F1 ’26: ANTONELLI È REALTÀ

F

Tanti gli spunti da Miami dentro e fuori la pista, Antonelli fa tris dopo una sprint pasticciata e diventa riferimento della Mercedes, ritrovata la McLaren, Leclerc male sul finale, Verstappen tornato protagonista con gli aggiornamenti della Red Bull. Doveroso pensiero per Alessandro Zanardi, scomparso due giorni fa, la cui storia rappresenterà un inno alla vita; in copertina l’omaggio sul muso della Williams dove corse nel 1999.

C’

era curiosità intorno il weekend di Miami che dopo un mese, ha riacceso i motori della Formula 1 in un contesto del primo responso delle modifiche predisposte dalla Federazione.
Di mezzo la competizione, la gara e punti assegnati, dietro un calendario che potrebbe ancora subire delle variazioni per i fatti in Medio Oriente.

BOTTA E RISPOSTA
Se da un lato le dichiarazioni di Stefano Domenicali, presidente e amministratore delegato di Formula One Group, avevano sottolineato come l’attuale classe regina non abbia problemi, rispedendo al mittente le critiche sull’attuale regolamento e rammentando quanto accadeva negli anni ’80, ha indirettamente tirato per la giacchetta proprio chi, durante quegli anni, è stato protagonista per coraggio e passione, ma soprattutto amatissimo dagli appassionati come Nigel Mansell.
Proprio in un’intervista rilasciata ad Autosport.com, ha rimandato al mittente le dichiarazioni, prendendo spunto su quanto accadeva in pista per esempio, sull’attuale necessità del lift and coast, tecnica di guida utilizzata per risparmiare carburante ed energia elettrica riducendo il consumo di freni e pneumatici che consiste nel togliere il piede dall’acceleratore (lift) in anticipo alla fine di un rettilineo, lasciando scorrere la vettura per inerzia (coast) prima di frenare: “Se noi alzavamo il piede dall’acceleratore e andavamo per inerzia, era per dosare l’accelerazione. Dosare l’acceleratore quando si è nella scia di qualcuno e si decide di non sorpassarlo significa risparmiare carburante. È una mossa tattica intelligente. Dover affidare a un computer il controllo della guida dell’auto e la ricarica della batteria è qualcosa di completamente diverso. E noi non rallentavamo di 50 o 70 km/h entrando nelle curve più veloci. Quindi è un po’ azzardato fare quel paragone. E io provo enorme solidarietà per questi piloti.”
Nel frattempo la Formula 1, è già al lavoro sul progetto dei motori per il prossimo ciclo regolamentare che dovrebbe essere fissato nel 2031, si è parlato anche dell’eventualità di anticipare la data al 2029, ma due costruttori in particolare quali Honda e Audi si sono opposti, perchè essendo entrati in questa stagione, indipendentemente dai risultati hanno tutto l’interesse per ammortizzare l’investimento economico, senza voler tornare a sviluppare un nuovo motore dopo appena tre anni.
Di certo la partita per i motori 2027 è imminente, perchè introdurre modifiche importanti come il rapporto 60/40 (oggi 50/50) tra termico ed elettrico, richiederebbe un serbatoio più grande e una fase progettuale completamente diversa sotto il profilo degli spazi sotto il cofano motore, soluzione che ridurrebbe il lift and coast e superclipping, rallentando prima dell’ingresso in curva senza la necessità di cercare il limite dovendo ricorrere alla parte elettrica.
Anche qui resta il vincolo della necessità di una super maggioranza nella votazione definitiva, ovvero l’approvazione di quattro su cinque degli attuali motoristi.

A MIAMI
Sono state molteplici le novità portate in pista dalle squadre, comprese quelle attuate dalla Federazione dopo un confronto con i team per provare a migliorare questa nuova generazione di macchine e motori, un’ulteriore vantaggio legato alla pausa è stata la possibilità di produrre un numero maggiore di ricambi, elemento importante in questa fase di campionato dove vengono introdotte novità in una situazione atipica.

