F1 ’26: NULLA È COME SEMBRA?

F

Due settimane dopo la Spagna, i motori tornano ad accendersi in Austria sul circuito di Spielberg, che negli anni ha più volte cambiato nome secondo la sponsorizzazione, adesso di proprietà Red Bull. Tante le risposte che si attendono da questo weekend, a cominciare dalla conferma o meno della Ferrari velocissima due settimane addietro a Barcellona, rispetto alla Mercedes parsa meno distante e Antonelli al primo vero esame per diventare campione del mondo.

T

utto pronto per il Gran Premio d’Austria che nella storia della Formula 1, seppur in maniera alternata, ha sempre rappresentato un appuntamento sentito che sposta un numero considerevole di appassionati.
Una Nazione che racconta vicende di motorsport, a cominciare da Niki Lauda sicuramente il più famoso e titolato avendo vinto tre campionati del mondo (1975 e 1977 con Ferrari, 1984 con McLaren), considerato una leggenda dello sport e di spessore umano, Jochen Rindt campione del mondo nel 1970, vinse il titolo tragicamente alla memoria, dopo aver perso la vita in un incidente durante le prove del Gran Premio d’Italia a Monza.
Ha fatto la sua carriera Gerhard Berger, con dieci vittorie e quarantotto podi guidando per scuderie di primissimo piano come Ferrari e McLaren, resta nella memoria Roland Ratzenberger, amatissimo e tragicamente scomparso nel 1994 durante le qualifiche del Gran Premio di San Marino a Imola.
Senza dimenticare Helmut Marko, che gareggiò all’inizio degli anni Settanta prima che un infortunio ponesse fine alla sua carriera, figura di spicco e per anni consulente e responsabile del programma giovani della Red Bull, scuderia che nel 2004 acquisto il circuito promuovendo lavori di adeguamento per riportare la Formula 1, già presente dal 1970 al 1987 e successivamente dal 1997 al 2003, fino al ritorno nel 2014.
È uno dei circuiti più corti e iconici del calendario, famoso per i suoi spettacolari dislivelli e le violente frenate a cominciare da Curva 1 (Castrol Edge), tornante secco in salita che rappresenta il primo punto di sorpasso seguito da una ripida salita verso il punto più alto del tracciato, si prosegue verso Curva 3 (Remus) tornantino stretto e in salita che immette nella zona più lenta e tecnica della pista, solitamente teatro di staccate al limite e sorpassi, poi Curva 4 (Schlossgold) tornante cieco in discesa dove bloccare gli pneumatici è molto facile, infine il settore finale (Curve 6, 7, 8, 9) contraddistinto dalla sequenza veloce e ritmica in discesa (curve Rauch e Wurth) che richiedono precisione prima dell’accelerazione verso il traguardo.
Tra i momenti più iconici e controversi il volo di De Cesaris nel 1985 che rimane una delle immagini più spettacolari e drammatiche di sempre, ovvero l’incredibile capottamento senza conseguenze della sua Ligier, la prima vittoria in carriera di Irvine con la Ferrari nella stagione 1999, il controverso ordine di scuderia della Ferrari nel 2002 quando Barrichello fu costretto a cedere la vittoria a Schumacher all’ultima curva scatenando i fischi del pubblico e grande imbarazzo sul podio, come pure il duello rusticano nel 2019 tra Leclerc e Verstappen che segnò il passaggio di consegne con la nuova generazione di piloti in quel caso, segnato dall’aggressivo e discusso sorpasso dell’olandese sul ferrarista.
Questo circuito nel periodo Covid 2020-21, ha ospitato due Gran Premi nella stessa stagione rinominando il secondo come Gran Premio di Stiria, proprio per consentire in quelle stagioni caratterizzate dalla pandemia e quindi dal contenimento degli spostamenti, di avere un numero congruo di gare per validare i mondiali.
Nelle ultime quattro stagioni hanno vinto altrettanti piloti e macchine diverse: 2022 Leclerc (Ferrari), 2023 Verstappen (Red Bull), 2024 Russell (Mercedes), 2025 Norris (McLaren); tra le statistiche appartiene a Verstappen il record di vittorie e pole position (4).

