NFL ’26 PLAYOFF: IL SUPER BOWL SARÀ PATRIOTS-SEAHAWKS

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Le Conference Finals rispettano i pronostici: New England vince a Denver in una partita segnata dall’assenza di Bo Nix e dalla neve, mentre Seattle elimina i Rams grazie alla straordinaria prestazione del suo qb, Sam Darnold, di Walker e Smith-Njigba accanto a lui e della difesa, che salva per due volte il td del sorpasso nel quarto periodo. L’8 febbraio a Santa Clara (San Francisco) andrà quindi in scena il remake di Patriots-Seahawks (ma stavolta senza Belichick e Carroll).

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aranno quindi Patriots e Seahawks a disputarsi, l’8 febbraio a Santa Clara, il Vince Lombardi Trophy, remake di quell’incredibile successo buttato via all’ultimo snap nel 2015 da Pete Carroll e Seattle. Ma di quello avremo modo di parlare, per ora restiamo all’attualità, raccontandovi le due finali di Conference disputatesi ieri, che hanno visto come da pronostico i successi di New England e Seattle.

BRONCOS-PATRIOTS: 7-10

Sono stati in troppi a remare contro questa partita perché ne venisse fuori qualcosa di bello. Il fato, innanzitutto, che ha tolto di mezzo il qb titolare dei Broncos, Bo Nix, al penultimo snap della vittoria contro Buffalo, costringendo Payton a schierare il carneade Stidham; poi mettiamoci il meteo, che dall’intervallo in poi ha deciso di scatenare su Denver la madre di tutte le tormente di neve, rendendo sostanzialmente impraticabile il campo; e infine mettiamoci anche Sean Payton, coach dei Broncos, giustamente criticato nel post gara per una chiamata scellerata su un 4&1 quando il match era ancora aperto. Match che è durato sostanzialmente un tempo, il primo, grazie soprattutto alla partenza fulminea di Stidham, che pesca subito Mims per una ricezione da 54 yard e poco dopo si ripete con Sutton in end zone: 7-0 nel drive d’apertura, ben oltre ogni più rosea aspettativa dei tifosi di casa. Anche la difesa dei Broncos parte benissimo, fermando subito i Pats, e Stidham, pur con molte difficoltà, conduce ancora i suoi nella red zone avversaria, in apertura di secondo quarto. Qui Payton combina una frittata, dicendo ai suoi di giocare alla mano un 4&1 a 12 yard dalla end zone anziché andare per i pali e mettere 10 punti di scarto tra sé e gli avversari. Stidham vacilla, lancia un brutto incompleto, e la partita dell’attacco dei Broncos finisce sostanzialmente lì. Nel drive seguente, il qb di riserva fa anche di peggio, con un suo fumble recuperato dalla difesa di New England che poco dopo Maye trasforma nel td del pari correndo in prima persona in end zone. Prima dell’intervallo c’è ancora tempo per due field goal mancati, uno per parte, mentre durante il riposo si scatena la tormenta che in breve coprirà il campo di neve e ghiaccio. Nel drive d’apertura del terzo quarto Maye trova il suo miglior momento, chiudendo con una corsa coraggiosa un 3&9 e portando così i suoi a tiro del field goal del sorpasso, 7-10. Col passare dei minuti il campo diventa impossibile, si susseguono le scivolate e si gioca solo con le corse, visto che mettere il pallone in aria è pura follia. Le difese, con opzioni di così facile lettura, diventano dominanti, trasformando il match in una lunga sequela di punt e field goal mancati. Non si segnerà più, consegnando ai Pats di Mike Vrabel il loro ritorno al Super Bowl.

Sono stati in troppi a remare contro questa partita perché ne venisse fuori qualcosa di bello.

SEAHAWKS-RAMS: 31-27

Partita scoppiettante, come previsto, con 58 punti complessivi e almeno altri sette, quelli decisivi, salvati due volte dalla difesa di Seattle, che ha così regalato una serata da sogno al suo qb, Dalton, autore di una partita eccezionale. Anche Stafford non è stato da meno (entrambi sopra le 300 yard lanciate), ma nel momento decisivo non ha trovato il guizzo giusto per segnare, e questo, alla fine, è costato il match a lui e a tutti i Rams. Darnold parte subito bene, pescando Shaheed per una ricezione da 51 yard, e affidandosi poi a un ispiratissimo Walker (alla fine saranno 62 le yard corse e 49 quelle ricevute per lui) per il td del 7-0. Stafford risponde con Nacua (presa da 44 yard, alla fine saranno ben 165 per lui!) e un field goal che tiene a galla i Rams sul 7-3. Arrivano due field goal consecutivi, per il 10-6 dopo pochi minuti del secondo quarto, ma a metà periodo Stafford orchestra un drive magistrale, concluso trovando Williams completamente solo in end zone per il più comodo dei touchdown: 10-13 e sorpasso Rams. Prima dell’intervallo, però, arriva la riscossa d’orgoglio dei Seahawks, che in soli 55″ costruiscono sull’asse tra Darnold e Smith-Njigba un td miracoloso, che manda tutti al riposo sul 17-13 per i padroni di casa. A metà del terzo quarto c’è il massimo allungo di Seattle, favorita da un pasticciaccio del punt returner di L.A., Smith, che con un fumble regala subito il pallone a Dalton a 18 yard dalla end zone, che ringrazia imbeccando Bobo per il td del 24-13. Lo scossone è forte, ma L.A. risponde subito con due grandi prese di Adams, che riaprono i giochi sul 24-20. Dalton e i Seahawks non accusano il colpo e allungano nuovamente con la presa in end zone di Kupp, il grande ex della partita, per il 31-20. Il drive seguente ha dell’incredibile: il lancio di Stafford, su un 3&12, viene fermato da Woolen, che però ha la bella idea di correre sulla sideline di L.A. sfottendo gli avversari, con il risultato di causare una flag per comportamento antisportivo. Primo down nuovamente nelle mani di Stafford, quindi, che non si fa pregare e punisce immediatamente Woolen (ripreso con forza anche dai suoi stessi compagni) completando con Nacua un td pass da 45 yard (31-27)! Inizia il quarto periodo, ma chi si aspetta un’altra messe di punti resta deluso, perché a salire in cattedra, nel momento più importante, è la difesa dei Seahawks, che salva per un soffio la propria end zone in ben due occasioni, congelando il punteggio e regalandosi un biglietto, a questo punto da favoriti, per il prossimo Super Bowl.

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Gianluca Puzzo

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