Ad Austin (ufficiale il rinnovo fino al 2034), Verstappen e la Red Bull massimizzano il risultato con una doppia vittoria nella Sprint e nel Gran Premio, riaprendo il mondiale piloti e spostando l’inerzia dalla propria parte rispetto la McLaren (compresi i piloti) apparsi in difficoltà, anche nei confronti della Ferrari capace di confezionare una prestazione in crescendo, culminata col podio di Leclerc. Poco tempo per riflettere, perché è già in corso il trasferimento verso Città del Messico, sede del prossimo e imminente Gran Premio.
Un weekend intenso quello di Austin, alla vigilia con la possibilità di vedere riaperta la lotta nel mondiale piloti in virtù del format della gara sprint che certamente ha ravvivato le giornate in pista.
Come antipasto, anche la decisione della Pirelli d’introdurre un salto di mescola, ampliando quindi il divario delle tre a disposizioni, ovvero la differenza di prestazione e durata tra quella più dura rispetto la media e la soft, con l’obiettivo di aumentare lo spettacolo ma soprattutto ampliare il ventaglio di soluzione strategiche.
Protagonista è stato anche il caldo texano, con temperatura oltre i trenta gradi tale da riattivare il regolamento sull’ “heat hazard” già visto a Singapore, sull’utilizzo per i piloti della veste con tubi refrigeranti.
Così è stato, concretizzando un finale di stagione dove nulla è come sembra rispetto ai numeri della classifica costruttori che parlano di un distacco clamoroso tra la prima e le altre, col sabato già caratterizzato da colpi di scena.
E chissà quanto in McLaren stiano adesso ripensando alla precisa scelta durante il campionato, di non privilegiare uno dei due piloti verso il titolo piloti, da settembre in avanti completamente riacceso grazie alla Red Bull tornata bella come un abito cucito su misura addosso Verstappen.
Certo la gara sprint aveva mostrato indecisione, frenesia e poco lucidità visto l’incidente alla prima curva dove Piastri e Norris si erano autoeliminati a vicenda, altro che papaya rules, un disastro sportivo pesante più nel morale che potrebbe avere un impatto significato sulla corsa al titolo iridato, in un weekend proseguito senza la pole e Piastri, leader del mondiale, partito addirittura dalla terza fila e mai protagonista (quinto), mentre e Norris (secondo) accorcia il distacco a quattordici punti dal rivale-compagno di box, dopo aver faticato dietro Leclerc bravo insieme alla Ferrari, di vivacizzare lo start con una strategia di gomma opposta, spuntandola solamente nel finale.
Ne approfitta e lo fa benissimo, Verstappen, divenuto il volto umano della Formula 1, capace di rompere la noia di questa stagione, lì nel mezzo, con l’umiltà del lavoro da compiere e la consapevolezza o meglio l’esperienza, di un quattro volte campione del mondo dentro le acque che sembrano tornate calme in Red Bull, ma soprattutto il pelo sullo stomaco di come gestire queste situazioni, fortificato da quel testa a testa con la Mercedes di Hamilton che nel 2021 finì a suo favore.
La dimostrando che tre dei quattro titoli mondiali, non sono stati vinti solamente per una macchina in quei campionati schiacciante per superiorità rispetto alla concorrenza.
Merito come detto, anche di un team presentatasi con ulteriori novità tecniche per alimentare le speranza che non sta lasciando nulla di intentato nel giocarsi le proprie carte per la vittoria in tutte le rimanenti piste del calendario, nonostante oramai molte squadre hanno dirottato i pochi fondi residui del budget cap sul progetto 2026.
Una dimostrazione di forza e rinnovata direzione d’equilibrio, mostrando la capacità di concentrarsi in modelli di simulazione che potranno servire anche per la prossima auto per prevenire i problemi ereditati dalla RB21.
Il distacco dalla vetta rimane importante, ma l’inerzia è tutta dalla sua parte, per questo il titolo 2025 è una storia ancora tutta da scrivere.
Bene anche Tsunoda, settimo al traguardo che in caso di ulteriore step, potrebbe essere il perfetto alleato dell’olandese.
