Dopo la pausa estiva sicuramente ricca di notizie sul futuro della Formula 1, a Zandvoort il copione della vittoria di Piastri, stavolta con l’imprevisto ritiro di Norris a pochi giri dalla conclusione, secondo posto di Verstappen davanti il pubblico di casa, ma soprattutto la favola di Hadjar sul podio con la Racing Bulls.
Disastro Ferrari: Hamilton sulle barriere e Leclerc fuori per un incidente dopo un contatto con Antonelli.
ripartita da Zandvoort la Formula 1 che inevitabilmente, pensa già al prossimo campionato dove nelle rispettive fabbriche si lavora al futuro (oramai vicino) ciclo regolamentare.
Nei precedenti giorni in merito al team Cadillac, undicesimo team che farà l’ingresso proprio tra pochi mesi andando ad aumentare il numero di monoposto sulla griglia, sul fronte piloti è stata presa la strada dell’esperienza e dell’usato sicuro, affidando i sedili a Bottas (12 stagioni, 10 vittorie, 67 podi, 20 pole position) e Perez (14 stagioni, 6 vittorie, 39 podi, 3 pole position), vale a dire una coppia che complessivamente vanta oltre 500 Gran Premi.
Una scelta comprensiva e prevedibile perché servirà tanta esperienza anche nella crescita della gestione delle risorse interne, viceversa la possibilità di rientrare dopo essere rimasti fuori dal giro.
Per Bottas l’attuale ruolo di terzo pilota Mercedes, quasi un salvagente per restare agganciato a possibili scenari di guida come realmente accaduto, mentre per Perez la possibilità di riscattare la pessima conclusione del ciclo in Red Bull, un finale amarissimo quello dell’anno scorso, che sembrava essere coinciso con la fine della sua carriera seguitissima in Messico come in tutto il Sud America.
Il prossimo passo, potrebbe essere la disponibilità di una monoposto 2023 cui la maggiore indiziata, potrebbe essere proprio quella della Ferrari vista la collaborazione per la fornitura della power-unit (dal 2026 al 2028), per iniziare i primi test in pista per quanto riguarda il programma di affiatamento del gruppo di lavoro che opererà in pista, simulando già a Monza le operazioni di un intero weekend di gara, con tutte le operazioni che solitamente si svolgono dal giovedì alla domenica, pit-stop compresi.
Un’ulteriore dettaglio che potremo vedere nella prossima stagione sui nuovi motori ibridi, sarebbe la gestione dell’energia direttamente regolata dalla Federazione secondo le caratteristiche del circuito, contenendo le velocità di punta che come anticipato da Toto Wolff, potrebbero addirittura toccare o superare i 400 km/h.
Dunque una gestione diversa in circuiti più lenti come Singapore o soprattutto Montecarlo, dove per esempio sotto il tunnel l’energia elettrica potrebbe portare le monoposto ben oltre le attuali velocità, mentre l’utilizzo del boost elettrico sostituirà l’attuale DRS e sarà attivabile, entro un secondo dall’auto che precede in precisi punti della pista.
Novità che potrebbero continuare, perché oltre Audi (prossima a sostituire il team Sauber), General Motors (con Cadillac) e Ford (in collaborazione con Red Bull), emerge l’indiscrezione secondo cui potrebbe esserci un ritorno della Caterham già presente in Formula 1 nel quadriennio 2010-14 senza però lasciare il segno.
Sarebbe questo l’obiettivo di Saad Kassis-Mohamed, imprenditore del Kuwait e proprietario di Skm Capital: un modo per farsi pubblicità oppure le intenzioni sono serie?
Certo in quei dintorni i capitali non mancano, anzi.
I buoni propositi sembrano esserci ma non prima del 2027, nel caso, la palla passerebbe alla Federazione e i team già presenti sulla griglia, visto che per spianare la strada, serviranno milioni di buoni motivi.
Eppure all’entusiasmo dell’innovazione si contrappongono diversi punti interrogativi.
Ci ha pensato Flavio Briatore, consulente esecutivo di Alpine, in maniera schietta e senza giri di parole, a chiarire (?) quali saranno gli aspetti, i punti di forza e debolezze del prossimo regolamento che cambierà il volto delle macchine 2026, dove ricordiamo le nuove norme introdurranno motori ibridi con una quota maggiore di potenza elettrica, alimentati da carburanti totalmente sostenibili, vetture più leggere e compatte, con l’ormai tradizionale DRS che sarà sostituito da un sistema di aerodinamica attiva: “A casa i tifosi capiranno quello che capiamo noi, un ca**o. Sarà difficile per uno spettatore capire che per andare veloce i piloti dovranno alzare il piede dall’acceleratore, risulta complicato. Il pubblico vuole vedere la competizione, se si è troppo tecnici, al punto che neanche noi addetti ai lavori capiamo cosa si sta sviluppando, sarà molto difficile”
Ferrari cercasi.
Rientrata dalle ferie senza progressi, mai della partita, a cominciare dal venerdì, dove nelle sessioni delle libere la SF-25 è parsa impresentabile…
Tornando ai temi d’attualità, a Zandvoort per garantire una gara più vivace e meno scontata magari nella lotta delle prime posizioni, la Federazione aveva deciso d’innalzare il limite di velocità in pit-lane da 60 a 80 km/h, riducendo seppur di pochi secondi il tempo della sosta, con l’intenzione d’incentivare la strategia a due pit-stop per vivacizzare la competizione, anche in considerazione della difficoltà di compiere sorpassi sulla pista.
