F1 ’26: NEL TEMPIO DELLA VELOCITÀ

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Nuova sfida per le attuali power-unit che correranno sullo storico circuito di Monza, dove le monoposto solitamente superano i 350 km/h e la velocità media in gara si avvicina ai 260 km/h. L’eventuale terza vittoria consecutiva di Norris potrebbe aprire diversi equilibri nella lotta al titolo, Antonelli all’ennesima prova di maturità nella gara di casa pur partendo indietro per cambio di power-unit, livrea speciale per la Ferrari che punta a recuperare cavalli col secondo step Aduo.

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e un tempo le caratteristiche del circuito di Monza rappresentavano la normalità per una gara di Formula 1, oggi è battezzato Tempio della Velocità proprio per le uniche caratteristiche che in maniera per esempio diametralmente opposta a Montecarlo, rendono il Gran Premio d’Italia un unicum del calendario tanto da costringere i rispettivi team, a lavorare per dotare le macchine di soluzioni apposite per garantire una minore possibile resistenza all’avanzamento.
Trattasi del secondo autodromo permanente più datato al mondo dopo quello di Indianapolis negli Stati Uniti, uno dei due tracciati ancora attivi (insieme a Silverstone), ad aver ospitato il Campionato del Mondo di Formula 1 fin dalla sua prima edizione nel 1950, ancora la storica sede del Gran Premio d’Italia e dal 1949 al 1968, anche sede del Gran Premio delle Nazioni del Motomondiale.
La sua costruzione fu decisa nel gennaio del 1922 dall’Automobile Club di Milano per commemorare il venticinquesimo anniversario dalla fondazione, così la società allora proprietaria del parco quale l’Opera Nazionale Combattenti, fu d’accordo perché la nascita delle corse automobilistiche avrebbe sicuramente portato una notevole pubblicità.
I lavori durarono meno di quattro mesi e il primo giro fu completato da Pietro Bordino e Felice Nazzaro su una Fiat 570; l’autodromo venne inaugurato il 3 settembre 1922.
Data la velocità e le precarie condizioni di sicurezza contestualizzate al periodo, non mancarono gravissimi incidenti che convinsero a modificare il tracciato, tra queste un tracciato disegnato dal conte Vincenzo Florio jr che nel 1935,, puntava a unire gli originale tratti dell’anello di alta velocità e dello stradale, interrotti da varie chicanes.
Negli anni Cinquanta, l’impianto si dotò di nuove conformazioni anche sulla spinta dei piloti viste le sollecitazioni centrifughe e di schiacciamento verticale contro il suolo nei due tratti sopraelevati, l’attuale tracciato ricalca la storicità del contesto e la diversità rispetto a tutti i circuiti oggi in calendario.
In tempi recenti, l’Autodromo Nazionale di Monza ha subito un importante piano di restyling strutturale e di ammodernamento tecnologico per adeguarsi agli standard della moderna Formula 1, considerati determinanti per il rinnovo del contratto.
E’ stato rifatto l’asfalto su tutto il tracciato rimodellando i cordoli e le vie di fuga, ulteriori interventi hanno riguardato la viabilità e i sottopassi, ancora una decisa riqualificazione architettonica tramite l’installazione di nuove tribune, una nuova area hospitality e la costruzione di una nuova palazzina per la sala stampa.
Situato in uno dei maggiori parchi storici europei, combina rettilinei lunghissimi a chicane molto tecniche e curve a raggio costante.
Si comincia dal rettifilo principale quale tratto di massima accelerazione dove le vetture raggiungono le velocità di punta, seguono le varianti del Rettifilo e della Roggia entrambe chicane strette che obbligano a brusche frenate e cambi di direzione, in considerazione delle attuali power-unit, potrebbero diventare fondamentali proprio per ricaricare la parte elettrica.
Si prosegue con le curve di Lesmo, due pieghe a destra, la prima più veloce e la seconda più lenta, fondamentali per impostare il ritmo verso il successivo lungo rettilineo che termina con la variante Ascari caratterizzata da una serie di rapidi cambi di direzione che richiedono grande agilità e precisione alle vetture, infine la storica e impegnativa curva Parabolica a destra in appoggio che immette nuovamente sul rettilineo principale.
Tantissimi i momenti iconici, tra questi la vittoria di Gerhard Berger nel 1988 che regalò alla Ferrari un trionfo storico poche settimane dopo la morte di Enzo Ferrari e le prime gioie di piloti emergenti come le prime vittorie di Sebastian Vettel (2008) e Pierre Gasly (2020).
Nell’albo d’oro, si fondono nomi del passato e del presente, come il maggior numero di vittorie che in questo momento vede appaiati Michael Schumacher e Lewis Hamilton (5) insieme anche nei podi (8), Nelson Piquet qui vinse quattro volte, fermo a tre Max Verstappen con leggende quali Tazio Nuvolari, Alberto Ascari, Juan Manuel Fangio, Stirling Moss, Ronnie Peterson, Alain Prost, Rubens Barrichello e Sebastian Vettel.
E’ la Ferrari a vantare il maggiore numero di vittorie (20) per costruttore come le pole position (23).
Un’ulteriore conferma sulla storicità dell’evento.

