Non ci sono altri colori in questo inizio di campionato, che si avvicina al Gran Premio del Giappone con l’occasione di approfondire alcuni temi, come la monoposto dominante, quella che insegue, equilibrio a centro gruppo e quelli in difficoltà, la questione in Medio Oriente e l’ipotesi di un team cinese nel futuro.
Le prime due uscite in Australia e Cina, hanno sicuramente offerto molti temi della nuova era della Formula 1, a cominciare dai sorpassi che sembrano restare un fattore puramente numerico.
Perché se guardiamo lo spettacolo c’è e pure tanto, contestualizzando però i duelli, non si capisce se chi soccombe abbia problemi di potenza, di guida, in alcune fasi sembrati maggiormente uno scambio di posizioni.
Viceversa se vogliamo una lotta corpo a corpo puramente tra piloti, bisogna tornare indietro, a un’altra Formula 1 con grande urgenza.
La storia del recupero dell’energia, innanzitutto tiene tutti in allarme e soprattutto, non è gradita ai piloti, gente abituata a metterci il cuore, lottare in curva e staccare in frenata quei metri necessari per effettuare il sorpasso che non significa a prescindere, essere contrari e ciò che cambia.
Evidente come i diretti interessati portano acqua al proprio mulino, ma inevitabilmente andranno messe delle pezze rispetto a scelte non consone all’essenza della Formula 1, un salto in avanti un po’ squilibrato se paragonato all’elettrico delle attuali automobili di serie.
Detto in un momento dove vince un pilota italiano e la Ferrari tornata competitiva con ampi margini di miglioramento.
Resta una fase nuova, con dentro criticità che cambieranno in corsa, come le prestazioni delle monoposto destinate a migliorare, essendo tutti in laboratorio di sperimentazione.
DOMINIO
Del motore Mercedes che pesa ma non solo, perché la macchina funziona sotto tanti punti di vista, come il consumo gomme in funzione della power-unit, il modo di affrontare le curve e come si torna sul gas, aspetti che impattano sui consumi e fattori che cambiano tra qualifiche e gare.
Certo la vittoria di Antonelli apre nuove prospettive, sull’idea nel box di consentire libera battaglia in pista oppure arginare la contesa tramite una precisa scelta, la sfida è apertissima anche sotto il profilo caratteriale dei piloti.
Da un lato l’italiano che al suo secondo anno di Formula 1, ricordiamo direttamente sul sedile di un top-team, nonostante qualche giustificato errore sta dimostrando di saltare certe tappe intermedie, fare reset mentalmente quando necessario e un sorriso che addolcisce lo spettatore vedendolo come il ragazzo della porta accanto, dall’altro Russell che nella carriera si è sempre guadagnato il posto con i fatti, a volte vittima degli altri.
FERRARI
L’abbiamo criticata in passata, ma Loic Serra e i suoi collaboratori alla prima monoposto, hanno disegnato una grande macchina.
Considerato lo storico, non era scontato quello di avere un motore proprio che a prescindere consente di avere una spinta in più nella progettazione degli ingombri, dei software e non solo.
Molto dipenderà dallo sviluppo ma in questa fase, la parallela sorpresa, è stata quella di vedere Hamilton nuovamente lucidato alle grandi occasioni, a dimostrazione che la macchina c’è, viene la voglia specie dopo le bastonate prese l’anno scorso da Leclerc, senza più toni remissivi nella comunicazione; l’atteggiamento e il cambio di passo appare significativo.
La speranza è che questo livello possa rimanere, anche qualora dovesse stare subito dietro il monegasco, valore aggiunto anche per la Formula 1, lusso sfrenato avere due monoposto in lizza per la vittoria.
A tenere il banco sarà pure il caso delle partenze, dove la Ferrari non vorrà ulteriori modifiche avendo costruito un vantaggio grazie all’ottima interpretazione del regolamento per fronteggiare un problema che era chiaro da tempo, lavorando in maniera certosina alla propria power-unit per evitare guai e ottenendo uno scatto fulmineo in virtù di un’architettura progettuale pensata proprio per questo.
Il Cavallino resta attivissimo, lavorando su ogni fronte per recuperare quello che manca per attaccare la prima posizione, tanto che nel mese di aprile, effettuerà un filming day a Monza, pista considerato molto critica per questa nuova generazione di monoposto per la ricarica dell’elettrico, portando una nuova power-unit che dovrà lavorare diversamente.
Lo staff diretto da Loic Serra, vuole garantire la stabilità del retrotreno, fattore che non casualmente, ha favorito un “nuovo” Hamilton rispetto a quello della passata stagione.
