Dalla modificata distribuzione dell’elettrico sulle prossime power-unit alla chiacchierata pole di Russell per la gestione della bandiera gialla in occasione dell’incidente in qualifica di Verstappen. Tanti gli argomenti del Gran Premio d’Austria vinto da Russell sul podio con Verstappen e Antonelli, Ferrari molto sottotono (quinto Hamilton – ottavo Leclerc).
Alle domande poste due settimane addietro, sono puntualmente arrivate le risposte.
Con un dettaglio rilevante a fare da sfondo, vale a dire l’atteso via libera sulla distribuzione della potenza dei motori 2027 e 2028, che indirettamente confermano come la ricerca oltremisura verso l’elettrico, abbia deviato quest’anno, la natura della classe regina del motorsport, richiedendo una gestione energetica molto complessa, poco intuitiva e senza la necessità di cercare il limite in determinati ingressi di curva.
Dunque luce verde alla conferma di rinviare al 2028 il bilanciamento 60-40 (450kW-300kW), mentre nel 2027 la quota dell’endotermico salirà al 58% della potenza totale (420 kW), mentre quella elettrica scenderà al 42% (300 kW), quando attualmente la distribuzione è 53-47 (400kW-350kW).
Di conseguenza tra sei mesi o poco più, aumenterà del 5% la portata del carburante, del 13% nel 2028, inoltre per compensare i maggiori consumi senza costringere i team a ridisegnare i serbatoi, alcuni Gran Premi in particolare potrebbe subire una ridotta distanza di gara.
Quello in Austria, è stato un weekend che la Federazione ha classificato ad alto rischio per le alte temperature meteo, decisione tali da fare scattare una serie di misure specifiche per la tutela dei piloti, tra queste la possibilità di utilizzare un kit di raffreddamento con la circolazione di un liquido refrigerante come il glicole attraverso una giacca ignifuga indossata sotto la tuta della gara.
Misura non obbligatoria e per questo motivo, l’ipotesi di aggiungere a bordo una zavorra di 5 kg per i piloti che non avrebbero adottato questa misura.
Il Gran Premio è stato difficilissimo, entrambi i piloti nei primi giri sono stati al centro di una dura ma corretta lotta che ha premiato Hamilton, il sette volte campione del mondo ha battagliato anche con Verstappen ricordando il campionato 2021, provato una strategia aggressiva a tre soste senza però attaccare il podio…
Veniamo alla pista.
È stata contestatissima la pole di Russell, arrivata poco dopo l’incidente di Verstappen e la presunta azione di non avere rallentato che ha fatto storcere il naso innanzitutto alla Ferrari altrimenti in prima fila con entrambe le macchine, poi gli addetti ai lavori, infine a chi nei social, ha osservato come solitamente la sicurezza viene messa al primo posto.
Polemiche intorno la decisione di non investigare, polveroni che sembrano Federazione e Formula 1 non possano farne a meno, corretta nella decisione quanto nella causa che l’hanno generata per come oggi è scritto il regolamento, perché Russell ha perfettamente rispettato le linee guida, rallentando cento metri prima rispetto a Leclerc e nel confronto del giro precedente, perso un decimo e mezzo salvo poi riaprire il gas in corrispondenza del pannello verde fino al traguardo.
Tanto che lo stesso Antonelli, a fine qualifica, aveva ammesso l’errore di valutazione tra la singola e la doppia bandiera gialla, andando a rallentare viceversa eccessivamente in quella che sarebbe stata la sua possibile pole.
A proposito di bandiera gialla, ricordiamo che quando esposta “singolarmente” il pilota deve rallentare e dimostrare di averlo fatto perdendo tempo nei micro-settori interessati (cosa fatta da Russell), viceversa in caso di “doppia bandiera gialla” vengono cancellati i tempi del giro, cosa avvenuta successivamente perché la Direzione Gara ha rimosso i tempi dei giri di rientro ai box (Russell era stato l’ultimo a transitare sul traguardo).
Un problema forse di tempismo della Direzione Gara, che può aver ritenuto come la macchina incidentata di Verstappen fosse in una zona ampia da essere in sicurezza a prescindere, certo fosse successo per esempio a Montecarlo, la situazione sarebbe stata ben diversa con l’esposizione della più netta bandiera rossa.
E’ stato un Gran Premio giocato sul passo gara e numero di pit-stop, considerato il caldo che ha inciso la temperatura dell’asfalto, in sintesi però la vittoria di Russell non è mai stata in discussione, seguito sul podio da Verstappen e Antonelli; primi tre racchiusi in pochi secondi al traguardo.
Risultato che accorcia il distacco nelle posizioni di vertice nella classifica piloti, poco fortunato l’italiano in occasione del primo pit-stop, quando in coincidenza del ritiro di Sainz è stato messa a regima la virtual safety-car proprio pochi secondi dopo il suo cambio gomme, altrimenti avrebbe guadagnato moltissimo tempo mentre gli altri andavano a rilento.
Mercedes tornata a fare la voce grossa e manda un chiaro segnale alle rivali, a cominciare dalla Ferrari tornata con i piedi per terra che aveva guardato al Red Bull Ring con fiducia, senza far crescere la pressione sulla squadra preferendo che fossero le Frecce d’Argento il punto di riferimento e la Rossa pronta a giocare di rimessa se ce ne fosse stata l’occasione.
