F1 ’26: SILVERSTONE DI LECLERC!

F

Il monegasco risponde nel periodo più difficile e vince magistralmente con una Ferrari sorprendentemente migliorata rispetto all’amarezza austriaca, Hamilton al terzo posto beffato sul finale dalla safety-car per l’incidente di Verstappen. Secondo posto insperato di Russell che accorcia su Antonelli (vittorioso della Sprint) sfortunatissimo a pochi giri dal termine quando era pronto all’attacco per la vittoria, frenato da problemi della sua Mercedes.

C

he quella di Silverstone fosse stata una delle piste maggiormente complicate per la gestione della batteria elettrica, era noto a tutti, da tempo.
Come sempre pungente Fernando Alonso, nell’avvertire alla vigilia come il complesso Magotts-Becketts-Chapel, sarebbe diventato quasi una stazione di ricarica, un incubo per i piloti (e amanti del motorsport) nato dall’esigenza di percorrere a velocità i tanti tratti e da qui, l’insufficienza della batteria senza poter spingere la parte elettrica per tutta la durata del giro, considerata la mancanza di vere e proprie staccate dove ricaricare energia.
Di fatto l’utilizzo dei dischi dei freni solamente in tre punti, mentre nelle altre curve, per rallentare è stata sufficiente la frenata in elettrico, tanto che le simulazioni avevano previsto l’utilizzo dell’impianto frenante per appena l’8% del tempo, contro per esempio il 13% della scorsa stagione.
A prescindere da quale fosse stato il risultato, i passi avanti mostrati dalla Ferrari, in maniera diametralmente opposta a quanto visto appena la settimana scorso in Austria, hanno dimostrato quanto ancora ci sia margine nella comprensione di queste power-unit, vista la capacità di disporre almeno 15kW di potenza in più, incremento garantito da un bilanciamento nettamente migliore rispetto alla concorrenza, riportando la vettura a esaltarsi nei curvoni a lunga percorrenza, compresi i passi in avanti grazie all’ADUO e lo sviluppo dei nuovi carburanti.
Il risultato complessivo di Silverstone consegna una Ferrari rigenerata e una Mercedes, nonostante il risultato insperato di Russell, nelle mani di Antonelli purtroppo ancora una volta sfortunato e soprattutto un Mondiale aperto, dove ogni Gran Premio è capace e di raccontare una storia diversa.

Un finale di Gran Premio da cuore in gola, che premia la Ferrari ritrovatasi nei curvoni di Silverstone, dopo il complesso weekend austriaco.

GARA SPRINT
Passaggio di consegne, non adesso.
Sarebbe stato questo il titolo se il weekend avesse riguardato la prima fila della gara sprint, condivisa da Hamilton e Antonelli che oggi, rappresentano il presente e il futuro della Formula 1.
Non ancora il passato per il sette volte campione del mondo, completamente rigenerato in questa stagione dopo aver subito tante critiche persino per l’atteggiamento dimesso, con poche motivazioni e nessuna certezza.
Eppure dopo gli enormi problemi in Austria, ci ha pensato proprio Hamilton e la Ferrari ad accendere il pubblico britannico, insieme ad Antonelli sfortunato a Barcellona (ricordiamo il ritiro a pochi giri dal termine) mentre in Austria, aveva colto il gradino più basso del podio nonostante essere stato costantemente il più veloce.
Da una parte chi non vuole mollare il sogno di vincere l’ottavo titolo, che rappresenterebbe superare quel record condiviso con Micheal Schumacher, dall’altra la consapevolezza di essere forte, avere l’età dalla sua parte e tutti gli ingredienti per fare bene.
A prescindere però, come detto all’inizio, la vera sorpresa è stata proprio la Ferrari data per spacciata, mostrando un potenziale analogo alla Mercedes che ADUO a parte, è considerata disporre la power-unit migliore per efficienza e la capacità di ricarica della batteria, trovando la perfetta gestione nel tratto tra Luffield e l’ultima chicane, ovvero oltre mezzo giorno percorso in pieno, determinante la stabilità tale da consentire l’anticipata apertura del gas e costruire la velocità già in fase iniziale dell’accelerazione, fondamentale per gestire la ricarica della batteria che come detto, resta meno efficace di quella Mercedes.
Bellissima la gara, sin da subito contraddistinta da sorpassi e controsorpassi, ravvivata dalla differente gestione delle power-unit secondo i tratti della pista, in definitiva vinta da Antonelli eccezionale sul passo gara e una Mercedes tornata in ottima forma sul passo gara e specialmente sui lunghi rettilinei.
Nulla ha potuto Hamilton, capace di tenere la testa a lunga prima di subire il sorpasso, comunque rimasto incollato dietro gli scarichi del rivale sotto la bandiera a scacchi con questo ordine di arrivo: 1. Antonelli (Mercedes), 2. Hamilton (Ferrari), 3. Norris (McLaren), 4. Russell (Mercedes), 5. Leclerc (Ferrari), 6. Verstappen (Red Bull), 7. Piastri (McLaren), 8. Lawson (Racing Bulls).