Antonelli ha mostrato la capacità di essere solido e veloce quando sotto pressione, sposta a suo favore l’ago della bilancia rispetto a Russell, che esce da Miami in enorme difficoltà

GARA SPRINT
In un programma caratterizzato da una sola sessione di prove libere allargata a novanta minuti, proprio per consentire alle squadre di avere maggior tempo a disposizione per raccogliere dati, anche proprio in virtù degli aggiornamenti già in programma che non erano stati messi in pista nei precedenti Gp non disputati in Arabia Saudita e Bahrein, per i noti fatti in Medio Oriente.
In qualifica è tornata la McLaren con Norris partito dalla pole, in prima fila Antonelli che ha raddrizzato il bilancio della Mercedes che aveva un po’ pasticciato, in seconda fila Piastri e Leclerc, dietro Verstappen, deludente crono di Russell e Hamilton.
L’esito ha decretato un gruppo molto vicino guidato dalle McLaren, in mezzo la Ferrari di Leclerc impegnato nella lotta senza poter attaccare le posizioni di vertice per un deficit di cavalli che continua a essere la carenza principale, la Mercedes non è parsa quella monoposto-astronave delle prime uscite dove Antonelli, oltre una brutta partenza è stato penalizzato per track-limit, mentre Verstappen è tornato a lottare non appena il mezzo gli ha concesso qualche spiraglio.
Nuove regole che sono funzionate bene, ad aiutare anche le caratteristiche del circuito con rettilinei alternati da brusche frenate, che hanno molto consentito il recupero di energia della parte elettrica.
Questo l’ordine di arrivo dei primi otto classificati a punti: 1. Norris (McLaren), 2. Piastri (McLaren), 3. Leclerc (Ferrari), 4. Russell (Mercedes), 5. Verstappen (Red Bull), 6. Antonelli (Mercedes), 7. Hamilton (Ferrari), 7. Gasly (Alpine).

GRAN PREMIO
Grande pole di Antonelli (la terza consecutiva) capace di resettare l’opaca prestazione di poche ore prima e tornare a fare la voce grossa, di pochi decimi davanti Verstappen ritrovato, seconda fila per Leclerc e Norris, terza per Russell e Hamilton.
Successivamente è stata ufficializzata la decisione di anticipare l’orario di partenza del Gran Premio, confermando la previsione meteo per l’arrivo di una preoccupante perturbazione che prevedeva fulmini e pioggia intensa, anche allo scopo di evitare i rigidi protocolli di sicurezza statali che, in caso di attività elettrica atmosferica, avrebbero imposto la sospensione immediata dell’evento e la possibilità persino di cancellazione della gara.
Federazione che già prima delle qualifiche, aveva dichiarato il cosiddetto rain hazard, protocollo che deroga parzialmente le regole di parco chiuso, consentendo per esempio ai team di poter intervenire sulle altezze e incidente delle ali prima della gara.
Al via è stato super Leclerc, lucido e intelligente a fermarsi alla prima curva in tempo, mentre Verstappen (formidabile a rigirarsi) e Antonelli sono andati lunghi, giri iniziali ad altissima tensione, Hamilton con un danno all’ala anteriore dopo un contatto con Colapinto.
Antonelli in azione nel giro n.5 davanti Leclerc, poi controsorpasso e Norris spettatore che ha superato l’italiano poco dopo, poi safety-car dopo un doppio incidente di Hadjar e Gasly (contatto con Lawson) in due punti diversi, ai box Verstappen con la gomma dura nella speranza poi avvenuta, di una gara completamente asciutta.
Ripartenza nel giro n.12 con Piastri rapido a superare Russell per la quinta posizione.
Primi tre vicinissimi, nel giro n.13 sorpasso di Norris su Leclerc che successivamente ha subito quello di Antonelli, box Russell nel giro n.21, Leclerc nel giro dopo ha perso la posizione a favore del pilota Mercedes, in attesa della pioggia (molta leggera) data in arrivo nei team-radio.
Box Antonelli nel giro n.27, Norris, Hamilton e Piastri in quello dopo, mentre Verstappen era risalito in quarta posizione, duello al limite di Antonelli bravo a superare Norris per la prima posizione, Leclerc davanti Russell nel giro n.31 superato anche da Piastri.
Leclerc ha successivamente superato Verstappen per un podio che sarebbe stato meritato, fino al psicodramma nelle ultime curve, mentre in testa andavano in scena giri di qualifica fino alla bandiera a scacchi sventolata dopo 57 giri.
Classifica finale ufficializzata successivamente, considerata la penalità di cinque secondi a Verstappen per aver oltrepassato la linea bianca in uscita dalla pit-lane, pesantissima quella inflitta a Leclerc, sanzionato con un drive-through postumo quantificato in venti secondi di penalità, dopo aver tagliato ripetutamente il tracciato negli ultimi chilometri fino al traguardo.
L’ordine di arrivo: 1. Antonelli (Mercedes), 2. Norris (McLaren), 3. Piastri (McLaren), 4. Russell (Mercedes), 5. Verstappen (Red Bull), 6. Hamilton (Ferrari), 7. Colapinto (Alpine), 8. Leclerc (Ferrari), 9. Sainz (Williams), 10. Albon (Williams).

