SERIO E FACETO

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La tensione in Medio Oriente ha ripercussioni sullo sport come avvenuto in Formula 1, in bilico la partecipazione al Mondiale di calcio dell’Iran e di conseguenza la Fifa, nell’eventuale forfait, dovrà prevedere un piano B.

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artiamo da un presupposto: l’Italia non ha meritato la qualificazione all’imminente Mondiale, eppure qualora si aprisse una possibilità in extremis, perché non approfittarne?
Facciamo un passo indietro.
Il Mondiale atteso dal prossimo 11 giugno al 19 luglio, sarà la ventitreesima edizione complessiva, la prima a 48 squadre in tre Paesi diversi, quali Stati Uniti, Messico e Canada.
Una distribuzione di partecipanti che secondo i continenti, ha visto la Confederazione africana aumentare le partecipanti di quattro nazionali, l’Asia e il Nord/Centro America di tre, il Sudamerica di due e l’Oceania per la prima volta, un posto garantito.
Tra le qualificate c’è l’Iran, dapprima capace di superare il girone giocato tra novembre 2023 e giugno 2024, classificato al primo posto con quattordici punti davanti Uzbekistan (14), Turkmenistan (2) e Hong Kong (2).
Successivamente ammessa al mondiale dopo un’ulteriore girone disputato da settembre 2024 e giugno 2025, concluso al primo posto con ventitré punti davanti Uzbekistan (21), Emirati Arabi Uniti (15), Qatar (13), Kirghizistan (8), Corea del Nord (3).
Fatte le qualificazioni e stabiliti i sorteggi, è fatto noto la questione in Medio Oriente, dove la guerra sta generando tensioni che inevitabilmente ha come primo impatto lo sport, considerato soprattutto il flusso di persone che generalmente sposta un evento così importante e planetario.
Altrettanto conosciuto il tira e molla della Federcalcio iraniana, inserita nel Mondiale con Belgio, Egitto e Nuova Zelanda, che chiede alla Fifa un cambio di sede con lo spostamento delle partite dagli Stati Uniti al Messico.
Poche aperture fin qui, evidentemente per motivi logistici e organizzativi aggravati da una risoluzione del conflitto molto lontana, motivo che oggi rende abbastanza complicata la partecipazione dell’Iran la quale, a prescindere, merita fare la propria esperienza e giocarsi le carte a disposizione sul campo.
Cosa succederebbe in caso di rinuncia ufficiale?
Il regolamento è privo di un carattere obbligatorio e quindi discrezionale, tutto sarebbe possibile.
Si scrive molto, sia sulla possibilità di ripescare una nazionale dello stesso continente come la rappresentativa degli Emirati Arabi Uniti, ma soprattutto l’eventualità di prendere in considerazione l’Italia per storia, prestigio, seguito di tifosi e perché col migliore ranking tra quelle escluse.
In nome dello sport e della competizione, la soluzione più giusta potrebbe essere quella di garantire un’equa opportunità alle nazionali escluse dal recente ultimo turno di play-off, magari organizzando un mini torneo proprio a ridosso dello stesso Mondiale considerata a prescindere, la data del 30 maggio, finale della Champions League a Budapest.
Una sorta di torneo preliminare al Mondiale stesso, dal 1 al 10 giugno, che potrebbe partire con un primo turno di scontro diretto tra le nazionali ammesse e peggio classificate nel ranking Fifa, come ad esempio Giamaica (n.71) Bolivia (n.76) entrambe eliminate dal recente spareggio Interzona a vantaggio rispettivamente della Repubblica Democratica del Congo e Iraq, da capire l’eventuale posizionamento per esempio del Kosovo sconfitta nel play-off europeo che occupa la posizione n.78, come pure Polonia e Danimarca.
Prendiamo due precedenti.
Famosissimo quello dell’Europeo 1992, quando la Danimarca venne ripescata al posto della Jugoslavia esclusa a causa della guerra, dopo essersi classificata dietro nel girone di qualificazione, una storia divenuta memorabile perché i calciatori richiamati dalle vacanze a dieci giorni prima dell’inizio, furono protagonisti dell’impresa di vincere il trofeo battendo l’Olanda in semifinale e la Germania in finale.
Quella più recente in occasione dell’ultimo Mondiale per Club, giocato la scorsa estate proprio negli Stati Uniti, quando i messicani del Leon furono esclusi per violazione della regola sulla multiproprietà e la disputa dello spareggio tra il Club America (club messicano col ranking più alto) e il Los Angeles Fc (sconfitto dal Leon nella finale della Concacaf Champions League).
Ricordiamo come sempre, che la disputa di un grande torneo oltre a rappresentare un valore di prestigio, genera soprattutto introiti economici non indifferenti, per questo motivo la sensazione è che difficilmente possa esserci un ripescaggio diretto, senza considerare le ripercussioni in termini di gradimento e voto quando c’è da votare negli organi di elezione.
Poi chissà, l’Italia non arriverebbe probabilmente molto lontano, ma coroneremmo il sogno di vedere Silvio Baldini al Mondiale, a prescindere sulla panchina come traghettatore in vista delle amichevoli a giugno contro Lussemburgo e Grecia, noto per il suo stile passionale e lontano degli schemi, un sognatore che ha sempre dichiarato essere innamorato del percorso.
Un’eventuale allineamento di pianeti, che andrebbe ben oltre qualsiasi storia romantica.

Autore

Andrea La Rosa

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