Torna a suonare l’inno di Mameli in Formula 1 con Andrea Kimi Antonelli, che prima fa segnare la pole e poi vince la sua prima gara (mai in discussione) bruciando importanti tappe alla sua seconda stagione dove potrà concretamente lottare per il titolo. Ferrari sul podio, tanti problemi per la Red Bull, McLaren nemmeno partita e, dunque, occasione per gli altri team di segnare punti importanti. Ufficiale la cancellazione in aprile delle trasferte in Bahrein e Arabia Saudita per la guerra in Medio Oriente.
Non è stata in generale, una facile settimana di avvicinamento verso il secondo weekend, che tramite il format della gara sprint, ha offerto maggiore spettacolo in pista e meno punti di riferimento ai team, costretti a massimizzare il lavoro di preparazione nell’unica sessione di libere.
Le nuove monoposto continuano a piacere poco, oltre agli addetti ai lavori anche ai milioni di tifosi e appassionati, che hanno dedicato commenti negativi costringendo la Formula 1 a fronteggiare una quantità d’interventi per arginare le opinioni, una situazione poco gradita soprattutto in occasione di un post dove venivano evidenziati i tanti sorpassi avvenuti in Australia, scatenando una reazione opposta e chiamando una reazione sul regolamento tecnico, per evitare di chiudere l’essenza, la natura e la storia della massima competizione automobilistica.
Uno spettacolo che sembra sfuggire alla realtà, la speranza a prescindere da come andrà questo campionato, è che la Formula 1 possa rimanere una disciplina sportiva, d’accordo all’avanguardia come fattore trainante, ma senza degenerare in un intrattenimento artificiale dove i piloti, sono costretti a gestire l’energia della batteria frenando molti metri prima rispetto la consueta staccata in frenata dopo un rettilineo.
A questo proposito i sorpassi non sono più dettati da chi frena per ultimo, ma proprio chi arriva con maggiore carica di batteria dovendola gestire per l’intero giro.
Intanto il conflitto in Medio Oriente cambia il calendario di gare, visto l’annullamento nel mese di aprile dei Gran Premi in Bahrein e Arabia Saudita (difficile il recupero) e l’ipotesi che non siano nemmeno sicuri, le tappe in Qatar e Abu Dhabi che chiuderebbero il campionato.
Una situazione monitorata che rimane in continua evoluzione, certo è poco il tempo a disposizione per una decisione, cui incombono anche scelte logistiche legate agli spostamenti intercontinentali.
GARA SPRINT
Confermato nella qualifica sprint l’attuale superiorità della Mercedes, la pole è stata di Russell che ha preceduto di quasi tre decimi il proprio compagno di squadra, Antonelli, e di circa sei decimi la McLaren del campione del mondo in carica, Norris; quarta posizione per Hamilton davanti Piastri e Leclerc.
Al semaforo verde si sono rivisti i valori emersi in Australia, con la Ferrari forte in partenza e stavolta Hamilton ha dato fastidio inizialmente a Russell, salvo poi subire la rimonta di Leclerc che era rimasto dietro nei giri iniziali in gestione gomme, male Antonelli che oltre a partire male, ha scontato una penalità per il contatto con Hadjar nelle fasi iniziali.
L’ordine d’arrivo dei primi otto classificati per la zona punti: 1. Russell (Mercedes), 2. Leclerc (Ferrari), 3. Hamilton (Ferrari), 4. Norris (McLaren), 5. Antonelli (Mercedes), 6. Piastri (McLaren), 7. Lawson (Racing Bulls), 8. Bearman (Haas), 9. Sainz (Willims), 10. Colapinto (Alpine).
Il 2026 è stato approcciato nel miglior modo possibile, col giusto equilibrio tra caute dichiarazioni e aggressività di soluzioni portate in pista…
GRAN PREMIO
Poche ore dopo la sprint, in pista le qualifiche del Gran Premio dove non sono mancate le sorprese, a cominciare dai distacchi più contenuti nelle prime posizioni.
Pole di Antonelli diventato il più giovane pilota della storia a partire in prima posizione, diciassette anni dopo l’ultimo italiano era stato Fisichella con la Force India a Spa-Francorchamps.
In prima fila l’altra Mercedes di Russell, nonostante problemi nel Q3 dopo essere uscito in tempo per l’ultimo giro, in seconda fila le Ferrari di Hamilton e Leclerc, dietro la McLaren di Piastri e Norris.
Apprensione prima del via nel box McLaren, per problemi elettronici sulla monoposto di Norris e conseguente rimozione del fondo quando erano in corso i preparativi di schieramento, mentre Piastri è stato riportato in garage liberando l’intera terza fila: entrambi ritirati senza nemmeno partire.
