PLAYOFF NHL ’26: AVALANCHE, ‘canes e flyers volano sul 2-0

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Tutte le serie di primo turno dei playoff NHL hanno disputato le prime due gare (ad eccezione di Oilers-Ducks): Colorado e Carolina avanti 2-0 con gli overtime, mentre Philadelphia sbanca due volte Pittsburgh, finora deludente. Tutti gli altri in parità.

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on ci si annoia di certo, come sempre, con i playoff NHL, che fin dal primo turno stanno regalando partite davvero vibranti, giocate d’alta scuola e botte da orbi. L’unica serie ancora ferma a gara uno è quella tra Edmonton e Anaheim, mentre tutte le altre hanno già giocato i primi due match, sul ghiaccio della miglior testa di serie; da stanotte prendono il via le gare tre, ovviamente a campi invertiti.

WESTERN CONFERENCE

COLORADO AVALANCHE – LOS ANGELES KINGS: 2-0 (2-1, 2-1 (OT))

Gli Avalanche, miglior squadra della regular season, non prestano il fianco ad eventuali sorprese e partono subito fortissimo, già dal primo minuto di gara uno. I Kings sono frastornati ma il loro fortino tiene, grazie soprattutto alla grande prestazione di Forsberg, il loro portiere, e lentamente iniziano anche a farsi vedere dalle parti di Wedgewood. Il meritato vantaggio per gli Avalanche arriva solo a quattro minuti e mezzo dal secondo intervallo, grazie a Lehkonen, lesto a ribadire in rete un rebound. Dopo 5’50” del terzo periodo O’Connor sfrutta un disco perso dalla difesa californiana per siglare il 2-0; a 2’21” dalla sirena arriva il gol della bandiera per i Kings, segnato da Panarin con l’uomo in più.
Gara 2 parte sempre con gli Avalanche all’assalto, ma stavolta i Kings sono meno timidi e, non potendo metterla solo sul piano tecnico, decidono di metterla sul piano fisico; ne nasce così una battaglia senza esclusione di colpi che, pur senza reti per oltre due terzi di gara, rimane un vero spettacolo di hockey da playoff. Il primo momento cruciale sembra arrivare dopo 3’12” del secondo periodo, quando a L.A. viene assegnato un penalty, ma Wedgewood para la conclusione di Byfield. Nella seconda metà del terzo periodo accade di tutto: prima Wedgewood ancora sugli scudi, poi una conclusione di Nichuskin si stampa sul palo dei Kings, quindi L.A. passa in vantaggio, sempre con Panarin, con un tiro dalla media in power play. Gli Avalanche reagiscono rabbiosamente, costruendo occasioni a catena fino al pari di capitan Landeskog, a 3’35” dalla fine, bravo a sfruttare una marcatura troppo lasca. Si va così ai supplementari, dove gli Avalanche non calano di ritmo e trovano la rete della vittoria dopo 7’44” con Roy, sveltissimo in mischia sottoporta. Gara 3 è per domani, ovviamente in California.

dallas stars – MINNESOTA WILD: 1-1 (1-6, 4-2)

Gli Stars avranno pure un gruppo un po’ logoro fisicamente dopo tanti anni di battaglie playoff, ma certo non difetta loro la grinta necessaria per rialzarsi dopo una batosta come quella incassata in gara uno davanti al loro pubblico. Il primo match è uno show sensazionale di Minnesota, che segna sei reti (doppiette per Boldy ed Eriksson Ek) e almeno altrettante se ne vede negare da Oettinger. Il portiere di Dallas è protagonista assoluto anche di gara 2, ma almeno stavolta il suo attacco è molto più reattivo e produttivo: dopo 8’45” del primo periodo, il portierone in verde compie un clamoroso salvataggio in uscita e sul ribaltamento gli Stars passano in vantaggio con Johnston. Il vantaggio di casa dura solo pochi minuti, visto che gli Wild pareggiano con una pregevole azione personale di Faber. Il finale di frazione è tutto di Minnesota, che però si schianta sempre sulla classe immensa di Oettinger. Da lì in poi Dallas ritrova la quadratura difensiva e i risultati si vedono: dopo 4′ del secondo periodo gli Stars vanno sul 2-1 con un power play concluso da Duchene dopo un triangolo volante con Rantanen, e poi allungano sul 3-1 dopo 7’09” del terzo con un tocco sottoporta di Robertson che beffa Wallstedt. Dallas fatica a mettere al sicuro la partita, subendo il 3-2 (ancora Faber) e concedendo davvero troppe occasioni agli Wild; ma c’è sempre Oettinger a fare la guardia da campione, fino al 4-2 in empty net di Johnston che chiude definitivamente il match a 49″ dalla sirena. Gara 3 si gioca stanotte alla Grand Casino Arena di Minneapolis.

