F1 ’26: COLPO ANTONELLI, SECONDO LECLERC

F

Nel Gran Premio del Belgio vince Antonelli e allunga in classifica anche per il ritiro di Russell dopo un contatto al via con Hamilton, sul podio Leclerc e Verstappen. In top-ten: 4. Hamilton (Ferrari), 5. Piastri (McLaren), 6. Hadjar (Red Bull), 7. Norris (McLaren), 8. Bortoleto (Audi), 9. Lindblad (Racing Bulls), 10. Colapinto (Alpine).

A

lla vigilia del weekend di Spa-Francochamps, le simulazioni avevano indicato una sfida ancora più difficile rispetto Silverstone, perché stavolta era maggiore il rischio di un calo di velocità sui rettilinei tanto da sacrificare il secondo settore per la gestione dell’energia e massimizzarla dove serviva più velocità.
Così tutte le squadre, sono state costrette a elaborare delle particolari strategie sull’utilizzo dell’ibrido, determinante quasi un compromesso nella scelta di setup tra gli allunghi e le curve ad alto carico, anche se la possibilità di utilizzare l’aerodinamica attiva in ben cinque settori ha facilitato il lavoro dei piloti impegnati a ragionare col piede sull’acceleratore, fattore che come andiamo ricordando dalla prima gara non sposa con l’essenza della Formula 1, quest’anno invece diventato altro elemento durante la guida.
Doveroso sottolineare come anche quest’anno, sia stata rinnovata l’oramai annuale manifestazione denominata Race for Anthoine, tributo alla memoria del pilota francese di Formula 2 Anthoine Hubert, scomparso a seguito di un incidente il 31 agosto 2019.
L’evento organizzato dall’amico d’infanzia Pierre Gasly, ha consistito in una camminata aperta a tutti i membri del paddock lungo il tracciato, fermandosi per rendere omaggio in un punto di raccoglimento vicino l’iconica curva dell’Eau Rouge, luogo della tragedia.
Purtroppo dal 2023, la commemorazione include anche il ricordo di Dilano van ‘t Hoff, un altro giovane pilota tragicamente scomparso nello stesso circuito.

Vince Antonelli e la Mercedes, ci ha provato la Ferrari sconfitta con un distacco minimo, approfittando della situazione e del passo gara, consapevole di essere seconda già venerdì durante le sessioni di libere…

