F1 ’25: TITOLO PILOTI AD ABU DHABI, FERRARI CHE FIGURACCIA!

F

In Qatar, Verstappen fa saltare il banco in occasione dell’iniziale safety-car rispetto alla McLaren troppo conservativa, perché vince e tiene aperta la classifica piloti, Piastri secondo accorcia anche con la vittoria nella gara sprint, quarto Norris che tra pochi giorni potrà chiudere i giochi con dodici punti di vantaggio ma senza margini di errore; strepitoso Sainz sul podio con la Williams, quinto Antonelli, Prestazione deprimente della Ferrari.

È

stato attesissimo per ovvi motivi il penultimo appuntamento della stagione in Qatar, dopo la squalifica di Las Vegas delle McLaren per eccessiva usura del pattino posizionato sul fondo che inevitabilmente, aveva manifestato qualche sospetto visto l’impegno della Federazione, nel fare chiarezza sui pattini in titanio riscaldati usati da vari team a San Paolo vietandone il dispositivo sospetto.
L’altro aspetto in premessa, ha riguardato l’ultimo appuntamento col format della gara sprint, con tanti punti a disposizione e una sola sessione di libere, dove tutti i team hanno dovuto comprimere il lavoro di comprensione sull’assetto migliore da scegliere.
Anteprima di una corsa poco tattica e molto tirata, con un approccio diverso dei team per la norma di vincolare l’utilizzo delle gomme non oltre i 25 giri per ogni set, significando l’obbligo per ogni pilota di effettuare almeno due pit-stop nel Gran Premio, allo scopo di prevenire eccessivi livelli di usura sull’anteriore sinistra.
Tra l’altro, Verstappen aveva iniziato la trasferta divertendosi a stuzzicare con parole pungenti l’ambiente della McLaren, sottolineando come solamente gli errori dei loro piloti gli avevano permesso di rimanere numericamente in lotta per il titolo, ribadendo che se avesse avuto la loro macchina avrebbe vinto con largo anticipo.
Si dice che la storia è un grande presente che non si ripete mai, è pur vero sembra di rivivere la stagione 2007 dove la Ferrari con Raikkonen, colse l’occasione tra i due litiganti andando a vincere quel mondiale (l’ultimo fin qui per la Rossa) proprio a discapito di Alonso e Hamilton che correvano in McLaren.
Un weekend dove la McLaren è stata superiore, ma forse troppo conservativa o forse piegata dall’astuzia di Verstappen e degli uomini Red Bull, capaci con una mossa di portare l’assegnazione del mondiale all’ultima gara pochi giorni di Abu Dhabi, con uno svantaggio dove tutto può succedere.

GARA SPRINT
Nella qualifica sprint è arrivato lo squillo di Piastri seguito da Russell, seconda fila per Norris e Alonso, in terza (super) Tsunoda davanti Verstappen, prestazione tale da rendere evidente come la Red Bull abbia commesso qualche errore col setup che ha reso la RB21 poco guidabile, senza avere tra le mani un mezzo per attaccare le McLaren considerato il problema allo sterzo emerso nella precedente e unica sessione di libere.
Settimo tempo di Antonelli, male le Ferrari con Leclerc nono, Hamilton addirittura nelle ultime posizioni eliminato in Q1, spento a livello mentale quasi ad aver finito la stagione dopo il 20esimo posto sulla griglia di Las Vegas, anche in modo polemico nelle interviste ci ha tenuto a dire che “la macchina non aveva niente di più da dare”, una crisi profonda e considerato il numero di avversari inseriti, risulta la sesta forza con un potenziale che non permette di riprendere la Mercedes nei costruttori.
La gara sprint (noiosa sotto il profilo dell’azione in pista) è stata vinta da Piastri grazie all’impeccabile gestione dalla prima all’ultima curva, precedendo la Mercedes di Norris e il compagno di squadra Norris, a quel punto col match point nel Gran Premio, quarta posizione per Verstappen davanti Tsunoda e Antonelli, poi in zona punti Alonso e Sainz.

