Le Stanley Cup Finals si aprono subito con una partita per cuori forti: gli Oilers, sotto 1-3, la ribaltano e la vincono a 31″ dallo scadere del primo supplementare, grazie alla doppietta di Draisaitl e alla sciocchezza di Nosek, che regala agli avversari il power play decisivo.
Partono col botto, le Stanley Cup Finals 2025, regalandoci subito una partita dura, equilibratissima, con un supplementare deciso dalla leggerezza di un difensore e dalla classe di tre campioni. Gli Oilers vedono a lungo i fantasmi del 2024, in cui persero i primi tre match, con Florida che vola 1-3 fin quasi allo scadere del secondo periodo, ma stavolta non smettono di lottare, si rialzano e alla fine spezzano un risultato che sembrava già scritto.
66 secondi e gli Oilers sono già in vantaggio, con Draisaitl lestissimo a raccogliere il rebound proveniente dalla parata di Bobrovsky. Non c’è tempo per studiarsi, quindi: Florida si butta subito a caccia del pari, mentre i padroni di casa cercano di non farsi schiacciare troppo indietro dal pressing. Dopo 5’38” Connor McDavid è decisivo in difesa mentre i suoi pasticciano con il cambio linee, ed è sfortunato un minuto e mezzo dopo quando il suo tiro in shorthanded si stampa sulla traversa. Poco dopo la metà del parziale arriva il pari dei Panthers, contestatissimo, con un tocco di Bennett inginocchiato nell’area blu di Skinner. C’è la review, ma oltre al danno arriva la beffa per Edmonton: rete convalidata e 2′ di penalità a Walman, per il fallo con cui aveva buttato a terra proprio Bennett. I Panthers non sono squadra da lasciarsi scappare queste occasioni, e approfittano subito del power play per passare in vantaggio con Marchand. Gli ultimi minuti prima della sirena sono una catena di falli, che portano Edmonton addirittura ad un 4-contro-3 per più di un minuto e mezzo; i canadesi spingono tanto, ma Florida ne esce indenne.
Il secondo periodo inizia con una doccia gelata per gli Oilers, che dopo soli 2′ incassano l’1-3, sempre firmato Bennett ma stavolta al culmine di un fulmineo contropiede che taglia in due la difesa di casa. Il pubblico si ammutolisce brevemente, ma a risvegliarlo ci pensa Arvidsson, che con un tiro nel traffico dopo 3’17” coglie di sorpresa Bobrovsky e sigla il 2-3 che riaccende le speranze. Da lì in poi la partita diventa una battaglia, anche e soprattutto fisica, con Skinner che si supera in almeno tre occasioni e il suo dirimpettaio Bobrovsky che salva il pari a 12 secondi dalla sirena.
Gli Oilers vedono a lungo i fantasmi del 2024… ma stavolta non smettono di lottare, si rialzano e alla fine spezzano un risultato che sembrava già scritto.
Nel terzo periodo, gli Oilers hanno la lucidità di non buttarsi avanti a testa bassa, rischiando di prendere una quarta rete a quel punto ferale, ma manovrano il gioco con saggezza, pressando e aspettando il momento buono. Che arriva dopo 6’33”, grazie a un bell’assist di McDavid che invita Ekholm a insaccare il puck: 3-3 e tutto da rifare. Il match continua sui binari della battaglia fisica, ma entrambe le squadre sono molto attente in difesa e chiudono i tempi regolamentari senza correre grandi rischi.
In overtime, come spesso succede, complice la stanchezza e la posta in palio (una rete chiude immediatamente il match) le contendenti osano di più, anche a rischio di scoprirsi. I primi 10′ sono uno show dei due portieri, in particolare Bobrovsky si supera prima su Kapanen e poi su Frederic. Dalla metà del parziale in poi, Edmonton prende progressivamente il comando del gioco: a 2′ dal riposo ancora Bobrovsky è decisivo su Bouchard, autolanciatosi in solitaria, ma è dopo 17″ che arriva il momento decisivo. Tomas Nosek, veterano dei Panthers, sbaglia il controllo del puck in fase di uscita e lo spedisce direttamente fuori dal ghiaccio: 2′ di penalità per delay of the game. Il pubblico capisce subito la crucialità del momento: un power play in overtime è un colpo da non sbagliare. E gli Oilers non sbagliano, manovrando con pazienza il puck fino a trovare, a 31″ dalla sirena, la rete della vittoria, non a caso grazie ai loro uomini tecnicamente più forti: Perry innesca l’azione, McDavid confeziona l’assist e Draisaitl spara in rete uno onetimer che non lascia scampo a Bobrovsky. E siamo solo a gara 1.




