F1 ’26: MOTORI ACCESI A MADRID

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Si rimane nel cuore dell’Europa nel nuovissimo Madring che eredita la denominazione del Gran Premio di Spagna, tante incognite sul circuito all’esordio assoluto nel panorama dei motori, dove non mancano malumori. Per Antonelli l’occasione giusta per fare scattare il conto alla rovescia verso il coronamento di una stagione fin qui incredibile.

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utto pronto per l’atteso esordio del “nuovo” Gran Premio di Spagna, spostatosi dal circuito catalano di Montmelò/Barcellona a quello cittadino di Madrid progettato attorno il centro espositivo/fieristico Ifema, trasferimento che inizialmente aveva fatto temere la messa in discussione proprio della storica sede, salvo invece la conferma di un doppio appuntamento in Spagna.
L’attuale sito è stato scelto anche per l’eccellente logistica di situarsi vicino l’aeroporto, fattore considerato più competitivo oltre la stessa localizzazione che offre una migliore possibilità di organizzare eventi, fan zone e attività per rendere l’evento quando più fruibile.
A progettare il circuito, è stato lo studio Dromo, che già in passato era stato responsabile di Yas Marina, degli ammodernamenti di Zandvoort, Spa-Francorchamps e diversi altri circuiti, prevedendo una capienza di oltre centomila presenza per evento.
Alcune immagini divulgate lo scorso inverno, erano state allarmanti sullo stato di avanzamento dei lavori, tuttavia col trascorrere delle settimane, gli organizzatori e le istituzioni hanno smentito qualsiasi problematiche e confermato la tabella di marcia del cantiere, gli stessi controlli degli addetti ai lavori della Federazione, non avevano evidenziato problemi o rallentamenti.
L’impostazione ricalca quanto presente a Miami, ovvero un circuito ibrido contraddistinto da strade pubbliche e tratti interni al complesso fieristico, direzione che sembra consolidarsi tra gli organizzatori dei Gran Premi di Formula 1 per il contenimento dei costi e la ridotta presenza di strutture che rimarrebbero inutilizzate a conclusione dell’evento.
Il mix è quello di curve lente, medie e veloci, alternando lunghi rettilinei e diverse possibili di traiettorie per favorire i sorpassi, secondo le analisi della Pirelli fornitore unico dei pneumatici, le sollecitazioni saranno elevate, probabilmente simili a piste come quella di Silverstone.
Tra i punti della pista più attesi c’è La Monumental, curva sopraelevata che rappresenta una delle principali novità del nuovo circuito spagnolo, caratterizzata da una pendenza di circa il 24% che i piloti percorrono per diversi secondi, un tratto senza precedenti nel calendario progettato per un passaggio particolarmente spettacolare.
All’inizio del trascorso mese di luglio, è stata la Ferrari a inaugurare la neonata posta iberica, tramite lo svolgimento del filming day sul circuito per buona parta ancora impolverato, con Hamilton e Leclerc che si sono alternati al volante della monoposto per un massimo di duecento chilometri previsti dal regolamento.
Un test anche per il circuito e gli stessi organizzatori, che hanno potuto verificare la bontà dell’impianto a misura di Formula 1 ad appena due mesi dal previsto weekend di gara, mentre il recente e ultimo banco di prova, poche settimane addietro, ha riguardato le monoposto di Formula 3 che hanno fatto da apripista nel primo test ufficiale sul tracciato.
Malgrado abbia preso la denominazione Gran Premio di Spagna, non ci sono statistiche dal passato, trattandosi come detto di un vero e proprio circuito dove non si è mai gareggiato.
Sarà una grande festa ma forse non per tutti.
Perché molti residente del quartiere da diverso tempo, manifestano contro lo svolgimento della gara in quell’area, con tanto di reportage realizzato da El Pais che ha mostrato il rovescio della medaglia e la furia degli abitanti della zona, tanto da far nascere il comitato Stop F1 Madrid dotato di un sito web per contrastare lo svolgimento dell’evento e metterne in mostra le contraddizioni.
Tra le critiche, l’eliminazione di aree verdi nel quartiere, la chiusura di strade per consentire i lavori per buona parte dell’anno ma soprattutto l’impatto ambientale derivante dal rumore delle auto da corsa che dovrebbero raggiungere i 95 decibel, paragonabile al passaggio ravvicinato di un treno o di un camion pesante, oppure l’interno di un bar molto affollato con musica dal vivo.
In ultimo ha fatto sorridere amaramente la notizia, secondo cui nonostante la consuetudine del pubblico europeo a portare bottigliette d’acqua o pranzo al sacco siano state vietate.
Un provvedimento davvero senza senso che assume maggiore rilevanza, in quanto gli spettatori potranno fare affidamento alla ristorazione posizionata nelle Fan Zone con listini prezzi tutt’altro che economici.
Complessità e contraddizione di come l’attuale Formula 1 cerchi in ogni modo la pubblicità e la commercializzazione del prodotto, mentre venga poco rispettata la passione genuina dei tifosi che fanno tanti sacrifici pur di assistere a un weekend di corsa, fosse anche l’unico della loro vita.

