del campionato per un solo punto davanti Piastri apparso in affanno.
Poco distante, è ingombrante negli specchietti la Red Bull di Verstappen cui resta la virtù di rendere bello, imprevedibile e poco monotono questo finale di campionato.
Merito di un pilota, un ragazzo, diventato persino simpatico da quando insieme alla sua squadra, si è messo in testa di sfidare l’impossibile, di provarci e di scrivere una storia che alla resa dei conti, visto l’andamento dell’attuale stagione e i numeri che recitano l’attuale classifica piloti, avrebbe semplicemente del leggendario al pari o forse più, di pochi nomi che la Formula 1 ha espresso nella sua storia.
Olanda: – 104.
Italia: – 94.
Azerbaigian: – 69.
Singapore: – 63.
Stati Uniti: – 40.
Città del Messico: -36.
Non sono numeri a caso, ma la precisa e progressiva rimonta attuata nei confronti delle McLaren di Piastri e Norris, forse troppo superba, forse poco pronta a subire la pressione che per la Red Bull e Verstappen sono pane quotidiano, forse incauta per non stabilire una precisa gerarchia che dopo essere costata il titolo l’anno scorso.
Brasile. Las Vegas. Qatar. Abu Dhabi: 4 Gran Premi. 2 Sprint Race, 3 contendenti.
Certo Norris due settimane addietro è tornato superbo, a San Paolo sarà una lotta davvero imprevedibile, grazie anche la Ferrari tornata competitiva almeno per il podio, visto il Leclerc solidissimo negli ultimi due appuntamenti al pari di Hamilton cresciuto dopo la pausa estiva.
Della Rossa giunti a questa fase del campionato, è possibile dire essere stato un progetto troppo ambizioso rivelatosi fragile, dove le modifiche introdotte per migliorare la precedente SF-24 sono finiti per diventare troppo sensibili alle altezze da terra, cui nemmeno la tanta attesa nuova sospensione posteriore a saputo porre rimedio.
La SF-25 si è rivelata una monoposto a dir poco sensibile alla variazioni delle altezza da terra, un tema centrale per le attuali vetture ad effetto suolo, col problema relativo all’eccessivo consumo del pattino sotto il fondo che tante noie ha causato a Maranello, in primis dalla doppia pesante squalifica in Cina e non a caso, i controlli della Federazione avvengono proprio nelle zone del pattino che più possono avvicinarsi all’asfalto secondo la pressione esercitata dal carico aerodinamico.
Un problema pesante fronteggiato alzando la vettura, di difficile risoluzione tanto da interrompere presto lo sviluppo e concentrare le risorse sul progetto dell’imminente nuovo ciclo regolamentare.
Un gioco di equilibrio che alla resa dei conti, nella migliore delle ipotesi e grazie soprattutto alla caparbietà di Leclerc insieme l’astuzia della strategia, è fruttato il podio come miglior risultato.
Eppure nonostante le criticità, questo finale di campionato sta dicendo comunque altro, ecco che Leclerc ed Hamilton potrebbero diventare indirettamente arbitri del mondiale piloti.
Lo stesso dicasi per la Mercedes, nonostante la fatica negli ultimi due Gran Premi, per Antonelli l’obiettivo di ben concludere questi ultimi appuntamenti e magari, stare davanti Russell.
Obiettivo top-ten per la Williams, che nel frattempo, ha annunciato dalla prossima stagione un nuovo logo e nome dal 2026, col title sponsor in primo piano e l’attuale logo “W” sarà sostituito da una rivisitazione della “Forward W” di Frank Williams introdotta per la prima volta nel 1977, ricordiamo nel 2020, la gestione familiare è stata ceduta a un fondo d’investimento statunitense.
Sarà bagarre per quattro team (otto vetture) racchiusi nella classifica costruttori in appena dodici punti: Racing Bulls (72), Aston Martin (69), Haas (62) e Sauber (60).
Infine l’Alpine alle prese con una stagione davvero difficile, con l’obiettivo di ben concludere e almeno, mirare la top-ten lontanissima da ben sette weekend.
Di seguito il programma del weekend.
Prove libere: Venerdì 7 Novembre – ore 15;30.
Qualifiche Sprint: Venerdì 7 Novembre – ore 19;30.
Gara Sprint: Sabato 8 Novembre – ore 15;00.
Qualifiche: Sabato 8 Novembre – ore 19;00.
Gran Premio: Domenica 9 Novembre – ore 18;00.