La lotta per il titolo? La accetto. C’è ancora molta, molta strada da fare e la Mercedes ha ancora un ottimo passo, come potete vedere. Ma continueremo a lavorare e a cercare di colmare il divario. Non è finita, questo è sicuro.

Lewis Hamilton, dopo la vittoria nello scorso Gran Premio di Barcellona-Catalogna

Se nulla è come sembra (rispetto i numeri della classifica piloti), potrà dirlo il Gran Premio d’Austria.
Antonelli si trova di fronte l’importante esame per dimostrare di sapere reggere la pressione, anche mediatica del primo ritiro che avrebbe attutito con quel secondo posto, i punti persi dopo la vittoria di Hamilton, a sua volta tirato a lucido come nei tempi migliori quando guidava la stessa Mercedes.
Senza quel ritiro per giorni si sarebbe parlato d’altro, perché a prescindere l’italiano era stato ancora una volta più veloce di Russell, al punto durante la gara di essere richiamati dal muretto per evitare spiacevoli imprevisti, diciotto punti che sarebbero stati meritati dopo l’ottimo sorpasso al compagno di squadra, cestinati negli ultimi giri dall’esito più spietato.
Così sono le gare e insegna la storia, le macchine si progettano e realizzano, si lavora affinchè siano veloci ma resta il dettaglio: devono arrivare in fondo.
Nella classifica piloti, oggi Antonelli mantiene un vantaggio di 41 punti su Hamilton e 50 punti su Russell, tanti o pochi secondo i punti di vista, considerato come ogni weekend rappresenta un mattone verso il traguardo finale.
Tra le scene più belle dell’ultimo Gran Premio, una in particolare, quella dello stesso Antonelli corso ad abbracciare e congratularsi con Hamilton, perché alla fine c’era da rendere merito a un vecchio idolo, un nuovo amico, riemerso dopo l’inferno di mesi abbastanza deprimenti.
Qualcuno ha persino evidenziato la coincidenza che sullo stesso circuito, esattamente trent’anni addietro, si celebrò la prima vittoria di Schumacher in rosso, oggi purtroppo per Hamilton il tempo a disposizione non può considerarsi lo stesso data l’anagrafica, ma potrebbe comunque bastare per scrivere qualcosa di epico.
Per questo l’imminente Gran Premio è atteso proprio come risposta alle tante domande poste quindici giorni addietro: la Ferrari potrà davvero dare fastidio alla Mercedes?
Sicuramente il risultato di due settimane addietro, consegna una Mercedes forte ma più vulnerabile, questo dipenderà soprattutto da quanto saprà spingere la Ferrari a rendere incerto un campionato, dove adesso Hamilton sembra davvero aver preso il grado di capitano, mentre Leclerc dovrà cancellare il doppio pesante zero in casella, arrivato proprio dopo l’annuncio del rinnovo di contratto.
Si gioca sugli sviluppi e gestione del budget cap, dove la pianificazione ha un ruolo centrale, perché a differenza della passata stagione, le attuali monoposto approcciano senza la dovuta esperienza del precedente anno, così ogni pacchetto di aggiornamento assicura un guadagno non indifferente.
Proprio il tetto di spesa diventa fondamentale, perché costringe un team se anticipare (guadagnare il prima possibile) gli aggiornamenti oppure posticiparli (spendere più ore in galleria del vento) massimizzando la conoscenza dei precedenti, con soluzioni che oggi o portate dopo l’estate, che torneranno utili anche per le monoposto della prossima stagione.
Certo la Ferrari col pacchetto di aggiornamenti portato a Barcellona, ha compiuto un importante salto di qualità che proseguirà con l’evoluzione della power-unit relativamente lo step concesso dall’ADUO, adesso però spetterà rispondere proprio alle Frecce d’Argento, con l’obiettivo di tornare davanti, magari con lo stesso margine visto a inizio anno.
Un ruolo centrale è l’affidabilità.
