F1 ’25: IN BELGIO PIOGGIA E SOLITA MCLAREN, SUL PODIO LECLERC

F

Nel weekend di Spa-Francorchamps sono state scritte storie a cominciare dal ricordo di Hubert passando dalle difficoltà di Hamilton e Antonelli, due piloti che pur essendo agli antipodi come carriera, sono emotivamente talmente vicini da rendere bella la Formula 1 perché fatta di uomini, persone. La pioggia ha posticipato il Gran Premio di oltre un’ora, poi solito monologo delle McLaren con Piastri davanti Norris, sul podio Leclerc (settimo Hamilton) davanti Verstappen.

I

n Belgio un weekend sempre in azione, dove al previsto calendario della gara sprint si è aggiunto il fattore meteo che ha reso la competizione accesa e sicuramente poco noiosa.
Non ultimo, a fare la differenza, soprattutto nello sport, come sempre, sono le persone.
A cominciare dal giovedì, quando si è svolta la manifestazione “Racing for Anthoine”, fortemente voluta dal pilota Alpine, Pierre Gasly, per ricordare l’amico Anthoine Hubert tragicamente scomparso proprio su questo circuito il 31 agosto 2019, a seguito di una sfortunatissima dinamica nel corso della gara di Formula 2, quando dopo aver impattato sulle barriere esterne della curva Raidillon e rimbalzato nuovamente verso la pista, venne violentemente colpito da una macchina che sopraggiungeva.
L’omaggio anche per Dilano van’t Hoff, 18enne deceduto nel 2023 su questa stessa pista dopo essere stato investito da un’altra auto durante una ripartenza dovuta alla pioggia, in una gara di Formula 3 europea regionale, in cui corrono soprattutto piloti molto giovani e talentuosi.
Un tributo molto sentito, caratterizzato dalla passeggiata di tutti gli addetti ai lavori (piloti compresi) dai box verso il luogo della tragedia, poggiando un mazzo di fiori a ridosso delle barriere nel luogo dell’incidente.

In questo momento i risultati continuano a non essere dalla sua parte, ma è innegabile come la sua figura richieda un approccio diverso, alla base dell’emozione emersa dopo le qualifiche.

