F1 ’25: NORRIS NUOVO LEADER, FERRARI SUL PODIO

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A Città del Messico vince Norris e per un punto (Piastri quinto) diventa nuovo leader della classifica piloti, sul podio Leclerc con una Ferrari in crescita mentre Hamilton conclude ottavo per una penalità dopo il duello con Verstappen, altro protagonista. Applausi per Bearman quarto con la Haas, in Mercedes è sesto Antonelli davanti il compagno di squadra Russell.

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ella capitale messicana un weekend segnato da molteplici spunti, a cominciare dalla presenza di tanti rookie presenti nella prima sessione di libere, il tema della rarefazione dell’aria che ha imposto particolare attenzione nella carrozzeria, ma ciò che più conta, il risultato alla bandiera a scacchi con tutta la comitiva, in queste ore già impegnata nel trasferimento verso San Paolo dove si correrà tra due settimane sullo storico autodromo José Carlos Pace, meglio noto come Interlagos, dove tornerà il format della gara sprint che metterà tanti punti a disposizione.

PRIME VOLTE
Sono stati ben nove i rookie nella prima sessione di libere, con altrettanti titolari rimasti ai box per il regolamento che impone un numero di sessioni obbligatorie, quasi una scelta dovuta considerato come il calendario non lascia alternative, infatti i rimanenti weekend in calendario, presentano due sprint in Brasile e Qatar e le difficoltà del tracciato cittadino di Las Vegas.
Dunque tanti volti nuovi, dove alla Red Bull è rimasto fermo Verstappen lasciando la sua monoposto ad Arvid Lindblad, mentre in McLaren, Norris ha ceduto il volante all’idolo di casa Pato O’Ward, la Ferrari di Hamilton è stata guidata da Antonio Fuoco per una scelta strategica legata al lavoro che il pilota della Scuderia svolge sul simulatore di Maranello.
Stessa soluzione per la Mercedes con Frederik Vesti al posto di Russell, mentre altri team hanno mirato verso il programma giovani, infatti Aston Martin e Alpine hanno affidato le monoposto a Jak Crawford e Paul Aron, Racing Bulls con Ayumu Iwasa, Haas ha proseguito il programma con Ryo Hirakawa e la Williams con Luke Browning, pilota di punta del suo programma junior.
Nomi che in un futuro prossimo, potremo leggere nelle schermate televisive della classe regina.

BUDGET CUP
Tra le notizie del weekend appena trascorso, c’è l’indiscrezione che il finale di stagione, potrebbe anche riservare sorprese per situazione fuori pista, dovute al fronte regolamentare ed economico, infatti secondo quanto appreso da Sky Sport F1 Italia, ci sarebbero almeno due scuderie non conformi al budget cap 2024, ovvero il tetto di spesa attualmente fissato a 135 milioni di dollari, imposto per garantire una quanto più possibile equità tra i team.
Effettivamente la Federazione Internazionale è in ritardo di circa due mesi nella comunicazione degli esiti della procedura di controllo, con Aston Martin che ha confermato esserci stato un vizio procedurale già risolto, resta da capire chi sarebbe l’altro team coinvolto.
Un precedente importante è quello della Red Bull, quando nel 2021 il team di Milton Keynes, ricevette un’ammenda di 7 milioni di dollari e soprattutto una riduzione del 10% del tempo disponibile in galleria del vento per aver sforato il limite di spesa dell’1,6%.

