SENEGAL NEL SEGNO DI MANÈ

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La 35ma edizione della Coppa d’Africa è stata vinta dal Senegal di Manè, già campione nel 2021 in Camerun, dopo una finale passata alla storia come una partita con poca sportività e tanto di rivedibile. Per fortuna della competizione, rimarrà traccia anche di molte interessanti storie.

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omunque la si guardi, è stata una finale che rimarrà impressa nella storia del calcio internazionale: ha vinto il Senegal 1-0 ai supplementari contro i padroni di casa del Marocco, dopo una partita ricca di colpi di scena e azioni da cui ripartire per non ripetersi.
Una partita sicuramente equilibrata tra due nazionali forti, accesa sul finire dei tempi regolamentari dal gol annullato al 90’ ai senegalesi e successivo rigore assegnato al Marocco apparso molto generoso, soprattutto per il metro di giudizio con cui l’arbitro congolese Jean-Jacques Ndala Ngambo, aveva diretto tutto l’incontro.
Generoso al punto da scatenare la plateale protesta avversaria che aveva abbandonato il campo, salvo rientrare per evitare sanzioni dalla Fifa e chissà la disputa del mondiale, merito soprattutto di Sadio Manè rimasto lucido in campo a richiamare i compagni.
Poi il folle cucchiaio parato di Brahim Diaz dopo interminabili minuti di attesa per calciarlo, fino al gol del Senegal nei supplementari e la vittoria nonostante l’assedio marocchino.
Chissà cosa sarà passato per la sua testa, magari si sarà reso conto della mezza sceneggiata per ottenere quel rigore, il peso di quanto era successo e la consapevolezza di battere un rigore pesantissimo ben oltre il lato sportivo, sicuramente una lezione di umiltà che gli tornerà utile nei prossimi appuntamenti.
Certo anche per l’allenatore senegalese Pape Thiaw è stata una figura mediocre, non sufficienti le scuse con la Coppa oramai vinta, perché senza quel gesto, sicuramente Diaz avrebbe calciato il rigore con maggiore concentrazione.
Non è passato inosservato alle attente telecamere, la surreale lite per l’asciugamano del portiere senegalese Mendy, fondamentale per asciugare il viso e i guanti durante i supplementari sotto la pioggia, con calciatori marocchini e persino raccattapalle che hanno tentato in ogni maniera a disturbarlo (c’è chi persino ha parlato di rito vudù), a sventare il “furto” il secondo portiere Diouf diventato un vero e proprio bodyguard del panno nei corpo a corpo.
Ancora l’incredibile dopo-partita tra due gruppi di giornalisti marocchini e senegalesi, affrontati tra urla e accenni di rissa in sala stampa, come se non bastasse, si è persino parlato di un possibile tentato avvelenamento a danno dei calciatori senegalesi.
Resta la meravigliosa storia di Sadio Manè, non un calciatore qualsiasi, oggi agli ultimi anni di una brillante carriera internazionale, noto soprattutto per la sua generosità e beneficenza nel Paese natale, finanziando scuole e ospedale, fornendo aiuti economici diretti alle famiglie del suo villaggio mostrando impegno nel restituire alla sua comunità l’opportunità offertagli dal calcio.
Un esito che dispiace in generale, perché di questi giorni si tramanderanno delle belle storie e altre, purtroppo meno da cui ripartire.

Ci congratuliamo col Senegal, anche se l’immagine che abbiamo dato del calcio africano è deludente.

Walid Regragui, c. t. Marocco.

