A Zandvoort il finale premia Norris, secondo Antonelli senza sbavature quando più conta, bravo a cogliere un risultato che conferma e allunga la leadership, terzo Russell in difesa nel finale sulle Ferrari; spaventoso incidente di Verstappen nel primo giro. In top-ten: 4. Hamilton (Ferrari), 5. Leclerc (Ferrari), 6. Piastri (McLaren), 7. Lawson (Red Bull), 8. Hulkenberg (Audi), 9. Alonso (Aston Martin), 10. Gasly (Alpine).
Dopo la pausa estiva tra incognita meteo, gara sprint, conferme di sedili e cambi dell’ultima ora ma soprattutto risultati in pista, il Gran Premio dei Paesi Bassi non ha deluso le attese.
Compreso lo spettacolo sulle tribune caratterizzate dalla marea orange che ha salutato la Formula 1, considerata la scadenza del contratto a causa di motivazioni economiche e la valutazione tra costi/benefici, che in bilancio avevano già suggerito ai promotori di non estendere gli accordi oltre il 2026; un’ultima (ci auguriamo fin qui) abbuffata di motori col format della gara sprint capace di offrire tanta azione e muovere le classifiche.
Numeri che potrebbero ancora cambiare perché nonostante siano trascorsi mesi, non può dirsi definitivamente concluso il Gran Premio di Monaco, infatti la Federazione ha annunciato che l’International Court of Appeal il prossimo 25 agosto, esaminerà il ricorso presentato da McLaren e Red Bull sulle decisioni prese successivamente la conclusione della gara di Montecarlo.
Nel merito, ricordiamo come i commissari diedero inizialmente a Gasly due penalità di cinque secondi per eccesso di penalità in pit-lane, poi cancellate a seguito dalla richiesta di revisione presentata dall’Alpine (poi accettata) che di conseguenza, aveva modificato l’ordine di arrivo e le graduatoria piloti e costruttori che tra pochi giorni, potrebbero in ultimo, essere nuovamente aggiornate.
Ottiene il massimo Antonelli nonostante avere accarezzato la vittoria, bravo a tenere i nervi saldi nonostante la vicinanza di Norris sugli specchietti per quasi tutta la gara, poi costretto a cedere il passo senza correre rischi.
L’esito della gara sprint, vinta e amministrata dal primo all’ultimo giro da Russell, importante per i punti e il morale, col risalto della scelta di Leclerc (secondo) unico tra i piloti di vertice a montare la gomma soft, aveva anticipato i distacchi evidenziando soprattutto l’importanza della qualifica del Gran Premio in un circuito dove sono difficilissimi i sorpassi, con Norris in pole affiancato da Russell, Antonelli subito dietro con Piastri, mentre le Ferrari in terza fila con un ritardo di oltre tre decimi.
La pioggia non prevista ha animato i minuti prima del semaforo verde, perché leggera ma fastidiosa, tanto da porre interrogativi considerato il rettilineo principale asciutto mentre altre zone più umide, fino alla decisione univoca di montare la gomma d’asciutto.
Al via è scattato benissimo Norris seguito da Antonelli, così così Russell, dietro Leclerc molto aggressivo, poi colpo di scena: incidente pesante di Verstappen all’ultima curva e bandiera rossa.
Seconda partenza dopo circa mezz’ora con due giri di formazioni (ritiro di Bearman), con Antonelli bravissimo a prendere la leadership tra i litiganti, tanta azione soprattutto di disturbo senza sorpassi nei primi giri, anche per la differente mescole di gomma scelta dai piloti nelle prime posizioni.
Poi passo gara, gestione gomme e la girandola del primo pit-stop, strepitoso il sorpasso di Leclerc su Piastri nel giro n.34 seguito anche da Hamilton nell’analoga manovra.
Secondo pit-stop per tutti, il muretto Ferrari ha richiamato ai box Leclerc, ma il monegasco ha rifiutato per allungare lo stint e avere gomma più fresca rispetto Russell a fine gara, indispettendo Hamilton via radio per aver perso tempo essendo dietro più veloce.
Terza fase di gara con la pazza idea di Hamilton se proseguire fino al termine, Norris velocissimo e bravo a compiere il sorpasso su Antonelli e sul ferrarista per la prima posizione, poi virtual safety car dovuta dal ritiro di Ocon e box per entrambi le Ferrari all’attacco con gomma morbida per gli ultimi giri, stessa soluzione decisa da Antonelli rientrato terzo che in pista si è ripreso la seconda posizione su Russell capace di resistere alla pressione delle Ferrari, giù dal podio.