In Ferrari sembra essere un crocevia non tanto per questo finale di stagione, ma soprattutto per prepararsi nel migliore dei modi alla prossima vettura che potrebbe sancire il futuro dei piloti, soprattutto di Leclerc che negli scorsi giorni, anche per bocca del suo manager Nicolas Todt, aveva fatto intendere essere oramai maturi i tempi per guardare altrove piuttosto di vedere vincere gli altri oramai da diversi anni.
Nel frattempo sull’orizzonte di Maranello non è prevista alcuna rivoluzione e sarebbe folle in questa fase, certo sembra essere passata un’era geologica rispetto a dodici mesi addietro quando sulla stessa pista, la Rossa si era imposta con una doppietta strepitosa (Leclerc primo davanti Sainz) che permetteva di mantenere aperta la speranza del titolo costruttori poi perso ad Abu Dhabi per soli quattordici punti.
La SF-25 è una macchina che non ha mai funzionato nemmeno in determinate caratteristiche di circuito, ai problemi di altezza da terra si sono aggiunti anche quelli di gestione dell’impianto frenante, faticando con la temperatura dei dischi portando all’estremo la pratica del “lift and coast attuata per tutto l’anno, ovvero sollevare il piede dall’acceleratore prima della frenata affinchè si riduca la pressione su freni e power unit, riducendo il consumo di carburante.
Il risultato nella gara sprint a ridosso del podio seppur con diverse vetture davanti ritirate, aveva consegnato dati e fiducia in vista della gara con Leclerc partito dalla seconda fila, così è stato anche con una gara all’attacco assaporando la seconda posizione e terminando comunque sul podio, segnali di risveglio anche per Hamilton al quarto posto.
Nel gioco del campionato piloti, arbitro della partita potrebbe essere la Mercedes stavolta protagonista a metà, con Russell secondo nella sprint e dietro le quinte nel Gran Premio (sesto), mentre Antonelli porta un solo punto con l’ottavo posto nella Sprint, sfortunato in gara e incolpevole nell’incidente con la Williams di Sainz che nel prossimo weekend, scatterà con cinque posizioni di penalità sulla griglia rispetto al risultato della qualifica.
Un risultato agrodolce per la scuderia britannica, a punti nella sprint col terzo posto di Sainz e il sesto di Albon, vedendo funzionare la “cura Wowles” per una scuderia caduta in disgrazia e adesso capace di mettere a referto nella sola stagione 2025, un numero maggiore di punti rispetto a quanto era riuscita a fare sommando i campionati dal 2018 al 2024.
Adesso viene la parte più difficile, ovvero entrare a pieno titolo in lotta con i team di vertice e per questo, il team principal James Wowles in una recente intervista, ha messo le cose in chiaro circa la linea dura in caso di rivalità interna, senza permettere che (eventuali) tensioni possano rallentarne la crescita in questo processo di rinascita, una coppia fin impeccabile ma inevitabilmente, ritrovandosi in posizioni più ambiziose, potrebbero sorgere rivalità.
Dietro è bagarre dalla sesta alla nona posizione dei costruttori che ricordiamo, oltre il prestigio del posizionamento frutta soprattutto migliori (o minori) bonus economici.
Infatti la Racing Bulls rimane ferma, guadagna un punto l’Aston Martin col decimo posto di Alonso, poco meglio la Sauber con l’ottavo di Hulkenberg sfortunatissimo nella Sprint dove partiva nelle prime posizioni e rimasto coinvolto nell’incidente con le McLaren, a punti anche la Haas col nono posto di Bearman, infine rimane desolatamente nelle retrovie l’Alpine.
Quando detto nelle righe sopra è già un ricordo, perchè subito tempo di pensare al prossimo Gran Premio nella capitale messicana…
Quando detto nelle righe sopra è già un ricordo, perchè subito tempo di pensare al prossimo Gran Premio nella capitale messicana che vanta una lunga tradizione pur con discontinuità, dapprima dal 1963 al 1970, poi dal 1986 al 1992 e infine, la terza e ultima (recente) fase dal 2015, inevitabilmente spinta dalla presenza del connazionale Sergio Perez che ha contribuito insieme al seguito di sponsor, all’idea di proporre nuovamente la classe regina in un impianto che necessitava di essere ammodernamento secondo le norme attuali.