Antonelli ha chiuso il cerchio a Monza due anni dall’incidente, ha dimostrato perché l’abbiamo messo in macchina.

Toto Wolff – team principal Mercedes

Si riparte dopo la straordinaria successo a Monza di Antonelli, con naturalezza, serenità, educazione, col sorriso, senza troppo girarci e perdere troppo tempo.
La sua impresa più bella, è stata quella di riuscire a fare esultare il popolo rosso bravo e soprattutto maturo nel riconoscere la pasta di questo ragazzo, esploso di gioia in una domenica nerissima per la scuderia di Maranello, riuscito in qualcosa d’inimmaginabile considerato come tradizionalmente i tifosi della Ferrari abbiano sempre occhi e cuore solo per il Cavallino.
Così, invece di abbandonare le tribune come quando la propria squadra perde sonoramente, i tifosi vestiti in rosso hanno incitato il bolognese nel duello con Russell indipendentemente il colore della monoposto, spingendolo fino al traguardo, alzati in piedi per applaudirlo nel giro d’onore e corsi sotto il podio per cantare l’inno di Mameli.
Ci sono ancora delle gare in calendario, il vantaggio è importante, lo stesso Russell sembra aver alzato bandiera bianca dopo essere precipitato a sessantasei punti di svantaggio, consapevole di quanto questo ragazzo abbia oramai tutte le carte in regole per gestire, aumentare e chiudere il discorso al più presto: “Il Mondiale? A dire il vero, non ci sto nemmeno pensando. Siamo dove siamo. Ha guidato in modo incredibile in questa stagione, merita di essere in testa al campionato e ha un vantaggio molto consistente, non penso nemmeno a una possibile rimonta in campionato. Penso solo ad affrontare ogni gara e cercare di vincerla, poi andrà come deve andare. Non mi sto mettendo pressione in questo senso, dicendomi che devo fare questo o quello. Devo solo cercare di vincere più gare. Ma, ovviamente, lui è nella migliore situazione e merita di essere dove è.“
Non sappiamo a questo punto cos’altro ci possa aggiungere, perché ogni volta va più forte, oltre quello che s’immagini da un ragazzo di venti anni alla seconda stagione in Formula 1, stupisce non solo se stesso ma pure i rivali.
Per noi italiani è un tempo felice, felicissimo, il podio italiano ha segnato un gesto di maturità bellissimo, straordinario vista l’attualità troppo spesso amara, che eleva questo sport da presunti tabù a quasi un passaggio di consegne, quello di un popolo rosso capace di applaudire e apprezzare un ragazzo cui bisogna ringraziare Toto Wolff anche per una capacità di leadership raramente riscontrabile in Formula 1.
Proprio lui, il rivale per eccellenza.
Perché senza di lui, oggi magari vedremmo qualcun’altro vincere, nella migliore delle ipotesi questo ragazzo guidare una delle scuderie motorizzate Mercedes come per esempio una Williams o un’Alpine, dandogli invece il volante di un top-team alla ricerca del riscatto dopo l’epopea Hamilton (tra l’altro sostituito) e le difficoltà del precedente periodo regolamentare a effetto suolo.
Bravo Antonelli, corretta la Mercedes, grazie Toto.