vegas golden knights – UTAH MAMMOTH: 1-1 (4-2, 2-3)

Com’era facilmente prevedibile Utah, non avendo assolutamente nulla da perdere, ce la sta mettendo tutta nel complicare la vita ai Golden Knights, che forse avevano messo in conto con troppa facilità di venir via da Vegas già sul 2-0. Invece la squadra di Tortorella (chiamato a 8 giornate dalla fine della regular season, ricordiamolo) è stata spesso chiamata a inseguire, anche nella vittoriosa gara 1, aperta dai Mammoth con uno splendido one-timer vincente di Cooley a 9′ dal primo riposo. Nel secondo parziale Vegas pareggia in mischia con Sissons, ma dopo poco più di un minuto un errore in uscita del suo portiere, Hart, regala a Stenlund la rete dell’1-2 per Utah. I Golden Knights sono scossi, si salvano anche con un palo dall’1-3, ma nell’ultimo periodo reagiscono alla grande, con le reti di Stone, Smith e Barbashev che ribaltano il risultato.
In gara 2 Vegas parte fortissimo, rischia di capitolare su un penalty killing dopo 8′ (salvata da due parate decisive di Hart) ma poi riesce a passare in vantaggio, grazie alla deviazione ravvicinata di Hertl in power play dopo 8’18”. A 3′ dal primo riposo, però, una sfortunata deviazione col pattino di Andersson, che spedisce il puck nella propria porta, riapre il match, regalando il pari a Utah. Nel secondo periodo i Mammoth passano a condurre 1-2 con un bellissimo tiro al volo di Guenther a 5′ dal riposo, ma un minuto dopo un errore in fase di uscita della difesa li condanna al 2-2, firmato da Barbashev. Il terzo periodo è molto equilibrato, con entrambi i portieri sugli scudi; la zampata decisiva la mette però a segno Utah a 6′ dalla sirena, con una verticalizzazione fulminea che manda al tiro Guenther, parata di Hart ma arriva Cooley a ribadire in rete. Per gara 3 dovremo attendere venerdì 24, al Delta Center di Salt Lake City.

edmonton oilers – ANAHEIM MIGHTY DUCKS: 1-0 (4-3)

Se pensavate che dopo due finali perse gli Oilers fossero diventati più cinici e concreti rassegnatevi, non è così. Basta gara 1 di questa serie di primo turno, pur vinta, per farci ritrovare tutto il meglio e il peggio di questa squadra tanto talentuosa quanto fragile e incline alle amnesie. Edmonton parte a tutta, costringendo subito Dostal agli straordinari, ma il portiere di Anaheim nulla può sul finire del parziale, prima contro Dickinson, che finalizza una clamorosa azione in verticale, e poi contro Kapanen, lesto su un rebound. Fin qui tutto liscio per i padroni di casa, ma siamo pur sempre a Edmonton, e quindi, come da copione, il secondo periodo si trasforma in una Caporetto per gli Oilers, che incassano ben tre reti (doppietta di Terry) e devono anche ringraziare il loro portiere, Ingram, se non ne subiscono altre. Sotto 2-3, nel terzo periodo gli Oilers riprendono in mano le redini del gioco, ma devono ringraziare la sfortunata scivolata di un difensore dei Ducks, che spalanca a Dickinson la via per il 3-3, oltre che per la doppietta personale. Con 8’30” da giocare, Edmonton capisce che la vittoria è lì a un passo e chiude Anaheim alle corse, trovando il 4-3 finale a 1’54” dalla sirena con un tiro fulmineo di Kapanen. Gara 2, sempre a Edmonton, va in scena stanotte.