1 GIUGNO
È la data sperata da tantissimi commenti che nei social, avvicinano un possibile limite dove qualcosa potrebbe cambiare, magari nella convinzione che il tanto chiacchierato rapporto di compressione possa contenere la superiorità della Mercedes secondo le prossime misurazioni.
E’ un argomento importante, ma sicuramente le Frecce d’Argento difficilmente si faranno trovare impreparate nell’efficienza della camera di combustione, per questo a prescindere, sarà fondamentale la strada di Maranello dove i tecnici della Ferrari, dovranno migliorare e sviluppare l’equilibro della buona SF-26 magari proprio da un nuovo e prossimo motore, sfruttando il sistema ADUO introdotto la Federazione per consentire a chi sta indietro di recuperare, magari aggiornandolo già nella stagione in corso.
Il Cavallino ha portato soluzioni con reattività e aggressività che non si vedevano da tempo, una base importante da cui partire, essendo in questo momento seconda forza del campionato.
OPPORTUNITÀ
Come detto, per chi soprattutto deve recuperare, considerato come la Formula 1 in questo nuovo regolamento, ha pensato di scegliere quattro tempistiche di sviluppo per le power-unit con l’acronimo inglese ADUO, traducibile come “sviluppi aggiuntivi e opportunità di sviluppo”, per favorire il lavoro di riduzione di eventuali grandi differenze tra i nuovi motori.
Aggiornamento extra che verrà data ai costruttori qualora venisse riscontrata una potenza più bassa di almeno il 2% (circa 10 cavalli) rispetto al motore più prestazionale, mentre se fosse superiore al 4% (circa 20 cavalli), il produttore avrebbe diritto a due sviluppi in più.
Il sistema nel calendario originario, era stato valutato con l’intervallo di sei Gran Premi, inevitabile la discussione se lasciare invariati i tempi con la prima “finestra”, che si aprirebbe a Miami facendo un gran favore a chi deve recuperare il tanto criticato rapporto di compressione del motore Mercedes, in modo da introdurre lo sviluppo dopo quattro gare effettive.
Da qui il dilemma: la Mercedes in questa fase iniziale, ha davvero spinto tutto il potenziale oppure tenuto margine per non dare punti di riferimento?
Hanno un vantaggio chiaro sul rettilineo, dobbiamo spingere su questo aspetto. Sappiamo chiaramente cosa dobbiamo fare e dobbiamo continuare a lavorare sullo sviluppo, ma questa è la situazione attuale.
Fred Vasseur, team principal Ferrari, dopo il Gp di Cina
TERZA FORZA CERCASI
A cominciare dalla McLaren, alle prese con una dimensione completamente diversa rispetto a pochi mesi addietro, nonostante la stessa power-unit Mercedes sotto la livrea papaya.
Un ritardo da recuperare non solo sulla gestione dei cavalli, per questo bisognerà trovare le soluzioni nel minor tempo possibile almeno per l’obiettivo podio, che in questo momento sembra raggiungibile solamente qualora si ritirassero due macchine tra Mercedes e Ferrari.
In Giappone per riscattare l’amarissima doppia eliminazione in Cina senza nemmeno compiere un giro nel Gran Premio.
CERCASI RED BULL
Alle prese con una crisi di risultati preoccupante.
Una macchina il cui problema, non è nell’area power-unit cui vanno fatto i complimenti per il primo motore prodotto in maniera autonoma in partnership con Ford, quanto il comportamento della monoposto che delinea uno scenario non immaginato, viene da pensare se, eventualmente, abbia potuto influire la rimonta sfiorata della passata stagione sulla McLaren e quel titolo sfuggito per soli due punti, che in quel caso avrebbe tolto tempo al progetto attuale.
Problemi di assetto che nascondono i passi in avanti del motore sul fronte della gestione di energia, una consolazione vedere Hadjar vicino il ritmo di Verstappen, aspetto non secondario e indicativo essendo al suo secondo weekend di gara in Red Bull, se paragonato al recente passato quando il team ha dovuto fronteggiare un’enorme differenza di prestazione tra le due macchine dello stesso box, costato nei due anni precedenti il posto dapprima a Perez, poi a Lawson e in ultimo a Tsunoda rimasto senza un sedile.
A questo proposito, l’altissima velocità di punta messa in pista proprio dalla Racing Bulls che ha fornito un elemento di difficoltà nel subire un sorpasso, racconta cosa manca attualmente alla casa madre Red Bull.
In queste prime uscite, l’atteggiamento remissivo di Verstappen per quanto giustificato, sicuramente non aiuta a indirizzare e motivare la squadra come invece avvenuto nel recente passato.
