F1 ’26: VERSTAPPEN DOMINA, LECLERC SUL PODIO E ANTONELLI CONTROLLA

F

Voce grossa di Verstappen che domina il weekend di Singapore e conferma quanto di buono nelle ultime apparizioni, sul podio Leclerc e Antonelli che pur senza strafare con una Mercedes sottotono, controlla e aumenta il vantaggio nella classifica piloti su Russell. In top-ten: 4.Norris (McLaren), 5.Piastri (McLaren), 6.Hamilton (Ferrari), 7.Lawson (Racing Bulls), 8.Hulkenberg (Audi), 9.Russell (Mercedes), 10. Hadjar (Racing Bulls).

U

na sola sessione di libere, poi tanta azione garantita dal format della gara sprint che ha animato il weekend.
Non sono mancate polemiche, insoddisfazioni, complessità e contraddizioni di questo nuovo ciclo regolamentare che continua a non soddisfare.
Il campo è stato quello della qualifica sprint, quando pesanti disservizi hanno mandato in tilt i sistemi di cronometraggio sul finire del Q1, oscurando i monitor e bloccando la traccia Gps col potenziale rischio di annullare l’esito dell’intera sessione che al termine del Q3, aveva decretato Verstappen segnare il giro più veloce.
Dopo quanto visto a Sepang, stavolta tutto è iniziato con l’esposizione della bandiera rossa per rimuovere i detriti causati dall’incidente autonomo di Perez, quando alla ripartenza della sessione si è resa disponibile la modalità di sorpasso Overtake Mode ad alcuni piloti e negandola ad altri, anomalia tale da incidere sui tempi di accesso al Q2.
Una disparità di prestazione causata da un problema di gestione, così dopo essersi nuovamente accesa la tensione ai box, la Federazione ha ammesso le responsabilità specificando però, come l’errore sia stato umano nella direzione gara, generando una lotteria sul tracciato tale da premiare chi si era trovato nel punto ideale del giro lanciato e penalizzando chi non aveva potuto beneficiarne.
Un’ammissione che per quanto trasparente, viceversa ha certificato come buona parte della griglia aveva sofferto la problematica, tra tutti lo sfogo di Carlos Sainz che esprimendo la frustrazione per tale disparità, ha puntato persino il dito contro la gestione: “Non so perché in questo sport si usino pesi e misure diverse a seconda di chi resta fuori al primo giro in gara o in Q1.”
Un caos proseguito dalla cancellazione del consueto confronto tra piloti e direzione gara solitamente previsto circa un’ora e mezzo dopo il termine della qualifica sprint, con piloti e squadre (soprattutto quelle eliminate in Q1) contrariate per l’annullamento di quello che sarebbe dovuto essere il principale tavolo di confronto e soprattutto di chiarimento.
Un punto basso, l’ennesimo di un ciclo regolamentare che continua ad alimentare malcontento ed evidenzia limiti.

Appassionante l’avvio della gara sprint per il diluvio che ha ritardato le procedure di partenza, avvenuta a seguito di qualche giro dietro la safety-car per consentire ai piloti di prendere confidenza con la pista bagnata, dove sono stati soprattutto due i colpi di scena: il ritiro di Russell sulle barriere quando conduceva e l’incidente delle McLaren nell’ultimo giro.
Vittoria mai in discussione di Verstappen, sul podio le Ferrari con Hamilton autore di una grande partenza, Leclerc nonostante aver sofferto sul finale le gomme oramai finite in condizioni di pista quasi asciutta.

Così Antonelli controlla, ringrazia e anche in un weekend non eccezionale, aumenta il vantaggio nella classifica piloti per quelli che oltre i numeri, sono segnali inequivocabili di conto alla rovescia verso la gloria.

Nelle successive qualifiche non è cambiato il copione, con la pole n.50 di Verstappen seguito dalle Ferrari di Leclerc e Hamilton, quarto tempo per Antonelli davanti le McLaren.
Partenza regolare nelle prime posizioni, cui è seguita una prima parte di gara senza particolare azione, leggero sussulto nel giro 8 per la virtual safety-car introdotta dal ritiro di Bortoleto che aveva parcheggiato in uscita di pit-lane.
Ancora lungo trenino e primo pit stop di Hamilton nel giro 18 nonostante sia partito con la gomma media, Antonelli nel giro 24, Leclerc in quello successivo, mentre ha allungato tantissimo lo stint Verstappen e le McLaren quasi oltre metà gara.
Posizioni a quel punto ristabilite con Verstappen indiscusso leader, poi il ritiro di Stroll ha introdotto la virtual safety-car consigliando l’immediato secondo pit-stop (jolly) di Leclerc e Antonelli durante il rallentamento della corsa per rimuovere l’Aston Martin, poi nel giro 46 Leclerc ha superato Hamilton nel finale in crisi di gomme e crollato nei tempi, mentre Antonelli ha concluso sul podio.

