F1 ’26: VERSO SPA-FRANCORCHAMPS

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Altro giro, altro circuito con una rilevanza storica non indifferente: è il turno del Belgio, sul circuito di Spa-Francorchamps, di ospitare il prossimo capitolo del mondiale di F1.

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ici Belgio, scrivi Formula 1.
Prosegue la stagione europea sui circuiti più belli e maggiormente conosciuti per la storicità di eventi che hanno scritto indelebili pagine.
Il circuito di Spa-Francorchamps è celebre per la sua caratteristica ondulata, iconiche sequenze, differenze di altimetrie e tornanti che ne definiscono il carattere, l’attuale lunghezza misura poco più di sette chilometri, risultando essere il lungo di tutto il mondiale di Formula 1 e soprattutto con ampie possibilità di sorpassi in molti punti.
I tratti più iconici iniziano con La Source, celebre tornante a gomito situato dopo il rettilineo di partenza, successivamente si arriva all’Eau Rouge/Raidillon, complesso famosissimo caratterizzato da rapido cambio di direzione sinistra-destra-sinistra con una pendenza impressionante che i piloti tramite l’attuale carico aerodinamico delle monoposto, affrontano in piena accelerazione.
Si prosegue lungo il rettilineo del Kemmel dove si toccano le velocità massime, ancora verso Les Combes, brusca chicane in discesa spesso teatro di staccate al limite.
In sequenza si arriva alla Bruxelles e Pouhon, quest’ultima una curva a sinistra in discesa, lunga e molto impegnativa che richiede grande precisione aerodinamica.
Ancora Campus, Stavelot e Blanchimont, lunghissima curva a sinistra da percorrere a gas spalancato che immette verso l’ultima chicane, la famosissima Bus Stop che precede il rettilineo del traguardo, introdotta per rallentare le vetture prima della linea di arrivo.
Proprio Bus Stop deve la sua origine alla congiunzione di strade pubbliche aperte al traffico, proprio in quel punto c’era una vera e propria fermata dell’autobus, caratterizzata da un’impegnativa e stretta sequenza sinistra-destra-destra-sinistra.
Successivi ammodernamenti l’hanno resa allo stato attuale, una più lineare sequenza destra-sinistra con l’introduzione di una via di fuga e ricavare un rettilineo del traguardo più ungo, insieme un’area box più capiente.
Tantissimi gli episodi che la Formula 1 ha legato su questo circuito, come nel 1992 quando Érik Comas ebbe un gravissimo incidente alla curva Blanchimont, Ayrton Senna vedendo l’auto incidentata fermò la sua McLaren in mezzo alla pista e accorse immediatamente, spegnendo il motore rimasto acceso e tenendogli la testa dritta fino l’arrivo dei soccorsi.
Nel 1998 il semaforo verde sotto la pioggia torrenziale, si rivelò essere una delle partenze più disastrose (e costose) nella storia della Formula 1, dove rimasero coinvolto ben tredici vetture in un mega-incidente.
Nella stessa edizione, si verificò l’incidente tra Schumacher e Coulthard sempre sotto la pioggia, col tedesco che in fase di doppiaggio, finì per colpire il pilota McLaren mentre rallentò bruscamente in traiettoria.
La scarsa visibilità fece cattivo gioco, le conseguenze furono quelle di un durissimo scontro verbale perché Schumacher stava dominando quella gara e mentre il ferrarista si diresse verso il garage della McLaren, lo scontro fisico fu evitato solamente grazie ai meccanici e membri dei rispettivi team.
Del 2000 si ricorda la manovra capolavoro di Hakkinen, che durante il doppiaggio di Zonta beffò Schumacher sfruttando entrambe le scie, sorpasso passato alla storia come tra i più belli di sempre.
Nel 2019 la prima vittoria di Leclerc e il giorno precedente, la tragedia in Formula 2 con Anthoine Hubert che perse la vita nella medesima pista.
La gara del 2021 fu la più corta della storia, protagonista una pioggia incessante che non permise alla corsa di entrare nel vivo, dichiarata conclusa dopo appena due giri dietro la Safety Car col dimezzamento dei punti.
Nell’albo d’oro è Michael Schumacher a resistere col maggior numero di vittorie, Hamilton oggi con cinque (appaiato con Senna) potrebbe raggiungere questo record, sempre il britannico della Ferrari negli anni ha maturato il maggior numero di pole (6).

Charles ha ricevuto tante critiche, ma sapeva che il team era al suo fianco e che avremmo continuato a spingere. Abbiamo un’enorme fiducia in Charles e sono più che contento oggi di vedere lui sul gradino più alto del podio.

Fred Vasseur, team principal Ferrari (dopo la vittoria di Leclerc a Silverstone).