GRAN PREMIO
Sono cambiati di poco i valori nelle qualifiche, dove Piastri ha ritrovato la forma persa negli ultimi mesi mettendo a segno nuovamente la pole, in prima fila Norris, in seconda Verstappen e Russell, quinto tempo per Antonelli, figuraccia per le Ferrari con Leclerc in quinta fila e Hamilton ancora partito nelle ultime posizioni dopo essere stato nuovamente escluso in Q1.
Considerata la difficoltà di sorpasso, antipasto di una curva-1 ad alta tensione con i primi tre piloti davanti che si sarebbero giocati il mondiale.
Così è stato al semaforo verde dove Piastri è rimasto davanti, Verstappen ha superato un cauto Norris, poi la safety-carnel giro n.6 per l’incidente Hulkenberg-Gasly e girandola di pit-stop compreso Verstappen nel tentativo di far saltare il banco rispetto alle McLaren che hanno deciso di proseguire magari per non favorire l’uno o l’altro pilota, trovandosi però nella frittata di consegnare la vittoria al pilota della Red Bull.
Perché alla ripartenza i papaya hanno spinto fortissimo senza però aprire il divario per mantenere la posizione dopo il primo pit-stop a circa metà gara, immediata la risposta di Verstappen con la seconda sosta nel giro n.33 (come dei piloti fermatisi in occasione della safety-car) per tenere dietro le McLaren dopo l’altrettanto secondo pit-stop, dove Norris ha solamente potuto limitare i danni.
Alla bandiera a scacchi ha vinto Verstappen (decima l’altra Red Bull di Tsunoda) davanti Piastri, mentre Norris ha concluso in quarta posizione anche grazie una sbavatura all’ultimo giro di Antonelli che ha chiuso quinto, sesto Russell con l’altra Mercedes.
Sul podio la Williams con uno strepitoso Sainz decisamente cresciuto nella seconda parte di stagione dopo un avvio in apprendistato.
Ferrari ottava al traguardo con Leclerc, in un weekend rivelatosi l’ennesima montagna da scalare, con un risultato che ha certificato l’inadeguatezza e il progetto fallimentare della SF-25.

Poi ci sono i numeri dei distacchi, il resto scompare, evidente la mancanza di leadership e forse, competenze.

Leclerc è apparso costantemente in lotta con una macchina instabile come avvenuto per tutto l’anno, Hamilton alle prese con una crisi forse anche motivazionale che apre tanti dubbi davanti l’investimento, e la possibilità di vedere nel futuro prossimo un sostituto (Bearman?) qualora tra pochi mesi, la macchina del 2026 non fosse maggiormente competitiva.
Dalle parole del team principale Vasseur, è emerso come fin dall’inizio del campionato, dopo la doppia squalifica in Cina, la percezione di un campionato difficile vista la forza della McLaren, tanto da portare la decisione d’interrompere subito gli aggiornamenti aerodinamici, puntando direttamente sul 2026 in accordo con i piloti, di cui a prescindere, il divario in classifica tra entrambi, è sotto gli occhi di tutti.
L’altro aspetto è una macchina a dir poco imbarazzante, sostenuta da un team che fatica a offrire soluzioni.
È notte fonda, con una macchina incapace di offrire prestazioni quantomeno accettabili, peggio nel pensare a quanto espresso in tempi recenti dal numero 1: “In Formula 1 da una parte abbiamo i meccanici, che hanno fatto il loro lavoro, tra pole position e pit-stop. Anche gli ingegneri si sono ben comportati, con la macchina che è evidentemente migliorata. Il resto, però, non è stato all’altezza. I nostri piloti si concentrino a guidare e parlare di meno”.
Poi ci sono i numeri dei distacchi, il resto scompare, evidente la mancanza di leadership e forse, competenze.
Solo Luca Badoer e Giancarlo Fisichella nella disgraziata stagione 2009, quando furono chiamati a sostituire Felipe Massa infortunato in Ungheria, vennero esclusi dal Q1 per due Gran Premi consecutivi senza incidenti o problemi tecnici, per Hamilton le ultime tre qualifiche sono state le peggiori in carriera del sette volte campione del mondo.
Si certifica uno dei periodi più bui come avveniva agli inizi degli anni Novanta, dove soprattutto Leclerc è andato ancora una volta oltre il potenziale (?) della macchina prendendosi notevoli rischi come testimoniali dal pericoloso quanto spettacolare testacoda nelle battute finali della sessione di qualifica.
Chi invece non ha preso rischi, è stato il team principal Vasseur, non apparso ai microfoni dei media per commentare il risultato della stessa qualifica.
In top-ten ha chiuso Alonso (settimo) con l’Aston Martin che in questi giorni ha catturato l’attenzione mediatica per la nomina di Adrian Newey a team principal, prendendo il posto di Andy Cowell e guiderà anche le operazioni in pista della prossima vettura da lui stesso disegnata.
Nono posto per Lawson con la Racing Bulls, sfortunatissimo Hadjar costretto al ritiro nelle battute finali per una foratura quando era in sesta posizione.
Fuori dalla zona punti Haas, Sauber e Alpine.