GRAN PREMIO
Dopo i punti assegnati nella sprint, tutti hanno raccolto dati e osservazioni in vista delle attese qualifiche che hanno confermato la sfida tiratissima Mercedes-Ferrari, ancora Antonelli a segnare la pole, in prima fila con un ritrovato Leclerc, poi Hamilton-Russell in seconda.
Al semaforo verde entrambe le Ferrari sono partite a fionda, poi Antonelli ha superato Hamilton nel giro n.11 penalizzato anche di cinque secondi per una frazione di partenza anticipata, strepitoso sorpasso di Verstappen su Russell nel giro n.17 col pilota Red Bull poi rientrato ai box per il cambio gomme che ha costretto tutti gli altri a muoversi guardando i suoi tempi.
Curiosa virtual safety-car nel giro n.22 per rimuovere un ombrello volato dalle tribune, poi box Hamilton e Russell due giri dopo, mentre davanti erano tre i secondi di differenza tra Leclerc e Antonelli.
Box Leclerc mentre Antonelli ha continuato, dimostrando di avere la stessa velocità con pista libera nonostante una gomma più vecchia di trenta giri, dietro è stata strepitosa battaglia tra Hamilton e Russell per raggiungere Verstappen e il podio.
Secondo pit-stop per Russell avvisato di una leggera foratura alla posteriore destra, box Antonelli nel giro n.36 per tentare l’attacco a Leclerc con gomma dieci giri più nuova a sette secondi di distanza, duello al limite per il podio nel giro n.38, che successivamente premia Hamilton.
Virtual safety-car nel giro n.39 per il ritiro di Hulkenberg e nuovamente box Verstappen all’inseguimento di Hamilton.
Davanti sono stati ultimi dieci da qualifica, poi il colpo di scena dello sfortunatissimo Antonelli nel giro n.42 oramai prossimo a raggiungere Leclerc con problemi alla sospensione posteriore, nuovo pit-stop nel giro n. 45 per provare ad arrivare almeno decimo.
Incredibile quanto successo a quattro giri dal termine, con Verstappen sulla ghiaia, safety-car, pit-stop per le Ferrari, gara nemmeno ripartita e Hamilton beffato proprio da Russell.
Questo l’ordine di arrivo: 1. Leclerc (Ferrari), 2. Russell (Mercedes), 3. Hamilton (Ferrari), 4. Norris (McLaren), 5. Hadjar (Red Bull), 6. Lawson (Racing Bulls), 7. Lindblad (Racing Bulls), 8. Bortoleto (Audi), 9. Colapinto (Alpine), 10. Gasly (Alpine).

