Dopo quasi un mese di stop dovuto alle vacanze estive, riparte la Formula 1 col Gran Premio dei Paesi Bassi sul circuito di Zandvoort che darà l’arrivederci vista la scadenza di contratto proprio in questa stagione. Previsto il format della gara sprint che metterà in palio tanti punti nell’intero weekend.
La salutare pausa estiva dei team di Formula 1 si è conclusa.
Si riaccendono i motori in vista di un lungo susseguirsi di Gran Premi da qui a dicembre, ricordiamo l’obbligo delle rispettive fabbriche, di osservare il cosiddetto shutdown di quattordici giorni imposto dalla Federazione, dove sono stati vietati la produzione, lo sviluppo, l’uso di gallerie del vento e il lavoro di progettazione sulle monoposto, con ispezioni a sorpresa proprio per garantire il rispetto delle regole.
Le uniche attività consentite all’interno degli stabilimenti, hanno potuto riguardare lavori di ristrutturazione edili o aggiornamenti delle macchine utensili, eventi promozionali con il personale non tecnico e pubbliche relazioni, lavori su componenti non legati alla monoposto, come le future auto stradali o progetti di altre categorie, oppure riparazioni minime soggette a specifica autorizzazione della Federazione.
Una misura attuata per tutelare la salute mentale e fisica degli addetti ai lavori, che indirettamente incide nel risparmio dei costi per tutti i team.
Adesso tutto pronto a Zandvoort, presente in calendario dagli anni ’50 (le prime due edizioni vinte da Alberto Ascari e la Ferrari) al 1985, dopo una lunghissima pausa è tornato in calendario nel 2021 anche per l’enorme spinta portata da Verstappen, purtroppo però il 2026 è l’ultimo anno in cui si concluderà l’accordo tra gli organizzatori e la Formula 1.
Il posizionamento vicino la costa potrebbe portare problemi di aderenza sull’asfalto in considerazione del vento che spesso sposta la sabbia, difficili i sorpassi trattandosi di un tracciato prevalentemente stretto e tortuoso con un rettilineo principale non particolarmente lungo, è richiesto carico aerodinamico per bilanciare i tratti rapidi con le sezioni più lente.
Eppure l’edizione del 2023 contraddistinta dalla variabile meteo, ha rappresentato il Gran Premio oggetto del più alto numero di pit stop (89) nella storia della Formula 1, nonché del maggior numero di sorpassi in una singola gara (186) e in un singolo giro (63).
Interessante la presenza di curve con pendenza diventate peculiarità del tracciato moderno, come le Hugenholtzbocht (Curva 3) e Arie Luyendykbocht (Curva 14) che presentano un’inclinazione pronunciata (fino a 18 gradi per l’ultima curva) per consentire una maggiore velocità di percorrenza e traiettorie differenti.
Inevitabile come nomi del passato si fondono con quelli del presente, tanto che nelle statistiche del maggior numero di vittorie, Verstappen potrebbe eguagliare il record oggi di Jim Clark (4) e superare per quanto riguarda le pole, quello di Renè Arnoux (3).
Nelle ultime due edizioni ha sempre vinto una McLaren, nel 2025 ad aggiudicarsi il Gran Premio fu Oscar Piastri davanti Verstappen e il sorprendente podio di Hadjar con la Racing Bulls.
Stiamo apportando degli aggiornamenti, monitorando attentamente quanto possiamo fare e al momento, in termini di budget cap, siamo in una buona posizione. Abbiamo cercato di concentrarci un po’ di più sulla seconda metà della stagione, abbiamo aspettato, vediamo se sarà sufficiente.
Toto Wolff – team principal Mercedes
A freddo merita una riflessione quanto accaduto in Ungheria ben oltre la cronaca, il tifo oppure la semplice chiacchiera.
Perché emerso un brutto paradosso riguardante il sistema delle infrazioni e la sfavorevole proporzione delle penalità secondo il peso di quanto commesso oltre il regolamento: due pesi stessa sanzione.