Proprio il rinnovo nel calendario fino al 2028 comunicato ad inizio dello scorso maggio, a ridosso del Gran Premio di Miami, era stato un presagio del suo ritorno in Formula 1 dopo l’esperienza in Red Bull, infatti l’anno prossimo guiderà la Cadillac, nuovo team che porterà a ventidue il numero di monoposto sulla griglia.
C’è da sottolineare come il Gran Premio, per ovvie questioni organizzative ed evidente contribuzione nelle spese, nelle ultime edizioni è stato rinominato di “Città del Messico”.
La sede è sempre stata quella del Magdalena Mixhuca, poi dal 1973 intitolata alla memoria dei fratelli Ricardo e Pedro Rodriguez, il primo morto a soli venti anni durante la prima edizione del Gran Premio del Messico, il 1 novembre 1962 quando la gara non era ancora valida per il campionato mondiale, mentre Pedro nella fatalità quando aveva trentuno anni nel 1971, durante una gara del Interserie sul circuito di Norisring.
Inizialmente lungo cinque chilometri, il tracciato e tutto l’autodromo come detto, è stato più volte ammodernato, adesso la lunghezza è di 4.304m dove la curva Peraltada posizionata nel terzo settore prima del rettilineo di arrivo, è stata abolita o meglio rallentata con una chicane.
Originale la presenza del circuito inglobato con l’ex Foro Sol, uno stadio multiuso edificato nel 1993 e inizialmente pensato come sede di concerti, per ospitare successivamente il baseball e in questa circostanza, anche il passaggio delle monoposto di Formula 1 quasi a costituirne un’arena.
Il fattore dell’altimetria riguarderà anche l’affidabilità meccanica delle vetture, infatti il circuito è situato a 2.238m sul livello del mare, con problemi di rarefazione dell’aria che solitamente consiglia di aprire vistose feritoie sui cofani per migliorarne il flusso.
Nelle ultime edizioni, quelle denominate come Gp di Città del Messico, ha vinto tre volte il binomio Verstappen-Red Bull, mentre l’anno scorso vinse Sainz con la Ferrari.
Di seguito il programma del weekend dove il ritorna il consueto format delle tre sessioni di libere, e le classifiche dopo Austin.
Prove libere 1: Venerdì 24 Ottobre – ore 20;30
Prove libere 2: Venerdì 24 Ottobre – ore 00;00
Prove libere 3: Sabato 25 Ottobre – ore 19;30
Qualifiche: Sabato 25 Ottobre – ore 23;00
Gran Premio: Domenica 26 Ottobre – ore 21;00
CLASSIFICA PILOTI – (punti)
1. Piastri (McLaren) – 346
2. Norris (McLaren) – 332
3. Verstappen (Red Bull) – 306
4. Russell (Mercedes) – 252
5. Leclerc (Ferrari) – 192
6. Hamilton (Ferrari) – 142
7. Antonelli (Mercedes) – 89
8. Albon (Williams) – 73
9. Hulkenberg (Sauber) – 41
10. Hadjar (Racing Bulls) – 39
11. Sainz (Williams) – 38
12. Alonso (Aston Martin) – 37
13. Stroll (Aston Martin) – 32
14. Lawson (Red Bull/Racing Bulls) – 30***
15. Ocon (Haas) – 28
16. Tsunoda (Racing Bulls/Red Bull) – 26*
17. Gasly (Alpine) – 20
18. Bearman (Haas) – 20 pt
19. Bortoleto (Sauber) – 18 pt
20. Colapinto (Alpine) – 0 pt**
21. Doohan (Alpine) – 0 pt
* 3pt conquistati con la Racing Bulls prima dello scambio dal Gran Premio di Giappone, con lo stesso Tsunoda in Red Bull e Lawson in Racing Bulls;
** ha sostituito Doohan dal Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia Romagna;
*** punti tutti con Racing Bulls .
CLASSIFICA COSTRUTTORI – (punti)
1. McLaren – 678
2. Mercedes – 341
3. Ferrari – 334
4. Red Bull – 331
5. Williams – 111
6. Racing Bulls – 72
7. Aston Martin – 69
8. Sauber – 59
9. Haas – 48
10. Alpine – 20




