È scattata giovedì, con il rematch dell’ultimo Super Bowl tra Seattle e New England, la nuova stagione NFL. Manca una chiara favorita per il titolo, a beneficio dell’incertezza e dello spettacolo, con i veterani a caccia di rivincita e con nuove pretendenti costruite per i playoff. In AFC brillano, sulla carta, Texans, Chiefs, Broncos, Patriots e Ravens, mentre nella NFC le migliori dovrebbero essere Seahawks (campione in carica), Rams, Lions, Cowboys, Eagles e 49ers.
La NFL ci aveva salutato l’8 febbraio con Seattle intenta ad alzare il Vince Lombardi Trophy, dopo un Super Bowl vinto soprattutto grazie alla sua difesa sui New England Patriots. E da lì è ripartito tutto, nell’anticipo del primo turno giocatosi giovedì, che ha messo di fronte in quel di Seattle proprio i campioni in carica contro i Pats: stesso risultato (13-10 per i padroni di casa) e stesso tema tattico, con la difesa degli Hawks capace di sopperire perfino all’assenza del suo qb titolare, Darnold, uscito per infortunio dopo pochi snap del drive d’apertura. I Pats hanno sulla coscienza un’enorme occasione buttata (non si deve perdere una partita avanti 10-0 e con i tuoi avversari senza il faro dell’attacco) e Vrabel la scellerata chiamata finale, con cui ha scelto di far lanciare Maye (sul 3&5 a pochi secondi dalla fine), facendogli incassare l’intercetto che ha chiuso il match, anziché accontentarsi del field goal del pari, rimandando la questione ai supplementari. Seattle in delirio, ma certo bisognerà vedere quanto durerà l’assenza di Darnold e se il suo backup, Lock, sarà in grado di continuare a sostituirlo così bene come in questa prima occasione. Nell’altro anticipo, giocato giovedì in Australia, i 49ers hanno superato molto nettamente (27-7) i favoriti Rams: nei gialloblu benissimo solo Nacua, mentre il resto dell’attacco ha sofferto molto la grande mobilità del gruppo di linebacker e secondarie di Shanahan. Per i 49ers esordio con fuochi d’artificio del neo acquisto Mike Evans, bene Purdy, benissimo Trent Williams (capace di azzerare Garrett), sempre straordinaria la ricostituita super coppia difensiva formata da Warner e Greenlaw. Al di là di questi primi due risultati, andiamo comunque ad analizzare tutti i team al via, ciascuno nella propria division.
AFC EAST
BUFFALO BILLS
Buffalo ha promosso Joe Brady da offensive coordinator a head coach, una scelta che lascia presagire ancora una volta un attacco capace di produrre grandi quantità di punti. Con l’arrivo del wide receiver DJ Moore, i Bills hanno un’arma in più per assecondare il talento indiscusso di Allen. Sul fronte difensivo, invece, servirà un po’ di tempo per assimilare le idee del nuovo defensive play-caller, Jim Leonhard. Il materiale a disposizione, però, non manca: l’aggiunta dell’edge rusher Bradley Chubb e del defensive back C.J. Gardner-Johnson va a rinforzare una pass defense che nella scorsa stagione era stata la migliore della NFL. Resta da risolvere il problema del run defense, ma nel complesso Buffalo dispone di esperienza e talento sufficienti per costruire una difesa estremamente competitiva. E, considerando il livello delle rivali, i Bills partono ancora una volta davanti a tutti nella AFC East.
NEW ENGLAND PATRIOTS
I Patriots hanno piazzato uno dei grandi colpi della offseason portando a New England il wide receiver A.J. Brown. Già nelle prime battute della free agency avevano inoltre ingaggiato il wideout Romeo Doubs, aggiungendo ulteriore qualità al reparto dei ricevitori. Al terzo anno nella NFL, il quarterback Drake Maye è chiamato a compiere un ulteriore salto di qualità dopo aver sfiorato il titolo di MVP nel 2025, chiudendo alle spalle di Matthew Stafford in una corsa davvero combattuta. Occhio però al calendario, decisamente più impegnativo rispetto a quello affrontato nella scorsa stagione. Certo, la brutta sconfitta di ieri non depone molto a loro favore, ma restano comunque una squadra da playoff.
