F1 ’26: DA BAKU A SEPANG

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A Baku dove si è corso eccezionalmente il sabato, vittoria di Russell sul podio con le Red Bull di Verstappen e Hadjar, in top-ten: 4. Leclerc (Ferrari), 5. Antonelli (Mercedes), 6. Hamilton (Ferrari), 7. Lindblad (Racing Bulls), 8. Ocon (Haas), 9. Bearman (Haas), 10. Sainz (Williams). Circus già in viaggio verso Sepang che dopo molti anni, ospiterà la Formula 1 in un Gran Premio del Bahrein versione Malesia a causa del perdurare della guerra in Medio Oriente.

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l Gran Premio d’Azerbaigian corso eccezionalmente il sabato e non la domenica, è stato indirettamente occasione per tramandare la ricorrenza di un giorno importante per la Nazione, ovvero il Giorno della Memoria dedicato ai militari caduti nella Seconda Guerra del Nagorno-Karabakh.
Un conflitto nato all’inizio del secolo scorso, quando Armenia e Azerbaigian si contendevano il territorio montuoso abitato dalla popolazione di origine armena di religione cristiana ortodossa, conteso dall’Azerbaigian perché l’area circostante riveste un valore storico e culturale per la tradizione azera-turcofona di religione musulmana sciita, fino a quando negli anni Venti, l’Unione Sovietica dopo aver occupato Armenia e Azerbaigian, decise che questa regione sarebbe stata governata dagli azeri nonostante la popolazione di maggioranza armena.
Tensioni e e purtroppo il conflitto, tornarono dopo il disgregamento dell’Unione Sovietica, sfociati nella prima guerra tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta vinta dagli armeni, mentre nel settembre 2020 un’altro conflitto con l’Azerbaigian che spalleggiata dalla Turchia, lanciò un’offensiva militare durata poco meno di due mesi per riconquistare i territori e azzerando la presenza armena; proprio nella data d’inizio del secondo conflitto (27 settembre) in Azerbaigian si ricordano i morti dell’esercito locale.

Venendo ai temi della gara, il rettilineo del circuito di Baku lungo oltre due chilometri, è stato elemento caratterizzante per la criticità di gestione della batteria soprattutto in qualifica, mentre nel Gran Premio ha offerto tante occasione di sorpasso, perché destinato a rendere inevitabile il superclipping e impegnando i team a trovare l’equilibrio con la gestione dell’energia durante il restante giro.
Per questo motivo inizialmente, erano state elaborate delle contromisure proprio per consentire di avere una massima e duratura energia proprio nel lungo rettilineo, facendo scegliere ai team di non utilizzare sul tratto guidato la parte elettrica, preservando la carica della batteria per essere spesa sull’allungo finale senza dover preoccupare i piloti a dover giocare con l’acceleratore allo scopo di premiare (almeno nell’intenzione) una guida più al limite.
Dunque batteria destinata a scaricarsi in fretta ma in compenso, ampia possibilità di ricarica per le tante curve lente posizionate in fondo ai rettilinei, che hanno assicurato diverse possibilità di frenata per il recupero energia, rendendo la gara decisamente più vivace rispetto quella vista due settimane addietro a Madrid.

…in Ferrari se non è crisi, poco ci manca, giù dal podio nonostante due McLaren fuori dalla top-ten e Antonelli partito nelle retrovie…

L’esito era parso scontato già nella prima sessione di libere del giovedì, con lo strapotere della Mercedes che ha fatto il vuoto.
Senza polemica, soprattutto perché da italiani tifiamo affinché si possa festeggiare qualcosa di storico tra qualche settimana, qualcuno dovrebbe spiegare le misurazioni secondo cui è stata accertata la power-unit della Red Bull maggiormente performante, chissà invece che le Frecce d’Argento in tutto il campionato siano state talmente superiori, da voler nascondere il reale potenziale per evitare di far storcere il naso a tutti.

Si è partiti dalla pole di Russell davanti otto decimi a Leclerc in prima fila, con la sorpresa Antonelli sedicesimo per un errore in qualifica che ha compromesso la sessione; indirettamente anteprima di quella che sarebbe stata una prima parte di gara abbastanza movimentata per la rimonta.
Gran Premio acceso soprattutto nella seconda metà, quando i distacchi sono stato azzerati dall’incidente di Albon che ha reso necessaria la prima safety-car, alla ripartenza grande bagarre e l’incredibile scontro tra le due Alpine e la McLaren di Norris; altra safety-car e Piastri fuori dalla zona punti per un errore mentre era in lotta per il podio.
In definitiva vittoria meritata per il numero 63, dominatore del weekend azero e bravo a resistere soprattutto mentalmente all’attacco negli ultimi giri di Verstappen, che ha sfruttato l’unica occasione da dentro o fuori per accorciare in classifica su Antonelli quinto sul traguardo.

