F1 ’26: NORRIS TORNA A VINCERE

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Nel Gran Premio d’Ungheria vince Norris anche se sfuma la doppietta McLaren per il ritiro di Piastri; sul podio Verstappen e Antonelli entrambi autori di una strepitosa gara, In top-ten: 4. Leclerc (Ferrari), 5. Hamilton (Ferrari), 6. Hadjar (Red Bull), 7. Russell (Mercedes), 8. Lawson (Racing Bulls), 9. Hulkenberg (Audi), 10. Lindblad (Racing Bulls).

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ll’Hungaroring non sono mancate le variabili, a cominciare dal nuovo asfalto e problemi di aderenza lamentati in buona parte del tracciato, con sconnessioni e addirittura la sensazione in alcuni punti di sbriciolarsi.
Criticità importanti, tali da rivedere i setup delle monoposto per adattarsi alle condizioni della pista, ma soprattutto lamentele che hanno consigliato il Direttore di Gara, Rui Marques, a ispezionare la pista venerdì sera, facendo partire subito i lavori per sistemare le asperità come per esempio la presenza in Curva-1, di un dosso accentuato dal passaggio tra il vecchio e nuovo asfalto.
Infinite le qualifiche, con i piazzamenti sulla griglia di partenza riscritti dopo una serie d’infrazioni come la penalità di tre posizioni a Hamilton per impeding ai danni di Piastri, stessa sanzione per Antonelli a causa del mancato rispetto delle bandiere gialle in Q3.
Situazione che aveva promesso un Gran Premio sicuramente vibrante, indipendentemente le difficoltà di sorpasso, in considerazione delle posizioni più indietro dei protagonisti del campionato.

Se anche in un Gran Premio così difficile ci sono motivi per sorridere, la strada verso il titolo è davvero quella giusta.

Come in effetti è stato dalla stessa partenza.
Piastri ha preso la testa davanti Norris, così così Leclerc (tre posizioni perse) fattosi superare anche da Verstappen e Hamilton molto aggressivo fin dalle battute iniziali, male Russell addirittura diciassettesimo nel terzo giro prima di una lunga e difficile rimonta.
Prima parte di gara dove le McLaren hanno fatto l’andatura, mentre Verstappen da tappo sulle Ferrari senza possibilità di sorpasso nonostante partite con le soft.
Hamilton per cercare il sorpasso ha anticipato il pit-stop nel giro n.14 per l’undercut perfettamente funzionato su Verstappen fermatosi nel giro successivo, poi autore di un grande sorpasso sul ferrarista e ripresosi la posizione.
È seguita la girandola di cambio gomme, invece Antonelli ha ritardato il suo pit-stop per puntare sul passo gara e provare la strategia a una sola sosta.
Secondo pit-stop di Hamilton nel giro n.31 e successivamente gli altri, tensione interna la McLaren perché Norris chiamato ai box dopo Piastri, ha preso la posizione del compagno di squadra e la testa definitiva nel giro n.46 su Antonelli che nel frattempo era risalito per non essersi ancora fermato.
Secondo pit-stop di Antonelli nel giro n. 54 e il colpo di scena: ritiro di Piastri nel giro n.56, virtual safety-car e nuovo pit-stop per Norris (cautelarsi da Verstappen) e le Ferrari (per tentare il podio).
Davanti ha concluso senza problemi Norris, poi Verstappen mentre Antonelli ha resistito Hamilton, poi penalizzato di cinque secondi per eccesso di velocità in pit-lane.

Per la Mercedes non potrà certo essere ricordato come un weekend memorabile, invece esce maggiormente rafforzata la posizione di Antonelli, che vittoria altrui a parte, è stato autore di una gara intelligente, disposto a massimizzare il risultato senza strafare e ottenere un podio che sembrava insperato.
Ancora male Russell autore di un errore alla partenza, che viceversa torna ridimensionato nei punti e nella prestazione, per l’ennesima volta indietro come velocità rispetto al giovane italiano.
Se anche in un Gran Premio così difficile ci sono motivi per sorridere, la strada verso il titolo è davvero quella giusta.
A vincere è stata comunque una power-unit delle Frecce d’Argento, montata però sulla McLaren che torna a sorridere dopo un avvio a dir poco complicato.
E’ stato prodotto uno sforzo importante, con un grande pacchetto di novità per le piste lente tale da provare a ridurre il divario da Mercedes e Ferrari, tramite l’esordio di un nuovo fondo e altre componenti aerodinamiche provate nelle prime due sessioni di libere per raccogliere dati e valutarne l’utilizzo con la comparazione dati rispetto a quanto provato al simulatore e in galleria del vento.
A questo proposito, nella prima sessione di libere disputata venerdì è stata data una nuova opportunità a Leonardo Fornaroli per assaporare le procedure di un weekend ufficiale alla guida della monoposto di Piastri, per lui è stato il secondo turno di prove, occasione di percorrere chilometri importanti e la responsabilità di non essere fini a sé stessi ma l’aiuto nella valutazione delle nuove componenti.
Indipendentemente i numeri attuali e nonostante Norris abbia vinto lo scorso campionato con una macchina decisamente più forte rispetto al gruppo, l’attuale stagione può considerarsi quella della definitiva maturità in considerazione delle solide prestazioni rispetto alle passate titubanze nei confronti diretti.
Ne esce benissimo la Red Bull con Verstappen che ancora una volta, ha dimostrato essere un grandissimo pilota, bravissimo a gestire impeccabile le singole fasi del Gran Premio e abile a classificarsi secondo, bravo anche Hadjar per un team che finalmente può contare sull’apporto del secondo pilota.
Ci si aspettava altro dalla Ferrari, le difficoltà delle Mercedes hanno dato un prezioso assist per fare bene e diminuire il divario nelle classifiche piloti e costruttori, invece un Gran Premio con tanta volontà, molta azione ma fuori dal podio; un’occasione persa.
La Racing Bulls con la doppia top-ten completa la rimonta e supera l’Alpine, ancora bene Audi (primi punti in campionato per Hulkenberg) adesso continua nei risultati seppur a piccoli passi, che supera la Williams e mette nel mirino Haas entrambe in grande difficoltà di prestazione.
Aston Martin è stata la monoposto più attesa, perché dopo un avvio tale da ricordare le nostalgiche gesta (sulle spalle di faraonici investimenti) di alcuni team degli anni Novanta, è scesa in pista una nuova monoposto ben diversa rispetto a quella vista la settimana scorsa in Belgio.
La AMR26 che potremmo definire B è un crocevia, i risultati sono stati soddisfacenti perché Alonso per la prima volta in qualifica ha superato il taglio del Q1 partito sedicesimo con un tempo un secondo e mezzo più veloce rispetto l’ultima posizione, in gara sempre lo spagnolo ha concluso davanti le Williams, le Haas e mettendosi dietro (con divario) l’Alpine di Colapinto.
L’obiettivo è quello di tornare della partita, attraverso una cura dimagrante non appena arriverà in Olanda anche il nuovo motore Honda sfruttando lo step concesso dall’ADUO, nuovo il telaio come la scatola del cambio, numerose le novità sul piano aerodinamico e la configurazione del sistema di raffreddamento.
Il livello di competitività sarà la chiave del mercato piloti che potrebbe rivelarsi un effetto domino, tra i sedili delle scuderie oggi nella seconda parte della classifica costruttori.
Male Cadillac, perché resta comprensibile come il team all’esordio sia in difficoltà, meno il doppio ritiro: Bottas per problemi all’impianto frenante e Perez cedimento sospensione anteriore sinistra.
Le novità dopo l’estate potrebbero essere le ultime della stagione, per massimizzare il materiale a disposizione, limitando ulteriori aggiornamenti e soprattutto concentrando tempo e risorse alla monoposto del prossimo anno, facendo tesoro degli apprendimenti di questo campionato.