NEW YORK JETS
Il rendimento dei Jets è andato progressivamente peggiorando negli ultimi tre anni. La buona notizia è che New York dovrebbe comunque riuscire a chiudere la stagione con un numero di vittorie superiore a quello dell’anno scorso. Con Geno Smith tornato a vestire la maglia dei Jets per la seconda volta in carriera, l’attacco dovrebbe avere una produzione offensiva maggiore, anche se il veterano resta sempre una miniera di turnover, suo vecchio vizio irrisolto. E in un calendario tutt’altro che benevolo, con molte sfide contro le squadre della NFC North e della AFC West, errori di questo tipo potrebbero costare carissimo. Insomma, per i Jets non dovrebbe essere notte fonda, ma l’alba appare ancora lontana.
MIAMI DOLPHINS
I Dolphins potrebbero ritrovarsi in corsa con gli Arizona Cardinals per la prima scelta assoluta al Draft NFL 2027. Miami è una squadra in piena ricostruzione, priva di un wide receiver di riferimento affidabile e con poca esperienza nel reparto dei defensive back. Per il suo primo anno da head coach, Jeff Hafley si prepara quindi a una stagione complicata, destinata a essere soprattutto un anno di crescita per un roster giovane e ancora tutto da costruire. Con uno dei supporting cast meno competitivi dell’intera lega, Malik Willis potrebbe non riuscire a fare abbastanza per tenere Miami lontana dalla lotta per le primissime scelte del 2027. E a quel punto, l’attenzione dei Dolphins potrebbe inevitabilmente spostarsi sui migliori quarterback disponibili al prossimo Draft, vista la cessione di Tagovailoa ad Atlanta.
AFC NORTH
BALTIMORE RAVENS
Iniziamo con un dato importante: i Ravens non affronteranno nessuna squadra reduce dai playoff della scorsa stagione fino alla trasferta di Buffalo, in programma all’ottava giornata. E il calendario delle prime sette giornate offre a Baltimore un’altra interessante opportunità: tre delle prime sette sfide saranno infatti contro avversarie della NFC, squadre che non sono chiamate ogni anno a preparare un game plan specifico per limitare le straordinarie qualità atletiche e le giocate di Lamar Jackson. I Ravens dovrebbero quindi partire forte, accumulando un margine di vittorie sufficiente per affrontare con maggiore tranquillità il difficile finale di stagione. Un vantaggio che potrebbe rivelarsi decisivo nella corsa al titolo della division.
CINCINNATI BENGALS
Come i Ravens, anche i Bengals potranno beneficiare di un calendario favorevole. Cincinnati affronterà infatti le squadre della AFC South e della NFC South. È vero che la AFC South ha mandato due squadre ai playoff nella scorsa stagione, ma i Bengals sono riusciti a batterne una, i Jacksonville Jaguars (e proprio Jacksonville tornerà a Cincinnati nella Week 4). Se Joe Burrow riuscirà a rimanere in salute, i Bengals hanno buone possibilità di tornare ai playoff. Per sostenerlo in questo obiettivo, davanti a lui ci sarà anche una defensive front profondamente rinnovata e potenziata dagli arrivi di Dexter Lawrence II e Jonathan Allen. Con un quarterback del calibro di Burrow e una difesa più solida, Cincinnati può quindi puntare concretamente a un posto nella postseason.
PITTSBURGH STEELERS
Pittsburgh ha scelto un head coach di comprovata esperienza come Mike McCarthy per sostituire Mike Tomlin, che ha lasciato l’incarico al termine della stagione 2025. In 18 stagioni da capo allenatore, le squadre guidate da McCarthy hanno vinto il 61% delle partite disputate, francamente complicato trovare qualcosa di meglio libero sul mercato. Con McCarthy al comando, è difficile immaginare un crollo degli Steelers, anche se qualche interrogativo è lecito porselo verso un roster che presenta diversi elementi chiave con più di 30 anni. In cima alla lista c’è ovviamente lui, Aaron Rodgers, 42 anni e all’ultima stagione già annunciata: teoricamente è ancora in grado di esprimersi ad altissimo livello, ma per farlo avrà bisogno di maggiore supporto dalla difesa. La scorsa stagione la difesa di Pittsburgh ha chiuso al 17° posto per punti concessi e addirittura al 26° per yard totali concesse. I nuovi arrivi Jamel Dean e Jaquan Brisker saranno quindi chiamati a dare maggiore solidità alla secondaria. Se la difesa riuscirà a fare un salto di qualità, gli Steelers potranno contare sull’esperienza di McCarthy e sul talento di Rodgers per essere una pericolosa mina vagante.