Nella classifica costruttori è ormai contro alla rovescia per la Mercedes, mentre in Ferrari se non è crisi, poco ci manca, giù dal podio nonostante due McLaren fuori dalla top-ten e Antonelli partito nelle retrovie.
Il rientro dalla pausa estiva doveva segnare un punto di svolta e invece ha sentenziato una sequenza di Gran Premi negativi, con l’aggravante di problemi dei piloti con relativi inutili duelli interni, incidenti, questioni sull’affidabilità e a prescindere, mancanza di competitività nel momento più importante che ha decretato l’aumento dei distacchi in entrambe le classifiche, rimandando per l’ennesimo anno il discorso al prossimo campionato e una situazione, in cui si moltiplicano le voci d’insoddisfazione interna verso eventuali ribaltoni.
La McLaren ha gettato un’occasione importantissima per avvicinare proprio la Ferrari, tra l’altro presentatasi in una veste largamente rivoluzionata, ripensando molte aree sotto il punto di vista aerodinamico rivedendo anche l’impianto di raffreddamento, un rischio calcolato per quella che sarebbe potuta essere la vera rivale della Mercedes se non fosse partita male.
Risultato importante per la Red Bull, nuovamente sul podio stavolta con entrambe le monoposto. Verstappen ha sfruttato i miglioramenti, al rientro Hadjar dopo l’assenza di tre Gran Premi per un infortunio al polso, che festeggia nel miglior dei modi la conferma del sedile per il prossimo campionato.
Con diversi ritiri e tante sorprese, l’ordine di arrivo ha dato risvolti importanti.
A cominciare dalla Racing Bulls che allunga il distacco dall’Alpine clamorosamente fuori con entrambi i piloti coinvolti nel medesimo incidente, disperato lo stacco di Colapinto che ha buttato fuori dai giochi Gasly coinvolgendo Norris della McLaren.
Festa della Haas che dopo tanto tempo, torna a segnare punti con entrambi i piloti e respinge la recente avanzata dell’Audi.
Ha mostrato segnali di ripresa la Williams, perché dopo l’inizio di stagione caratterizzato dall’eccessivo peso e ritardi che hanno rivisto i piani di successivo sviluppo, è arrivata l’attesa versione rivista della FW48 che rappresenta uno step in avanti, soprattutto con la priorità di avere un telaio più leggero e la sfida di garantire una medesima resistenza pur applicando meno pelli in carbonio, un progetto che punta a mettere le basi per la prossima monoposto.
Una soddisfazione per Sainz, aver riportato il team in zona punti come non accadeva da molto tempo.
Invariate le posizioni in coda la classifica costruttori, dove l’Aston Martin tempo addietro aveva annunciato come la trasferta azera sarebbe stata l’ultima per portare novità all’attuale monoposto, col chiaro obiettivo di perdere peso.
Il riscontro è stato mortificante, perché il lunghissimo rettilineo ha messo ancora una volta a nudo le fragilità e l’impotenza del motore Honda, molto al di sotto rispetto la concorrenza nonostante le concessioni Aduo per provare a recuperare cavalli.
Vana l’introduzione di una specifica fresca per entrambi i piloti che complessivamente, sulla carta delle penalità, ha portato ben quarantacinque posizioni indietro, il quadro rimane drammatico, basti pensare come il punto più critico, sia addirittura emerso nel paragone con le prove libere della Formula 2, dove ben nove vetture hanno fatto segnare velocità massime superiori; il Gran Premio è stato concluso senza vedere la bandiera a scacchi.
Infine la Cadillac, impegnata a concludere il primo campionato con una nuova sfida: affrontare logisticamente ben otto Gran Premi in undici settimane.
Perché un team con personale ridotto rispetto a quelli di vertice e alla prese con la conoscenza su ogni fronte, il tempo è davvero ridottissimo pur continuando a prevedere miglioramenti aerodinamici, la gestione dei pezzi di ricambio e disponendo proprio da Baku della stessa power-unit Ferrari debuttata a Monza sul Cavallino.

