Come avvenuto nella scorsa estate, anche stavolta sono stati pochi i rinnovi e diversi i cambi alla guida delle squadre di Serie A, spesso individuata come decisione più breve per invertire un trend negativo che tuttavia, nel lungo periodo, necessita del supporto di una solida programmazione.
Scadenza del contratto, dimissioni (rare) o esonero, sono questi i motivi che inducono le società a cambiare allenatore dettati anche dalla necessità di dare una scossa all’ambiente, come pure correggere crisi di risultati o provare ad aprire un nuovo ciclo.
Un fattore in apparenza semplice, che viceversa muove economie non indifferenti considerati i contratti raramente annuali, che soprattutto coinvolgono un numero considerevole di persone addette allo staff, supportati anche loro dai procuratori.
Come detto sono molteplici le motivazioni che portano al cambio, innanzitutto gli scarsi risultati sportivi perché quando non si raggiungono gli obiettivi prefissati è proprio l’allenatore a pagare, lo stesso vale quando avviene una rottura con lo spogliatoio e viene meno il feeling con i giocatori chiave, senza considerare eventuale divergenze con la società stessa senza più la sintonia ad esempio sul calciomercato, oppure più semplicemente una continua pressione e le tensioni accumulate, possono spingere a cercare nuovi stimoli.
In generale una pratica diffusissima cui bisogna bilanciare anche vantaggi e svantaggi, i “pro” possono essere quelli di uno stimolo immediato nei calciatori, cancellato il passato offrendo a tutti una nuova opportunità e fare reset con tensioni in precedenza accumulate, i “contro” impongono un naturale tempo di adattamento ai nuovi automatismi di gioco, cui servono anche le dinamiche del gruppo oltre come detto, ai costi secondo ci sia da pagare, un altro allenatore da pagare in quanto precedentemente esonerato: sarà la strada anche per rilanciare il calcio italiano soprattutto nella scena internazionale?
Ai posteri l’ardua sentenza.
Non mancano quei casi dove lo sport e in questo caso, il calcio, sanno essere spietati risultati a parte.
Perché merita una menzione l’ex allenatore della Fiorentina, Paolo Vanoli, arrivato lo scorso novembre in una situazione sportivamente drammatica, quando i Viola avevano quattro punti in dieci partite, una retrocessione che sembrava cosa fatta, invece con lui sono arrivati 38 punti, frutto di 9 vittorie, 11 pareggi e 8 sconfitte, salvandosi con due giornate di anticipo nonostante una rosa costruita male, ridando entusiasmo e con mosse decisive, come rimettere Fagioli al centro del progetto e rivalutare Parisi esterno alto.
E’ andata diversamente, ma Vanoli a prescindere merita applausi, perché se la Fiorentina disputerà in questa stagione è largamente merito suo, giocando senza timore persino la Conference League persa ai quarti di finale, ricordiamolo, dallo stesso Crystal Palace vincitore della competizione.
Delle prime nove squadre classificate nello scorso campionato, pochissime hanno deciso di continuare con lo stesso allenatore mentre viceversa, sono stati tanti i cambi di panchina, alcuni già certi nelle ultime giornate dello scorso campionato, altri invece decisi successivamente, riepiloghiamoli giorno dopo giorno.
24 maggio
Nella conferenza stampa che introduce l’ultima partita di campionato 2025/2026, Antonio Conte come fatto intendere nei giorni precedenti, annuncia l’addio alla panchina del Napoli dopo il secondo posto che significa qualificazione alla prossima Champions League, ma soprattutto lo scudetto nell’annata 2024-25 e una Supercoppa nel 2025, diventando il primo allenatore nella storia della Serie A ad avere vinto il campionato con tre squadre differenti.
25 maggio
Il fallimentare girone di ritorno del Milan escluso dalla Champions League costa la panchina di Allegri dopo una sola stagione, insieme alle figure dirigenziali quali Tare (direttore sportivo), Furlani (amministratore delegato) e Moncada (direttore tecnico). Un tracollo inaspettato, soprattutto considerando come a marzo si sognava persino la rimonta sull’Inter, poi la caduta libera fino al quinto posto, perdendo l’ultima decisiva giornata la partita casalinga col Cagliari, che non aveva più nulla da chiedere al campionato.
27 maggio
Arriva l’ufficialità dopo che la notizia era nell’aria già da qualche giorno, dopo stagioni si separano le strade di Sarri e la Lazio tramite risoluzione del contratto, dopo due parentesi separate negli ultimi quattro anni, la prima lunga due stagioni dal 2021 al marzo 2024 e poi l’ultimo, tormentato, capitolo nella stagione appena conclusa.
28 maggio
Il Bologna e Italiano si salutano, ufficiale la risoluzione consensuale al termine di due stagioni contrassegnate da ottimi risultati, tra tutti la Coppa Italia vinta il 14 maggio 2025.
30 maggio
Non solo allenatori, Cristiano Giuntoli dopo l’ultima esperienza alla Juventus è il nuovo Direttore Sportivo dell’Atalanta, nel frattempo restano in definizione diverse panchine.
2 giugno
Non perde tempo il Bologna, che annuncia Domenico Tedesco nato in Calabria ma con passaporto tedesco, al debutto assoluto in Serie A dopo anni di esperienza internazionale con Schalke 04, Spartak Mosca, Lipsia, nazionale belga e nella scorsa stagione allenatore del Fenerbahce.