LE CLASSIFICHE E NON SOLO
La speranza dopo la sprint, è stata quella di un possibile riavvicinamento dei valori, capace di accendere una stagione parsa viceversa già segnata, certamente resta un dominio di motorizzati Mercedes in attesa che il motore nuovo Ferrari arrivi a metà giugno.
In Mercedes, Antonelli ha mostrato la capacità di essere solido e veloce quando sotto pressione, sposta a suo favore l’ago della bilancia rispetto a Russell, che esce da Miami in enorme difficoltà, mai in lotta nemmeno per il podio e fortunato nella posizione visto le difficoltà altrui.
Esce male la Ferrari presentatasi con tantissimi sviluppi, tanto che sulla rendicontazione è stata la squadra col numero più alto di aggiornamenti.
Un grande peccato i problemi nelle curve finali di Leclerc che come sempre, ha dato tutto.
Purtroppo stavolta dopo aver perso il podio ha probabilmente smarritto soprattutto la lucidità esaltata nella prima curva dopo il semaforo verde, suo l’errore rispetto a un quarto posto che sarebbe stato certo.
Nonostante subito dopo il traguardo sia andato a verificare il corretto funzionamento della macchina, ha immediatamente scelto la via della trasparenza, assumendosi la piena responsabilità degli ultimi chilometri.
La scuderia di Maranello pur competitiva nei tratti guidati, resta in evidente deficit di cavalli, altrettanto è necessario ritrovare il migliore Hamilton o almeno quello più avvicinabile al sette volte campione del mondo, bisognerà farlo il prima possibile qualora si volesse sognare i contendere il titolo costruttori.
In decisiva risalita la McLaren che dopo un avvio disastroso, sta dimostrando l’importante capacità di reazione non a caso, campione del mondo piloti e costruttori in carica dopo aver dominato la passata stagione, in un ciclo regolamentare che era stato inizialmente monopolizzato dalla Red Bull.
Esattamente come avvenne nel 2024, la Florida potrebbe aver rigenerato definitivamente i papaya, potendo contare sulla power-unit più competiva (Mercedes) e su aggiornamenti funzionanti.
E’ stata un’altra Red Bull rispetto al recente inizio di campionato, che ha permesso a Verstappen di potersi divertire e mostrare il virtuosismo al quale siamo abituati.
Se anche il team di Milton Keynes fosse della partita, sarebbe un’ottima notizia per il campionato e lo spettacolo, di certo gli aggiornamenti prodotti alla macchina hanno portato i risultati sperati, consentendo al team di continuare il lavoro verso la direzione intrapresa.
A centro gruppo, muove la classifica l’Alpine che diventa quarta forza, rimandate Haas, Audi e soprattutto Racing Bulls.
Festa della Williams che con la doppia top-ten del Gran Premio allontana le ultime due posizioni della classifica costruttori, dove restano la Cadillac in pista con una colorazione dedicata al primo appuntamento di “casa”, contraddistinta da una livrea che seppur rimasta bianca e nera, sul retrotreno ha visto un disegno a stelle-strisce, ma soprattutto l’Aston Martin la cui situazione rimane un calvario e presentatasi senza alcun aggiornamento, al punto da proseguire una crisi nera, tanto da risultare più lenta persino dei tempi in qualifica sprint delle Formula 2, graziata dalla Federazione a correre la gara sprint.
Una crisi che secondo quanto riportato da The-race.com, potrebbe far persino valutare la possibilità di modificare ulteriormente il regolamento dell’ADUO, sistema mirato per aiutare i motoristi in difficoltà, non giovando a nessuno avere un partecipante così lontano di prestazione.
Sul tavolo, la discussione sarebbe di rivedere il limite della seconda soglia del 4%, concedendo eventuali nuove concessioni di libertà nello sviluppo e di conseguenza, nella spesa di aggiornamenti cui serve, la maggioranza composta da quattro delle cinque attuali case automobilistiche, insieme la Formula One Management (società responsabile della gestione dei diritti commerciali, della promozione e della logistica del campionato) e la stessa Federazione Internazionale.