CLEVELAND BROWNS
I Browns saranno una delle squadre più interessanti da seguire nel corso della stagione 2026, anche se non saranno molte, probabilmente, le vittorie che riusciranno a ottenere. A Cleveland è l’ennesimo anno zero, carico di giovani e di aspettative sul loro talento, ma certo anche foriero di turnover ed errori per mancanza di esperienza. A prescindere da chi avrà la meglio nella sfida per il posto da quarterback tra Deshaun Watson e Shedeur Sanders, il titolare avrà bisogno di tempo per costruire l’intesa con i due rookie wide receiver KC Concepcion e Denzel Boston, talentuosissimi ma acerbi a questi livelli. A complicare ulteriormente il quadro ci sarà una offensive line anch’essa completamente rinnovata. In difesa, la cessione dell’edge rusher Myles Garrett ai Los Angeles Rams rappresenta un duro colpo per la pass rush dei Browns e, più in generale, per la loro capacità di vincere partite a basso punteggio, spesso decise proprio dalla difesa. I playoff al momento sembrano un miraggio, ci sarà da lavorare bene anche nel Draft 2027.
AFC SOUTH
HOUSTON TEXANS
I Texans sono guidati da DeMeco Ryans, head coach con una forte impronta difensiva ed ex linebacker, e possono contare su una difesa ricca di talento e profondità in tutti e tre i livelli del reparto. Nella secondaria spiccano il due volte All-Pro Derek Stingley Jr. e il Pro Bowler Calen Bullock; al centro della difesa c’è il linebacker Azeez Al-Shaair, anch’egli selezionato per il Pro Bowl, mentre la defensive front può contare sull’esperienza del cinque volte Pro Bowler Danielle Hunter e sull’esplosività dell’All-Pro Will Anderson Jr., schierati ai due estremi della linea. Con una difesa di questo livello, C.J. Stroud non avrà bisogno di mettere a referto numeri di passaggio spettacolari per guidare Houston ai playoff (e magari al miglior record della AFC). Poi, una volta, lì ci sarà da gestire le tensione meglio degli anni scorsi, ma questo, come si dice, è un altro discorso.
JACKSONVILLE JAGUARS
Nel campionato 2025-26 Jacksonville è stata una delle più grandi sorprese della NFL, conquistando la AFC South con il secondo miglior record nella storia della franchigia (13 vittorie e 4 sconfitte) ma perdendo il match di wild card contro i Bills per soli tre punti. I Jaguars, però, inizieranno la nuova stagione con un calendario tutt’altro che semplice, affrontando in quattro delle prime sei partite altrettante squadre reduci dai playoff. E il momento più duro potrebbe arrivare tra la Week 13 e la Week 15, quando Jacksonville dovrà affrontare in rapida successione Chicago Bears, Pittsburgh Steelers e Houston Texans, con due delle tre sfide in trasferta. Un altro punto interrogativo riguarda Trevor Lawrence: nella scorsa stagione il quarterback ha chiuso con una bassa percentuale di completi (60,9%) e la sua precisione nei passaggi potrebbe rappresentare un problema anche quest’anno. Una stagione carica di incognite, insomma, in quel di Jacksonville.
TENNESSEE TITANS
Il nuovo head coach Robert Saleh sarà anche il defensive play-caller dei Titans, mentre l’ex head coach dei New York Giants Brian Daboll avrà il compito di guidare l’attacco. Entrambi vantano un solido curriculum nel ruolo di coordinatori, e Saleh potrà inoltre contare sulla conoscenza di diversi difensori di Tennessee che hanno già lavorato con lui in passato. I Titans hanno poi aggiunto al reparto ricevitori Wan’Dale Robinson, arrivato proprio dai Giants e reduce da una stagione di esplosione nel sistema offensivo di Daboll. Il quarterback Cam Ward dovrebbe compiere importanti progressi grazie alla presenza di Robinson e del rookie wide receiver Carnell Tate, ma resta un grosso punto interrogativo la pass protection della sua linea offensiva. Gli offensive tackle Dan Moore Jr. e JC Latham hanno infatti concesso complessivamente 16 sack nella scorsa stagione, secondo le valutazioni di Pro Football Focus. Difficile che possano ambire alla postseason.