Posso sembrare noioso, e so che molti lo dicono in questi momenti, ma devo pensare una gara alla volta. Non ha senso pensare al titolo in questo momento, ora devo concentrarmi sul riposo prima di Monza.

Lando Norris, pilota McLaren
vincitore degli ultimi due Gran Premi

Tante incognite e un campionato che vede diversi confronti diretti nella classifica costruttori.
La Mercedes non sarà vista come rivale, anzi, sarà grande attesa e festa per Antonelli che in maniera strategica, a dispetto dello spettacolo, aveva già annunciato nella conferenza stampa di Zandvoort il cambio di power-unit che nelle rotazioni, trattandosi di unità oltre il limite consentito dal regolamento, lo porterà indietro nella griglia di partenza rispetto il tempo di qualifica, comunque favorito dalla rimonta per le caratteristiche dei lunghi rettilinei di Monza che consentiranno ampie possibilità di sorpasso.
Problemi di affidabilità avuti nella prima parte di campionato che in generale, potrebbero presentare il conto anche a Russell col cambio di unità eventualmente previsto per Baku, altro circuito con un lunghissimo rettilineo tale da consentire possibilità di rimonta.
Il giovane pilota italiano, si presenta con un vantaggio di cinquantanove punti sui diretti rivali Hamilton e Russell che negli ultimi Gran Premi non hanno impensierito nei risultati, non deve passare inosservata la manovra avvenuta sul finale del Gran Premio dei Paesi Bassi che consolida la sua posizione di leadership, quando dal muretto è stato dato l’ordine di scambiare le posizioni (intelligentemente) col pretesto dal lato di Antonelli nell’andare a prendere Norris e vincere la gara, da quello di Russell evitare un duello che avrebbe favorito le Ferrari dietro in rimonta per il podio; se questa non è un’investitura poco ci manca.
E’ il primo italiano a presentarsi a Monza da leader settantatré anni dopo Ascari, con tutta la voglia di prendersi la rivincita anche su quell’esordio di due anni addietro quando nelle libere, terminò ingloriosamente nella sabbia della Parabolica, l’ultima volta di un italiano sul gradino più alto del Gran Premio d’Italia è stata del torinese Ludovico Scarfiotti con la Ferrari, appena sessant’anni fa.
A prescindere, riavvolgendo il nastro di circa sei mesi addietro, non bisogna dimenticare come la calma e la prudenza non sia mai troppa, questo ragazzo a inizio stagione ha strabiliato tutti, per questo oggi possiamo affermare essere diventato una grande realtà della Formula 1 a maggior ragione adesso, con la Mercedes che sembra aver svanito il vantaggio tecnico d’inizio campionato e appare chiaro come il lavoro degli avversari sugli sviluppi, sia stato maggiormente proficuo e importante.
Sarà della partita la McLaren che proviene da due vittorie consecutive, al punto da far pensare come sarebbe oggi il campionato se questa competitività fosse stata raggiunta fin dalle battute iniziali del campionato.
Nella testa di Norris, dopo l’incredibile rimonta dello scorso anno iniziata proprio di questi tempi che fruttò la vittoria del campionato, l’attuale distacco di ottantatré punti non rappresenta qualcosa d’insormontabile.
Per questo motivo ogni Gran Premio ha la sua storia, e ancora una volta giustifica la scelta della Mercedes di montare una nuova unità e scegliere di andare in penalità proprio nel weekend dove non bisogna sbagliare e dare l’opportunità ai rivali di avvicinarsi.
Qualche riga in più di commento merita la Ferrari, perché lo scorso risultato può considerarsi tutt’altro che soddisfacente, considerate le aspettative dopo lo sviluppo della macchina che aveva interessato il fondo, una tra le aree cruciali delle attuali monoposto.
Premesse che non hanno trovato riscontro, di mezzo l’amarezza per non avere sfruttato il passo gara decisamente migliore rispetto alla posizione finale giù dal podio, insieme la frustrazione nelle dichiarazioni, magari per non avere inventato qualcosa di diverso a livello di strategia e soprattutto evitare le condizioni per cui entrambi i piloti si trovino in lotta tra loro.
La Formula 1 è una competizione dove raramente si può essere perfetti, ma replicare il medesimo risultato ottenuto in Ungheria prima della pausa estiva, significa anche rivedere in futuro qualcosa nella gestione della qualifica, mentre a Monza invece sarà tutta un’altra storia considerate le ampie possibilità di sorpasso, dove verranno fuori altre caratteristiche.
Per il Cavallino l’attesa non riguarderà solamente la prevista introduzione del nuovo motore potenziato tramite il secondo step Aduo, ma la sorpresa di una livrea speciale dedicata a Michael Schumacher che a Monza vinse vent’anni addietro; la Scuderia e i tifosi di Maranello non l’hanno mai dimenticato.
La Red Bull sarà chiamata a dare un senso ad un campionato fin qui anonimo, tranne imprevisti della ultim’ora, nel momento in cui si scrive, c’è ottimismo per il ritorno di Hadjar che aveva saltato i Paesi Bassi per un infortunio al polso, tuttavia la decisione verrà presa a ridosso delle libere.
Proseguirà il duello tra Racing Bulls e Alpine che nel frattempo ha conferma Colapinto la prossima stagione accanto Gasly, il settimo posto attualmente occupato dalla Haas senza punti da sei weekend e reduce da un doppio ritiro, è l’obiettivo di Audi viceversa in top-ten in tutti gli ultimi quattro Gran Premi.
Per Aston Martin sarà l’occasione per verificare i progressi della power-unit Honda e in generale gli aggiornamenti che soprattutto grazie Alonso, hanno maturato risultati incoraggianti tra Ungheria e Paesi Bassi, mettendo nel mirino la nona posizione della Williams in crisi di risultati e prestazioni.
A proposito di Aston Martin, nonostante la partnership ufficiale con Honda, negli scorsi giorni sono emerse insistenti notizie secondo cui si starebbe valutando un clamoroso ritorno alla fornitura di power-unit Mercedes dal 2028, qualora il prossimo anno la casa giapponese risultasse ancora molto indietro rispetto la concorrenza, ipotesi che per quanto cautelativa, potrebbe riscrivere gli equilibri degli griglia; comunque infinito Alonso capace a Zandvoort di aggiornare un’altra statistica: a punti a 45 anni come non succedeva dal 1974.
Infine la Cadillac, per migliorare la tredicesima posizione in Cina, secondo appuntamento stagionale, che rappresenta fin qui il migliore piazzamento del campionato.