Come quella di Faisal Bangal, attaccante del Mestre in Serie D, capace d’illuminare il Mozambico nella prima storica vittoria nella fase finale della competizione contro il Gabon, come pure il Benin alla prima vittoria sul Botswana che viceversa, è stata eliminata con un bilancio molto duro, cui ha sicuramente pesato l’assenza del tecnico francese Dider Gomes Da Rosa che aveva avuto un ruolo chiave nella qualificazione, capace di battere due volte Capo Verde che rivedremo al mondiale, al suo posto Morena Ramoreboli, allenatore sudafricano due volte campione nazionale senza riuscire a dare una svolta.
Ancora il leggendario portiere oggi quarantenne Denis Onyago a difendere la porta dell’Uganda, che nel 2016 venne votato come decimo miglior portiere al mondo, in una lunghissima carriera che magari avrebbe meritato un’opportunità in Europa.
Toccante la vicenda di Georgi Minoungou, attaccante del Burkina Faso (nato in Costa d’Avorio) che oggi vede soltanto con l’occhio destro, protagonista nella fase a gironi di una vittoria memorabile nella prima partita contro la Guinea Equatoriale, entrato in campo al 79’ sullo 0-0 ha cambiato il destino del match, infatti all’85’ gli avversari avevano trovato il vantaggio, poi il 23enne non si è arreso firmando il pareggio al 95’ aprendo la strada alla rimonta completata tre minuti più tardi da Edmond Tapsoba.
Tanta Italia, con la presenza di ben ventisette calciatori africani militanti nei campionati di Serie A, B e C, cui piace menzionare soprattutto Elio Capradossi nato da papà italiano e mamma ugandese, argento europeo under-17 con la maglia azzurra nel 2013 con un lungo trascorso in Serie B adesso in Romania col Cluj.
Onore al Sudan, capace di mettere in campo tutta la propria anima oltre il risultato, per dare conforto seppur temporaneamente al proprio popolo martoriato, arrivato in Marocco con una selezione che ha portato sulle spalle una nazione distrutta da una guerra civile sanguinosa, dove le principali squadre del Paese sono costrette a giocare altrove per non rimanere ferme; qualificazione agli ottavi avvenuta in un curioso incastro senza segnare un gol nella fase a gironi.
Soddisfazione per Tanzania e Mozambico, che per la prima volta nella loro storia sono approdate alla fase ad eliminazione diretta, dopo essere rientrate tra le migliori terze dei gironi.
Il rovescio della medaglia, ha riguardato il risultato sotto le aspettative del Gabon, probabilmente spremuta dalla mancata qualificazione al mondiale, fuori dalla rassegna africana dopo due partite nonostante sembrava, nel recente passato, essere tra le squadre più in crescita e apprezzate, da cui arriva la vicenda probabilmente peggiore, visto il risultato (ricordiamolo) sportivo nemmeno gradito dal Governo apparso in diretta tv per annunciare la sospensione della Nazionale fino a nuovo ordine, sciolto lo staff tecnico ed escluso Aubameyang (migliore marcatore della storia) e il capitano Manga, definendo “vergognose” le prestazioni, invitando la federazione calcistica ad assumersi tutte le sue responsabilità.
Bufera nello spogliatoio Zambia, dove Clifford Zulenda tra i più noti calciatori del Paese, ha duramente attaccato il capitano Fashion Sakala, spiegando sui social il reale motivo della sua assenza nel decisivo match contro il Marocco, scagliandosi contro l’ex Glasgow Rangers e Sparta Mosca (adesso in Arabia Saudita) per non essere sceso in campo perché avrebbe mangiato bruchi prima della sfida, accuse prontamente respinte rivelando vecchie ruggini dovute a richieste di denaro.
Clamorosa la minaccia dei calciatori nigeriani di boicottare la manifestazione, alla base della protesta come rivelato dal giornalista BBC Oluwashina Okeleji (nonché collaboratore di Al Jazeera), il mancato pagamento dei premi concordati con la Federazione nigeriana dell’inizio del torneo, reclamando bonus promessi e mai versati, non una prima volta, infatti già lo scorso novembre i giocatori avevano disertato l’allenamento due giorni prima il play-off mondiale col Gabon.
In totale sono scese in campo ventiquattro formazioni tra sorprese, delusioni o semplicemente l’orgoglio di rappresentare il proprio Paese, per diverse nazionali l’arrivederci tra pochi mesi al Mondiale e in generale, l’augurio di non vedere più, certe scene.
Di seguito tutti i risultati.

Gruppo A: Marocco (7), Mali (3), Comore (2), Zambia (2).
Gruppo B: Egitto (7), Sudafrica (6), Angola (2), Zimbabwe (1).
Gruppo C: Nigeria (9), Tunisia (4), Tanzania (2), Uganda (1).
Gruppo D: Senegal (7), RD del Congo (7), Benin (3), Botswana (0).
Gruppo E: Algeria (9), Burkina Faso (6), Sudan (3), Guinea Equatoriale (0).
Gruppo F: Costa d’Avorio (7), Camerun (7), Mozambico (3), Gabon (0).

Confronto terze classificate (punti / differenza reti): Mozambico (3 / -1), Benin (3 / -3), Sudan (3 / -4), Tanzania (2 / -1), Angola (2 / -1) e Comore (2 / -2).

Ottavi di finale
Mali – Tunisia 1-1 (3-2 dtr)
Senegal – Sudan 3-1
Egitto – Benin 3-1 (dts)
Costa d’Avorio – Burkina Faso 3-0
Sudafrica – Camerun 1-2
Marocco – Tanzania 1-0
Algeria – RD del Congo 1-0 (dts)
Nigeria – Mozambico 4-0

Quarti di finale
Mali – Senegal 0-1
Egitto – Costa d’Avorio 3-2
Camerun – Marocco 0-2
Algeria – Nigeria 0-2

Semifinale
Senegal – Egitto 1-0
Marocco – Nigeria 0-0 (4-2dtr)

Finale 3° posto
Egitto – Nigeria 0-0 (2-4 dtr)

Finale
Marocco – Senegal 0-1 dts

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Andrea La Rosa

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