INDIANAPOLIS COLTS
In sette stagioni nella NFL, Daniel Jones non è mai riuscito a mettere insieme due annate consecutive di buon livello, frenato di volta in volta dagli infortuni o da prestazioni al di sotto delle aspettative. Reduce dalla rottura del tendine d’Achille, il quarterback è tornato ad allenarsi senza limitazioni, ma gli evidenti alti e bassi della sua carriera rappresentano un motivo di preoccupazione per i Colts. A complicare ulteriormente il quadro c’è la situazione di Alec Pierce, principale riferimento del reparto ricevitori, ancora alle prese con il recupero dopo un intervento chirurgico alla caviglia. Anche la difesa non offre particolari garanzie. La unit guidata dal defensive coordinator Lou Anarumo ha chiuso al 21° posto o peggio per tre stagioni consecutive. Indianapolis dovrà quindi trovare risposte sia in attacco sia in difesa se vuole evitare un’altra annata al di sotto delle aspettative.
AFC WEST
DENVER BRONCOS
Nel 2025 Denver ha chiuso con un record di 11-2 nelle partite decise da un solo possesso, eguagliando il record NFL per vittorie in questo tipo di incontri. È improbabile che i Broncos riescano a ripetere un rendimento simile nelle sfide punto a punto, ma potrebbero non averne bisogno, vista la qualità complessiva del roster. Denver ritrova infatti in blocco la propria offensive line titolare, che comprende anche gli All-Pro Garett Bolles e Quinn Meinerz. In più, la squadra ha aggiunto al reparto ricevitori l’esplosivo Jaylen Waddle, arrivato dai Miami Dolphins. Anche la difesa si presenta con solide garanzie. I Broncos ripartiranno in larga parte dagli stessi giocatori che hanno contribuito a costruire la terza miglior scoring defense della NFL nella scorsa stagione, dando vita a un reparto profondo, fisico e difficile da affrontare. Denver ha tutto per confermarsi ai vertici della division e conquistare un altro titolo della AFC West, e in più è in credito con la fortuna dopo l’infortunio alla caviglia di Nix che ha compromesso l’ultima corsa playoff.
KANSAS CITY CHIEFS
Dopo una stagione chiusa con un record negativo e senza playoff,. Patrick Mahomes, reduce dalla rottura del legamento crociato anteriore, ha ripreso ad allenarsi senza limitazioni ed è pronto a tornare in campo. Al suo fianco ci sarà ancora Travis Kelce, che si appresta a disputare la sua 14ª stagione nella NFL. Per alleggerire il carico sulle spalle di Mahomes, Kansas City ha inoltre ingaggiato il running back Kenneth Walker, campione in carica con Seattle e MVP dell’ultimo Super Bowl, aggiungendo una nuova dimensione al gioco di corsa. Mahomes potrebbe aver bisogno di un po’ di tempo per ritrovare la piena condizione dopo un infortunio al ginocchio così serio, ma il calendario gli offre l’opportunità ideale per rimettersi gradualmente in ritmo. Dopo l’esordio casalingo contro Denver, i Chiefs affronteranno infatti tre squadre che nella scorsa stagione hanno chiuso con un record inferiore al 50%, prima di osservare la bye week. Tutto sembra remare a favore, insomma, per una “last dance” alla grande della super coppia dei Chiefs.