È stato un Gran Premio reso inizialmente incerto dalla pioggia, dove successivamente il giro di formazione è stata necessaria la bandiera rossa per le condizioni impraticabili della pista e la scarsa visibilità per la quantità di acqua sull’asfalto.
Il via oltre un’ora dopo, col cielo schiarito, tutti con gomme intermedie e dietro la safety-car.
Prima fase molto bella, viva e con tanti sorpassi, condizioni al limite e minimo margine di errore, dove le McLaren hanno fatto gara a sé, Leclerc in difesa su Verstappen, nel giro n.13 l’inizio della girandola del cambio gomme d’asciutto, poi poco o nulla nelle prime posizioni.
Certo, è qualcosa che a questo punto non ci si aspettava, in una stagione dove la curva di miglioramento sarebbe dovuta essere piatta o quasi, mentre i Papaya, hanno studiato e trovato un guadagna d’efficienza senza precedenti: bravi loro o poco svegli gli altri?
Al netto dell’astronave messa in pista dalla McLaren, rimangono due gladiatori a metterci l’anima, facendo di tutto affinchè l’uomo superi la macchina.
Il primo è Verstappen, capace di vincere la gara sprint in maniera autoritaria, di autentica classe, portando a scuola Piastri e Norris, mentre Leclerc nella stessa sprint dopo una grande partenza, aveva dovuto accettare il destino dell’attuale SF-25, sfogando per l’ennesima volta tutta la frustrazione per non riuscire a stare davanti o almeno, seguire il passo dei primi.
Sono loro il volto più umano sul piano della competizione della Formula 1, mentre la McLaren continua a collezionare vittorie su vittorie in qualsiasi condizione.
Al termine del Gran Premio, la Ferrari consolida la seconda posizione, dopo aver fatto debuttare l’attesa nuova sospensione posteriore provata lo scorso 16 luglio al Mugello, in occasione di un filming day.
Chiaro l’obiettivo: rendere la macchina meno sensibile all’altezza da terra, avere un posteriore più stabile in frenata (punto debole cronico del progetto 2025) e consentire un maggior numero di configurazioni per migliorare il funzionamento delle gomme.
E’ bastato? A metà, perché anche gli altri non stanno a guardare.
Comunque un podio meritatissimo per Leclerc, premio al suo essere caparbio e temerario, mentre per Hamilton è stato un weekend dalle due faccie.
Sconcertante nella doppia eliminazione in Q1 tra qualifica sprint e qualifica del Gp, con dichiarazioni successive alla “gara corta” che avevano sollevato degli interrogativi, perché commentando la sensazione della nuova sospensione posteriore, aveva fornito una ricostruzione di eventi abbastanza particolare, dicendo di aver provato questo pacchetto per la prima volta sulla lunga distanza e differenza di Leclerc che l’aveva già provato in Canada.
Dunque facendo emergere una contraddizione che si scontra con la documentazione ufficiale fornita dalla FIA che nella lista degli sviluppi di quel Gran Premio, non aveva indicato alcun sviluppo introdotto dalla Ferrari, dove ricordiamo ciascun team è obbligato a dichiarare qualsiasi modifica alla Federazione, tra l’altro in cortocircuito con le sue stesse dichiarazione rese in quell’appuntamento in cui aveva ammesso che non erano state portate novità.
Una cronologia abbastanza confusa, evidenziata dall’opinionista di Sky Sport F1 Italia Matteo Bobbi, al termine della sprint: “Sono in tanti a non capire le dichiarazioni di Hamilton. A Imola aveva negato totalmente l’arrivo di una nuova sospensione, che poi è arrivata. L’ha provata al Mugello, ci sono le foto a documentarlo, e due giorni fa ha affermato di non aver mai visto e guidato con una nuova sospensione. Ora parla del fatto che per lui è stata la prima volta, ma che Leclerc ha testato parte del pacchetto a Montreal. Io non so se hanno fatto qualcosa di specifico internamente solo per Charles, non dichiarandolo, ma l’unica novità portata da Ferrari fino a ieri è stato il fondo che ha debuttato in Austria. Onestamente, io non sto capendo nulla di quello che dice Hamilton da inizio anno”.
Nel Gran Premio è stato a sprazzi quell’Hamilton cui siamo stati abituati nel periodo in Mercedes, forte al punto da rimontare con importanti sorpassi nonostante le condizioni difficili di bagnato, magari aiutato proprio da un assetto da pioggia, poi fortissimo nell’anticipare tutti con la gomma d’asciutto che gli ha permesso di recuperare molte posizioni, concludendo al settimo posto.
In Red Bull è stata la prima volta dopo la separazione dallo storico (ex) team principal Christian Horner.
Diverse testate giorni addietro, successivamente l’annuncio, hanno ricostruito quella che verosimilmente sembra essere stata una vera e propria lite tra Horner e Jos Verstappen (padre di Max) dove i primi a svelare il retroscena, erano stati gli addetti di F1-Insider in merito a un confronto non proprio amichevole quanto acceso, indiscrezione pubblicata la domenica sera quando niente lasciava presagire il successivo licenziamento.
Tanto che, giunta l’ufficialità dell’allontanamento di Horner, era stato The Telegraph ad approfondire l’accaduto secondo cui, diversi testimoni avevano visto Jos litigare prima con Paul Smith, responsabile della comunicazione come con Horner, un dettaglio che andrebbe a spiegare l’allontanamento anche del capo della comunicazione del team in concomitanza con il licenziamento di Horner, figure completamente distanti secondo le mansioni.
Una ricostruzione confermata dalla Bild, circa gesti e dito puntato di Jos contro Horner e Smith, per un clima oramai impossibilitato a ricomporre frattura sempre più aperte nel tempo.
E’ sicuramente una fase di mare in tempesta forse come mai accaduto nella loro storia in Formula 1, alle prese con una profonda crisi interna all’alba del prossimo ciclo regolamentare, e con problemi tecnici che coinvolgono tutto il box, dove ci pensa Verstappen a calmare le acque con l’ennesimo weekend superlativo.
Rimane purtroppo irrisolto il contributo di Tsunoda, con difficoltà confermate dal super consulente Helmut Marko che aveva dichiarato persino la necessità di dover lavorare con un psicologo dello sport.
Per il giapponese, l’arrivo del nuovo team principal Mekies con cui benissimo aveva fatto nell’esperienza in Racing Bulls, è davvero l’ultima occasione.
Alla Mercedes ci pensa Russell (quinto) a limitare i danni, mentre per Antonelli la calma deve essere necessariamente la virtù dei forti, dopo diversi ritiri e quel podio in Canada che avrebbe dovuto contribuire allo step necessario per stare davanti.
Nei confronti del 18enne italiano la protezione è massima, certo non ci si può aspettare che un pilota diventi campione (in F1) da un giorno all’altro, servirà pazienza ma innanzitutto massimizzare qualsiasi risultato preferibilmente a punti.
In questo momento i risultati continuano a non essere dalla sua parte, ma è innegabile come la sua figura richieda un approccio diverso, alla base dell’emozione emersa dopo le qualifiche.
Forse irresistibile la tentazione di etichettarlo come il nuovo Verstappen da parte di quei giornalisti, che cercano il titolone, qui stiamo parlando di un 18enne molto sensibile, cui serve un atteggiamento molto maturo e lungimirante, perché il ragazzo rappresenta qualcosa di diverso, tra tutti educazione e bontà, due valori assolutamente rari che contestualmente, lo rendono anche vulnerabile alle pressioni esterne.
Il tempo è dalla sua parte e come ogni talento necessita dei suoi tempi.
Ogni talento ha i suoi tempi, la sua fortuna potrebbe essere non solo la famiglia ma nel motorsport, la presenza di una figura come Toto Wolff.
La seconda parte della classifica costruttori è attualmente molto equilibrata, col punteggio che seppur tenendo fede ai risultati iniziali, nell’equilibrio è comunque caratterizzata tra situazioni di arretramento e team in decisa crescita.
Torna a sorridere la Williams che nella prima parte di stagione era stata molto promettente soprattutto se paragonata all’anno scorso, purtroppo nell’ultimo periodo problemi di surriscaldamento ai freni, avevano costretto i piloti a correre in difesa per scongiurare problemi e ritiri in gara, come avvenuto per esempio a Sainz in Austria.
A portare punti è stato Sainz col sesto posto nella sprint, poi il sesto posto di Albon nel Gran Premio.
Alla Racing Bulls ci pensa un rigenerato Lawson a muovere la classifica con l’ottavo posto, mentre ci ha preso gusto la Sauber (nono Bortoleto), con una macchina che negli ultimi mesi è stata rivitalizzata da un corposo e mirato programma di aggiornamenti, senza mai rinunciare al 2025 con la consapevolezza di una crescita che potrà avere risvolti positive nei prossimi anni nonostante la rivoluzione regolamentare.
Una crescente competitività fatta di costanti piazzamenti in zona punti culminata dal podio di Silverstone, dove la specifica chiave è stata probabilmente quella introdotta a Barcellona, vero momento di svolta della scuderia svizzera prossima a divenire Audi, dove sulla C45 avevano esordito novità al fondo e alle fiancate per sfruttare l’interazione aerodinamiche utili a schermare i canali Venturi dalle turbolenze dell’anteriore, generando correttivi a cascata che hanno dato fiducia ai piloti.
Sorride l’Alpine con l’ennesima importante prestazione di Gasly (decimo), mentre per Colapinto nonostante sono state insistenti le voci di una sostituzione con Bottas, quest’anno nella panchina della Mercedes e candidato a un sedile sulla futura Cadillac, proprio dal CEO di Renault Argentina, Pablo Sibilla, è giunta la conferma che il connazionale manterrà il posto fino al termine della stagione.
Un team che in questa fase, sta purtroppo pagando l’incertezza degli ultimi anni, al punto da preferire (dal prossimo campionato) diventare un team clienti della Mercedes che ne fornirà la power-unit e di fatto chiudendo il proprio reparto, oppure la vicenda di Piastri, entrato durante il 2020 nel programma giovani dov’era rimasto due anni con un percorso che avrebbe dovuto portarlo in F1, salvo poi approdare (al termine di una disputa contrattuale) in McLaren.
Un contesto dove proprio Gasly, sta attualmente trascinando il team a risultati insperati per rimanere agganciati al treno e cercare di evitare l’ultimo posto nei costruttori.
La Haas coglie punti nella gara sprint col quinto e settimo posto, rispettivamente di Ocon e Bearman.
Momento difficile per l’Aston Martin, precitata nella classifica come nelle prestazioni, oramai impegnatissima con Adrian Newey sulla stagione 2026.
Si torna in pista tra pochi giorni all’Hungaroring di Budapest che il 3 agosto ospiterà il Gran Premio d’Ungheria, cui seguirà la pausa estiva per riprendere nel weekend del 31 agosto in Olanda.