LE CLASSIFICHE
Si muovono tanto, tra la Gara Sprint e dopo un finale di Gran Premio da cuore in gola, che premia la Ferrari ritrovatasi nei curvoni di Silverstone, dopo il complesso weekend austriaco.
Detto di Hamilton, il risultato riconsegna alla Ferrari la certezza più grande: Charles Leclerc.
Restituendo un pilota finalmente solido e competitivo dopo le difficoltà delle ultime settimane, con una qualifica capace di fargli ritrovare serenità in una fase della stagione complicata, del resto dopo la Gara Sprint, egli stesso aveva dichiarato ai microfoni la necessità d’intervenire sull’assetto e la gestione della macchina, continuando a seguire la propria direzione di stile nello stile di guida trovando l’equilibrio con la SF26, senza necessariamente dove replicare quanto sta facendo Hamilton.
La Mercedes torna con i piedi per terra, dove il podio insperato di Russell deve tutt’altro far sorridere e rappresenta viceversa, un bicchiere pienissimo rispetto le tante difficoltà avute dal britannico.
Cominciano a essere troppi e inaccettabili i problemi ad Antonelli, confermatosi il punto di riferimento della squadra, senza aver ancora affrontato un weekend di seria difficoltà sotto il profilo della competitività, soprattutto nei confronti del compagno di squadra Russell; riscritte le statistiche considerato come l’ultima pole italiana a Silverstone risaliva al 1953 con Alberto Ascari.
Dietro continuano a faticare McLaren e Red Bull, di fatto i due team che l’anno scorso hanno permesso ai piloti di contendersi il titolo piloti alla fine dello scorso ciclo regolamentare, lecito pensare come magari quella lotta serrata abbia tolto tempo proprio a queste nuovo regolamento, generando il ritardo attuale.
Sorride la Racing Bulls nuovamente a punti con entrambe le monoposto come anche le Alpine, risultato meritato per Audi che torna a punti dopo una serie di piazzamenti ai piedi della top-ten, muovendo finalmente la classifica dalla gara inaugurale.
Si allontana da questo duello di metà la classifica una Haas in crisi di risultati, come la stessa Williams di cui resta per l’occasione, la livrea speciale con una colorazione ispirata alla Union Jack, caratterizzata dai colori rosso, bianco e blu a decorazione del muso e fiancate della monoposto.
Resta lontana la Cadillac anch’essa con una colorazione diversa rispetto la solita veste bianco e nera, vestendo i colori del Paese americano che contraddistinguono la bandiera a stelle e strisce, per festeggiare il giorno dell’Indipendenza.
Per l’Aston Martin si attende solamente che termini il conto alla rovescia verso l’esordio della versione B dell’attuale AMR26, prevista in Ungheria con l’obiettivo di una forte riduzione del peso, novità aerodinamiche e soprattutto l’aggiornamento della power-unit Honda tramite l’ADUO.
Ricordiamo come oggi, rimane la grande delusione di questa prima parte di stagione, dopo essere partita con gli occhi del mondo addosso per l’imponenza degli investimenti, scontrati invece con lo shock dei risultati, contraddistinti da ritiri, ritardi e una mancanza totale di prestazione quando dell’affidabilità.
Nelle prime otto gare, il team non ha praticamente introdotto alcuna novità, decidendo di concentrare ogni sforzo per quella che a questo punto, sarà una vera e propria seconda versione della monoposto la quale, stando ai vincoli del budget cap, influirà sulla direzione da intraprendere per il 2027.
Si torna in pista tra due settimane a Spa-Francorchamps, per il Gran Premio del Belgio.

CLASSIFICA PILOTI – punti
1. Antonelli (Mercedes) – 179
2. Russell (Mercedes) – 154
3. Hamilton (Ferrari) – 147
4. Leclerc (Ferrari) – 108
5. Norris (McLaren) – 97
6. Piastri (McLaren) – 82
7. Verstappen (Red Bull) – 76
8. Hadjar (Red Bull) – 52
9. Gasly (Alpine) – 42
10. Lawson (Racing Bulls) – 39
11. Lindblad (Racing Bulls) – 20
12. Bearman (Haas) – 18
13. Colapinto (Alpine) – 18
14. Sainz (Williams) – 6
15. Bortoleto (Audi) – 6
16. Albon (Williams) – 5
17. Ocon (Haas) – 3
18. Alonso (Aston Martin) – 1
19. Hulkenberg (Audi) – 0
20. Bottas (Cadillac) – 0
21. Perez (Cadillac) – 0
22. Stroll (Aston Martin) – 0




CLASSIFICA COSTRUTTORI – punti
1. Mercedes – 333
2. Ferrari – 255
3. McLaren – 179
4. Red Bull – 128
5. Alpine – 60
6. Racing Bulls – 59
7. Haas – 21
8. Williams – 11
9. Audi – 6
10. Aston Martin – 1
11. Cadillac – 0



Autore

Andrea La Rosa

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