Prossimo appuntamento in Malesia per quello che sarà un graditissimo rientro last minute sul circuito di Sepang, dove le parti in occasione dello scorso Gran Premio di Ungheria, avevano ufficializzato la sede per recuperare l’appuntamento in Bahrein dapprima sospeso in primavera, poi considerata l’impossibilità per i noti fatti in Medi Oriente, la definitiva scelta che incastra perfettamente la necessità di rispettare i pesante contratti economici tra la logistica di Baku e Singapore.
Correre in una determinata sede con un diverso nome, non rappresenta una novità.
A cominciare dal Gran Premio di Svizzera che pur ospitando negli anni Cinquanta importanti eventi, tutto cambiò dopo il disastro di Le Mans in Francia del 1955 e relativo divieto di disputare le corse su circuito per motivi di sicurezza, una gara non valida per il campionato si disputò a Digione, in Francia, mentre l’evento fu promosso nel 1982, con Keke Rosberg che vinse guidando la Williams.
Tra tutti impossibile non citare il circuito di Imola rinnovato nel corso dei decenni, che nel 1980 ospitò il Gran Premio d’Italia mentre Monza era in fase di ristrutturazione, dall’anno successivo (e per molto tempo) è stata sede del Gran Premio di San Marino, mentre una nuova identità arrivò nel periodo Covid col Gran Premio dell’Emilia Romagna comunque maggiormente contestualizzato.
Stesso destino per il Gran Premio di Lussemburgo, disputato per sole due edizioni (1997-98) sul circuito tedesco del Nürburgring.
Ampio l’elenco delle sedi che hanno ospitato il Gran Premio d’Europa, dai britannici Brands Hatch e Donington Park all’edizione spagnola del 1994 e 1997 a Jerez de la Frontera, passando in Germania al Nurburgring (1984, 1995-96, 1999-2007) fino a Valencia (2008-2012) e per ultimo a Baku nel 2016.
Il circuito di Sepang, costruito alla fine degli anni Novanta, è stato tra i primi progetti di Herman Tilke, in una visione successivamente sempre più ampia di allargare gli orizzonti della Formula 1 verso altri Paesi, talmente apprezzato da incaricare l’ingegnere tedesco di disegnare anche i circuiti di Shanghai in Cina e Manama in Bahrein che presentano analogie.
Lungo cinque chilometri e mezzo, è contraddistinto da quindici curve, si corre in senso orario con ampie possibilità di sorpassi, vista la presenza di due lunghi rettilinei principali collegati a uno stretto tornante, oltre la larghezza della sede stradale fino a venticinque metri nei punti chiave.
Tra i nodi principali, le alte temperature climatiche e l’elevato tasso di umidità che metteranno a dura prova la resistenza fisica di piloti e l’affidabilità delle componenti motoristiche, senza dimenticare la variabile meteo con frequenti e improvvisi temporali tropicali che nel passato hanno reso insidiosa la pista.
Diversi i momenti iconici.
A cominciare proprio dal debutto nella stagione 1999, con la doppietta delle Ferrari di Eddie Irvine e Michael Schumacher, squalificate dopo la bandiera a scacchi e poi reintegrate, in un weekend segnato dalla straordinaria prestazione del campione tedesco al rientro dopo un lungo infortunio, mettendosi a disposizione del compagno irlandese in lotta per il titolo con Hakkinen.
Nel 2003 si registrò la prima vittoria in carriera di Raikkonen con la McLaren, durante l’edizione 2009 la gara venne interrotta al giro n.33 per la pioggia intensa, evento che viste le condizioni meteo e la progressiva oscurità, portò all’assegnazione di metà dei punti come non accadeva dal 1991.
Ancora nel 2013, quando Vettel ignorando un ordine di scuderia, superò Webber mettendo in luce le tensioni interne alla Red Bull, che vinse insieme a Verstappen l’ultimo Gran Premio disputato nel 2017 prima dell’uscita del circuito dal calendario; di seguito il programma del prossimo weekend.

Venerdì 2 Ottobre
Prove libere I: ore 06;30.
Prove libere II: ore 10;00.
Sabato 3 Ottobre
Prove libere III: ore 06;30.
Qualifiche: ore 10;00.
Domenica 4 Ottobre
Gran Premio: ore 9;00.

CLASSIFICA PILOTI – punti
1. Antonelli (Mercedes) – 302
2. Russell (Mercedes) – 236
3. Hamilton (Ferrari) – 199
4. Norris (McLaren) – 186
5. Leclerc (Ferrari) – 179
6. Verstappen (Red Bull) – 163
7. Piastri (McLaren) – 120
8. Hadjar (Red Bull) – 86*
9. Lawson (Racing Bulls/Red Bull) – 59**
10. Gasly (Alpine) – 41
11. Lindblad (Racing Bulls) – 37
12. Colapinto (Alpine) – 27
13. Bearman (Haas) – 20
14. Bortoleto (Audi) – 10
15. Hulkenberg (Audi) – 7
16. Sainz (Williams) – 7
17. Ocon (Haas) – 7
18. Albon (Williams) – 5
19. Alonso (Aston Martin) – 3
20. Tsunoda (Racing Bulls) – 1***
21. Bottas (Cadillac) – 0
22. Perez (Cadillac) – 0
23. Stroll (Aston Martin) – 0

* saltato per infortunio i Gp dei Paesi Bassi, Italia e Spagna;

** 14 punti con la Red Bull nel Gp dei Paesi Bassi in sostituzione dell’infortunato Hadjar;

*** titolare nei Gp dei Paesi Bassi, Italia e Spagna in sostituzione di Lawson.




CLASSIFICA COSTRUTTORI – punti
1. Mercedes – 538
2. Ferrari – 378
3. McLaren – 306
4. Red Bull – 263
5. Racing Bulls – 83
6. Alpine – 68
7. Haas – 27
8. Audi – 17
9. Williams – 12
10. Aston Martin – 3
11. Cadillac – 0



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Andrea La Rosa

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