Tanti gli argomenti da Monza con l’immancabile tifo e calore del pubblico italiano, a cominciare dal riscontro delle attuali power-unit cui bisognerà intervenire al più presto affinché non diventi un’ex Tempio della Velocità. Strepitosa vittoria di Antonelli partito dalla penultima fila, sul podio Russell e Verstappen. In top-ten: 4. Norris (McLaren), 5. Piastri (McLaren), 6. Hamilton (Ferrari), 7. Gasly (Alpine) 8. Lindblad (Racing Bulls) 9. Colapinto (Alpine), 10. Tsunoda (Racing Bulls).
Spettacolo in pista e calore del tifo italiano a parte, il vero spauracchio è stato il super clipping, in considerazione delle uniche caratteristiche di velocità massime raggiungibili nel circuito brianzolo, rispetto la difficoltà di trovare una soluzione di configurazione dei nuovi motori (ricordiamo per metà elettrici) in cui era stato inizialmente stimato un tempo sul giro, di ben cinque secondi più lento rispetto la pole dell’anno scorso.
Una modalità resa necessaria, quando il pilota pur rimanendo a pieno gas è costretto a deviare parte della potenza termica per ricaricare la batteria elettrica, con una perdita notevole di velocità di punta pur tenendo l’acceleratore completamente spinto, misura solo parzialmente colmata dall’aerodinamica attiva azionata in rettilineo per evitare eccessivi ma soprattutto improvvisi sbalzi di velocità.
Dunque tanti rettilinei e poche opportunità di recupero, motivo che ha spinto l’organo di governo di ridurre l’energia recuperabile a 5 MJ, il limite più basso della stagione fino ad ora utilizzato.
Un gioco che ha aperto l’efficacia del gioco delle scie, perché essendo la quantità di energia recuperabile inferiore rispetto al solito, l’utilizzo del boost in attacco sfruttando maggiormente l’Mgu-K ha fornito un importante surplus di cavalli, col rischio però di ritrovarsi con poca energia negli instanti successivi e di subire il contro-sorpasso.
Ecco che l’insolito tema, ha riguardato la massima efficienza aerodinamica per raggiungere le velocità massime, con l’equilibrio di avere massima aderenza per percorrere le chicane risparmiando l’energia elettrica.
Tanto che rispetto agli anni passati, quando venivano montate ali piccolissime utili a ridurre la resistenza all’avanzamento, stavolta si sono visti profili più carichi per la presenza dell’aerodinamica attiva, notevolmente diminuite le velocità sugli allunghi e alle Lesmo, ancor più nel tratto che porta alla Roggia, a raccontare la situazione ci ha pensato bene Fernando Alonso dall’alto della sua esperienza: “A Monza tocchiamo i 312 km/h, abbiamo raggiunto i 360 km/h a Barcellona. Con le attuali auto questo non è più il Tempio della Velocità”.
Argomenti di una Formula 1 da rivedere, per questo motivo sarà venuto un magone ai presenti che hanno potuto godere della brillante sorpresa degli organizzatori, nell’omaggiare la storia della Ferrari e fatto gioire i tifosi sulle tribune per avere visto e sentito rombare sabato pomeriggio la strepitosa F2002 guidata da Rubens Barrichello, impegnato a percorrere alcuni giri con la stessa macchina con cui vinse a Monza nella stessa stagione, medesima esibizione avvenuta poco prima del via del Gran Premio stavolta con Sebastian Vettel calatosi nell’abitacolo.
Emozioni per i più piccoli e quelli divenuti adulti, vista la celebrazione del ventennale di “Cars” sul grande schermo e la Safety Car che ha richiamato i colori di Saetta McQueen, di mezzo l’esibizione in pista anche di una vettura praticamente identica alla macchina da corsa protagonista del cartone animato sul grande schermo.
Il Gran Premio d’Italia ha rappresentato anche la perfetta occasione per ufficializzare la scelta di Milano da parte di Liberty Media, che replicherà dal prossimo 18 al 20 febbraio 2027, la presentazione congiunta di tutti i team e piloti attraverso un programma di eventi, già vista due anni addietro alla O2 Arena di Londra, accantonata quest’anno per il poco tempo a disposizione rispetto l’ampio ventaglio di lavoro in avvicinamento al cambio regolamentare.