RAREFAZIONE MESSICANA E NON SOLO
Tornando all’attualità, è certamente un finale di stagione bello, inaspettato, avvincente e senza alcun senso tornando indietro alle classifiche di poco tempo addietro.
Stavolta ci ha pensato la rarefazione dell’aria considerata l’altimetria del circuito, a ridisegnare i setup considerato come i team hanno aumentato il carico aerodinamico per compensare la minore densità, in un equilibrio di gestione vista l’apertura delle carrozzerie per gestire lo scambio di colore.
Abbiamo visto soluzioni diverse, per esempio la McLaren ha adottato un main plane molto generoso nella zona centrale, stessa soluzione nella beam wing configurata a singolo elemento da carico concentrato nella sezione centrale.
Particolarmente “carica” l’ala anteriore della Red Bull per ridurre il sottosterzo e garantire la direzionalità nella percorrenza delle curve lente.
La Mercedes ha preferito essere concentrarsi sulle ali, con una beam wing a doppio profilo, mentre la Ferrari ha riproposto delle specifiche viste per esempio a Montecarlo come in Ungheria e Singapore, tra l’altro aprendo delle vere e proprie branchie sulle carrozzeria.
Una partita annunciata che si gioca nei dettagli come pure oltre il potenziale espresso in pista, infatti giorni addietro dopo la bandiera a scacchi di Austin, era emerso il tentativo di condizionare la partenza di Norris, costato alla Red Bull una multa di 50mila euro perché un membro del team era rientrato sulla griglia durante il giro di formazione, per rimuovere dal muro vicino al cancello il nastro adesivo applicato dagli uomini della McLaren per dare al proprio pilota un riferimento extra, utile allo schieramento sulla casella prima della partenza.

In vetrina la Haas spinta da un sensazionale Bearman quarto alla bandiera a scacchi (davanti Piastri), che porta a casa una doppia top-ten …

RISULTATO
Al netto delle considerazioni iniziali, è quello che più conta alla fine del weekend.
Iniziato con la zampata in qualifica di Norris che aveva messo le cose in chiaro rispetto a Piastri ancora in difficoltà e addirittura partito dalla settima fila, ritrovate le Ferrari nel giro secco con Leclerc in prima fila e Hamilton immediatamente dopo, al fianco di Russell in seconda fila; un po’ disperso Verstappen rispetto alle ultime apparizioni con quinto tempo.
Vigilia quindi assai carica d’interesse, con due dei tre piloti in lotta nel titolo piloti non esattamente nelle posizioni davanti, e diversi altri impegnati ma soprattutto decisi a sfruttare l’occasione per un semaforo verde tutto da seguire, visti gli 800metri tra la partenza e la staccata per la prima curva con uno spettacolare gioco di scie che paradossalmente, ha favorito chi stava alle spalle della pole.
Così è stato, per un Gran Premio bello e per nulla scontato, solamente la vittoria di Norris non è mai stata in discussione, nuovo leader del mondiale piloti considerata la quinta posizione di Piastri.
Ancora una volta solido Leclerc (secondo) che dopo Austin sale nuovamente sul podio e aiutato sul finale dalla virtual safety-car, ha tenuto dietro Verstappen come al solito indemoniato nel tentativo di fare l’impossibile, in partenza e durante la gara per recuperare il divario, adesso diminuito nei confronti di Piastri ma aumentato dalla vetta +36 da Norris.
Resta innegabile come probabilmente risultati altrui a parte, il mondo faccia il tifo per Verstappen, eroe solitario capace nelle ultime settimane di ridurre sensibilmente il divario dalle favoritissime McLaren, tifato in Messico come se fosse il pilota di casa non solo per l’ambizione insperata di titolo, quanto il modo e l’aggressività di battersi in pista suo marchio di fabbrica.
Un pilota che oggi, in molti, apprezzano rispetto alle precedenti dichiarazioni arroganti o eccessi di guida, per essere capace di salvare l’aspetto agonistico e umano della Formula 1.
Ottava l’altra Ferrari in Hamilton, penalizzato di dieci secondi forse eccessivamente, per non aver seguito le indicazioni della Direzione Gara nel rientro in pista durante i primi giri di gara, proprio con Verstappen, tagliando la via di fuga e traendone vantaggio.
In generale, vista la partenza e non solo, resta la sensazione che sul circuito qualcosa debba essere modificato, soprattutto curva 1 nelle fasi più concitate e non solo quest’anno, sembra un tosaerba dove si taglia senza farsi troppi scrupoli.
Così così la Mercedes, tornate negli ultimi due weekend ai valori visti durante l’anno, soddisfazione per Antonelli sesto che per la prima volta in stagione, ha concluso davanti Russell (settimo).
Resta ferma la Williams, in vetrina la Haas spinta da un sensazionale Bearman quarto alla bandiera a scacchi (davanti Piastri), che porta a casa una doppia top-ten (nono Ocon) che concretizza un balzo nella classifica costruttori, poiché restano ferme Racing Bulls (non segna punti da tre Gp) e Aston Martin.
Un risultato per il pilota 20enne della Ferrari Acamedy, che oltre la soddisfazione personale nell’obiettivo un giorno di guidare da titolare la Rossa, apre la possibilità nella classifica piloti, di poter stare a fine stagione, davanti piloti ben più esperti e in questo momento, con maggior punti rispetto al compagno di squadra.
Invece a proposito di Aston Martin, chi spinge a concludere il campionato nella maniera più breve possibile, è sicuramente Fernando Alonso che nel corso della sua lunghissima carriera, è stato sempre schietto e senza veli durante le interviste, senza mai risparmiare critiche al proprio stesso team viste le prestazioni andate calando, soprattutto se confrontate all’inizio del 2023 quando il team è addirittura seconda forza in pista.
In una recente intervista, lo spagnolo ha valutato le prestazioni della sua vettura come la nona in pista davanti solamente all’Alpine, non in grado di lottare per i punti nonostante qualche progresso evidenziato nei trascorsi Gran Premi europei, non vedendo l’ora di chiudere gli ultimi appuntamenti e finalmente iniziare l’attesissima “era Newey”.
Tornando alla Racing Bulls, è durato solo tre giri il Gran Premio di Lawson ma non per questo anonimo, protagonista involontariamente di un episodio che poteva trasformarsi in tragedia, considerato il rischio di due commissari nell’attraversare la pista dopo curva-1 per rimuovere dei detriti proprio mentre stava arrivando il neozelandese.
Soddisfazione per la Sauber col decimo posto di Bortoleto, mentre rimane lontana l’Alpine.

