STORIE MONDIALI (SECONDA PARTE)

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Sono stati diversi i calciatori infortunati e conseguentemente esclusi, alcuni di loro proprio a ridosso la partenza verso il torneo iridato, altri nello stesso ritiro a pochi giorni dall’esordio; incredibile la vicenda del portiere della Roma, Mile Svilar.

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n tempismo crudele quello subito da calciatori infortunatosi a ridosso del torneo iridato, persino in una delle partite amichevoli di avvicinamento prima della trasferta oltreoceano.
Tema che conosce purtroppo benissimo Giuseppe “Pepito” Rossi, con una carriera che soprattutto nella nazionale resta un’incompiuta, a cominciare dal Mondiale 2010 quando, punto fermo del Villareal, non venne convocato per scelta tecnica dal ct Marcello Lippi, l’Europeo 2012 saltato per il primo grande calvario iniziato nell’ottobre 2011, con la rottura del legamento crociato del ginocchio destro in Real Madrid-Villarreal cui seguirono una serie di ricadute e un nuovo intervento nell’aprile 2012, che lo costrinsero a saltare l’intero torneo continentale.
Un sfortuna l’epilogo del Mondiale 2014, perché dopo un grande inizio di stagione con la Fiorentina, a gennaio subì una lesione parziale al legamento collaterale del ginocchio destro nella partita contro il Livorno, riuscendo a rientrare in extremis ma escluso dalla lista finale dei convocati dal ct Cesare Prandelli.
Tanti i calciatori che hanno dovuto dare forfait a questo Mondiale, come il centrocampista scozzese del Napoli, Billy Gilmour, costretto a rinunciare per problemi al ginocchio nell’amichevole contro Curaçao, come pure l’infortunio muscolare di Emil Holm, giocatore svedese in prestito alla Juventus dal Bologna.
Assente l’olandese trequartista del Tottenham, Xavi Simons, infortunatosi nella gara di campionato contro il Wolverhampton pochi giorni dopo aver compiuto 23 anni, la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro non aveva lasciato dubbi: stop di diversi mesi, stagione finita e addio ai Mondiali.
Triplo forfait nel Brasile.
Il difensore del Real Madrid, Militao, a fine aprile dopo aver riportato una lesione al bicipite femorale della gamba sinistra, ha optato per l’operazione chirurgica e non una terapia conservativa che avrebbe elevato i rischi di una recidiva, mentre Rodrygo si è fatto male durante Real Madrid-Getafe dello scorso 2 marzo, riportando la rottura del legamento crociato e del menisco esterno del ginocchio destro.

La Francia nonostante l’abbondanza in ogni reparto, al punto da lasciare a casa calciatori di ottimo livello tali da giocare in qualsiasi altra nazionale, non avrebbe fatto a meno…

Nell’ultima amichevole contro l’Egitto prima di partire per la sede del Mondiale, l’esterno della Roma, Wesley, è uscito nel primo tempo per una fitta all’inguine, accompagnato a fatica in panchina, dove ha iniziato a piangere coperto da un asciugamano, poi gli esami e l’esito beffardo.
Nella Germania ha dovuto alzare bandiera bianca Serge Gnabry, calciatore del Bayern Monaco, per uno strappo agli adduttori della coscia destra, come pure al 18enne Lennart Karl infortunatosi il 5 giugno mentre si allenava con i compagni della nazionale in Illinois, prima dell’ultima amichevole pre-Mondiale contro gli Stati Uniti e sostituito a meno di due settimane dalla partita d’esordio.
La Francia nonostante l’abbondanza in ogni reparto, al punto da lasciare a casa calciatori di ottimo livello tali da giocare in qualsiasi altra nazionale, non avrebbe fatto a meno di Hugo Ekitikè, classe 2002 del Liverpool, uscito in barella durante il match dei quarti di Champions del 14 aprile contro il Paris Saint Germain, a causa della rottura del tendine d’Achille.
Addio anzitempo ai sogni mondiali per Joaquin Panichelli, attaccante dello Strasburgo fino a quel momento capocannoniere della Ligue 1, infortunatosi proprio durante un allenamento di fine marzo nel ritiro con la nazionale (rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro).
A questo elenco si aggiunge anche la Spagna, vista la doppia assenza di Samu Omorodion per un infortunio (lesione al legamento crociato del ginocchio destro) in occasione di Porto-Sporting Lisbona del 9 febbraio, insieme a Fermi Lopez che nella partita tra Barcellona e Real Betis del 17 maggio, ha riportato la frattura al quinto metatarso del piede destro.
Dall’altra parte del mondo, la nazionale giapponese non ha potuto contare su Takuni Minamino, calciatore del Monaco e sicuramente tra quelli simbolo della selezione asiatica, fermo dallo scorso dicembre per via della rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, sfortunatissimo anche il capitano, centrocampista del Liverpool Wataru Endo, che dopo essersi sottoposto a intervento chirurgico al piede sinistro non ha potuto presente parte al torneo, con la decisione (inaspettata) di ritirarsi della nazionale.
Fuori dal mondiale di casa lo statunitense Johnny Cardoso, centrocampista dell’Atletico Madrid, infortunatosi in allenamento alla caviglia destra.
Per il Ghana ha rappresentato una tegola il forfait di Mohammed Kudus, calciatore del Tottenham, escluso dalla rosa a causa di una ricaduta durante la riabilitazione dall’infortunio al quadricipite subito contro il Sunderland.
Durissimo il colpo al Marocco per il doppio infortunio a due giorni dall’esordio contro il Brasile, che ha dovuto rivedere la lista dei convocati escludendo l’esterno del Real Betis Abde Ezzalzouli e il difensore del Marsiglia Nayef Aguerd.
Come non aggiungere l’incredibile storia legato alla cittadinanza che ha fermato Mile Svilar, nato e cresciuto in Belgio da genitori serbi, vincitore per la seconda volta consecutiva del premio come miglior portiere della Serie A, che non ha potuto rispondere alla convocazione del Belgio. Il numero uno della Roma è stato costretto a guardare il Mondiale dal divano, nonostante abbia giocato in tutte le nazionali giovani belghe, per un errore di gioventù probabilmente sotto l’influenza del padre, l’ex portiere della nazionale serba Ratko Svilar, dopo aver risposto nel 2021, alla chiamata della Serbia per un’amichevole disputata in Qatar, valutata come presenza ufficiale. Un regolamento ferreo e il risentimento della Serbia visto il passo indietro hanno fatto il resto, nonostante la disputa legale senza successo, il portiere ha visto sfumare la possibilità di partecipare come secondo di Courtois.

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Andrea La Rosa

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