Al semaforo verde grande partenza delle Ferrari, primi giri di sorpassi e controsorpassi insieme le Mercedes che progressivamente hanno iniziato ad allontanarsi, safety-car nel giro n.11 per il ritiro di Stroll che ha consigliato il pit-stop per quella che dall’inizio, era già considerata la strategia a una sosta.
Fase positiva per Antonelli in testa mentre Russell e le due Ferrari, sono rientrate nel traffico di chi ancora non si era fermato, poi ripartenza e giri con tanta azione dove Hamilton ha rispolverato manovre dei tempi migliori, in difficoltà Russell che inizialmente ha lamentato problemi di aderenza con le gomme.
Nel giro n.20 sempre davanti Antonelli, seguito da Hamilton, Leclerc e Russell, tanta battaglia dietro, con diversi piloti impegnati a cogliere l’occasione del doppio ritiro McLaren.
Mercedes e Ferrari in poco tempo hanno fatto il vuoto, a metà gara Leclerc ha superato Hamilton successivamente attaccato da Russell, mentre Antonelli davanti è scappato via, battaglia aperta tra le Ferrari quasi a contatto nell’imbuto di curva-1 che ha favorito Russell dietro scalpitante, in seconda posizione nel giro n.30.
Mercedes senza problemi, ancora battaglia corpo a corpo tra le Ferrari nei giri n.36 e 40, il ritiro nel giro n.46 di Verstappen con la Red Bull in piena crisi, ultimi giri per la top-ten con questo ordine di arrivo dopo 56 giri: 1. Antonelli (Mercedes), 2. Russell (Mercedes), 3. Hamilton (Ferrari), 4. Leclerc (Ferrari), 5. Bearman (Haas), 6. Gasly (Alpine), 7. Lawson (Racing Bulls), 8. Hadjar (Racing Bulls), 9. Sainz (Williams), 10. Colapinto (Alpine).
LE CLASSIFICHE
Iniziano a delinearsi dopo due Gran Premi e una gara sprint, con tanti punti a disposizione che dopo la Cina, propongono un quadro degli attuali valori tra gli undici team sulla griglia, oltre un numero complessivo di ritiri che non si vedevano da molto tempo.
La Mercedes fa il vuoto, prendendo tutto ciò che sia stato possibile in questo avvio, ma soprattutto Antonelli scrive la storia del motorsport e premia la scelta di Toto Wolff, aprendo il tema interno sulla possibilità, nel prossimo futuro se scegliere di puntare su un pilota (fattore chiave dei successi nell’era Hamilton) o libera battaglia tra i piloti.
Polemiche a parte che contornano la Formula 1, cui ricordiamo queste monoposto durante la stagione miglioreranno progressivamente sotto il profilo della velocità, non deve passare inosservato il lavoro della Ferrari che in passato abbiamo sicuramente criticato, ma adesso va sottolineato come lo staff tecnico guidato da Loic Serra, alla loro prima vera monoposto progettata da zero, abbia prodotto una vettura di alto livello, nella consapevolezza di pagare una differenza motoristica nei confronti della Mercedes, rispondendo con un pacchetto notevole tra telaio e aerodinamica.
Il 2026 è stato approcciato nel miglior modo possibile, col giusto equilibrio tra caute dichiarazioni e aggressività di soluzioni portate in pista, in ultimo la scelta di portare in Cina l’ala posteriore utilizzata solamente nella sessione di libere, che nei test in Bahrein aveva stupito per l’originalità della rotazione ironicamente chiamato Macarena dal team principal, Fred Vasseur, contraddistinta da un’architettura più efficiente quando chiusa perché mancante dell’attuatore centrale, che permette ai profili di lavorare in tutta la loro lunghezza, mentre in configurazione aperta, il ribaltamento ha influenza sulle spalle della monoposto, sul diffusore, sul carico e sulla resistenza generata dal fondo.
I duelli tra piloti hanno dato spettacolo e fatto soffrire soprattutto i tifosi ferraristi.
Resta la dimostrazione di un percorso, che qualora fosse efficace soprattutto nell’ottimizzazione della componente elettrica, potrebbe davvero ambire a qualcosa di importante che non può essere il solo obiettivo del podio.
Nel frattempo si continua a crescere, la comunicazione è cambiata, l’espressione facciale dei piloti durante le interviste è diametralmente opposta alla passata stagione, c’è tanta fiducia e chissà cosa potrebbe succedere se durante il campionato, ci fosse la possibilità di livellare i cavalli di chi sta davanti.
La Ferrari può sorridere anche guardando il risultato di Bearman con la Haas, che conferma la crescita di un altro giovane pilota promesso sposo della Rossa, quinto nel Gran Premio e strepitoso se paragonato al compagno di squadra Ocon, fuori dalla top-ten.
