Le Aprilia volano in MotoGP mettendo quattro moto in top 5, Marquez buca a pochi giri dalla fine e le Ducati arrancano a tenere il ritmo dei più veloci, mettendo la miglior moto solo in sesta posizione con Di Giannantonio.
La prima gara e sprint della Moto GP, disputatesi sabato e ieri in Thailandia, non ci lasciano senza sorprese: il sabato vede il pilota italiano Marco Bezzecchi mettere la sua Aprilia in pole, seguito dalla Ducati di M. Marquez e dall’altra Aprilia di Raul Fernandez. Solo un anno fa le Ducati conquistavano i primi 3 posti alla fine della gara, quindi si hanno grandi aspettative in quel di Bordo Panigale, aspettative già deluse al momento che solo 2 Ducati sono presenti nei primi 6 posti.
La sprint e le sorprese non tardano ad arrivare perché a gara appena iniziata Marquez prende subito il comando, Bezzecchi non perde tempo e poche curve dopo riprende il comando della gara; la sua leadership non dura tanto perché al terzo giro di quindici, mentre cercava di difendere la posizione, perde il controllo della moto e scivola a bordo pista. La gara corta finisce con Acosta in sella alla sua KTM al primo posto, M. Marquez secondo e Raul Fernandez terzo seguito dalla seconda Aprilia non ufficiale in quarta posizione.
Per Bezzecchi riflettori puntati sulla gara della domenica, quella che dà più punti e la più importante: si spengono i semafori e parte benissimo mantenendo subito il comando e scappando su tutti , mentre gli altri lottano lui mette 1 secondo e poi 2 per stare sicuro. Intanto dietro Marquez costruisce comunque una gara solida ma pochi giri dalla fine buca ed è costretto al ritiro; Alex Marquez cade il giro dopo, ottima gara per Mir che a 3 giri dalla fine è costretto al ritiro per un problema alla sua Honda. La gara termina dopo 26 giri e per Ducati, Honda, KTM e Yamaha il risultato è freddissimo e senza precedenti: 4 Aprilia nei primi 5, solo Acosta tiene il ritmo, arrivando secondo anche se a 5.5 secondi dal primo, l’ordine all’arrivo è il seguente: Bezzecchi domina e stravince, Acosta secondo, Raul Fernandez terzo, Jorge Martin che dopo un anno pieno di infortuni si rivede quasi lo stesso di quel mondiale vinto nel ’24 e poi Ai Ogura in quinta. Per le Ducati il bottino è magro: Di Giannantonio arriva sesto, Morbidelli ottavo e Bagnaia nono, limitando i danni dopo essere partito tredicesimo.
Nota super negativa per la Yamaha che è ultimissima, le moto ufficiali arrivano in quattordicesima e quindicesima posizione, le Yamaha Pramac non ufficiali arrivano in diciassettesima e diciottesima, invece meglio le Honda che dopo i risultati deludenti degli ultimi due o tre anni vedono un po’ di luce chiudendo in decima con Marini e undicesima con Zarco; molto bene anche Mir che era in ottava fino al cedimento del motore.