L’esito della pista di Spa-Francorchamps capace di esaltare i fuoriclasse, certifica come Antonelli stia meritando di vincere il campionato a prescindere da situazioni altrui, forte dalla calma e consapevolezza nonostante i problemi delle ultime settimane, di essere nel posto giusto nel momento giusto, senza andare nel panico, farsi prendere dalla frenesia, dai dubbi o peggio dalla stessa pausa di vincere.
Una prima conferma era arrivata dal tempo di una pole position dominante, più veloce di mezzo secondo rispetto a Russell davanti le Ferrari di pochi millesimi.
Il Gran Premio è stato caratterizzato nel primo giro dalla bagarre al Kemmel e successivo incidente tra Russell e Hamilton (penalizzato di cinque secondi), con l’inglese della Mercedes ad avere la peggio a Le Combes in testacoda nella ghiaia.
Nella prima parte Antonelli ha condotto senza particolari problemi, dietro tanta azione di sorpassi, come il duro corpo a corpo tra Leclerc-Piastri e quello tra entrambi i ferraristi.
Poi la girandola dei pit-stop con Verstappen ad anticipare tutti prima di metà gara, Antonelli in copertura mentre le Ferrari hanno preferito allungare lo stint avendo meno degrado gomme, approfittando della virtual safety-car per rimuovere detriti in curva 15, situazione in cui Leclerc era persino rientrato davanti Antonelli fino a riprendersi la posizione quando mancavano dieci giri.
Vince Antonelli e la Mercedes, ci ha provato la Ferrari sconfitta con un distacco minimo, approfittando della situazione e del passo gara, consapevole di essere seconda già venerdì durante le sessioni di libere caratterizzate da momenti poco tranquilli.
A cominciare dal pasticcio nella procedura relativa la restituzione di set di gomme, sanzionato con una multa, bravissimi i meccanici quando sono stati chiamati a riparare la SF-26 pesantemente danneggiata da Hamilton sul finire della terza sessione di libere, in tempo per le qualifiche dove le Rosse sono partite dalla quarta (Leclerc) e quinta (Hamilton) posizione.
Entrambi si stavano giocando concretamente la prima fila quando negli ultimi istanti del Q3, si sono visti rovinare il tentativo per la bandiera gialla esposta nell’ultima chicane, a causa di Hadjar fermato dagli stessi commissari di percorso e per equivoco un ufficiale di gara posizionato proprio all’ingresso della pit-lane, ha sventolato la bandiera generando un pasticciato cortocircuito procedurale, dove i ferraristi hanno dovuto alzare il piede per regolamento altrimenti sarebbero potuti essere penalizzati.
La principale novità della McLaren è stata quella di montare una nuova ala posteriore, arrivata per aiutare in rettilineo considerate le caratteristiche di circuito veloce, in un weekend immediatamente in salita per la penalità di dieci posizioni sulla griglia di partenza scontate da Norris, per aver montato la quarta unità della parte elettronica di power-unit nonostante sia ancora distante il giro di boa. Strepitosa la sua gara, segno di maturazione rispetto a passate situazioni di titubanza dove malgrado una stagione complicata, segna un passo avanti come personalità.
Il risultato della Red Bull rappresenta un piccolo passo avanti, in una fase dove il problema potrebbe essere stata la diversa correlazione tra gli strumenti di simulazione utilizzati da chi lavora dietro le scrivanie e le sensazioni alla guida di Verstappen.
Tema che sta assumendo un peso importante dopo le critiche mosse dal quattro volte campione del mondo già nel precedente weekend a Silverstone, con i problemi all’ala posteriore che lasciavano intendere come alcuni difetti non fossero stati risolti.
Una mancato riscontro tra dati virtuali e reali, che rischia di trasformarsi in un pesante ostacolo nella sviluppo di questa vettura e la base della prossima, considerato come diventa difficile correggere le aree più delicate e criticità che emergono solamente in pista quando Verstappen spinge la RB22.
Stavolta non sono state montate le ali posteriori cosiddette Macarena, al centro di preoccupanti cedimenti tra Spielberg e Silverstone tali d’accendere i riflettori della Federazione sulla stabilità rispetto ai flussi aerodinamici, una scelta di prudenza tornando alla configurazione già collaudata.
In qualifica è stata saggia la scelta di sacrificare Hadjar che sicuro di partire in fondo alla griglia per la sostituzione di componenti del motore, ha offerta la scia a Verstappen consentendogli quella velocità utile per piazzarsi in prima fila.
Qualche riga è meritevole alla schiettezza del campione olandese, che in conferenza stampa dopo le qualifiche, pure stavolta non ha nascosto con sincerità tutta la perplessità e affondato le attuali regole, impietosi persino di on board a confermare come le attuali power-unit non siano idonee a correre su piste come quella belga: “Per la maggior parte del secondo settore si viaggia solo con il motore termico, che forse ha meno potenza di una F3, con la differenza che abbiamo più carico. Mi sono adeguato, ma non è quello che amo fare.”
Il risultato in Belgio consegna la certezza che sarà lotta punto a punto tra Alpine e Racing Bulls per la quinta posizione tra i costruttori, della scuderia ex-Renault, piace sottolineare l’impegno massimo dietro le quinte nei confronti di Gabriele Minì, che a bordo dell’Alpine A525 dell’anno passato, per accumulare esperienza ha completato oltre 600km di test sul circuito di Silverstone e indirettamente migliorare la confidenza col simulatore.
L’obiettivo resta proprio un sedile in Formula 1 nella prossima stagione, uno spiraglio molto stretto visti i contratti in essere e i rapporti dei top-team con quelli clienti, il nostro augurio a prescindere, è vedere il secondo italiano sulla griglia di partenza che meriterebbe, visti i risultati nella categorie propedeutiche.
In forte ripresa l’Audi che avrebbe già meritato una migliore classifica per tutte le volte in cui ha concluso a ridosso della zona punti.
La Haas contrariamente alla freddezza dei risultati che in questa fase di campionato non arrivano, è caldo il mercato dei sedili perché Ocon non sta rendendo come nelle previsioni e rimane dietro nella classifica piloti a Bearman, nonostante sia solamente al secondo anno da pilota titolare, ricordiamo il suo esordio con la Ferrari il 9 marzo 2024 in Arabia Saudita, quando sostituì d’urgenza Sainz operato di appendicite.
Un delicato gioco dove la Ferrari si pone avere un ruolo centrale, considerato come a Maranello nel 2027 saranno sempre Leclerc e Hamilton a dividere il box, unita da una stretta collaborazione col team americano dove recentemente, è entrato in gioco il presunto interessamento della Red Bull che inizia a guardarsi intorno qualora si concretizzasse l’addio di Verstappen.
Un nome caldo per l’eventuale sostituzione di Ocon, potrebbe essere quello del brasiliano Rafael Camara, campione 2025 di F3 e attualmente nelle prime posizioni nella classifica di Formula 2, anch’esso parte dell’Academy del Cavallino per lo stesso posto, su cui ci sarebbe l’interesse anche per Leonardo Fornaroli anche se, pur non essendoci vincoli particolari, appare chiaro come per forza di cose, di andrebbe a preferire sul nome suggerito da Maranello.
Rimane più lontana e in evidente crisi la Williams, tra problemi di gioventù che stanno condizionando lo sviluppo mentre i team rivali più vicini stanno invece progredendo nelle prestazioni.
Il team principal James Wowles, ha recentemente chiarito le problematiche causate dalla ridotta qualità delle infrastrutture rispetto alla scuderie di vertice, resta la delusione di Sainz che lasciata la Ferrari dopo l’ingaggio a Maranello di Hamilton, aveva preferito la Williams rispetto Audi in ottica dei cambiamenti regolamentari 2026 che però non sta dando i frutti sperati nonostante i due podi della passata stagione.
Le premesse della spinta della power-unit Mercedes e il sacrificare lo scorso anno di sviluppo per puntare all’attuale macchina faceva presupporre ben altre possibilità, invece i ritardi nei crash test, l’assenza al primo shakedown di Barcellona a causa di ritardi nella progettazione, sono stati elementi che hanno ritardato la tabella di marcia.
Migliore di qualche decimo è un lavoro complesso, farlo all’inizio di un nuovo regolamento tecnico da un livello basso dove chi sta davanti non rimane fermo, allora diventa tutto abbastanza complicato.
Per questo motivo l’obiettivo di salire a centro gruppo, pare ancora essere lontano.
Non sono più una novità le problematiche di Aston Martin, lontanissime in qualifica oltre due secondi dalla Cadillac di Bottas quale tempo più vicino, un passaggio a vuoto con numeri umilianti considerato il distacco di Stroll a quasi sei secondi dalla pole.
Basti pensare come la pole position fatta registrare in Formula 2 da Rafael Camara si è fermata a poco più di sei secondi dal tempo di Alonso; il crono dell’asturiano può considerarsi a metà tra la pole della F1 e quella della F2.
Recentemente Adrian Newey team principal e direttore tecnico, a The Race ha ammesso un’altra responsabilità di questa pessima stagione, ovvero non aver trascorso sufficiente tempo con i piloti per spiegare le problematiche dietro le quinte poi emerse alla prima occasione, criticità non solamente legate alla difficilissima fin qui collaborazione con la power-unit Honda, del nuovo cambio prodotto in casa ma anche problemi di telaio.
Il senso della frustrazione è legato anche in considerazione degli enormi investimenti e di quanto, l’ingaggio di importanti figure come Newey, aveva l’anno scorso quasi indirizzato i rumors a proporre l’interessamento di qualche pilota negli attuali top-team.
Proprio per questi motivi, gli aggiornamenti sulla monoposto sono stati fin qui limitatissimi, la scelta è stata quella di ripartire quasi da un foglio bianco tanto che prima della pausa estiva, si prevede l’esordio di una versione B dell’attuale vettura nel prossimo Gran Premio.
Infine la Cadillac vive una preventivata posizione di difficoltà considerata la stagione di esordio, ritrovata l’affidabilità ha successivamente proseguito il lavoro di sviluppo portando una nuova ala anteriore.
Quanto la dimestichezza e rapidità di comprensione, il team americano pur disponendo di esperti piloti di riserva comunque impegnati in altre categorie, ha individuato in Aiden Price (16 anni) una risorsa a supporto nel miglioramento del simulatore, senza più essere un segreto come ci siano team che si sono rivolti al mondo degli eSport.
Si torna in pista tra pochi giorni a Budapest per il Gran Premio di Ungheria, cui seguirà la pausa estiva e poi riprendere il dopo Ferragosto a Zandvoort, mentre sugli appuntamenti finali in calendario, la ripresa delle ostilità in Medioriente hanno cancellato la possibilità di recuperare la gara in Bahrein.
L’instabilità geo-politica tiene sotto osservazione anche le tappe in Qatar e Abu Dhabi tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, riposte che dovranno essere date non più tardi al ritorno delle vacanze estive.