Il ritorno di Buffalo ai playoff dopo 14 anni di assenza non poteva che essere celebrato con una vittoria da brividi, con tifosi impazziti e in lacrime dalla gioia.

EASTERN CONFERENCE

BUFFALO SABRES – BOSTON BRUINS: 1-1 (4-3, 2-4)

Il ritorno di Buffalo ai playoff dopo 14 anni di assenza non poteva che essere celebrato con una vittoria da brividi, con tifosi impazziti e in lacrime dalla gioia. I Bruins conducono gara 1 per gran parte del tempo, grazie alla rete a metà del primo parziale di Geekie, che poi a 5″ dalla prima sirena si divorerà il raddoppio non tirando incredibilmente a porta vuota in power play. Nel secondo periodo i Sabres trovano in Swayman un ostacolo insuperabile tra i pali, ma è Boston ad avere l’occasione più ghiotta, con Pastrnak che spreca un breakaway. Il raddoppio dei Bruins arriva dopo 68″ del terzo periodo, con Lindholm lesto a raccogliere il puck dopo il palo colto da Geekie: nel Keybank Center cala il silenzio, con i tifosi di Buffalo ammutoliti. E invece, mai dire mai in questo sport incredibile: a 8′ dalla fine i Sabres accorciano con Thompson, che 4′ dopo pareggia sfruttando un errore di piazzamento di Swayman: 2-2, ma ora il delirio è tutto dalla parte dei Sabres. Nemmeno un minuto e i padroni di casa passano sul 3-2, con un tiro dalla media distanza di Samuelsson, e poi arrivano al 4-2, in empty net, con Tich a 72″ dalla fine. A 6″ dalla sirena accorcia le distanze Boston, grazie a un’autorete, ma ormai questa folle gara 1 è in archivio.
Molto meno emozionante gara 2, con i Sabres in partita fino all’inizio del secondo periodo ma che poi si scioglieranno dopo aver subito la prima rete di Arvidsson. Ad affossarli ci pensa anche Luukkonen, il loro portiere, che a 3’31” dalla seconda sirena commette un errore inguardabile; prima del riposo arriverà anche lo 0-3, firmato da Zacha. Nel terzo periodo la cosa principale da segnalare è una rissa furibonda tra le squadre dopo un paio di minuti, quando il risultato era già diventato 0-4 per la rete di Arvidsson in contropiede dopo soli 16″. Negli ultimi minuti i Sabres segneranno due gol dell’orgoglio, con Byron e Krebs, ma senza impensierire più di tanto i Bruins. Gara 3 domani al TD Garden di Boston.

TAMPA BAY LIGHTNING – MONTREAL CANADIENS: 1-1 (3-4 (OT), 3-2 (OT))

Due partite giocate, entrambe finite in overtime: cos’altro si può aggiungere per descrivere il pathos che regna in questa serie? In gara 1 l’eroe di giornata è Juraj Slafkovsky, che con una tripletta mette letteralmente il cappello sulla preziosissima vittoria dei Canadiens. La partenza però è tutta di Tampa, che coglie anche un palo con Nikita Kucherov, ma a 6’36” dal riposo Anderson con un tocco ravvicinato porta in vantaggio Montreal. Il pari dei Lightning, dopo 12’15” del secondo periodo, è un capolavoro in one-timer di Raddysh, seguito dopo soli 30″ dal sorpasso firmato Hagel. Nel finale di frazione, i Canadiens mettono all’angolo Tampa grazie a un power play, trovando il 2-2 a 23″ dalla sirena con Slafkovsky, autore di un tiro al volo di rara bellezza. Il campione slovacco si ripete dopo 5’56” nel terzo periodo, con un altro one-timer che chiude un’azione corale e che vale il 2-3 per i Canadiens. Il vantaggio canadese ha però vita breve, visto che dopo 3′ è nuovamente Hagel ad andare a segno con un tocco ravvicinato per il 3-3. L’overtime inizia con i Canadiens in power play, e questo sarà l’elemento decisivo, visto che proprio in superiorità numerica, dopo 1’22” arriverà la rete decisiva segnata, ça va sans dire, da Slafkovsky.
Grande spettacolo anche in gara 2, con i Lightning ben decisi a non ripartire dalla Florida con due sconfitte sul groppone. Dopo 8’40” Hagel, con un tiro nel traffico, trova l’1-0 per i padroni di casa, che si fanno però riagguantare a 3’49” dalla prima sirena da Hutson. Allo scadere del secondo periodo i Canadiens passano in vantaggio con Anderson, ma verranno ripresi nell’ultima frazion3e, a 7’27” dalla fine, da una rete di Kucherov, abilissimo a girare dietro la gabbia. L’ultimo brivido per i tifosi di casa è il palo preso da Hutson a 54″ dalla sirena, ma si va nuovamente all’overtime, che verrà risolto da Tampa dopo 12’48” grazie all’azione personale di Moser. Gara 3 venerdì 24, al Bell Centre di Montreal.