LOS ANGELES CHARGERS
Il nuovo play-caller offensivo dei Chargers, Mike McDaniel, è pronto a dare una nuova fisionomia all’attacco, puntando su schieramenti con più tight end e sulla presenza di più running back nel backfield. Il problema è che Los Angeles dovrà affrontare un’autentica salita tra la Week 3 e la Week 10. In questo blocco di calendario, i Chargers incroceranno infatti cinque squadre che nella scorsa stagione hanno raggiunto i playoff, oltre a Chiefs e Ravens (tra l’altro proprio Baltimore ha scelto come nuovo head coach Jesse Minter, ex defensive coordinator dei Chargers). Con un defensive play-caller alla prima esperienza nel ruolo, Los Angeles potrebbe pagare a caro prezzo alcune partite ad alto punteggio. E in una corsa ai playoff così equilibrata, anche una singola sconfitta può rivelarsi decisiva nei tiebreaker.
LAS VEGAS RAIDERS
Il nuovo head coach dei Raiders, Klint Kubiak, porta una ventata d’aria fresca nel deserto del Nevada grazie alla sua competenza sul piano offensivo. A rafforzare la offensive line ci sarà il centro Tyler Linderbaum, già tre volte Pro Bowl. L’All-Pro tight end Brock Bowers è finalmente in salute dopo aver saltato cinque partite nella scorsa stagione. E Maxx Crosby è tornato a vestire il silver and black dopo che i Baltimore Ravens hanno fatto saltare la trade che avrebbe dovuto portarlo a Baltimore. Tutto questo lascia ben sperare per i Raiders, unito alla voglia di riscatto del qb Kirk Cousins. Il calendario di Las Vegas, però, si presenta tutt’altro che semplice, con le sfide contro tutte le squadre della NFC West, oltre agli incroci con Buffalo Bills e New England Patriots e alle sempre impegnative partite divisionali. Potrebbe arrivare qualche fiammata, ma per i playoff si dovrà probabilmente aspettare.
Anche quest’anno le ambizioni dei 49ers sono legate unicamente alla loro condizione fisica, e la vittoria d’esordio contro i fortissimi Rams è già lì a dimostrarlo.
NFC EAST
DALLAS COWBOYS
Dalle parti della Lone Star hanno fatto le cose per bene nella offseason, soprattutto per la difesa. I Cowboys hanno affidato il ruolo di defensive coordinator a Christian Parker, inoltre hanno acquisito l’edge rusher Rashan Gary dai Green Bay Packers e, al primo round del Draft, hanno selezionato il versatile defensive back Caleb Downs e l’edge rusher Malachi Lawrence. Da segnalare anche l’arrivo del cornerback Cobie Durant, ingaggiato da free agent, operazione da molti sottovalutata, oltre a quello del veterano Von Miller come free agent. Se il linebacker DeMarvion Overshown riuscirà a rimanere in salute, la difesa dei Cowboys sarà una delle unità che più avranno migliorato il proprio rendimento rispetto alla scorsa stagione. Dak Prescott e i suoi playmaker offensivi potranno così contare su un aiuto concreto dall’altra parte dell’ovale, e tanto dovrebbe bastare per vincere la division. Per la corsa al titolo, però, temo si debba bussare ad altre porte.
PHILADELPHIA EAGLES
Con Sean Mannion come nuovo offensive play-caller, il quarterback Jalen Hurts dovrà adattarsi a un reparto di wide receiver completamente rinnovato dopo la trade che ha portato A.J. Brown lontano da Philadelphia. Il suo principale punto di riferimento sarà con ogni probabilità DeVonta Smith, mentre dovrà costruire l’intesa con il rookie scelto al primo round Makai Lemon, oltre a Dontayvion Wicks e Hollywood Brown. Senza Brown, la passing offense degli Eagles potrebbe perdere parte della propria esplosività, ma Saquon Barkley e una difesa molto solida possono garantire a Philadelphia una marcia sufficiente mentre l’attacco cerca i propri equilibri.
WASHINGTON COMMANDERS
Contrariamente alla scorsa stagione, stavolta Washington potrebbe essere trascinata soprattutto dalla difesa, profondamente rinnovata. I Commanders hanno ingaggiato Odafe Oweh e K’Lavon Chaisson per rinforzare il pass rush. Sono arrivati anche il rookie scelto al primo round Sonny Styles, il nose tackle Tim Settle e il linebacker Leo Chenal, con l’obiettivo di dare maggiore solidità alla front seven. Il destino di questa squadra, però, sarà determinato soprattutto dalla crescita di Jayden Daniels. Il quarterback potrà contare sulle giocate di Terry McLaurin e Stefon Diggs, ma rischia di essere sottoposto a una pressione costante se la sua linea offensiva non riuscirà a colmare l’assenza del left tackle Laremy Tunsil, cinque volte Pro Bowl.