CLASSIFICA PILOTI – (punti)
1. Norris (McLaren) – 357
2. Piastri (McLaren) – 356
3. Verstappen (Red Bull) – 321
4. Russell (Mercedes) – 258
5. Leclerc (Ferrari) – 210
6. Hamilton (Ferrari) – 146
7. Antonelli (Mercedes) – 97
8. Albon (Williams) – 73
9. Hulkenberg (Sauber) – 41
10. Hadjar (Racing Bulls) – 39
11. Sainz (Williams) – 38
12. Alonso (Aston Martin) – 37
13. Bearman (Haas) – 32
14. Stroll (Aston Martin) – 32
15. Lawson (Red Bull/Racing Bulls) – 30***
16. Ocon (Haas) – 30
17. Tsunoda (Racing Bulls/Red Bull) – 28*
18. Gasly (Alpine) – 20
19. Bortoleto (Sauber) – 19
20. Colapinto (Alpine) – 0**
21. Doohan (Alpine) – 0 pt

* 3pt conquistati con la Racing Bulls prima dello scambio dal Gran Premio di Giappone, con lo stesso Tsunoda in Red Bull e Lawson in Racing Bulls;

** ha sostituito Doohan dal Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia Romagna;


*** punti tutti con Racing Bulls
.


CLASSIFICA COSTRUTTORI – (punti)
1. McLaren – 713
2. Ferrari – 356
3. Mercedes – 355
4. Red Bull – 346
5. Williams – 111
6. Racing Bulls – 72
7. Aston Martin – 69
8. Haas – 62
9. Sauber – 60
10. Alpine – 20


Autore

Andrea La Rosa

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