TITOLI DI CODA
Nel prossimo e ultimo weekend di Abu Dhabi, dove come metafora della stagione, il Gran Premio è caratterizzato dalla partenza durante il tramonto fino alla progressiva oscurità della sera illuminata dai riflettori artificiali, sullo sfondo di sfarzose architetture contemporanee il cui gioco di luci risalta la qualità delle immagini televisive.
In mezzo i piloti e le vetture della Formula 1, che chiudono una stagione lunghissima e guardano oramaiil lavoro in fabbrica pienamente in esecuzione in vista del prossimo ciclo regolamentare, visti i tempi, praticamente alle porte.
Posizionato a Yas Marina, una delle più grandi isole artificiali costruite ad Abu Dhabi, il circuito esordì nella stagione 2009 mentre dal 2014, ospita l’ultimo atto tra campi da golf, parchi a tema e hotel (a dir poco) lussuosi.
Nel 2021 a seguito di richiese degli stessi piloti e un’opinione pubblica che spesso aveva decretato il circuito come noioso con dinamiche di gare poco avvincenti, sono state apportate delle modifiche per ravvivare la spettacolarità come un maggior numero di sorpassi.
L’anno scorso Lando Norris ha spezzato la serie di quattro Gran Premio vinti consecutivamente da Verstappen, così in testa al numero di vittorie come pilota, oggi rimane Lewis Hamilton (5), mentre nei costruttori guida la Red Bull (7), seguita dalla Mercedes (6); la Ferrari non hai mai vinto. Di seguito il programma dell’ultimo weekend di campionato.
Prove libere I: 5 dicembre – ore 11;30.
Prove libere II: 5 dicembre – ore 14;00.
Prove libere III: 6 dicembre – ore 12;30.
Qualifiche: 6 dicembre – ore 15;00.
Gran Premio: 7 dicembre – ore 14;00.

CLASSIFICA PILOTI – (punti)
1. Norris (McLaren) – 408
2. Verstappen (Red Bull) – 396
3. Piastri (McLaren) – 392
4. Russell (Mercedes) – 309
5. Leclerc (Ferrari) – 230
6. Hamilton (Ferrari) – 152
7. Antonelli (Mercedes) – 150
8. Albon (Williams) – 73
9. Sainz (Williams) – 64
10. Hadjar (Racing Bulls) – 51
11. Hulkenberg (Sauber) – 49
12. Alonso (Aston Martin) – 48
13. Bearman (Haas) – 41
14. Lawson (Red Bull/Racing Bulls) – 38***
15. Tsunoda (Racing Bulls/Red Bull) – 33*
16. Ocon (Haas) – 32
17. Stroll (Aston Martin) – 32
18. Gasly (Alpine) – 22
19. Bortoleto (Sauber) – 19
20. Colapinto (Alpine) – 0**
21. Doohan (Alpine) – 0

* 3pt conquistati con la Racing Bulls prima dello scambio dal Gran Premio di Giappone, con lo stesso Tsunoda in Red Bull e Lawson in Racing Bulls;

** ha sostituito Doohan dal Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia Romagna;


*** tutti con Racing Bulls
.


CLASSIFICA COSTRUTTORI – (punti)
1. McLaren – 800
2. Mercedes – 459
3. Red Bull – 426
4. Ferrari – 382
5. Williams – 137
6. Racing Bulls – 92
7. Aston Martin – 80
8. Haas – 73
9. Sauber – 68
10. Alpine – 22


Autore

Andrea La Rosa

Un commento

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  • FERRARI: anche quest’anno… vinciamo l’anno prossimo! Una constatazione che si ripete da TROPPO TEMPO.
    D’altronde la storia della tecnologia insegna che non vince chi arriva per primo, ma chi continua ad accelerare quando gli altri rallentano. Vedi McLaren che DUE anni fa era da ultime file, e ora ….
    E a Maranello si campa di roboanti dichiarazioni e progetti che non trovano riscontri nelle prestazioni reali.

Andrea La Rosa

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