Dopo la consueta, insostenibile pausa di due settimane per lasciare spazio all’All Star Weekend, è finalmente arrivato il momento di assegnare il Vince Lombardi Trophy, la coppa dei campioni NFL. A contendersela, nella notte italiana, due habitué della finale, i New England Patriots e i Seattle Seahawks.
Non sono più i tempi delle superstar, per New England e Seattle, ma forse proprio per questo il Super Bowl numero 60 che va in scena stanotte nei pressi di San Francisco, incuriosisce. Da una parte, infatti, quella di New England, questa finale segna il primo ritorno al SB dal 2018, ed è anche un passo emotivamente importante per affrancarsi dalla “dipendenza” emotiva della franchigia dal leggendario duo Brady/Belichick. Dall’altra, quella di Seattle, si riapre una storia, quella appunto con il SB, che si era chiusa in modo choccante il 1° febbraio 2015, proprio contro i Pats, con i Seahawks campioni in carica che buttavano via il bis con la sciagurata chiamata finale di Pete Carroll a poche yard dal touchdown della vittoria, facendosi intercettare da Butler anziché mettere la palla nelle mani di Marshawn Lynch, a quel tempo il miglior running back della lega. Da quel momento, lentamente ma inesorabilmente, Seattle intraprese una china discendente, prima con il progressivo sgretolamento della “Legion of Boom”, la celebre secondaria di Sherman, Chancelor, Thomas III e altri, e poi con l’inevitabile declino anche delle stelle dell’attacco, Wilson su tutti.
Ora, però, eccole di nuovo qua, New England e Seattle, tutte nuove e pronte a prendersi lo scettro di una stagione che ha visto cadere tutte le favorite della vigilia: Chiefs, Ravens e Bengals non si sono neppure qualificate per i playoff, i campioni uscenti di Philadelphia sono usciti alla Wild Card per mano di San Francisco (poi crollata contro Seattle) e Buffalo è rimasta sepolta sotto la neve di Denver in un drammatico overtime al Divisional Round. Dei Patriots si dice da tempo che la loro stagione è anche figlia di una certa buona stella, sotto forma di un calendario piuttosto agevole e di un percorso playoff che li ha visti affrontare Chargers, Texans e Broncos (privi del loro qb titolare); forse è vero, ma è anche vero che non è colpa loro se gli altri si sono eliminati a vicenda o se sono arrivati rotti alla meta. I meriti della squadra di Vrabel, però, ci sono e non vanno dimenticati: ha saputo cogliere tutte le occasioni, con una difesa fortissima, un qb giovane e intrepido, finalmente esploso al top, Drake Maye, e un gruppo di ricevitori ben assortito, con Diggs superstar e ottime spalle come Boutte, Douglas e Henry. Impossibile considerare la truppa di Vrabel come una “finalista per caso”.
…potrebbe venir fuori un Super Bowl a basso punteggio, in cui conteranno anche gli episodi, un fumble ad esempio, i kicker e gli special team, per far partire i loro attacchi più a ridosso della end zone avversaria.
Anche Seattle, forse proprio per DNA della franchigia, ha fatto poggiare il suo ritorno ai vertici sulla ricostruzione di una difesa poderosa. In ogni zona del suo reparto difensivo, Mike Macdonald può vantare almeno un Pro Bowler: dal defensive end Leonard Williams, ai linebacker Lawrence e Jones, fino a Devon Whiterspoon, uno dei top cornerback della lega. In attacco a guidare il tutto c’è Sam Darnold, un qb maturato con calma (ha 28 anni) ma che da due stagioni sembra davvero esploso ai massimi livelli. Intorno a lui, pur pesando l’assenza di Charbonnet nel backfield (non a caso gli snap giocati da Walker sono passati dal 47 al 63%), c’è un pacchetto di ricevitori in cui quello che sarebbe dovuto essere il leader, Cooper Kupp, è in realtà diventato la spalla, vista l’esplosione a livelli stellari di Jaxon Smith-Njigba, autore di una stagione da 119 ricezioni e quasi 1.800 yard percorse. Il suo duello contro Christian Gonzalez, il miglior cornerback di New England, sarà una delle chiavi della partita.
Un’altra chiave, questa volta tattica, probabilmente decisiva del match sarà la capacità di Maye di saper leggere e affrontare la difesa a zona dei Seahawks. Seattle ha la terza percentuale più alta nella lega di utilizzo della difesa a zona, scelta che le ha spesso portato grandi benefici in termini di pressione sul qb avversario, ma Maye è uno dei miglior qb della NFL per yard guadagnate proprio contro la difesa a zona, perché è molto mobile ed ha una grande capacità di lanciare in profondità anche in corsa.
Con tutti questi elementi e con la predominanza delle difese sugli attacchi (fattore che non accadeva da tempo), potrebbe venir fuori un Super Bowl a basso punteggio, in cui conteranno anche gli episodi, un fumble ad esempio, i kicker e gli special team, per far partire i loro attacchi più a ridosso della end zone avversaria. Non potendo esimermi dal pronostico dico Seattle, forse più completa e più “pronta” per la vittoria finale, ma prepariamoci a un arrivo sul filo di lana. Buon Super Bowl a tutti!