CLASSIFICA PILOTI – (punti)
1. Piastri (McLaren) – 266
2. Norris (McLaren) – 250
3. Verstappen (Red Bull) – 185
4. Russell (Mercedes) – 157
5. Leclerc (Ferrari) – 139
6. Hamilton (Ferrari) – 109
7. Antonelli (Mercedes) – 63
8. Albon (Williams) – 54
9. Hulkenberg (Sauber) – 37
10. Ocon (Haas) – 27
11. Hadjar (Racing Bulls) – 22
12. Stroll (Aston Martin) – 20
13. Gasly (Alpine) – 20
14. Alonso (Aston Martin) – 16
15. Sainz (Williams) – 16
16. Lawson (Red Bull/Racing Bulls) – 16***
17. Tsunoda (Racing Bulls/Red Bull) – 10*
18. Bearman (Haas) – 8 pt
19. Bortoleto (Sauber) – 6
20. Colapinto (Alpine) – 0 **
21. Doohan (Alpine) – 0

* 3pt conquistati con la Racing Bulls prima dello scambio dal Gran Premio di Giappone, con lo stesso Tsunoda in Red Bull e Lawson in Racing Bulls;

** ha sostituito Doohan dal Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia Romagna;


*** punti tutti con Racing Bulls
.


CLASSIFICA COSTRUTTORI – (punti)
1. McLaren – 516
2. Ferrari – 248
3. Mercedes – 220
4. Red Bull – 192
5. Williams – 70
6. Sauber – 43
7. Racing Bulls – 41
8. Aston Martin – 36
9. Haas – 35
10. Alpine – 20


Autore

Andrea La Rosa

Aggiungi un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Andrea La Rosa

Segui Sport One

Tag più frequenti

Categorie