Agli altri potrebbero restano le briciole o poco più.
A cominciare dalla Ferrari reduce dal pesantissimo conto di Monza, perché invece di rappresentare l’occasione di una possibile rimonta ha mostrato tutti i limiti della SF-26 nonostante disponesse di una power-unit dotata di un secondo aggiornamento Aduo, il violento impatto di Leclerc e la gara anonima di Hamilton, hanno generato una resa dettata dalla mancanza di velocità, gestione dell’ibrido e una mancanza di precise gerarchie oramai cronica.
Lo stesso Hamilton a caldo del Gran Premio d’Italia, ha criticato l’attuale gestione della rivalità interna: “Quando ero in Mercedes, avevamo delle regole d’ingaggio scritte. Quindi non abbiamo mai avuto grossi problemi, magari un paio di volte con Nico, ma il più delle volte è andato tutto bene. Qua invece non ci sono regole. Penso sia qualcosa che dovremo provare a risolvere”.
Oltre il danno potrebbe esserci la beffa, infatti la power-unit sarebbe rimasta accesa dopo l’urto e forse danneggiata (salvi il cambio e il telaio), tutto dipenderà da eventuali comunicazioni ufficiali a ridosso delle prove libere che scongiureranno o meno il rischio di una penalità sulla griglia di partenza.
Rimane però la valutazione strategica sulla gestione dei chilometraggio, se introdurre o meno una nuova unità, per garantire una rotazione sulle unità durante gli ultimi appuntamenti del campionato.
Con Antonelli e una Mercedes così, l’obiettivo podio per non perdere la seconda posizione dei costruttori messa nel mirino della McLaren in decisa crescita nelle ultime apparizioni.
Di questo gruppo farà parte la Red Bull che dichiaratamente guarda alla prossima stagione, nuova opportunità per Lawson che per il terzo Gran Premio consecutivo sostituirà Hadjar ancora non al meglio dopo l’infortunio al posto sinistro, di conseguenza a guidare la Racing Bulls sarà Tsunoda.

Nella pancia del gruppo sarà sfida tra Racing Bulls e Alpine per contendersi la quinta posizione dei costruttori, che oltre a una soddisfazione di classifica, a fine campionato genera un maggiore bonus economico, analogo confronto per la settima piazza tra Haas (che a Monza ha portato delle novità) e Audi, quest’ultima con l’intenzione di presentare ricorso contro la decisione di non sanzionare Yuki Tsunoda decimo a Monza, davanti i propri piloti Bortoleto e Hulkenberg privando il team, a suo modo di vedere, di un punto nella classifica costruttori.
Alla base la procedura di ripartenza dopo la bandiera rossa per l’incidente di Leclerc quando, in occasione del secondo tentativo di partenza, il giapponese della Racing Bulls aveva sbagliato piazzola salvo mettersi in quella corretta in maniera non esattamente idonea, tale da spingere il direttore di gara a rinviare nuovamente la partenza senza alcuna sanzione finale.

Infine le ultime tre che nella gerarchia, rispecchiano l’attuale valore in pista quali Williams, Aston Martin (entrambe le macchine ritirate a Monza) e Cadillac (ultime a Monza), ciascuno per migliorare, andare oltre la migliore posizione sul traguardo e magari cogliere punti per meglio ripresentarsi tra pochi mesi nel campionato che verrà.
Nelle scorse ore la Williams dai propri canali social, ha svelato la livrea celebrativa che omaggerà la FW07 che corse nel campionato 1981, una delle macchine più rappresentative e vincenti quando la scuderia era guidata da Frank Williams e Patrick Head.

Il programma del weekend
Venerdì 11 Settembre
Prove libere I: ore 13;30
Prove libere II: ore 17;00

Sabato 12 Settembre
Prove libere III: ore 12;30
Qualifiche: ore 16;00
Domenica 13 Settembre
Gran Premio: ore 15;00

Autore

Andrea La Rosa

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Andrea La Rosa

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