Buio per la McLaren in una dimensione completamente diversa, al punto negli scorsi giorni da fare uscire allo scoperto i nervi del team principal Andrea Stella, in merito alla power-unit fornita dalla Mercedes, mostrando fastidio nel lamentare uno scambio di informazioni non ottimale col proprio motorista dopo l’ampio distacco incassato in Australia, facendo venire qualche dubbio nel paddock circa un presunto diverso trattamento ai propri clienti, compresi Williams e Alpine.
A dimostrazione anche della ferita dello scorso anno, quando la McLaren motorizzata Mercedes dominò il campionato a dispetto proprio delle Frecce d’Argento che faticarono come in tutte le stagioni del precedente regolamento tecnico.
Crisi Red Bull, con una macchina in enorme difficoltà e Verstappen che in avanti, dovrà cercare di tornare a essere quel fattore di sprono per la squadra, magari con atteggiamenti meno remissive indipendentemente il gradimento di questa nuova Formula 1.
Resta il poco feeling: “Questa Formula 1 è una farsa. E vi direi la stessa cosa se vincessi. Se a qualcuno piace tutto questo, allora non sa cosa sia realmente la competizione”.
Espressione che riassume, quello che l’olandese esprime già da diversi anni.
Risultato positivo per l’Alpine, con una doppia posizione a punti che permette un balzo nella classifica costruttori, primi punti nei piloti per Lawson che equilibra il risultato in Australia di Lindblad e permette alla Racing Bulls di togliersi la soddisfazione nel trovarsi a pari punti con la Red Bull.
Con tanti problemi e ritiri, ne approfitta (bravissimo) Sainz che porta i primi punti alla Williams nonostante le difficoltà, come già era parso chiaro nei primi giorni di test, la cui primissima cura sarà quella di snellire la FW48 nel minor tempo possibile, si parla di oltre venti chili di sovrappeso che influisce sulla prestazione, con Albon che non ha nemmeno partecipato alla gara.
Ha sfiorato i punti l’Audi che considerato l’undicesimo posto di Hulkenberg, avrà sicuramente nuove occasioni, mentre per la Cadillac, in questa primissima fase conta esserci e concludere le gare, per questo motivo la scelta iniziale di affidare il sedile a due piloti esperti come Bottas e Perez, rientra nella logica di conoscenza e sviluppo all’interno di un team che solamente in queste settimane sta assaggiando la pista, comprese tutte le dinamiche di un weekend di gara.
Infine l’Aston Martin continua l’apprendistato segnando un doppio ritiro.
Già il precedente Gran Premio d’Australia era stato considerato un test, quando Alonso dopo quatttordici giri si era fermato, poi nuovamente in pista dopo ulteriori undici giri per altri dieci, in modo da accumulare qualche dato non raccolto tra Montmelò e Bahrain.
Il problema principale resta la power-unit Honda, non al livello sperato e una risoluzione che non sembra immediata, considerato che tra i Gran Premi di Australia e Cina sia intercorsa appena una settimana, era inevitabile fare di necessità, virtù, per questo l’obiettivo è stato quello di raccogliere dati, fare esperimenti e cercare di trovare le soluzioni per il prosieguo del campionato.
PROSSIMO APPUNTAMENTO
Il 29 marzo in Giappone sul circuito di Suzuka, mentre la cancellazione dei weekend di aprile in Bahrein e Arabia Saudita viste le tensioni di queste settimane in Medio Oriente, apre indirettamente scenari importanti per quei team che in difficoltà, avranno modo e soprattutto tempo per lavorare nelle rispettive fabbriche.
Resta da valutare se potranno essere recuperati in un calendario già fitto di eventi.
CLASSIFICA PILOTI – punti
1. Russell (Mercedes) – 51
2. Antonelli (Mercedes) – 47
3. Leclerc (Ferrari) – 34
4. Hamilton (Ferrari) – 33
5. Bearman (Haas) – 17
6. Norris (McLaren) – 15
7. Gasly (Alpine) – 9
8. Verstappen (Red Bull) – 8
9. Lawson (Racing Bulls) – 8
10. Lindblad (Racing Bulls) – 4
11. Hadjar (Red Bull) – 4
12. Piastri (McLaren) – 3
13. Sainz (Williams) – 2
14. Bortoleto (Audi) – 2
15. Colapinto (Alpine) – 1
CLASSIFICA COSTRUTTORI – punti
1. Mercedes – 98
2. Ferrari – 67
3. McLaren – 18
4. Haas – 17
5. Red Bull – 12
6. Racing Bulls – 12
7. Alpine – 10
8. Audi – 2
9. Williams – 2