CALENDARIO DA DEFINIRE?
La situazione resta incerta, è notizia recente la disponibilità degli organizzatori di Silverstone che ospita il Gp di Gran Bretagna a offrire una seconda gara, visto lo scenario attuale che non fa presagire nulla di buono, contando sulla presenza di ulteriori appuntamenti in quei dintorni, quali Azerbaijan, Qatar e Abu Dhabi nella parte conclusiva del campionato.
Evidente come nel dietro le quinte, si stia lavorando a un vero e proprio piano B, sull’esperienza organizzativa vissuta durante la pandemia nella stagione 2020, con soluzioni alternative per non snaturare il campionato 2026.
Si torna in pista tra circa venti giorni a Montreal, sul circuito intitolato a Gilles Villenueve che il 24 maggio, ospiterà il Gran Premio del Canada in un weekend ancora una volta, caratterizzato dal format della gara sprint.

PER SEMPRE ZANARDI
Non ultimo in ordine ma meritava un paragrafo a parte, un doveroso ricordo di Alessandro Zanardi, pilota, atleta e uomo da raccontare e studiare nelle scuole, andatosene nei giorni più commoventi che ricordano il weekend di Imola 1994, lo stesso in cui per un capriccio del destino, morirono Roland Ratzenberger e Ayrton Senna.
Uno scherzo, una coincidenza, qualcosa che resta in una forza superiore che determina il corso degli eventi, a volte percepiti come ciechi inesorabili.
Da pilota, comprese esperienze in Formula 1 negli anni Novanta con Jordan, Minardi, Lotus e Williams, aveva fatto le migliori fortune soprattutto negli Stati Uniti, proprio in occasione di una gara nel 2001 perse le gambe in un terribile incidente, sopravvivendo e reinventandosi con l’attrazione per le sfide e la velocità, dedicandosi al paraciclismo e vincendo quattro ori e due argenti ai Giochi di Londra 2012 e Rio 2016.
Nel 2020 un altro tragico incidente e il lungo silenzio fino alla notizia di giorni nostri.
Ha sofferto, ha vinto ma soprattutto è stato da esempio, donando una carezza, una buona parola, un abbraccio e del sano umorismo a chi ne aveva bisogno, anche, con i suoi 59 anni, s’immaginava potesse avere un credito e tanta strada da percorrere.
La sua storia, un inno alla vita.
Prima della Sprint Race è stato osservato con un minuto di silenzio, tutte le scuderie hanno inserito sulla livrea Ciao Alex 1966-2026.

CLASSIFICA PILOTI – punti
1. Antonelli (Mercedes) – 100
2. Russell (Mercedes) – 80
3. Leclerc (Ferrari) – 59
4. Norris (McLaren) – 51
5. Hamilton (Ferrari) – 51
6. Piastri (McLaren) – 43
7. Verstappen (Red Bull) – 26
8. Bearman (Haas) – 17
9. Gasly (Alpine) – 16
10. Lawson (Racing Bulls) – 10
11. Colapinto (Alpine) – 7
12. Lindblad (Racing Bulls) – 4
13. Hadjar (Red Bull) – 4
14. Sainz (Williams) – 4
15. Bortoleto (Audi) – 2
16. Ocon (Haas) – 1
17. Albon (Williams) – 1
18. Hulkenberg (Audi) – 0
19. Perez (Cadillac) – 0
20. Bottas (Cadillac) – 0
21. Alonso (Aston Martin) – 0
22. Stroll (Aston Martin) – 0




CLASSIFICA COSTRUTTORI – punti
1. Mercedes – 180
2. Ferrari – 110
3. McLaren – 94
4. Red Bull – 30
5. Alpine – 23
6. Haas – 18
7. Racing Bulls – 14
8. Williams – 5
9. Audi – 2
10. Cadillac – 0
11. Aston Martin – 0



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Andrea La Rosa

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