AL CENTRO
Sensazionale fin qui avvio della Haas trascinata da Bearman che prosegue il cambio di passo della passata seconda parte di stagione, cogliendo punti che torneranno utilissimi quando soprattutto McLaren e Red Bull torneranno a lottare, con l’inglese capace di compiere il suo percorso e prenotare un posto nella Ferrari che verrà.
Sempre la Haas volendo abbracciare la cultura giapponese insieme il legame con Toyota Gazoo Racing, ha stretto con la casa cinematografica Toho che ha creato Godzilla, celebrando per l’occasione una livrea dedicata al mostro del grande schermo, mentre la seconda livrea speciale è prevista in occasione del Gran Premio degli Stati Uniti a fine ottobre, quando sarà pubblicizzata l’uscita nei cinema a stelle e strisce, del nuovo capitolo della saga nel successivo inizio novembre.
Bene anche la Racing Bulls che nulla può rimproverarsi, con l’obiettivo di andare a punti per la terza volta consecutiva in altrettante iniziali gare, nello stesso contesto vuole farne parte l’Alpine targata Mercedes, che sembra aver cancellato l’amarissima trascorsa stagione.
Buone le prime per Audi, perché a prescindere attendersi che Sauber da un anno all’altro, scuderia su cui poggia il team dei quattro anelli, riuscisse a diventare una squadra di vertice con la sfida aggiuntiva di costruirsi in proprio il motore per la prima volta.
I punti e come i piazzamenti in Australia e Cina fanno ben sperare, sono risultati molto incoraggianti visto che quando s’inaugura un nuovo regolamento, le incognite sono sempre tante e già nei test in Bahrein, era stato palese come oltre qualche problema di affidabilità, in passo era buono.
AVVIO IN SALITA
Per i restanti tre team, a cominciare dalla Williams il cui ritardo nella prima sessione di test aveva fatto intuire qualche problema nella vettura su cui pesano soprattutto decine di chili in più rispetto la concorrenza, un crollo di prestazione inatteso che in questa fase, evidenzia i limiti del gruppo di lavoro nonostante il supporto della migliore power-unit (Mercedes) sulla griglia.
Sicuramente i primi punti raccolti da Sainz in Cina, rappresentano il miglior modo per guardare avanti con fiducia.
Per la Cadillac un avvio di stagione programmato, cui servirà conoscenza, dedizione ma soprattutto l’esperienza dei piloti scelti non a caso, proprio per mirare il processo di crescita anche di gestione interna nel minore tempo possibile.
Resta invece, al momento, una grande lezione di umiltà l’avvio di Aston Martin, a dimostrazione che a prescindere dai soldi, le vittorie non vengono per caso, sulla base proprio di Adrian Newey nel recente passato corteggiato da tutta la griglia dopo l’addio alla Red Bull in un gioco al rialzo, tranne scoprire che oltre a essere stato il migliore progettista degli ultimi decenni, il ruolo di team principal evidentemente impone una diversa predisposizione caratteriale, vedi argomentazioni con Honda che a questo punto, vista la loro situazione, non può considerarsi come l’unica colpevole del disastroso avvio, essendo stata scelta da qualcuno con l’intenzione di fare un salto in avanti, in questo momento divenuto tre volte all’indietro.
Per quanto Newey non abbia colpe sui ritardi della Honda (l’accordo sulla fornitura risale al 2023 ben prima del suo trasferimento), è inevitabile la tensione e il nervosismo per investimenti che avrebbero dovuto vedere la scuderia tra i primi team dell’attuale classifica costruttori, la sensazione è che in questa fase, manchi una figura di leadership capace di riordinare le idee.
NUOVO TEAM CINESE?
Tra i temi del trascorso Gran Premio sul circuito di Shanghai, l’indiscrezione secondo cui la Formula 1 potrebbe accogliere il dodicesimo team sulla griglia, secondo quello che sarebbe l’interesse del colosso automobilistico BYD oggi maggiore venditore di veicoli elettrici al mondo, intenzionato a un campionato che negli ultimi anni, in particolar modo col nuovo regolamento, è orientato verso un’evoluzione tecnologica elettrica.
Una sfida che resta complessa innanzitutto per i costi d’ingresso e la valutazione del marchio da portare nel campionato, basti pensare il complicatissimo percorso della Cadillac che ha potuto accedere grazie il sostegno di General Motors.
Magari uno scenario potrebbe riguardare l’ingresso in un team già presente, con una partecipazione iniziale progressivamente acquisita come avvenuto per il costruttore tedesco Audi, che nel 2023 iniziò l’avvicinamento acquistato una quota di Sauber fino a rilevarne definitivamente il team e partecipare oggi, col proprio marchio.