Chiusura dedicata a due argomenti extra, come i riflessi della guerra in Medio Oriente destinati a stravolgere il calendario degli ultimi Gran Premi, ci sarà tempo fino al 15 settembre per prendere una decisione finale, ma intanto crescono le possibilità di vedere il circuito di Imola nuovamente ospitare la Formula 1 come Gran Premio del Qatar o Abu Dhabi.
Volendosi sbilanciare, è possibile ipotizzare come i ricavi degli sponsor e gli incassi dalle tribune andrebbero al promotore mediorientale, mentre ai gestori dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, verrebbero riconosciuti i costi di organizzazione della gara,
una maniera che sportivamente restituirebbe l’evento saltato nel 2023 per l’alluvione in Emilia Romagna, poco importa sotto quale denominazione perché la festa sarebbe assicurata.
Infine si dovrà attendere per definire la complessa vicenda legata alle penalità per eccesso di velocità in pit-lane durante il Gran Premio di Monaco, relativamente il ricorso presentato da McLaren e red Bull contro l’annullamento delle sanzioni all’Alpine di Gasly, la chiusura definitiva della gara nel Principato, potrebbe arrivare a oltre tre mesi la bandiera scacchi.

Il programma del weekend.
Venerdì 4 settembre
Prove libere I: ore 13;30.
Prove libere II: ore 17;00.

Sabato 5 settembre
Prove libere III: ore 12;30.
Qualifiche: ore 16;00.

Domenica 6 settembre
Gran Premio: ore 15;00.

Autore

Andrea La Rosa

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