L’esito della Mercedes non è stato in linea ai precedenti risultati, la rottura in Malesia della power-unit sulla monoposto di Russell, aveva già obbligato a rivedere i piani sulle rotazioni delle componenti e sostituzione del motore per una gara che sarebbe stata a dir poco in salita essendo partito dal fondo, la sola possibilità di giocarsi le sue carte nella Sprint dove però l’inglese, è stato protagonista di un grave errore quando era in testa.
Così Antonelli controlla, ringrazia e anche in un weekend non eccezionale, aumenta il vantaggio nella classifica piloti per quelli che oltre i numeri, sono segnali inequivocabili di conto alla rovescia verso la gloria.
Per la Ferrari il tracciato ha rappresentato la perfetta occasione di riscatto per le caratteristiche della Rossa che non vince da Silverstone in luglio, mentre in questi mesi, ha sempre visto gli altri migliorare, alternarsi nelle vittorie, mancando consecutivamente il podio e al centro di polemiche tra piloti, aggiornamenti che non hanno funzionato come sperato, incidenti e dubbi sul ruolo di team principal di Vasseur, dove in generale qualcosa è sempre andato storto senza riuscire a estrarre il potenziale e quelli, spesso considerati, errori di esecuzione.
Singapore è stata l’opportunità di riscatto per rimettere ordine nel team, specie data l’assenza di lunghi rettilinei tali da evidenziare la carenza di cavalli nella power-unit rispetto la concorrenza, viceversa la possibilità di estrarre competitività attraverso il carico aerodinamico maggiore favorendo il miglior telaio, portando un risultato che conferma la seconda posizione dei costruttori, col solo rammarico (inspiegabile) del mancato secondo pit-stop di Hamilton che avrebbe portato a casa un doppio podio.
Bentornata Red Bull, bentornato Verstappen nella versione dei tempi migliori, chissà oggi come sarebbe il campionato se il campione olandese non avesse perso così tanti punti nella prima parte di stagione, mentre la McLaren è parsa spenta, senza lo slancio di qualche gara addietro, sarà da chiarire l’incomprensibile incidente nella Sprint costato molti punti.
Interessanti le posizioni alle spalle dei top-team, dove ricordiamo come un migliore piazzamento determinerà a fine campionato un superiore bonus economico importante per la crescita e mantenimento delle scuderie che non dispongono di budget illimitati o quasi.
A cominciare dal duello per la quinta piazza, dove la Racing Bulls progressivamente continua a mantenere distante l’Alpine.
Più indietro restano abbastanza vicine diverse squadre, con una ritrovata Haas che muove nuovamente la classifica spinta da Bearman protagonista, brillante nella Sprint e fortunato ad avanzare per l’incidente delle McLaren, contenendo l’altrettanto importante risultato dell’Audi (bravo Hulkenberg) presentatasi con una diversa colorazione pensata per il passaggio dalla luce del giorno al crepuscolo della sera illuminata dalle luci artificiali denominate Titanium Silver Gray, grigio che ha richiamato l’argento e il titanio.
Fuori dalla zona punti e lontane la Williams, Aston Martin e Cadillac, quest’ultima tranne colpi di scena vede oramai complicata la possibilità di togliersi dalla scomoda ultima posizione, in qualche modo giustificabile essendo la stagione d’esordio, composto da un team quasi tutto nuovo e dinamiche che hanno portato il 2026 a essere un vero e proprio apprendistato.
Prossimo appuntamento tra due settimane ad Austin per il Gran Premio degli Stati Uniti, che apre un ciclo di gare nel continente americano.

CLASSIFICA PILOTI – punti
1. Antonelli (Mercedes) – 340
2. Russell (Mercedes) – 238
3. Hamilton (Ferrari) – 229
4. Verstappen (Red Bull) – 221
5. Leclerc (Ferrari) – 215
6. Norris (McLaren) – 201
7. Piastri (McLaren) – 138
8. Hadjar (Red Bull) – 97*
9. Lawson (Racing Bulls/Red Bull) – 75**
10. Gasly (Alpine) – 41
11. Lindblad (Racing Bulls) – 38
12. Colapinto (Alpine) – 27
13. Bearman (Haas) – 23
14. Hulkenberg (Audi) – 13
15. Bortoleto (Audi) – 10
16. Sainz (Williams) – 7
17. Ocon (Haas) – 7
18. Alonso (Aston Martin) – 7
19. Albon (Williams) – 5
20. Tsunoda (Racing Bulls) – 1***
21. Bottas (Cadillac) – 0
22. Perez (Cadillac) – 0
23. Stroll (Aston Martin) – 0

* saltato per infortunio i Gp dei Paesi Bassi, Italia e Spagna;

** 14 punti con la Red Bull nel Gp dei Paesi Bassi in sostituzione dell’infortunato Hadjar;

*** titolare nei Gp dei Paesi Bassi, Italia e Spagna in sostituzione di Lawson.


CLASSIFICA COSTRUTTORI – punti
1. Mercedes – 578
2. Ferrari – 444
3. McLaren – 335
4. Red Bull – 332
5. Racing Bulls – 100
6. Alpine – 68
7. Haas – 30
8. Audi – 23
9. Williams – 12
10. Aston Martin – 7
11. Cadillac – 0



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Andrea La Rosa

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