Addentrandoci agli argomenti del Gran Premio, è stata assolutamente positiva per la seconda volta in questa stagione, la misura adottata dalla Federazione per contrastare il caldo che inevitabilmente ha coinvolto pure la Formula 1, con l’imposizione ai piloti di utilizzare dei gilet refrigeranti oppure per chi non avesse voluto adottare tale sistema, l’aggiunta di una piccola zavorra sulla monoposto, trattandosi di una specifica adottata dopo il Qatar 2023 quando caldo e umidità misero a durissima prova le condizioni fisiche dei piloti, alcuni costretti a ricevere assistenza medica in conclusione di quella gara.
A casa nostra, col casco tricolore, l’ultima volta che un italiano vinse il Gran Premio d’Italia risale a quando non c’era nemmeno la diretta televisiva, sessant’anni addietro Ludovico Scarfiotti con la Ferrari.
Venendo al Gran Premio, per quanto potessero sembrare chiari i valori della vigilia, non era stato scontato l’esito con almeno tre team candidati alla vittoria.
Poi diventati quattro vista l’incredibile pole di Gasly sbucato dal nulla con un’Alpine in versione mondiale dei tempi migliori quando si chiamava Renault, premiato al termine della sessione da Federica Brignone proprio sul circuito dove nel 2020 ottenne la sua prima vittoria, primo transalpino in pole dopo Jean Alesi che nel 1997 partì davanti a tutti proprio a Monza.
Dall’esibizione di Laura Pausini è iniziato il conto alla rovescia verso lo schieramento sulla griglia di partenza, le Frecce Tricolore, la scelta variata di gomma, il semaforo verde con tanta energia e la bandiera rossa per l’incidente di Leclerc che alla prima curva, era stato particolarmente duro nel confronto con Hamilton portandolo sulla ghiaia.
Seconda partenza nuovamente ad alta tensione, gara molto molto yo-yo con tanti sorpassi dipendenti del punto in cui i piloti hanno deciso di scaricare l’energia dalla batteria, protagonista assoluto Antonelli vittorioso dopo essere partito dalle retrovie: una rimonta, una sosta in più, un duello al limite e il sorpasso finale negli ultimi giri.
La decisione della Mercedes di scegliere Monza per cambiare l’intera power-unit sulla monoposto di Antonelli, con la conseguente partenza dal fondo dello schieramento, ha indirettamente reso la competizione ancor più interessante proprio per l’azione in pista e la rimonta.
Il propulsore smarcato non ha usufruito dell’unica concessione garantita a Mercedes dal meccanismo Aduo, sistema regolamentare concesso dalla Federazione per consentire ore extra al banco e gettoni di sviluppo ai costruttori che accusano un deficit di potenza rispetto al motore di riferimento (Red Bull Powertrains), dunque senza un vero e proprio incremento di cavalleria ma la rotazione di componenti nuove per motivi di affidabilità e gestione di chilometraggio in vista della volata mondiale.
Le Frecce d’Argento hanno divertire, con duelli infiniti per la vittoria, il risultato è che Antonelli ha dato l’ennesima prova di forza, di maturità, un percorso in crescendo che merita di essere coronato nell’unico modo possibile.
Dopo il traguardo, ci ha pensato il sottofondo de Nel blu, dipinto di blu di Domenico Modugno e Sarà perchè ti amo dei Ricchi e Poveri, a suggellare un pomeriggio memorabile.
A casa nostra, col casco tricolore, l’ultima volta che un italiano vinse il Gran Premio d’Italia risale a quando non c’era nemmeno la diretta televisiva, sessant’anni addietro Ludovico Scarfiotti con la Ferrari.
Nulla ha potuto la McLaren reduce da due vittorie consecutive, si è presentata col chiaro intento di proseguire la rimonta con una configurazione da basso carico che ha compreso una nuova ala posteriore e per la prima volta, la H-Wing sperimentata nelle libere in Ungheria come parte del lavoro per il migliore compromesso tra carico ed efficienza, il riscontro ha ridimensionato la seppur minime possibilità di rimonta.