Argomenti quali il caos degli ultimi giri a Silverstone che hanno decretato la vittoria (meritata) di Leclerc, i problemi della Mercedes di Antonelli e la gestione della safety-car entrata per rimuove la vettura incidentata di Verstappen, sono continuati a essere al centro del dibattito fino ai giorni nostri.
Partiamo proprio dalla chiacchiera safety-car, che nella fattispecie ha beffato Hamilton del secondo posto e conseguente doppietta Ferrari, tra l’altro sorprendendo gli spettatori e addetti ai lavori considerato come sui monitori ufficiali, era comparso il messaggio che annunciava il rientro della vettura di sicurezza per un ultimo giro, mentre il Gran Premio era finito in parata con le vetture a trenino.
A fare chiarezza ci ha pensato proprio la Federazione, spiegando come la procedura era stata gestita nelle norme mentre a generare la confusione era stato un problema informatico, considerato come ai sensi del regolamento sportivo, il direttore di gara deve innanzitutto procedere a completare lo sdoppiamento delle monoposto rimaste indietro e successivamente, obbligato a fare completare un’ulteriore giro prima di fare ripartire la corsa, tempistica che proprio nel caso dello scorso Gran Premio, ha di fatto neutralizzato la gara avendo coperto l’intera distanza dei giri previsti.
In Belgio la Ferrari si presenta con fiducia, rinata nel morale dei piloti e nella gestione del lavoro.
La vittoria di Leclerc è stata fondamentale per togliere la ruggine di quell’affrettata etichetta di essere un ex pilota prodigio, uno sfortunato predestinato, viceversa è arrivata una sterzata silenziosa, cui il Cavallino insieme a un ritrovato Hamilton si affida, considerato come altrimenti avrebbe vinto fin qui solamente la Mercedes tornata con i piedi per terra, alle prese con un doppio indirizzo.
Quello di Russell fortunato e comunque bravo a farsi trovare pronto per raddrizzare una classifica settimane addietro molto deficitaria, tornato in lotta per il titolo mondiale che in questo momento, meriterebbe Antonelli sicuramente più forte per costanza, velocità, gestione dei carichi emotivi tranne per colpe non sue.
Poco d’aggiungere, una pole position sensazionale e una corsa da veterano che sarebbe stata sua, nulla a confronto con altri coetanei del passato più proiettati all’istinto e meno sulla durata, a Silverstone un’altra grande gara, col primo stint caratterizzato da un ritmo strepitoso allungando la vita delle gomme, costruendo di fatto col secondo set nella fase finale, quello che sarebbe stato un plausibile sorpasso su Leclerc, una finezza di guida che in generale, gli consente di non consumare eccessivamente le gomme, avere la visione lontana e chiara del Gran Premio.
Eppure come detto, la ruota della fortuna è girata velocemente a favore del britannico Russell che dopo un inizio di stagione da bollino rosso (Cina, Giappone e Canada), ha avuto modo di rifarsi tra Spagna, Austria e in ultimo Gran Bretagna, recuperando tantissimi punti anche quando è stato chiaramente indietro nelle prestazioni, tanto che nell’ultimo Gran Premio è parso solo, pieno di fantasmi e persino piagnucolone nei team radio, lamentando presunti problemi di velocità e scaricando evidentemente, colpe sue mentre davanti Antonelli era prossimo a vincere la gara.
Per questo motivo non deve passare inosservato, nonostante il fortunatissimo secondo posto, l’intervento del grande capo Toto Wolff, apertosi in team radio poco dopo la bandiera a scacchi con un vero e proprio rimprovero in diretta: “Sì, George, ma credo che la velocità di punta in rettilineo fosse buona in gara.”
Il Cavallino nei giorni scorsi ha inaugurato il Madring, new entry del calendario che sarà teatro del Gran Premio di Spagna il prossimo settembre, girando un filming day e di conseguenza sfruttando i 200km concessi per le riprese commerciali anche per raccogliere preziose informazioni sul tracciato in considerazione di come il nastro d’asfalto e il corpo dei box siano completi, mentre resta quasi una corsa contro il tempo il completamente di tutte le infrastrutture circostanti che compongono il nuovissimo impianto.
Un piccolo vantaggio il poter disporre di qualche dato su una pista dove “realmente” non ha girato nessuno, importante per la definizione degli assetti e lo studio delle migliori strategie nella gestione della parte elettrica di power-unit, come pure i dati sull’aderenza dell’asfalto.
Tutto ciò in quella che sembra una zona grigia di regolamento che non impedisce lo svolgimento di un filming day su una nuova pista del calendario mondiale di F1, brava quindi a mostrare ancora una volta l’approccio aggressivo a smentire chi andava dicendo che il test sarebbe stato finanziato dagli organizzatori del GP, eventualità che avrebbe scatenato violente polemiche dalle altre squadre.