La Formula 1 va in vacanza, tornerà in pista tra circa un mese a Zandvoort che ospiterà il Gran Premio di Olanda (23 agosto).
Durante la pausa estiva, i team chiuderanno obbligatoriamente le fabbriche per quattordici giorni consecutivi, periodo in cui sono vietati lo sviluppo, la progettazione e la produzione di parti per le monoposto, consentita solamente la manutenzione ordinaria delle strutture e (per esempio), con l’approvazione della Federazione, la riparazione di auto danneggiate, lavoro amministrativo di risorse umane che continuano normalmente a operare oppure la preparazione di vetture storiche o show-car non dotate di parti correnti.
Infine si delinea una delle incertezze del calendario causa guerra in Medioriente, che aveva sospeso i Gran Premi in Bahrein e Arabia Saudita.
E’ stato annunciato il ritorno in Malesia per la prima volta dal 2017, recuperando una delle due gare previste in primavera, sarà il circuito di Sepang durante il weekend tra il 2 e il 4 ottobre a comporre una tripletta con Azerbaijan e Singapore, la cui denominazione sarà Gulf Air Bahrain Gran Prix in Malaysia con l’inserimento dei main sponsor in virtù degli onerosi gli accordi commerciali presi insieme gli organizzatori della gara di Sakhir di cui la sede malese ne prenderà il posto.
Rimane incerto il finale in Qatar e Abu Dhabi, perché chiaramente ognuno spera le tensioni possano essere concluse già ieri ma la Formula 1, ha bisogno di tempo e anticipo per l’organizzazione logistica del circus.
Pertanto circolano l’ipotesi di piani di riserva, come potrebbe essere quello di correre a Portimao già certa di entrare in calendario nel biennio 2027-28, oppure Imola o ancora la possibilità di un doppio weekend a Baku, col vantaggio di ridurre spostamenti e costi, soluzione quest’ultimo che venne adottata proprio nelle stagioni 2020-21 per aumentare il numero di Gran Premi, in questa stagione di ventiquattro gare ma che altrimenti, rischia seriamente di essere ridotto.
Un finale di stagione ancora tutto da scrivere dentro e fuori la pista.

CLASSIFICA PILOTI – punti
1. Antonelli (Mercedes) – 219
2. Hamilton (Ferrari) – 169
3. Russell (Mercedes) – 160
4. Leclerc (Ferrari) – 138
5. Norris (McLaren) – 128
6. Verstappen (Red Bull) – 109
7. Piastri (McLaren) – 92
8. Hadjar (Red Bull) – 68
9. Lawson (Racing Bulls) – 43
10. Gasly (Alpine) – 42
11. Lindblad (Racing Bulls) – 23
12. Colapinto (Alpine) – 19
13. Bearman (Haas) – 18
14. Bortoleto (Audi) – 10
15. Sainz (Williams) – 6
16. Albon (Williams) – 5
17. Ocon (Haas) – 3
18. Hulkenberg (Audi) – 2
19. Alonso (Aston Martin) – 1
20. Bottas (Cadillac) – 0
21. Perez (Cadillac) – 0
22. Stroll (Aston Martin) – 0




CLASSIFICA COSTRUTTORI – punti
1. Mercedes – 379
2. Ferrari – 307
3. McLaren – 220
4. Red Bull – 177
5. Racing Bulls – 66
6. Alpine – 61
7. Haas – 21
8. Audi – 12
9. Williams – 11
10. Aston Martin – 1
11. Cadillac – 0



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Andrea La Rosa

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