4 giugno
Dopo una promozione e una positiva stagione in Serie A, si separano le strade del Sassuolo e di Fabio Grosso, ad annunciarlo è la stessa società nero-verde che in una nota annuncia di aver raggiunto un accordo per la risoluzione consensuale con l’allenatore e il suo staff.
5 giugno
Paolo Vanoli non è più l’allenatore della Fiorentina, la società viola annuncia che il percorso del tecnico si interrompe dopo la salvezza che a un certo punto, sembrava a dir poco complicata.
6 giugno
Saluta la serie A e si trasferisce in Turchia l’ex allenatore del Bologna, Vincenzo Italiano, è l’allenatore del Besiktas.
8 giugno
La Fiorentina annuncia Fabio Grosso con un contratto fino al 30 giugno 2028, è il primo mattone posato da Paratici per costruire una squadra che possa tornare a essere protagonista in campionato e magari in Europa, in Viola ritrova Mandragora, Kean e Fagioli cresciuti quando allenava le giovanili della Juventus.
9 giugno
L’Atalanta esonera Raffaele Palladino insieme ai più stretti collaboratori, l’ex allenatore della Fiorentina aveva portato i neroazzurri in Conference League, facendoli salire dal tredicesimo al settimo posto dopo essere subentrato lo scorso novembre a Juric.
12 giugno
Dopo aver sfiorato quella che sarebbe stata una clamorosa promozione in Serie A col Catanzaro, Alberto Aquilani è il nuovo allenatore del Sassuolo dove aveva militato da calciatore, nella seconda parte di stagione 2016/17.
Ennesima rivoluzione alla Juventus, lascia Damien Cobolli e arriva dal Sassuolo Giovanni Carnevale nel ruolo di amministratore delegato.
Il Torino dopo aver congedato Roberto D’Aversa che nella scorsa stagione era subentrato a Marco Baroni, annuncia Ignazio Abate come nuovo allenatore. L’ex calciatore era già stato al Toro nella stagione 2008-09, brillante la precedente stagione alla guida della Juve Stabia nel playoff di serie B alla semifinale persa col Monza, poi promosso.
La Roma comunica che dal 1 luglio, Tony D’Amico assumerà il l’incarico di direttore sportivo proveniente da quattro stagioni all’Atalanta.
15 giugno
Conclusa l’esperienza laziale, Maurizio Sarri è il nuovo allenatore dell’Atalanta con un contratto triennale.
16 giugno
Il Milan annuncia Ruben Amorin alla guida dei rossoneri dal 1 luglio, il portoghese ex calciatore anche della sua nazionale, ha allenato il Manchester United nell’ultima esperienza in panchina.
17 giugno
In controtendenza l’annuncio di nuovi allenatori, Eusebio Di Francesco rimane alla guida del Lecce, il tecnico dopo il rinnovo del contratto fino a giugno 2027 scattato con la salvezza, prolunga per un ulteriore anno.
18 giugno
Arriva un altro rinnovo, Cristian Chivu estende il contratto con l’Inter fino al 30 giugno 2028, l’allenatore romeno, sarà centrale nel futuro del club neroazzurro.
19 giugno
Colpo di scena al Monza neopromosso, dopo l’addio del direttore sportivo Nicolas Burdisso, ai saluti anche l’allenatore Paolo Bianco nonostante il rinnovo automatico di contratto dopo la vittoria del playoff contro il Catanzaro, ufficiale la risoluzione consensuale del contratto.
23 giugno
Dopo essere stato avvistato a Formello giorni prima, Gennaro Gattuso è il nuovo allenatore della Lazio, per entrambe le parti si attende una stagione di riscatto, per l’ex c.t. della nazionale è l’esperienza successiva la mancata qualificazione al mondiale, per i biancocelesti una ripartenza dopo un campionato anonima.
29 giugno
Il Monza neopromosso in Serie A, annuncia Ivan Juric che siederà sulla panchina lombarda.
3 luglio
Con la scritta “Benvenuto Max!” riportata dal presidente del Napoli, Aurelio De Laurentis, riparte Massimiliano Allegri dopo aver risolto pochi giorni prima il contratto col Milan, si completa in questo modo il puzzle degli allenatori della massima serie.
Di seguito l’elenco di tutti gli allenatori per ciascuno squadra.
Atalanta: Maurizio Sarri (nuovo)
Bologna: Domenico Tedesco (nuovo)
Cagliari: Fabio Pisacane (confermato)
Como: Cesc Fabregas (confermato)
Fiorentina: Fabio Grosso (nuovo)
Frosinone: Massimiliano Alvini (confermato)
Genoa: Daniele De Rossi (confermato)
Inter: Cristian Chivu (confermato)
Juventus: Luciano Spalletti (confermato)
Lazio: Gennaro Gattuso (nuovo)
Lecce: Eusebio Di Francesco (confermato)
Milan: Ruben Amorim (nuovo)
Monza: Ivan Juric (nuovo)
Napoli: Massimiliano Allegri (nuovo)
Parma: Carlos Cuesta (confermato)
Roma: Gian Piero Gasperini (confermato)
Sassuolo: Alberto Aquilani (nuovo)
Torino: Ignazio Abate (nuovo)
Udinese: Kosta Runjaic (confermato)
Venezia: Giovanni Stroppa (confermato)