Vince Norris nell’anno della consacrazione più della scorsa stagione, clamoroso il suo ritmo sul finale di gara, capace di girare con la gomma hard sugli stessi tempi dei piloti con la soft, grazie una ritrovata McLaren che aveva annunciato come quello in Ungheria prima della sosta, sarebbe stato solamente il primo di una serie di aggiornamenti, chissà come sarebbe oggi il campionato se questa competitività, ci fosse stata fin dalle battute iniziali.
Ottiene il massimo Antonelli nonostante avere accarezzato la vittoria, bravo a tenere i nervi saldi nonostante la vicinanza di Norris sugli specchietti per quasi tutta la gara, poi costretto a cedere il passo senza correre rischi e allungando il vantaggio nella classifica piloti nonostante in Mercedes, ci sia nelle dichiarazioni quella consapevolezza di come e quanto il mondiale, si deciderà sulla corsa agli sviluppi.
La W17 è senza dubbio la macchina più veloce e completa dall’inizio, mentre adesso sembra mostrare meno margine per gli aggiornamenti che tardano ad arrivare, una strategia o necessità completamente opposta a Ferrari, McLaren e Red Bull soprattutto in termini di aerodinamica, un rischio visto come il nuovo regolamento, sta offrendo ampio margine di miglioramento soprattutto trattandosi del primo anno di questo nuovo regolamento dopo una fase di apprendimento.
A prescindere da tutto, rimane il bellissimo omaggio per un collega del team, ricordata con una grande scritta in prossimità del muso in loving memory of Kath Goodall.
Il risultato della Ferrari conferma la seconda posizione nei costruttori e la lontananza nell’attaccare la prima in quella piloti, nonostante l’aggressività di non limitarsi a consuete modifiche dedicate alla caratteristica del circuito, ma producendo una rivoluzione nell’area inferiore, concentrandosi sull’estrazione del carico tramite l’aggiornamento del corpo principale del fondo, la tavola, il bordo di uscita, il diffusore e la beam wing, con una revisione dei supporti e degli ancoraggi delle singole parti.
Il riscontro della SF26 è stata la fatica sul giro secco per power-unit e gomme soft, che unite al freddo hanno richiesto una preparazione di due giri prima del giro veloce, mentre il fondo ha portato maggiore equilibrio; servirà qualcosa in più per contrastare una McLaren in risalita.
Alla Red Bull sono state ore vibranti quelle che hanno preceduto il venerdì, perché Hadjar ha saltato il Gran Premio a causa di un infortunio al polso rimediato in una sessione di allenamento.
La soluzione ha generato un provvisorio effetto dominio, con Lawson nuovamente “promosso” dalla Racing Bulls dopo aver già condiviso il box con Verstappen nelle prime due gare deludenti a inizio 2025, al suo posto richiamato Tsunoda al fianco di Lindblaad che così, è tornato a guidare in un Gran Premio dopo non aver trovato un sedile al termine della passata stagione.
Soprattutto per Lawson una coincidenza incredibile che rievoca il 2023, quando Ricciardo con l’Alpha Tauri (precedente denominazione della Racing Bulls) si fratturò il polso proprio a Zandvoort durante le FP2, aprendo al suo debutto in Formula 1.
Quale luogo migliore invece, per annunciare la conferma di Verstappen e il prolungamento di contratto fino al 2030, punto di partenza fondamentale in questo momento per ritrovare la forma migliore che pone fine, a un lungo tormentone fatto di voci, indiscrezioni, clausole e quant’altro, compreso il ritiro dell’olandese che soprattutto nella prima parte di campionato, era stato molto critico nei confronti dell’attuale regolamento e della sua stessa squadra.
Viceversa sul piano del risultato, per l’idolo locale il weekend è stato un calvario, perché mai competitivo con i primi e autore di un grave errore per avere pizzicato la linea bianca (umida) all’ultima curva, perdendo la vettura pesantemente sulle barriere.
L’Alpine ha portato il maggior numero di aggiornamenti, rivedendo il fondo, i profili, scavando il cofano e rivedendo il diffusore e la geometria del flap sull’ala posteriore, il decimo posto di Gasly muove di un solo punto la classifica comunque utile, perché ha tenuto fuori dai primi dieci proprio la Racing Bulls diretta rivale in graduatoria.