Tutte supposizioni e condizionali, che dimostrano a prescindere, una visione sempre più globale della Formula 1 dimostrata dal numero di Gran Premi in calendario, certo desterebbe curiosità avere sulla griglia di partenza, una squadra statunitense e una cinese.
QUESTIONE MEDIO ORIENTE
che di conseguenza, negli ultimi giorni, aveva trasformato l’ufficialità nel segreto di Pulcinella nonostante ogni tentativo possibile, inerente la cancellazione dei prossimi appuntamenti di aprile in Bahrein e Arabia Saudita, con i team che faranno rientrare il materiale nelle rispettive sedi europee prima della trasferta di Miami che diventerà il quarto appuntamento stagionale.
Si erano cercate delle soluzioni alternative, come il doppio weekend in Giappone oppure la disponibilità di sedi europee (Imola e Portimao?) purtroppo non attuabili. per motivi logistiche e finanziari.
Inevitabilmente alta l’attenzione per Qatar e Abu Dhabi, oggi teoricamente destinati a chiudere il campionato ma inevitabilmente ricadenti nelle stesse aree a rischio.
Certo hanno dell’incredibile i retroscena emersi negli ultimi giorni, infatti come riportato da Sport Bild e dall’edizione brasiliana di Motorsport.com, il governo e i promotori sauditi avrebbero persino garantito un sistema antimissile a protezione del circuito di Jeddah, una vera e propria polizza assicurativa per blindare la manifestazione e proteggere soprattutto gli investimenti miliardari legati al Gran Premio!
Sul piano della competizione invece, potrebbe essere il jolly per le squadre che avranno più tempo per lavorare non essendo in programma trasferte e gare consecutive.
Per esempio nei piani di sviluppo delle monoposto, visto che in Bahrein sarebbe stato previsto l’esordio di molti pacchetti di aggiornamento, la lunga pausa tra Giappone e Miami, potrebbe spingere i team a sospendere la produzione di nuove componenti per estendere la fase di studio in galleria del vento.
DIREZIONE GIAPPONE
Per la terza gara in calendario, terra di Formula 1 entrata in calendario nel 1976 sul circuito del Fuji che ha ospitò anche l’edizione 1977, tornando stabilmente dal 1987 a Suzuka tranne l’edizioni 2007 e 2008 gareggiate sul rinnovato circuito del Fuji.
Durante il biennio 1994-94, il Giappone nonostante quel ristretto numero di appuntamenti rispetto gli attuali, ha persino ospitato una seconda gara sul circuito di Aida, rinominata Gran Premio del Pacifico.
E’ stato teatro di moltissime sfide per il titolo mondiale considerata in precedenza, la sua posizione verso la fine del calendario.
Duelli come la rivalità tra Senna e Prost (1988-1990) con incidenti e iconici scontri che hanno deciso quei campionati, leggendaria la vittoria di Raikkonen nel 2005 partito dalla diciassettesima posizione, ma anche incidenti come quello nel 2014 di Jules Bianchi che successivamente ha portato significative revisioni in termini di sicurezza.
Gioie e dolori per i ferraristi, infatti l’8 ottobre 2000 vinse Schumacher laureandosi campione del mondo con la Ferrari rompendo un lunghissimo digiuno, ma anche il doloroso ritiro nel 2006, costretto al ritiro per la rottura del motore mentre era in testa, gara che spianò la strada al titolo di Fernando Alonso.
Le attuali monoposto correranno su un circuito che dopo i primi interventi nel 2024, ha modernizzato l’asfalto che offrirà maggiore aderenza sul tracciato storicamente amato per la tecnica ed esaltare i talento dei piloti, una nuova fase della sua vita sportiva senza rinunciare al carattere.
Un legame così profondo, al punto che i lavori hanno consentito l’occasione di acquistare frammenti del vecchio asfalto prelevato tramite carotaggio direttamente dalla pista.
Nelle ultime quattro edizioni, ha sempre vinto Verstappen con la Red Bull mentre secondo le statistiche, Michael Schumacher continua a guidare il numero di vittorie per pilota (6) davanti Hamilton (5); una vittoria della Red Bull consentirebbe di eguagliare la McLaren (9).
Prove libere 1
Venerdì 27 marzo: ore 04;30.
Prove libere 2
Venerdì 27 marzo: ore 08;00.
Prove libere 3
Sabato 28 marzo: ore 04;30.
Qualifiche
Sabato 28 marzo: ore 08;00.
Gran Premio
Domenica 29 marzo: ore 07;00.