CAROLINA HURRICANES – OTTAWA SENATORS: 2-0 (2-0, 3-2 (OT2))

Tanto per dare subito il tono della sfida, gara uno si apre con una rissa furibonda tra Staal e Tkachuk; il match è molto chiuso, e in più i due portieri, Andersen e Ullmark, non concedono nulla. La situazione si sblocca dopo 2’11” del secondo periodo, con Stankoven, svelto su un rebound, che porta in vantaggio Carolina; Ullmark tiene in vita i suoi con un paio di parate notevoli in penalty killing, mentre le due squadre continuano a picchiarsi senza sosta. Nel terzo periodo Ottawa si vede annullare dalla review il gol del pari, quindi ci pensa Hall, in mischia dopo 7’13” a siglare il 2-0 che chiude il match.
Di tutt’altra intensità gara 2, iniziata subito con un salvataggio sulla linea della difesa di Carolina, che passa poi a condurre con Stankoven in power play. A 50″ dalla prima sirena i Senators sono sfortunati, con la deviazione di Andersen che manda il puck sul palo. Dopo 7’50” del secondo periodo, Carolina raddoppia in short handed, con Aho lanciato in contropiede, ma qui gli Hurricanes hanno forse il torto di considerare troppo presto chiusa la questione e così Ottawa prima accorcia con Batherson e poi pareggia grazie a un errore di Andersen che si porta il puck in rete con un pattino: 2-2 e tutto da rifare. Il terzo periodo è molto equilibrato ma le reti restano bianche, così come nel primo overtime, in cui Ottawa coglie un altro palo mentre Carolina prima si vede annullare per offside la rete della vittoria e poi sbaglia con Martinook un penalty, parato da Ullmark. Si va così al secondo supplementare: dopo 6’35” Ullmark è strepitoso su Stankoven, dopo 11’25” Ottawa colpisce il terzo palo della sua serata sfortunata ed infine dopo 13’53” la chiude proprio Martinook, che vendica il rigore sbagliato siglando il gol della vittoria. Gara 3 domani a Ottawa.

PITTSBURGH PENGUINS – PHILADELPHIA FLYERS: 0-2 (2-3, 0-3)

Troppo brutti per essere veri, finora, i Penguins, mai in vantaggio in due partite casalinghe. I Flyers invece vanno come treni, forti di un ritmo che, al momento, è insostenibile per gli avversari. Gara 1 ha un inizio equilibrato (pur con un palo di Philly dopo 1’24”), ma appena i Flyers alzano il ritmo c’è solo Skinner a frenarli. Dopo 9’19” del secondo periodo arriva il vantaggio di Philadelphia siglato da Drysdale, pareggiato poi da Malkin a 4’09” dal secondo riposo. Nell’ultimo periodo i Flyers prendono il largo, siglando l’1-2 con una bella azione personale di Sanheim e l’1-3 con uno splendido tiro sotto la traversa del giovanissimo Martone. A un minuto dalla fine arriverà la rete della bandiera di Pittsburh con Rust.
In gara 2 la punizione per i Penguins sarà ancora più severa, con un match equilibrato solo nel primo periodo che però, dal secondo in poi, prenderà nettamente la strada per Philly, grazie alle reti di Martone, Hathaway e Glendening, cui va aggiunto un rigore sparato fuori da Tippett. Stanotte si gioca gara 3 a Philadelphia, e per i Penguins è già una partita senza domani.

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Gianluca Puzzo

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