E’ stata ammessa la causa del ritiro di Antonelli in Spagna, il sistema della batteria patisce le alte temperature e non aiuta stare dietro un’alta vettura per troppo tempo, alla power-unit viene riconosciuto il più alto grado di competitività tranne per la Federazione che nelle sue valutazioni per stabilire i costruttori che hanno diritto all’ADUO, ha considerato come migliore il 6 cilindri turbo prodotto dalla Red Bull-Ford, ma alle prestazioni può a volte, non corrispondere un adeguato livello di affidabilità, basti pensare che un mese prima era toccato a Russell fermarsi in Canada, in precedenza anche la McLaren ha avuto simili problemi.
Determinante a questo punto la risoluzione del problema, in considerazione delle alte temperature previsti nella gare durante il periodo estivo.
Obiettivo podio per la McLaren che in questa fase sembra più terzo incomodo e difficilmente in grado di lottare per la vittoria, mentre rimane un rebus il campionato della Red Bull, fin qui a dir poco sotto le aspettative, più vicina alla pancia del gruppo che alle prime tre posizioni della classifica costruttori, dove sta crescendo la ritrovata Alpine, quarta forza con l’obiettivo di marcare punti in ogni Gran Premio con entrambe le monoposto come anche la Racing Bulls.
Si aspetta uno squillo dalla Haas in un momento complicato, reduce da appena quattro punti negli ultimi cinque weekend dopo un avvio convincente, obiettivo punti per la Williams in un limbo tra la metà del gruppo e le posizioni di bassa classifica, dove resta Audi recentemente vicina alla top-ten con due undicesimi posti consecutivi.
In una recente intervista, ha espresso delusione il pilota spagnolo della Williams, Carlos Sainz, schietto nel definire la difficile situazione dopo i ritardi accumulati lo scorso (breve) inverno che hanno portato la scuderia lontana anche dal poter competere con i team di metà gruppo a prescindere dai problemi di peso, rendendo la situazione diversa da quella prospettata l’anno scorso nonostante le ore extra a disposizione in galleria del vento.
Situazione quasi paradossale, considerando come proprio la Williams aveva sacrificato lo sviluppo della precedente auto, per concentrare le risorse e il tempo sul nuovo ciclo regolamentare senza i riscontri sperati.
Resta senza precedenti il motivo del ritiro di Hulkenberg a Barcellona, perché mentre si trovava in bagarre, la sua Audi è stata colpita da un piccolo sasso sollevato ad alta velocità dalla Racing Bulls di Lawson che stava davanti, riuscendo a premere in pieno il pulsante di emergenza esterno, posizionato sulla carrozzeria della vettura.
A quel punto, si era attivato il protocollo di spegnimento totale del sistema elettrico e alimentazione dell’auto, col sasso che perfettamente ha simulato persino la pressione manuale del tasto posizionato per facilitare i commissari in caso di incidente per mettere in sicurezza la vettura, disattivando istantaneamente ogni singola componente della power-unit senza che il pilota potesse fare qualcosa per resettare il sistema dall’abitacolo.
Infine Aston Martin e Cadillac per lasciarsi alle spalle l’una con l’altra le ultime posizioni, particolarmente complicata la situazione soprattutto dell’Aston Martin il cui punto di Montecarlo, è opposto alle prestazioni segnate da ben sette ritiri in questi primi altrettanti Gran Premi; di seguito il programma del weekend.
Venerdì 26 giugno
Prove libere I: ore 13;30.
Prove libere II: ore 17;00
.
Sabato 27 giugno
Prove libere III: ore 12;30.
Qualifica: ore 16;00
.
Domenica 28 giugno
Gran Premio: ore 15;00.








Autore

Andrea La Rosa

Aggiungi un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Andrea La Rosa

Segui Sport One

Tag più frequenti

Categorie