NEW YORK GIANTS
Considerando il curriculum tutt’altro che brillante dell’offensive coordinator Matt Nagy in termini di play-calling, non è poi così sorprendente che l’attacco dei Giants abbia trovato parecchie difficoltà nella preseason. In tre delle quattro stagioni in cui ha avuto il compito di guidare il play-calling dei Chicago Bears, i suoi attacchi hanno chiuso al 22° posto o peggio per punti segnati e al 24° posto o peggio per yard totali. Nagy può contare su un quarterback dinamico come Jaxson Dart, ma il giovane qb dovrà imparare a proteggersi meglio all’interno di un attacco impostato principalmente sul gioco di corsa. Il wideout Malik Nabers, invece, potrebbe aver bisogno di tempo per tornare al 100% dopo la rottura del legamento crociato anteriore. Sulle rive dell’Hudson si prospetta un’altra stagione all’insegna della mediocrità.
NFC NORTH
DETROIT LIONS
Nel 2024, quando era il play-caller degli Arizona Cardinals, il nuovo offensive coordinator dei Lions Drew Petzing ha guidato il 12° miglior attacco della NFL per punti segnati. Ha inoltre contribuito alla definitiva consacrazione di Trey McBride come uno dei tight end più pericolosi nel gioco di passaggio. Ora, con giocatori del calibro di Jahmyr Gibbs, Amon-Ra St. Brown, Jameson Williams e un Sam LaPorta finalmente in salute, Detroit dovrebbe poter schierare ancora una volta un attacco capace di produrre moltissimi punti. Dall’altra parte del pallone, i defensive back Brian Branch e Kerby Joseph, due uomini chiave, potrebbero tornare in campo tra poche settimane. Una curiosità, tra la Week 5 e la Week 16, i Lions giocheranno indoor tutte le partite tranne una. Squadra ricca di talento e fisicità, se tiene alla larga gli infortuni può davvero essere pericolosa per tutti.
CHICAGO BEARS
La difesa di Chicago presenta diversi punti interrogativi, ma la squadra ha chiuso la scorsa stagione al 23° posto per punti concessi, ha incassato il quarto maggior numero di yard della NFL e, nonostante queste difficoltà, è riuscita comunque a vincere la division. Con Ben Johnson alla guida dell’attacco, è ragionevole aspettarsi un’unità da top 10 per punti segnati, capace di compensare almeno in parte i problemi dall’altra parte del pallone (ultima notizia la rottura del ginocchio di Bryant). Chicago si è guadagnata il beneficio del dubbio, ma avrà pochissimo margine di errore.
MINNESOTA VIKINGS
Da quarterback titolare dei Vikings, Kyler Murray ha l’opportunità di scrivere in Minnesota la storia del proprio riscatto, esattamente come fece Sam Darnold due anni fa. Dopo anni difficili in Arizona, se riuscirà a rimanere in salute Murray potrebbe mettere a referto i migliori numeri della carriera, potendo contare su un reparto di ricevitori di tutto rispetto, composto da Justin Jefferson, Jordan Addison e Jauan Jennings. Il play-caller Brian Flores ha trasformato la difesa dei Vikings in una top-10 della NFL sia per punti concessi sia per yard totali. Minnesota presenta quindi un buon equilibrio tra attacco e difesa, ma la storia degli infortuni di Murray continua a destare qualche preoccupazione: dal 2021 a oggi, infatti, il quarterback ha disputato una stagione completa soltanto una volta, va da sé che andrà protetto a dovere dalla linea. E non è detto che ci si riesca.
