Si viaggia dal Belgio verso Budapest che ospita l’ultimo Gran Premio prima della pausa estiva; si riprenderà nel weekend dopo Ferragosto a Zandvoort. In scena il confronto interno Mercedes: Antonelli per allungare e Russell per accorciare. Di mezzo la Ferrari tutt’altro che disposta ad alzare bandiera bianca.
Come abbiamo più volte ribadito, soprattutto la stagione europea è contraddistinta da circuiti che raccontano e tramandano l’anima della Formula 1, fatta di metamorfosi dei tracciati, delle strutture ad esse legate, ai nomi dei piloti e team capaci di scrivere nei decenni la storia dei singoli eventi.
A questo si aggiunge di base, quelli che restano i luoghi, le origini e persino i contesti che hanno portato oggi, come nel caso del Gran Premio d’Ungheria, essere un appuntamento considerato un grande classico, irrinunciabile e continuo nel calendario.
La primissima edizione venne disputata nel 1936 nel parco Népliget di Budapest e fu vinta da Tazio Nuvolari, poi un lunghissimo digiuno fino al 1986, quando l’Ungheria divenne il primo paese del blocco sovietico a ospitare un Gran Premio di Formula 1, nonostante all’inizio degli anni ’80, l’idea di disputare una gara a Mosca non concretizzata.
Un’apertura fortemente voluta per favorire la diffusione dell’automobilismo sportivo, così avvenne la costruzione del nuovo (e attuale) circuito noto come Hungaroring a est della capitale Budapest.
Al suo esordio in calendario, vinse Nelson Piquet dopo un sorpasso nell’ultima parte di gara sul connazionale Ayrton Senna, l’evento ebbe un grande clamore mediatico con una presenza di pubblico di circa duecentomila spettatori e una delegazione ufficiale dell’URSS per osservarne l’organizzazione.
Trattasi di un circuito tortuoso, che non lascia respiro ai piloti tanto da essere definito come “una Monaco senza muretti”, considerato come i piloti affrontano un continuo susseguirsi di curve lente e medie che mettono a dura prova freni, gomme e carico aerodinamico.
A questo proposito, tranne per il rettilineo di partenza/arrivo, sono proibitivi i sorpassi perché strette le traiettorie, fattore che rende le qualifiche importantissime come lo scatto al semaforo verde, di mezzo la gestione delle gomme, perché la piena estate rende rovente la temperatura dell’asfalto, insieme al degrado causato dalle continue curve, per questo motivo le strategie sul tipo di gomma da utilizzare in partenza e la durata, potranno essere cruciali.
Il circuito può idealmente essere suddiviso in tre macro settori.
Il primo fatto di staccate e allunghi, dove i piloti raggiungono la velocità massima prima della staccata aggressiva che immette in Curva 1 verso destra molto stretta, considerata una delle principali zone di sorpasso, dopo una piega a destra la Curva 2 si apre e i piloti accelerano verso la Curva 3 a pieno gas, successivamente Curve 4 e 5 che richiedono rispettivamente una sterzata decisa usando il carico aerodinamico e necessita di una forte frenata per raggiungere il punto di corda.
Il secondo settore è contraddistinto da curve in rapida successione, a cominciare dalla chicane (Curve 6-7) che rappresenta un cambio di direzione lento e guidato verso la successiva sequenze da Curva 8 a 10 cuore del tratto guidato, caratterizzato da curve tecniche che non permettono pause e richiedono un ottimo bilanciamento del veicolo per affrontare i cordoli.
Il terzo e ultimo settore, si contraddistingue da cambi di pendenza e molta trazione, con Curva 11 che impegna i piloti in frenata e in un dislivello in discesa che porta alla staccata della Curva 12, infine Curva 13 e 14 a raggio ampio che chiudono il giro, in particolare la 14 è un tornante a 180 gradi che immette sul rettilineo principale e richiede la massima trazione in uscita per non perdere velocità.
In tempi recenti, l’Hungaroring è stato interessato da lavori di ammodernamento che hanno reso il circuito maggiormente accogliente e in generale modernizzare strutture per rispondere ai moderni standard di eventi sportivi come la Formula 1 che attirano in notevole flusso di spettatori, come un nuovo paddock e l’area box per offrire maggiore spazio e servizi ai team, il rinnovamento delle tribune principali e delle aree interne ed esterne per ottimizzare l’esperienza del pubblico, non ultimo sono stati eseguiti interventi di riasfaltatura.