Da una parte i cinque secondi inflitti a Hamilton per aver superato di appena 0,1 km/h la velocità in corsia box durante il pit-stop, dall’altra gli stessi cinque secondi per la condotta di Sainz che doppiato, non ha concesso agevolmente strada a Piastri che per poco non andava sulle barriere malgrado fosse in lotta per la vittoria.
Mettere sullo stesso piatto due casi simili che realmente hanno un peso specifico diametralmente opposto, significa che l’ordine delle sanzioni necessita di una revisione che tenga conto delle reali gravità in termini di sicurezza ed eventuale guadagno di tempo.
Veniamo alla competizione.
Servirà la migliore Mercedes dopo quanto visto nelle ultime apparizioni, con Antonelli chiamato a confermare la leadership e Russell che dovrà rimontare i punti di svantaggio frutto fin qui (tolta quella inaugurale in Australia) di prestazione al di sotto quelle del giovane italiano, con le carte in regole per affondare il colpo e non trascinare nelle ultime gare un campionato che senza i pochi passaggi a vuoto per motivi di affidabilità, sarebbe oggi abbastanza indirizzato.
Ricordiamo come il britannico in Ungheria, aveva montato un nuovo motore dopo i problemi al termine della qualifica, poi la partenza molto a rilento che inizialmente sembrava essere dovuta a un errore del pilota invece rivelatosi del team sulla gestione delle fasi iniziali.
Anche sotto il profilo mediatico, considerata l’età, l’aspetto fisico e l’aria da teenager, Antonelli sta rappresentando il collante con la nuova generazione di ragazzi interessati al motorsport e nello specifico alla Formula 1, ad agevolare la simpatia, anche il rapporto di rispetto e considerazione con tutti gli altri piloti, specie quelli più esperti e anagraficamente avanti con gli anni, fattore che inevitabilmente nella natura delle corse, potrebbe cambiare qualora iniziasse non solo a vincere i Gran Premi ma soprattutto i campionati e per questo motivo, gli altri non staranno a guardare.
A cominciare dalla McLaren che seppur terza nei costruttori e lontana dalla vetta, in Ungheria con gli aggiornamenti ha dimostrato di non volere stare a guardare ma onorare il numero 1 sulla monoposto di Norris.
La Ferrari torna in pista dopo il passo falso in Ungheria, a mani vuote senza nemmeno una macchina sul podio e con tanto rammarico in quel weekend che sulla carta era dato come agevole dopo situazioni in cui non sono mancati errori, tra decisioni che durante il corso di quella gara avevano peggiorato la situazione e in ultimo, la decisione di rientrare ai box in regime di virtual Safety Car a pochi giri dal termine, quando proprio Hamilton si trovava al secondo posto in considerazione le difficoltà di sorpasso a Budapest.
A Maranello prosegue la campagna di rafforzamento dietro le scrivanie pensanti dell’area telaio, rinforzando l’organico con due nuovi arrivi da Mercedes e Aston Martin, mentre altri sono attesi nella seconda parte della stagione, che rimarca l’attività per dare a Loic Serra le risorse umane per lo step successivo con l’oculata gestione del budget cap.
Scelte tra l’altro, che nella specifica tipologia di trasferimento, vanno sempre calcolate a tempo debito in considerazione del periodo di gardening, ovvero la pausa forzata e retribuita che una risorsa deve rispettare quando passa da una squadra a un’altra, utile a proteggere i segreti aziendali ed evitare il trasferimento di informazioni tecniche cruciali ai rivali.
Della partita bisogna a prescindere considerare la Red Bull trascinata da Verstappen, semplicemente strepitoso nelle prestazioni, sempre capace di andare oltre il potenziale della macchina e un team che negli ultimi mesi, grazie la sostanza di Hadjar, ha riscoperto dopo quasi due anni la concretezza di un secondo pilota stabilmente in zona punti.