GREEN BAY PACKERS
Con Micah Parsons ancora alle prese con il recupero dalla rottura del legamento crociato anteriore e da un intervento al menisco, e con Jacobs sospeso per violenza domestica, l’inizio stagione dei Packers rischia di trasformarsi in una partenza a handicap. Tra la Week 5 e la Week 7, Green Bay affronterà Chicago Bears, Dallas Cowboys e Detroit Lions, tre squadre che nella scorsa stagione hanno chiuso tra le prime 10 della NFL per punti segnati, avversarie molto pericolose per una squadra che deve ancora mettere a posto la difesa. Tra l’altro, anche qualora Parsons dovesse tornare in campo già all’inizio di ottobre, è probabile che per alcune partite non possa ancora sostenere un carico di lavoro completo. Green Bay presenta inoltre un reparto di cornerback tutt’altro che affidabile, che avrà bisogno del pass rush di Parsons per riuscire a contenere gli attacchi aerei avversari. Un avvio di stagione complicato potrebbe quindi costare ai Packers un posto nei playoff.
NFC SOUTH
NEW ORLEANS SAINTS
Il nuovo head coach dei Saints, Kellen Moore, potrebbe entrare nel gruppo degli allenatori emergenti più interessanti della NFL grazie ai nuovi innesti nel reparto offensivo. New Orleans ha preso il forte running back Travis Etienne Jr. e ha scelto il wideout Jordyn Tyson al primo round del Draft. Entrambi sono destinati a diventare elementi importanti per un attacco in piena crescita, affidato a un play-caller già affermato. Sul fronte difensivo, gli edge rusher Cameron Jordan e Chase Young guideranno una difesa solida, che dovrebbe essere capace di tenere in piedi la squadra nei momenti che contano. Non sono certamente una squadra da titolo, ma in una division debole come questa potrebbero agguantare i playoff.
TAMPA BAY BUCCANEERS
In questa offseason, Tampa Bay ha perso colonne portanti su entrambi i lati del pallone: il linebacker Lavonte David si è ritirato, mentre il wide receiver Mike Evans ha firmato con i San Francisco 49ers. Baker Mayfield dimostrerà ancora una volta, nell’anno decisivo del suo contratto, di essere un franchise quarterback, ma sarà costretto a cantare e portare la croce. Sotto la guida di Todd Bowles, head coach che si occupa anche del play-calling, la difesa dei Buccaneers ha chiuso per due stagioni consecutive al 16° posto o peggio sia per yard totali concesse sia per punti subiti. Va inoltre considerato che la squadra è alle prese con una disputa contrattuale con il nose tackle Vita Vea, altro elemento chiave della difesa.
CAROLINA PANTHERS
Nel 2025 hanno perso tre delle ultime quattro partite di regular season, riuscendo comunque a conquistare un posto nei playoff con un record di 8-9, perdendo poi di misura la wild card contro i Rams. Nella offseason, però, i Panthers non si sono mossi granché, ad eccezione dell’estensione contrattuale al quarterback Bryce Young, che resta il faro della squadra malgrado la sua definitiva maturazione tardi ad arrivare (se mai arriverà): nella scorsa stagione ha superato di poco quota 3 mila yard su passaggio, ci si aspetterebbe di più. Il crocevia della loro stagione potrebbe essere nelle quattro giornate dalla 8 alla 11, con le sfide contro Packers, Broncos, Saints e Ravens; lì probabilmente si peseranno le reali ambizioni di questa squadra.
ATLANTA FALCONS
Con la pass rush titolare assente per ragioni molto diverse (Walker con il crociato rotto e Pearce jr con problemi con la giustizia), la difesa dei Falcons sembra essere il punto davvero debole di una squadra che, a distanza di anni dalla famosa rimonta subita dai Pats nel SB, sembra essere ancora e sempre in fase di ricostruzione. Maggiori certezze dovrebbe darle l’attacco, con l’ex Dolphins Tua Tagovailoa che dovrebbe aver soffiato il posto da titolare a Michael Penix jr, ancora alle prese con problemi al ginocchio operato. Certo, all’ex stella di Miami servirà un’altra stagione da oltre 4.600 yard per evitare che i Falcons chiudano la division all’ultimo posto.
