Dopo la pausa estiva, la Formula 1 riaccende i motori nel Gran Premio dei Paesi Bassi sul circuito di Zandvoort, dove sarà calorosissimo il tifo per l’idolo di casa, Max Verstappen.
PSi riparte nella terra laddove l’influenza dei risultati di Max Verstappen, fin qui vincitore di quattro titoli e di prestazioni ben oltre il valore della sua attuale Red Bull, ha inevitabilmente spinto a riportare un Gran Premio di Formula 1 in casa, con investimenti che pochi anni addietro hanno generato il ritorno delle monoposto della classe regina del motorsport sul circuito di Zandvoort.
Infatti le prime edizioni risalgono agli anni Cinquanta, dove ci piace ricordare le due vittorie nelle altrettante prime edizioni di Alberto Ascari con la Ferrari, poi ininterrottamente in calendario dal 1958 al 1971, ancora dal 1973 al 1985, fino al recente rientro del 2021 con un anno di ritardo essendo stato posticipato per le restrizioni Covid.
Posizionato vicino al mare e molto apprezzato dai piloti, nasconde l’insidia del vento che porta la vicina sabbia sul tracciato, tra le modifiche al tracciato originario, oggi presenta due curve sopraelevate in una progressione variabile, ovvero la prima (curva 3) con una sezione calcolata secondo la serie di Fibonacci con pendenza fino a diciannove gradi, la seconda invece (curva 14) caratterizzata da una pendenza laterale variabile fino a diciotto gradi, dove entrambe rendono differente l’approccio di traiettoria per tutti i piloti.
L’anno scorso, l’evento è stato rinnovato fino al 2026 ma purtroppo oltre quella stagione, tranne colpi di scena, è prevista l’uscita dal calendario.
Le statistiche con grande fascino, mettono insieme i nomi del presente e quelli del passato della Formula 1, dove in testa alla classifica del numero di vittorie per pilota troviamo Jim Clark (4), seguito da Jackie Stewart, Niki Lauda e Max Verstappen a quota tre, con l’olandese che vorrà certamente ben figurare davanti il pubblico di casa atteso in maniera, come sempre calorosissimo.
Non è un segreto che la Ferrari voglia vincere di nuovo il campionato, e faremo di tutto per raggiungerlo. Penso che abbiamo fatto un discreto passo avanti ovunque, ma ora abbiamo bisogno di un po’ più di tempo per mettere tutto insieme per la sfida del 2026. È una buona opportunità.
Fred Vasseur, team principal Ferrari
Si ritorna dalle vacanze con umori e obiettivi diversi rispetto a quanto avvenuto a Budapest ad inizio agosto, dove le McLaren seppur vincendo con l’ennesima doppietta, avevano dovuto sudare per avere la meglio su Leclerc.
Piastri e Norris sono distanti appena pochi punti, sicuramente Zandvoort sarà lo scenario per assistere a un nuovo duello.
Per gli altri, vista la superiorità Papaya, tranne imprevisti o colpi di scena rispetto l’andamento fin qui visto, non rimane che l’obiettivo del podio, a cominciare per l’obiettivo del secondo posto della classifica costruttori, dove sembra delinearsi un confronto tra la Ferrari (in vantaggio) e la Mercedes, entrambe con segnali positivi dopo la pausa estiva.
La Rossa nonostante il rammarico per la vittoria sfiorata in Ungheria, ha certamente trovato una strada con la nuova sospensione posteriore, certo da Hamilton si attende un segnale di ripresa, un sussulto, viste le aspettative fin qui disattese.
Magari non vincerà, potrà anche non essere ricordato per aver portato un titolo a Maranello, ma una spinta, un preciso peso specifico è richiesto sulla scia di grandi piloti del passato, come (non a caso) Michael Schumacher e la sua capacità di mettersi a disposizione.
Un esempio che piace ricordare, è legato al 20 agosto 1999, quando sul circuito di casa al Mugello, il campione tedesco tornò al volante a soli quaranta giorni dal terribile infortunio di Silverstone e nonostante zoppicasse, la sua determina era più forte del dolore.
In quell’atmosfera tesa e surreale, si svolse una sessione di test a porte chiuse e dopo un avvio cauto, fece segnare un tempo più veloce del suo compagno di squadra, Eddie Irvine, in lotta per il titolo mondiale con Hakkinen e la McLaren.
Una prestazione impressionante, cui seguì la scelta responsabile di posticipare il rientro e fare da scudiero in Malesia, esattamente due mesi dopo l’incidente, senza lasciare dubbi non solo sul talento ma su quella ferocia in pista, conquistando la pole e proteggendo Irvine che purtroppo, alla resa dei conti, perse quel campionato.
Un atteggiamento che dimostrava come la sua unica priorità era il bene della squadra, pronto a tutto con la dedizione.
Ecco, questo è l’atteggiamento e quella scintilla che ci si aspetta da un pilota come Hamilton, per spegnare quelle voci che lo vedono vincente solamente quando la macchina era nettamente più forte della concorrenza.
Tornando ai temi attuali, ci sarà curiosità intorno la Mercedes, che tornando alle precedenti specifiche, all’Hungaroring è tornata competitiva chiarendo quelle risposte ad aggiornamenti che fin dalle prime gare europee, avevano viceversa fatto retrocedere la W16 nelle prestazioni.
Chiamata a voltare pagina la Red Bull e Verstappen, mentre rimane amarissimo fin qui il contributo di Tsunoda.
Bellissima lotta nella seconda metà della classifica costruttori, perché la Williams (70pt) lontanissima dai primi quattro team, mantiene un discreto vantaggio dai più diretti rivali, ma dovrà fare i conti con la Sauber (43pt) a punti da ben cinque Gran Premi consecutivi, che apre un gruppo di team vicinissimi tra loro dove sono coinvolti Racing Bulls (41pt), una ritrovata Aston Martin (36pt) che vorrà proseguire l’importante doppia top-ten magiara, e la Haas (35pt).
Infine l’Alpine, che senza un sussulto nelle imminenti gare, rischia concretamente di terminare in ultima posizione; di seguito il programma.
Prove libere 1
Venerdì 29 Agosto – ore 13;30
Prove libere 2
Venerdì 29 Agosto – ore 17;00
Prove libere 3
Sabato 30 Agosto – ore 12;30
Qualifiche
Sabato 30 Agosto – ore 16;00
Gran Premio
Domenica 31 Agosto – ore 15;00