La Red Bull a ridosso delle libere, aveva confermato la scelta di Zandvoort visto il protrarsi dell’infortunio al polso sinistro di Hadjar e le condizioni non ritenute al meglio, di conseguenza nuovamente spazio a Lawson e seconda possibilità per Tsunoda di guidare la Racing Bulls.
Situazione che secondo quanto anticipato dalla testata francese L’Equipe e anche trapelato dalle parole del team principal Laurent Mekies al termine della seconda sessione di libere, sarebbe prossima a essere confermata anche nel prossimo appuntamento, cautela che mirerebbe a evitare un rientro affrettato consentendo il pieno recupero dopo il percorso riabilitativo, ritorno ufficiale a quel punto previsto in Azerbaigian.
Una situazione riguardante il potenziale della vettura, la questione aggiornamenti e in generale la posizione nella classifica costruttori, che fa presupporre come il team abbia tirato i remi in barca e stia pienamente pensando a correggere gli errori con una piena visione al 2027.
Lo stesso Verstappen nella conferenza stampa prima delle libere, ha fatto intendere come la Red Bull sfrutterà questa seconda parte di campionato per approcciare al meglio la stagione che verrà, nella consapevolezza di come la Mercedes sia sempre stata il riferimento davanti, la Ferrari sta provando a stare sul passo in pista e nella corsa agli aggiornamenti, mentre la McLaren ha compiuto esponenziali passi in avanti probabilmente legati a una comprensione del nuovo regolamento che inizialmente era parsa deficitaria.
Più che della prestazione, sarà ricordato il team radio del quattro volte campione del mondo che in preda alla foga dopo la terza sessione di libere, ha fatto impallidire il celebre Gp2 Engine che Alonso esclamò nel 2015 in Giappone riferendosi alle difficoltà del binomio McLaren-Honda, stavolta paragonando la sua potenza a disposizione a quella di una Fiat Punto!
Il tutto nonostante la conferma da parte della Federazione, che alla fine del secondo periodo Aduo sia proprio la power unit Red Bull-Ford a essere quella di riferimento, evidentemente qualcosa deve essere andato storto.
Un calvario la Ferrari, appositamente vestita da una livrea appositamente disegnata per omaggiare i trent’anni dalla prima vittoria di Michael Schumacher, SF-26 quasi completamente rossa con una abbinamenti bianchi e neri, come i cerchioni dorati che caratterizzarono quella Ferrari guidata anche da Irvine.
Il risultato in qualifica della Rossa, per quanto possa sembrare esagerato, ha rappresentato un sollievo dopo aver scongiurato la beffa per un solo millesimo in Q2 davanti Bortoleto, situazione di partenza a centro gruppo che avrebbe generato ben altro tipo di gara.
L’incremento di motore c’è stato, purtroppo però Monza sicuramente spoglia ogni residua possibilità di rimonta iridata, compresa la gestione dei piloti che rimane incomprensibile, specie nei confronti di un sette volte campione del mondo incolpevole di fronte l’irruenza di Leclerc.
Nella lotta al quinto posto della classifica costruttori, è oramai chiaro il duello tra Racing Bulls e Alpine.
La scuderia di Faenza, particolarmente tifata vista la sede di Faenza, ricordiamo ex Minardi dopo l’acquisizione della galassia Red Bull, già prima delle libere aveva mostrato nelle pit-lane la presenza dell’ala reversibile al debutto, dopo essere stata promossa tempo addietro in occasione del filming day svolto a Imola con entrambi i piloti titolari.
Per la scuderia ex-Renault una grande soddisfazione la pole, e un risultato che parzialmente controbatte la classifica costruttori cambiata in virtù della sentenza emessa dalla Corte d’Appello Internazionale su ricordo di McLaren e Red Bull che a distanza di mesi, ha riscritto l’ordine di arrivo del Gran Premio di Monaco, ripristinando le due sanzioni di cinque secondi inflitte a Gasly per eccesso di velocità in corsi box, privando del terzo posto (miglior piazzamento stagionale) retrocesso settimo.
Una contesa che in queste ore ha assunto toni molto aspri tra le parti coinvolte, per questo motivo la parola “fine” potrebbe ancora non essere stata scritta.