NFC WEST
LOS ANGELES RAMS
Pur avendo preso una sonora lezione all’esordio, giovedì in Australia contro i 49ers, i Rams restano i favoriti della division più forte dell’intera NFL (con loro abbiamo anche i campioni in carica di Seattle e i 49ers con ambizioni di titolo, oltre ai Cardinals). In offseason hanno messo a segno il colpo dell’anno, acquistando il miglior pass rusher della scorsa stagione, Myles Garrett (25 sack); in più, hanno convinto la loro ex bandiera Aaron Donald (3 volte Defensive Player of the Year) a rinunciare dopo un anno al suo ritiro, rientrando a 35 anni sul gridiron con un contratto di una stagione per 20 milioni di dollari. Con Garrett e Donald ai due lati della front line, le fortissime secondarie viste lo scorso anno, e un attacco guidato dall’MVP dello scorso campionato, Stafford, è davvero difficile immaginare L.A. nelle retrovie di questa stagione.
SEATTLE SEAHAWKS
La domanda delle domande è: Seattle sarà in grado di bissare il titolo? Certezze, a questo punto della stagione, è impossibile averne, ma il primo match, con la vittoria sui Patriots nel remake dell’ultimo Super Bowl, ha già dato alcune indicazioni importanti. L’attacco, che dovrà presumibilmente fare i conti con l’assenza di Darnold per alcune settimane, ha trovato in Lock un buon backup, ma l’assenza contemporanea di Walker (ceduto ai Chiefs) e di Charbonnet (reduce dalla rottura di un crociato) si è sentita parecchio sul gioco di corsa, che non può poggiare tutto sulle spalle di Jadarian Price, un rookie. L’altro lato della medaglia, però, è che la difesa dei Seahawks è sempre quella straordinaria unit capace di portare tutta la squadra al titolo solo pochi mesi fa: sotto 10-0 e con il proprio attacco senza il qb titolare, è stata la difesa, a suon di intercetti e sack, a ribaltare New England e il match, ribadendo di essere anche in questa stagione la più forte del campionato. Basterà per rivincere? Si vedrà, ma certo Seattle non abdicherà facilmente.
ARIZONA CARDINALS
In quella che è la division più competitiva della NFL, Arizona si presenta ai nastri di partenza con il journeyman quarterback Jacoby Brissett come titolare. Se le sconfitte dovessero accumularsi, è probabile che Brissett finisca la stagione in panchina per lasciar spazio e vetrina a qualche giovane di belle speranze. Anche la difesa è un punto interrogativo, anche perché una delle sue (poche) colonne, il defensive end Josh Sweat, scontento per il basso livello del roster, ha chiesto di essere ceduto (i 49ers sembrano essere la prima opzione) e pertanto messo fuori rosa per il momento. Ultimo posto nella division pressoché garantito per i Cardinals, così come una delle prime scelte al Draft 2027.
SAN FRANCISCO 49ERS
Anche quest’anno le ambizioni dei 49ers sono legate unicamente alla loro condizione fisica, e la vittoria d’esordio contro i fortissimi Rams è già lì a dimostrarlo. Un gruppo forte, ricchissimo di talento, ma vecchio e logoro da mille battaglie, a cui sono stati aggiunti altri veterani, sempre teoricamente fortissimi ma anche loro alle prese con mille acciacchi. In attacco a guidare la banda di Shanahan c’è ancora Brock Purdy, che con la sua lucidità e completezza si è definitivamente tolto di dosso l’etichetta di Mr. Irrelevant, meritandosi un sontuoso rinnovo di contratto. Intorno a lui il solito branco di vecchi lupi del gridiron: McCaffrey, Williams, Kittle, Juszczyk più il ritorno del figliol prodigo Deebo Samuel e l’aggiunta di un altro veterano di grande livello, Mike Evans. Una menzione speciale va dedicata allo sfortunatissimo Ricky Pearsall, che dopo aver recuperato dal colpo di pistola ricevuto due anni fa ora salterà l’intera stagione per la rottura del ginocchio. Anche la difesa ha cambiato poco, potendo contare sui rientri post infortuni di Fred Warner e Nick Bosa, e sul ritorno di un’altra ex colonna rosso-oro, Greenlaw, nuovamente al centro del pacchetto linebacker. La pass rush, però, è debole, e Bosa, dopo tanti infortuni, non è più il cacciatore di qb di un tempo: urge almeno un rinforzo in quel reparto, altrimenti per le secondarie saranno dolori. Con il roster al completo, San Francisco potrebbe anche essere considerata da titolo, ma la stagione è lunga e potrebbe presentare un conto salato ai tanti (troppi?) veterani del roster.