Inevitabile come all’inizio di un nuovo ciclo regolamentare, i margini e le direzioni di sviluppo sono molto ampie, per questo diventa fondamentale la rapidità tra quello che viene studiato in fabbrica e la relativa applicazione tra comparazione in galleria del vento poi nella realtà dei weekend di gara.
I fatti della qualifica ha infastidito e non poco, anche considerato come in nome della sicurezza sia stata modificata la procedura di partenza allo spegnimento dei semafori dove la Ferrari nelle battute iniziali aveva mostrato essere notevolmente superiore allo stacco della frizione e successiva accelerazione.
A prescindere però, il Gran Premio è stato difficilissimo, entrambi i piloti nei primi giri sono stati al centro di una dura ma corretta lotta che ha premiato Hamilton, il sette volte campione del mondo ha battagliato anche con Verstappen ricordando il campionato 2021, provato una strategia aggressiva a tre soste senza però attaccare il podio, Leclerc torna a punti dopo due Gran Premi di ritiri, mai aggressivo per le posizioni davanti quanto in difesa.
Passo in avanti per la Red Bull che nella gara di casa, si è presentata con un sostanzioso pacchetto di aggiornamenti, a questo punto cruciali per capire l’andamento della stagione e provare a risalire la classifica.
Una RB22 ridisegnate nelle pance, andando a modificare l’andamento dei flussi condizionati dalle turbolenze generate dalle ruote anteriori verso il posteriore, cambiata la bocca dei radiatori seguendo l’indirizzo della Mercedes, riviste le fiancata con l’aumento della superiore nella parte sottostante la pancia che ha ridotto lo svaso verso il basso quasi a costituire una muratura, rivisto l’impianto di raffreddamento, riprogettato il “marciapiede” sul fondo davanti le ruote posteriori, aggiornate le cover dei bracci delle sospensioni posteriori e altri interventi.
Interventi che hanno permesso a Verstappen di avere il mezzo per salire sul podio, mentre Hadjar ha concluso in sesta posizione.
Per la McLaren l’ennesimo riscontro che dopo aver centrato tutti gli obiettivi nel 2025, adesso è lontana dalla Mercedes nonostante sia stata davanti la Ferrari (quarto Piastri e settimo Norris) con ritardi nello sviluppo, problemi di affidabilità e una finestra molto stretta di utilizzo delle gomme, al centro di un progetto 2026 che fatica a incidere.
L’unico momento in cui si era rivista una squadra capace di impensierire, è stato il sabato di Miami con la doppietta della sprint, exploit che aveva fatto credere che la McLaren fosse tornata della partita.
Weekend positivo per la Racing Bulls che porta in top-ten entrambe le macchine (nono Lawson e decimo Lindblad), fuori dalla zona punti l’Alpine, Haas, Williams e Audi, quest’ultima ancora una volta a un passo dall’entrare tra i primi dieci.
Prosegue la notte fonda in Aston Martin, dove si lavora a testa bassa per migliorare una situazione inaspettata alla vigilia, tanto da congelare gli sviluppi in attesa che prima della sosta estiva, arrivi il nuovo motore Honda evoluto grazie all’ADUO in considerazione che almeno la metà del distacco, è dovuto alla mancanza di cavalli.
Le precedenti, questa e le prossime, sono state e potrebbero essere delle tappe di frustrante apprendistato, mentre il “nuovo” debutto della monoposto profondamente rivista da Adrian Newey che potrà essere considerata una versione B, sarebbe fissato per l’Ungheria prima della pausa estiva, dove finalmente ci si aspetti l’inizio della stagione con l’obiettivo prioritario di abbandonare la coda del gruppo.
Infine rimane a zero punti la Cadillac presentatasi con l’ambizione di fare un salto di qualità portando nuove pance laterali e un fondo evoluto aggiunti al diverso alettone posteriore e la modifica allo scarico visti a Montecarlo, come l’evoluzione dell’ala posteriore e un diverso impianto di raffreddamento portati a Barcellona, il Gran Premio però è durato pochi giri per problemi ai freni a entrambe le macchine.
Si torna in pista tra pochi giorni a Silverstone per il Gran Premio di Gran Bretagna, col weekend caratterizzato dalla gara sprint a dare azione e mettere tanti punti a disposizione.
CLASSIFICA PILOTI – punti
1. Antonelli (Mercedes) – 171
2. Russell (Mercedes) – 131
3. Hamilton (Ferrari) – 125
4. Piastri (McLaren) – 80
5. Leclerc (Ferrari) – 79
6. Norris (McLaren) – 79
7. Verstappen (Red Bull) – 73
8. Gasly (Alpine) – 41
9. Hadjar (Red Bull) – 42
10. Lawson (Racing Bulls) – 30
11. Bearman (Haas) – 18
12. Colapinto (Alpine) – 16
13. Lindblad (Racing Bulls) – 14
14. Sainz (Williams) – 6
15. Albon (Williams) – 5
16. Ocon (Haas) – 3
17. Bortoleto (Audi) – 2
18. Perez (Cadillac) – 1
19. Hulkenberg (Audi) – 0
20. Bottas (Cadillac) – 0
21. Alonso (Aston Martin) – 0
22. Stroll (Aston Martin) – 0
CLASSIFICA COSTRUTTORI – punti
1. Mercedes – 302
2. Ferrari – 204
3. McLaren – 159
4. Red Bull – 115
5. Alpine – 57
6. Racing Bulls – 44
7. Haas – 21
8. Williams – 11
9. Audi – 2
10. Cadillac – 1
11. Aston Martin – 0