Ancora senza punti la Haas, plafonata nella zona bassa della classifica che stavolta, ha mostrato segnali importanti per rilanciare la stagione, infatti ridisegnato l’ingresso dei radiatori con la riduzione della presa di raffreddamento e di conseguenza, rivisto l’andamento della fiancata più profilata, completamente nuovo il fondo, non ultimo in chiave Ferrari ha rappresentato un’importante occasione di confronto per la disponibilità di un solo motore aggiornato con la seconda specifica Aduo montato sulla monoposto di Bearman.
Rimane l’attenzione essendo uno dei pochi team che deve annunciare, la coppia di piloti 2027.
Se Bearman pare sicuro del suo posto, rimane in discussione il sedile di Ocon e per questo motivo, non deve sorprendere il test effettuato a Portimao tra il 26 e 28 agosto, dove sulla monoposto della scorsa stagione, sono scesi in pista il pilota di riserva Ryo, Hirakawa, Leonardo Fornaroli attuale pilota di sviluppo McLaren e campione di Formula 2 2025, Rafael Camara contendente al campionato di Formula 2 e pilota del programma giovani Ferrari.
Fuori dalla zona punti stavolta l’Audi, mentre prosegue la difficoltà della Williams che paga il ritardo iniziale quando l’assemblaggio della FW48 venne ostacolato dai mancati superamenti dei crash test mentre, quando scesa in pista, la vettura era parsa visibilmente sovrappeso generando un effetto domino in considerazione delle risorse preventivate per lo sviluppo direzionate verso la cura dimagrante invece sulla ricerca del carico aerodinamico.
Il pacchetto di aggiornamenti previsto per Baku sarà il primo vero sviluppo che direzionerà le scelte 2027, ma viene da pensare come si possa essere arrivati a questo punto nonostante gli ottimi risultati della passata stagione, che avevano lasciato presagire un ritrovato equilibrio meccanismo per lottare stabilmente nella zona punti.
Tra i team più attesi c’era soprattutto l’Aston Martin, nella consapevolezza di come l’aggiornamento Aduo alla power-unit Honda debuttata a Zandvoort, aveva rilevato un incremento al ribasso rispetto ai cavalli preventivati e il riscontro è stato impietoso.
La seconda specifica ha dimostrato essere lontanissima dal poter lottare col gruppo soprattutto nelle piste di motore, molto indietro in qualifica persino rispetto la Cadillac che a meno di colpi di scena, proseguirà questo campionato come apprendistato e iniziare il lavoro alla prossima monoposto.
Si tornerà in pista tra pochi giorni per il Gran Premio di Spagna sul nuovissimo Madring, circuito cittadino ricavato nell’omonima città spagnola che farà l’esordio nel calendario di Formula 1.
CLASSIFICA PILOTI – punti
1. Antonelli (Mercedes) – 267
2. Russell (Mercedes) – 201
3. Hamilton (Ferrari) – 191
4. Norris (McLaren) – 171
5. Leclerc (Ferrari) – 155
6. Verstappen (Red Bull) – 127
7. Piastri (McLaren) – 116
8. Hadjar (Red Bull) – 71*
9. Lawson (Racing Bulls/Red Bull) – 51**
10. Gasly (Alpine) – 41
11. Lindblad (Racing Bulls) – 29
12. Colapinto (Alpine) – 21
13. Bearman (Haas) – 18
14. Bortoleto (Audi) – 10
15. Sainz (Williams) – 6
16. Hulkenberg (Audi) – 6
17. Albon (Williams) – 5
18. Ocon (Haas) – 3
19. Alonso (Aston Martin) – 3
20. Tsunoda (Racing Bulls) – 1***
21. Bottas (Cadillac) – 0
22. Perez (Cadillac) – 0
23. Stroll (Aston Martin) – 0
* saltato per infortunio i Gp dei Paesi Bassi e d’Italia;
** 6 punti con la Red Bull nel Gp dei Paesi Bassi in sostituzione dell’infortunato Hadjar;
*** titolare nei Gp dei Paesi Bassi e d’Italia in sostituzione di Lawson.
CLASSIFICA COSTRUTTORI – punti
1. Mercedes – 468
2. Ferrari – 346
3. McLaren – 287
4. Red Bull – 204
5. Racing Bulls – 75
6. Alpine – 62
7. Haas – 21
8. Audi – 16
9. Williams – 11
10. Aston Martin – 3
11. Cadillac – 0