Nel cercare di ravvivare lo spettacolo e la competizione, ci aveva provato una pioggia che nel Gran Premio è caduta purtroppo leggera per riscrivere il solito monologo delle McLaren, dove Piastri vince e prende il largo da Norris tradito dalla monoposto a pochi giri dal termine quando era in seconda posizione, probabili noie alla power-unit considerato il fumo uscito dal posteriore.
Ne ha approfittato la Red Bull con Verstappen (secondo) grande protagonista, che sicuramente voleva lasciare il segno nella gara di casa sempre con una mescola di gomma più morbida rispetto alla concorrenza, autore di una splendida qualifica e una grande partenza, tale da mettersi in mezzo alle McLaren e rischiare persino il testacoda nelle prime curve.
Strepitosa la Racing Bulls, da cui arriva sul piano della competizione, la notizia più bella del weekend.
La seconda fila in qualifica di Hadjar, aveva certificato la crescita e il salto di qualità dopo l’avvio disastroso, quando nella gara inaugurale di Melbourne in condizioni di bagnato, era andato fuori pista addirittura dopo la prima curva del giro di formazione.
Da lì, è stata una progressiva crescita, anche mentale, di un pilota che può ritenersi come la sorpresa del 2025, il suo primo podio non solo incrementa tanti punti nella classifica costruttori ma consegna una storia positiva che fa bene oltre la pista.
Ferrari cercasi.
Rientrata dalle ferie senza progressi, mai della partita, a cominciare dal venerdì, dove nelle sessioni delle libere la SF-25 è parsa impresentabile e solamente con il lavoro notturno si è trovata una direzione per mettersi quanto più possibile davanti in qualifica (sesto Leclerc – settimo Hamilton).
Un disastro il Gran Premio, con Hamilton sulle barriere in maniera autonoma dopo aver allargato una traiettoria con eccessiva fiducia laddove il pitturato dello sponsor era probabilmente diventato scivoloso dalla seppur leggera pioggia, obbligando la direzione gara alla safety-car e penalizzando Leclerc che poco prima aveva effettuato il pit-stop.
Il monegasco era stato forte da riprendere sulla pista la posizione di Russell con una manovra eccezionale, di forza, potenza e assoluta volontà, purtroppo penalizzato dalla successiva manovra apparsa azzardata da Antonelli in lotta per la quinta posizione, per un epilogo amarissimo e nonostante ciò, un gentleman per non essersela presa col collega quanto col suo box e la (non) necessità di fermarsi per cautelarsi sulla sosta precedente dell’italiano.
Hamilton cercasi, per questo adesso più che mai, non solo in termini di punti, la Ferrari è pienamente tra le mani di Leclerc cui realisticamente da qui al termine, l’obiettivo rimane quello di massimizzare ogni risultato senza troppe fantasie.
La Mercedes va a punti col quarto posto di Russell, mentre merita alcune righe l’esperienza fin qui seppur breve in Formula 1 di Antonelli il cui incidente con Leclerc, è stato penalizzato forse troppo teneramente con una sanzione di dieci secondi in più alla bandiera alla scacchi, sommati a ulteriori cinque per non avere rispettato il limite di velocità in pit-lane.
A prescindere il suo percorso continua, nella consapevolezza di come il giovane bolognese debba ancora trovare la confidenza con la categoria, anche a costo di accettare inevitabili alti e bassi di un debutto in F1 ad appena 18 anni anche se gli errori, potrebbero purtroppo, iniziare a pesare.
Con tre monoposto ritirate tra quelle solitamente davanti, ne approfitta in maniera eccellente la Williams col quinto posto di Albon, che chiude un cerchio, considerato come dall’ultima volta nei Paesi Bassi, sembra essere cambiato il mondo sotto molti punti di vista.
Sorride la Haas col sesto posto di Bearman e il decimo di Ocon, ne approfitta anche l’Aston Martin con Stroll e Alonso rispettivamente settimo e ottavo
Fuori dalla top-ten Sauber e Alpine, dove Colapinto ha sfiorato l’ingresso nella zona punti concludendo in undicesima posizione.
Tra pochi giorni in pista nel Tempio della Velocità di Monza, per l’atteso Gran Premio d’Italia verso i restanti nove appuntamenti.
CLASSIFICA PILOTI – (punti)
1. Piastri (McLaren) – 309
2. Norris (McLaren) – 275
3. Verstappen (Red Bull) – 205
4. Russell (Mercedes) – 184
5. Leclerc (Ferrari) – 151
6. Hamilton (Ferrari) – 109
7. Antonelli (Mercedes) – 64
8. Albon (Williams) – 64
9. Hulkenberg (Sauber) – 37
10. Hadjar (Racing Bulls) – 37
11. Stroll (Aston Martin) – 32
12. Alonso (Aston Martin) – 30
13. Ocon (Haas) – 28
14. Gasly (Alpine) – 20
15. Lawson (Red Bull/Racing Bulls) – 20***
16. Sainz (Williams) – 16
17. Bearman (Haas) – 16 pt
18. Bortoleto (Sauber) – 14
19. Tsunoda (Racing Bulls/Red Bull) – 12*
20. Colapinto (Alpine) – 0 **
21. Doohan (Alpine) – 0
* 3pt conquistati con la Racing Bulls prima dello scambio dal Gran Premio di Giappone, con lo stesso Tsunoda in Red Bull e Lawson in Racing Bulls;
** ha sostituito Doohan dal Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia Romagna;
*** punti tutti con Racing Bulls .
CLASSIFICA COSTRUTTORI – (punti)
1. McLaren – 584
2. Ferrari – 260
3. Mercedes – 248
4. Red Bull – 214
5. Williams – 80
6. Aston Martin – 62
7. Racing Bulls – 60
8. Sauber – 51
9. Haas – 44
10. Alpine – 20