Statisticamente, è Lewis Hamilton a vantare il maggior numero di vittorie (8) come le pole position (9) e i podi (12), l’anno scorso vinse Lando Norris con la McLaren.
Noi questa settimana abbiamo portato un pacchetto un po’ più scarico, in Ungheria torneremo con la configurazione delle gare precedenti. Ma non sarà comunque facile, perché la Ferrari va molto forte.
Andrea Kimi Antonelli, dopo la vittoria in Belgio
Si torna in pista pochi giorni dopo Spa-Francorchamps, che tanto ha detto e soprattutto mosso in termini di classifiche.
La Mercedes si presenta nella consapevolezza di essere superiore ma anche un bivio, dove presto bisognerà decidere su quale pilota puntare definitivamente, scelta che da spettatori appare chiara perché Antonelli nonostante le problematiche e qualche zero per colpe non sua, è sempre stato più veloce, costante, con una finezza di guida e una maturità raggiunta (per esempio) nell’evitare sorpassi azzardati che rievoca grandi del passato.
Il circuito angusto dell’Hungaroring sarà un altro esame al pari di Russell, che dovrà cambiare rotta per rimanere agganciato a una classifica che sul piano dei tempi e dei punti, tranne la gara inaugurale in Australia, l’ha sempre visto indietro il ben più giovane compagno di squadra.
E’ cambiato il mondo rispetto allo scorso anno, dove Antonelli all’esordio, faticò moltissimo a reggere la pressione mediatica, protagonista di una stagione europea molto negativa, mentre adesso consistente nell’avere riportato il Tricolore più volte sul gradino più alto del podio, a +45 da Hamilton che provvisoriamente ha persino superato Russell nella classifica piloti, demolito in qualifica (incidente a parte) nell’ultimo Gran Premio.
Proprio l’ultima domenica in Belgio, ha lasciato per Russell una pesante scia di tensioni e malumori che non saranno per niente piaciuti all’interno del box Mercedes, con dichiarazioni leali nei confronti dell’incidente con Hamilton, dall’altro ha lanciato ai media un messaggio perentorio nel volere garanzie sulla parità di trattamento alzando i toni del dibattitto, quasi a far presumere come il team silenziosamente prediliga il lavoro maggiormente sull’italiano alludendo a favoritismi: “Voglio soltanto che la mia macchina sia la stessa di Antonelli.”
Nemmeno trasmesso dalla regia internazionale, lo sfogo a caldo quando è finito sulla ghiaia usando termini durissimi sulla mancata prestazione della batteria in rettilineo prima di trovarsi fianco a fianco con Hamilton.
A questo proposito, particolarmente interessata al confronto interno delle Frecce d’Argento è esattamente la Ferrari, tutt’altro che intenzionata ad alzare bandiera bianca nella lotta iridata, in Belgio nonostante la difficoltà nella gestione dell’energia lungo i rettilinei, la SF-26 si è dimostrata la monoposto migliore nel tratto guidato.
Per questo motivo con una Rossa disposta a massimizzare ogni risultato ed entrambi i piloti ritrovati, già l’imminente Gran Premio promette scintille.
McLaren e Red Bull l’anno scorso protagoniste si contenderanno il ruolo di terza forza, più indietro sarà interessante il confronto tra Alpine e Racing Bulls, dove la migliore posizione in classifica costruttori a fine campionato, garantirà un migliore premio economico.
In difficoltà la Haas chiamata a sterzare i diversi e consecutivi passaggi a vuoto, viceversa in risalita l’Audi che ha messo nel mirino la Williams alle prese con una notevole carenza di risultati.
Attesissima l’Aston Martin che da tempo guarda l’Ungheria come tappa per svoltare la stagione, perché si attende la presentazione di una vera e propria versione B della bocciata monoposto vista nella prima parte di campionato; un weekend importante per valutare anche indirettamente la capacità di reazione alle problemaiche.
Infine la Cadillac, in una fase di preventivata difficoltà alla stagione d’esordio, con l’obiettivo almeno di rimanere davanti proprio Aston Martin.
Il programma del weekend
Venerdì 24 luglio
Prove libere I: ore 13;30.
Prove libere II: ore 17;00.
Sabato 25 luglio
Prove libere III: ore 12;30.
Qualifica: ore 16;00.
Domenica 26 luglio
Gran Premio: ore 15;00.