CLASSIFICA PILOTI – punti
1. Antonelli (Mercedes) – 204
2. Hamilton (Ferrari) – 159
3. Russell (Mercedes) – 154
4. Leclerc (Ferrari) – 126
5. Norris (McLaren) – 103
6. Piastri (McLaren) – 92
7. Verstappen (Red Bull) – 91
8. Hadjar (Red Bull) – 60
9. Gasly (Alpine) – 42
10. Lawson (Racing Bulls) – 39
11. Lindblad (Racing Bulls) – 22
12. Colapinto (Alpine) – 19
13. Bearman (Haas) – 18
14. Bortoleto (Audi) – 10
15. Sainz (Williams) – 6
16. Albon (Williams) – 5
17. Ocon (Haas) – 3
18. Alonso (Aston Martin) – 1
19. Hulkenberg (Audi) – 0
20. Bottas (Cadillac) – 0
21. Perez (Cadillac) – 0
22. Stroll (Aston Martin) – 0




CLASSIFICA COSTRUTTORI – punti
1. Mercedes – 358
2. Ferrari – 285
3. McLaren – 195
4. Red Bull – 151
5. Alpine – 61
6. Racing Bulls – 61
7. Haas – 21
8. Williams – 11
9. Audi – 10
10. Aston Martin – 1
11. Cadillac – 0



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Andrea La Rosa

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