Sarà gran tifo proprio per Verstappen, considerato come Zandvoort si trasforma ogni anno in un imponente marea arancione, caratterizzato da spalti gremiti, fumogeni colorati e un entusiasmo travolgente che generano un colpo d’occhio unico, al punto da richiedere prudenza per la visibilità della pista, un’energia che si estende anche fuori dalla pista, con la città decorata a festa e tante iniziative dei appassionati locali.
Duello per la quinta piazza, con l’Alpine chiamata a rispondere la rimonta della Racing Bulls sempre a punti negli ultimi sette weekend e capace di segnare in Ungheria, il record di pit-stop più veloce del campionato sotto il tempo di due secondi.
Necessita viceversa una svolta la Haas ferma da ben cinque Gran Premi che adesso sente la possibilità di vedere avvicinare Audi sicuramente più concreta rispetto alle tante occasioni perse dopo essersi classificate ripetutamente ai margini della top-ten.
Audi in particolar modo guarda già avanti nonostante le recenti prestazioni, confermando che non ci saranno ulteriori evoluzioni sulla loro power-unit dopo aver già sfruttato l’aggiornamento concesso dall’Aduo in Spagna, dunque sforzi concentrati in ottica 2027 con l’obiettivo di risalire la graduatoria dei costruttori.
La Williams deve dare un senso al proprio campionato, nato male che sembrava essersi in qualche modo raddrizzato e da qualche tempo tornata a essere molto negativa tra ritiri e posizionamenti lontani dai primi dieci.
C’è attesa per la nuova Aston Martin che tanto bene ha fatto proprio in Ungheria soprattutto tra le mani di Alonso.
Prima delle vacanze, il team è rimasto qualche giorno in più all’Hungaroring, percorrendo i chilometri previsti dal filming day per far debuttare la nuova power-unit Honda sviluppata e dotata da ulteriori cavalli dopo le valutazioni Aduo effettuate dalle valutazioni della Federazione, un’introduzione attesa che dovrà garantire velocità, prestazione ma soprattutto affidabilità per confermare la risalita già intravista nell’ultimo Gran Premio.
Se la bontà del lavoro fosse confermata, potrebbe riscrivere le gerarchia della parte bassa dei costruttori dove si trova Cadillac, che senza un’inversione di tendenza rischia concretamente di ritrovarsi ultima e lontana dai più diretti rivali.
Il tallone d’Achille è stato fin qui soprattutto l’impianto dei freni e la gestione del raffreddamento, situazione giustificabile quando si parte da un foglio bianco, perché il flusso d’aria deve entrare e uscire in una precisa zona, elemento completamente nuovo per il team che inizialmente non aveva mai avuto alcuna esperienza pregressa.
Proprio il team statunitense con sede a Silverstone nel Regno Unito come sezione sportiva della casa automobilistica, a ridosso di Ferragosto ha annunciato il cambio di team principal, sarà Marcin Budkowski per una decisione che ha colto di sorpresa, in quanto l’oramai ex Graeme Lowdon in carica da dicembre 2024, avrebbe saputo la notizie solamente nella stessa mattinata quando i comunicati sulla sostituzione erano pronti.
Una mossa prevista ma sicuramente anticipata, probabilmente per dare una sterzata all’attuale campionato e una base al prossimo: “il mio focus sarà allineare le nostre persone, gli strumenti e il flusso d’informazioni per far sì che le decisioni corrette vengano prese rapidamente e le prestazioni della vettura migliorino a ogni gara. E’ un privilegio guidare gli sforzi in pista della Cadillac a partire dal prossimo weekend di di Zandvoort”.
Di seguito il programma.
Venerdì 21 agosto
Prove libere: ore 12;30.
Qualifiche sprint: ore 16;00.
Sabato 22 agosto
Gara sprint: ore 11;30.
Qualifiche: ore 15;00.
Domenica 23 agosto
Gran Premio: ore 15;00.