Resta un fatto, Mercedes e Ferrari si troveranno presto davanti un bivio: scegliere il pilota su cui puntare.
Da una parte per vincere il Mondiale, dall’altra chi contenderlo.
Le Frecce d’Argento rimangono superiori, ma le gare vanno concluse e così, il Gran Premio del Belgio diventa l’occasione per mettere le cose in chiaro da una parte, oppure dall’altra sponda Ferrari, l’assist per mandare un chiarissimo segnale di quella che potrebbe (e si auspica) essere la lotta da qui al termine.
A proposito, ha fatto discutere il “trucco” utilizzato a Silverstone per ricaricare la parte elettrica, tale da consentire un guadagna di diversi km/h, avvenuto alla richiesta di sollevare il piede dall’acceleratore in prossimità del traguardo (mossa innaturale) che però ha permesso sino all’ultimo di sfruttare pienamente i 350kW di energia senza doverli scalare di 50 kW al secondo, un’azione per quanto strana comunque consentita dal regolamento, generata da una richiesta negativa del pilota come stabilito dalle norme.
Dimostrazione di quanto la complessità delle attuali power-unit, possa aprire molti ventagli di utilizzo.
Clima abbastanza disteso, recentemente ha fatto il giro del web l’immagine di Antonelli con l’intera squadra di meccanici Ferrari presenti per il Festival of Speed di Goodwood, ognuno con le rispettive divise e la stessa Mercedes in maniera ironica, a commentare sui propri account: “È sempre bello incontrare alcuni fan”.
Nervi invece tesissimi tra Verstappen e la Red Bull, l’olandese ha apertamente attaccato il team per non avere seguito le proprie indicazioni che purtroppo, casualità o meno, hanno visto il pilota sulle barriere di Silverstone a pochi giri dal termine per problemi di chiusura dell’ala posteriore.
Il quattro volte campione del mondo si è infuriato e non poco con la squadra, prima via radio e successivamente manifestando la delusione gettando il volante dall’abitacolo, pronunciando nelle interviste di rito della parole che pesano nei confronti della Red Bull, l’attuale situazione aritmetica vede Verstappen impossibilitato a trovarsi nelle prime due posizioni del campionato al momento della pausa estiva, fattore che permetterà l’attivazione automatica della clausola di uscita dal contratto avendo tempo fino a settembre per esercitarla e svincolarsi.
Per questo motivo, il mercato piloti potrebbe incrociare proprio i destini di Red Bull e McLaren, entrambe deluse rispetto a dodici mesi addietro, entrambe con problematiche che riguarda l’insoddisfazione di piloti e determinate clausole tali da aprire scenari vicini, considerato come Mercedes e Ferrari abbiano salda la situazione per il prossimo anno.
Red Bull che sembra proseguire l’implosione degli ultimi anni, cui si aggiunge la notizia recentemente riportata da Sky Sport Uk, secondo cui Paul Monaghan, ingegnere capo, avrebbe iniziato il periodo di gardening per il passaggio in Cadillac che si assicurerebbe una risorsa importante alla propria crescita e risalita nelle gerarchie; ulteriore ed ennesima conferma dell’insoddisfazione nel team austriaco.
Dietro si accende il duello tra Alpine e Racing Bulls, quest’ultima soprattutto ha mostrato un deciso cambio di passo negli ultimi weekend, classifica a parte è la migliore vettura di centro gruppo,frutto di un ottimo lavoro di ricerca sul carico ed efficienza a suon di sviluppi e apprendimenti.
Da una parte l’Alpine spinta anche dalla consistenza della power-unit Mercedes dopo la scelta di chiudere il proprio reparto motori Renault per diventare un team cliente, dall’altra la sorella minore della Red Bull, che si pone l’obiettivo di stare davanti e magari portare riferimenti proprio a Milton Keynes dove si vive un periodo complicato.
La Haas alla ricerca di quei punti per muovere una classifica ferma da troppo tempo, la Williams dovrà guardarsi dalla rimonta di Audi in decisa crescita, mentre restano in fondo Aston Martin e Cadillac, la prima in attesa della prevista versione B di monoposto e la speranza che possa dare una sterzata a un campionato fin qui clamorosamente deludente, la seconda per avvicinarsi nel centro gruppo e provare di scrollarsi l’unico zero ancora nella classifica costruttori.

Di seguito il programma del weekend.
Venerdì 17 luglio
Prima sessione prove libere: ore 12;30.
Seconda sessione prove libere: ore 16;30.

Sabato 18 luglio
Terza sessione prove libere: ore 12;00.
Qualifiche: ore 16;00.

Domenica 19 luglio
Gran Premio: ore 15;00.






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Andrea La Rosa

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