Si conferma il risalita l’Audi, mentre la Haas prosegue la crisi di risultati, con l’ennesimo zero consecutivo che rimarca i problemi dopo un avvio che sembrava presagire ben altro tipo di campionato, battuta nella corsa agli aggiornamenti dei team di centro gruppo, crollata e costretta a guardarsi soprattutto indietro.
A differenza dei numeri, il team statunitense rimane al centro dell’attenzione soprattutto per il mercato piloti, perché sembrerebbe traballare il sedile di Ocon, uno dei pochissimi sedili a disposizione, da cui ci si aspettava altro rendimento almeno nel confronto interno con Bearman.
La concorrenza è tanta, a cominciare da Jack Doohan attuale pilota di riserva l’anno scorso velocemente messo da parte dall’Alpine che nei prossimi giorni, sarà impegnato in un test.
Della partita anche Rio Hirakawa, altro pilota di riserva, vincitore nel 2022 della 24h di Le Mans e due volte del Mondiale Endurance in lizza grazie al forte legame tecnico con Toyota, mentre non possiamo che fare il tifo per Leonardo Fornaroli, terzo pilota della McLaren al centro di una serie consecutiva di test e probabilmente, sulla base dei risultati, tra i piloti più quotati.
Anche la Williams prosegue con difficoltà ma può consolarsi con l’importante segnale, di avere confermato per la prossima stagione di entrambi i piloti, Alexander Albon e Carlos Sainz, che secondo i numeri di esperienza e risultati in carriera, rappresentano una coppia ben oltre il livello attuale della macchina.
Festa dell’Aston Martin col vecchio leone Alonso, capace di portare a casa il migliore risultato della stagione proprio nel weekend più atteso, perché dopo gli eccellenti riscontri dell’Hungaroring prima delle vacanze estive derivanti dalla versione B la pessima monoposto della prima parte di campionato, era lecito attendersi un’ulteriore passo in avanti soprattutto sul fronte della power-unit Honda, anch’essa aggiornata tramite il sistema Aduo.
Bella la scritta For Biscuit riportata lateralmente l’ala anteriore, per rendere omaggio a Mick Fern, membro di lunga data del team di Silverstone recentemente scomparso, dopo 35 anni di carriera per la struttura che tempo addietro si chiamava Jordan Gran Prix.
Rimane in fondo la Cadillac, alle prese con una fase di cambiamenti dopo l’annuncio del passaggio nel ruolo di team principal tra Lowdon e Budkowski, segnale del processo di accelerazione nella crescita dopo aver dimezzato il distacco dai più diretti rivali a centro gruppo.
Inizia adesso la fase più importante, più difficile, perché da team esordiente si dovrà accelerare anche se, a prescindere, in questo 2026 il team merita un applauso per essere partiti da un foglio bianco, senza perdersi d’animo e lavorando un Gran Premio alla volta, pur massimizzando il materiale a disposizione.
Si tornerà in pista tra due settimane a Monza, per l’atteso Gran Premio d’Italia.
CLASSIFICA PILOTI – punti
1. Antonelli (Mercedes) – 242
2. Hamilton (Ferrari) – 183
3. Russell (Mercedes) – 183
4. Norris (McLaren) – 159
5. Leclerc (Ferrari) – 155
6. Verstappen (Red Bull) – 112
7. Piastri (McLaren) – 104
8. Hadjar (Red Bull) – 68*
9. Lawson (Racing Bulls/Red Bull) – 49**
10. Gasly (Alpine) – 44
11. Lindblad (Racing Bulls) – 23
12. Colapinto (Alpine) – 19
13. Bearman (Haas) – 18
14. Bortoleto (Audi) – 10
15. Sainz (Williams) – 6
16. Hulkenberg (Audi) – 6
17. Albon (Williams) – 5
18. Ocon (Haas) – 3
19. Alonso (Aston Martin) – 3
20. Tsunoda (Racing Bulls) – 0***
21. Stroll (Aston Martin) – 0
22. Bottas (Cadillac) – 0
23. Perez (Cadillac) – 0
* saltato per infortunio il Gp dei Paesi Bassi;
** 6 punti con la Red Bull nel Gp dei Paei Bassi in sostituzione dell’infortunato Hadjar;
*** titolare nel Gp dei Paesi Bassi in sostituzione di Lawson.
CLASSIFICA COSTRUTTORI – punti
1. Mercedes – 425
2. Ferrari – 338
3. McLaren – 263
4. Red Bull – 186
5. Racing Bulls – 66
6. Alpine – 63
7. Haas – 21
8. Audi – 16
9. Williams – 11
10. Aston Martin – 3
11. Cadillac – 0




